A 7-day adventure by Pietro & Sara
  • Day7

    Back home

    January 2, 2020 in Iceland ⋅ ❄️ 0 °C

    Ho cercato di riassumere questo viaggio, senza annoiarmi, o annoiare, facendo un pò di ironia quà e là.
    Ammetto che non è il mio viaggio ideale, ma sono contento di esserci stato perché... credo sia una meta più unica che rara.
    Saluto così, a questo punto, senza aggiungere altro.
    Bless Ísland, gaman að hitta þig. Ég vona að við sjáumst fljótlega aftur.
    Arrivederci Islanda, piacere di averti conosciuta. Spero ci rivedremo presto.
    (vero, secondo google però).
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  • Day6

    Iceland church

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ 🌙 0 °C

    Altra chiesa Islandese, orgoglio popolare. Credo fosse una delle più antiche dell'Islanda.
    C'era una targa al suo interno con diversi nomi Islandesi. Li riconoscevi dal son e dal dottir.
    Si torna a Reykjavik, l'indomani si parte!Read more

  • Day6

    Gullfoss

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ ❄️ 0 °C

    Gullfoss (dall'islandese: "gull" che significa "dorato" e "foss ", "cascata") è una delle più note cascate dell'Islanda sud-occidentale, lungo il percorso del fiume Hvítá nel Haukadalur (nome vero). Il nome "cascate d'oro" deriva dall'arcobaleno che incorona nelle belle giornate di sole.
    La portata media è di circa 140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, con orientazione relativa di circa 45°, e proseguono in una stretta e profonda gola che si apre nell'altopiano.
    Gullfoss, soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, è situata relativamente vicino alla capitale Reykjavík (120 km circa) e fa parte assieme al Þingvellir e i vicini geyser (Geysir e Strokkur) del cosiddetto Cerchio d'Oro, l'insieme di attrazioni naturalistiche più note e visitate d'Islanda. Grazie ad una rete di sentieri la cascata è raggiungibile con la massima sicurezza nella parte superiore e in quella frontale. Fonte: wiki.
    Veramente bella da vedere, soprattutto perché ci siamo beccati una bella bufera di neve. Una gran rottura, soprattutto perché la temperatura si è abbassata talmente tanto da riportarmi alla mente San Giorgio, anche se tutto era avvolto dal bianco.
    Neve e ghiaccio dappertutto con contrasti di colore tra il bianco, l'azzurro ed il nero. Bello!

    Nota: il clima Islandese dovrebbe essere questo in inverno e non la pioggerella che ci ha affiancati per tutto il viaggio! Purtroppo, cari miei, il climate change non è un cagata!
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  • Day6

    Iceland horses

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ ☀️ 1 °C

    Questi poveri cavalli hanno avuto un'infanzia difficile da quel che mi è sembrato di intuire. Purtroppo quando la guida ha raccontato la loro storia non ho capito una mazza e mentre ci provavo, uno di loro voleva fare amicizia (vedi prima foto), quindi nisba.
    Entrambi amiamo la macchina fotografica, come si può intuire, e nella foto si può notare un fascio di luce (rarissimooo) che proprio in quel momento ci ha raggiunto, benedicendo il nostro incontro.
    Nota: sono le creature più tipiche dell'Islanda, se ne trovano a bizzeffe, ma si pensa siano stati importati.
    La guida si è raccomandata di non chiamarli pony (perché sono piccoli e tozzi) altrimenti si arrabbiano. Non l'ho fatto, ma solo perché non prendo in giro chi è diverso.
    Non intendo chiamarli cavalli e neanche pony, quindi dirò: cavallini bellini!
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  • Day6

    Geysir

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ ❄️ 1 °C

    Geysir (noto anche come il Grande Geysir) è un geyser situato nella valle di Haukadalur (nome vero), in Islanda.
    E' ritenuto il più antico geyser conosciuto; la parola stessa "geyser" deriva da "Geysir", a sua volta derivato dal verbo islandese "gjósa" che significa "eruttare", "emettere a fiotti". Le sue eruzioni, talvolta irregolari, spingono fiotti di acqua bollente fino ad un'altezza di 60 metri. Nel 1845 raggiunse eccezionalmente un'altezza di 170 metri. Tra il 17 e il 20 giugno 2000, il Geysir raggiunse un'altezza di 122 metri; è considerato come il più alto fra i geyser in attività, anche fra quelli provvisori. Fonte: wiki.
    Il Geysir ed i suoi fratelli fanno un pò come vogliono: eruttano si, ma quando gli tira di farlo. Ergo, se vuoi vedere questo fenomeno, o vuoi filmarlo, ti devi armare di pazienza e aspettare con la macchina fotografica. Soprattutto se tua moglie vuole farsi la foto con lo spruzzo a tutti i costi.
    Ho fatto la fila e portato pazienza per molte cose nella mia giovane vita, ma mai per una spruzzata gigantesca; anche se meritava, lo ammetto!
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  • Day6

    Laugarvatn

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ 🌧 2 °C

    Il pane e la pizza lasciateli agli Italiani!
    No, non è il solito stereotipo, è solo che in questo paese, dove sorge un piccolo lago bollente, cuociono il pane sottoterra con il calore geotermico che risale dalle profondità del terreno. Il cuoco è un Italiano, originario di Bologna, che è venuto a vivere in Islanda un anno fa.
    Ci troviamo a Laugarvatn, un piccolo paese di 200 abitanti nella regione sud-occidentale dell’Islanda chiamata Sudurland.
    Dopo aver letteralmente scavato ed estratto con una pala la pentola sigillata (tenuta in quello stato per 24 ore), la guida ci mostra questa prelibatezza, che ho sicuramente trovato negli Hotel dove siamo stati mentre facevo colazione, ma che ho divorato senza farmi troppe domande.
    Il sapore è leggermente dolce e l'usanza prevede che venga servito con burro salato spalmato sulla superficie.
    Not too bad! (perchè siamo international)
    Il lago è interessante, ma c'è di meglio. e se vuoi vedere l'acqua che bolle circondata dal ghiaccio... allora prosegui con la lettura.
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  • Day6

    Tingvellir

    January 1, 2020 in Iceland ⋅ ❄️ 0 °C

    Stavo per dire: "Che cavolo è sto posto....non lo ricordo!"
    Poi ho rimembrato!
    Questo luogo è molto importante perché si tratta della famosa dorsale oceanica che tutti gli ambientalisti, geologici o prof. di scienze nominano almeno una volta nella vita, per onorare madre natura: il grande architetto.
    In pratica, da quello che ho capito, funziona cosi: nelle foto possiamo vedere placche della crosta terrestre che, in tempi lunghissimi, si sono allontanate. Questo fenomeno è unico, perché di norma avviene negli abissi dell'oceano Atlantico, dove dimora il Kraken. In questo caso, invece, il fenomeno è visibile in superficie.
    In tutto il mondo, i posti dove ciò accade si contano sulle dita di una mano.
    Se ci penso attentamente è affascinante, ma per capire cosa vuol dire, bisogna essere li.
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  • Day5

    New Year's Eve

    December 31, 2019 in Iceland ⋅ 🌧 4 °C

    Capodanno multiculturale.
    Fare un viaggio di questo tipo con guida inglese, significa rischiare (come me) di non capire tutto facilmente, se poi l'accento è Islandese... Fortunatamente però c'era la Prof!
    Cosa voglio dire con questa premessa: inizialmente ci sono stati dei contro, ma devo ammettere che quando arrivi con il pulman privato al mega hotel, nel mega attico con gente di tutto il mondo e solo 4 Italiani, capisci un paio cose, se non ti fai intimorite.
    1. Figata!
    2. Il vino è tuo alleato, sempre!
    3. Gli Italiani si vestono sempre meglio, punto.
    4. Quando scatta la canzone italiana (tipo "O sole mio") puoi importi sulla folla e strappare il microfono allo speaker, facendo capire al resto della sala che non esiste solo l'italiano medio, ma anche quello con il pollice e il mignolo alzato,
    se proprio proprio.
    4. In Italia si festeggia un'ora prima, quindi le chiamate tra parenti si fanno con calma e si riesce a sentire bene senza schiamazzi, botti, urla e sbiascichi da gomito alzato.

    La festa si è sviluppata in 3 Atti:
    Primo: cena con portate abbondanti e deliziose. Mangiato benissimo. Aggiunta di vini rigorosamente italiani; buonissimi.
    Secondo: torniamo sul pullman e raggiungiamo il falò, dove gli Islandesi e tutti i turisti presenti nella città, si sono riuniti intorno al fuoco per festeggiare.
    Terzo: ritorno all'Hotel. Ci viene servito il dolce, accompagnato da ottimo vino, spumante e....10, 9, 8 ,7, 6, 5, 4, 3, 2, 1 - Nuovo Anno!!! O, come dicono gli Islandesi, asoiufhiufhweufhwouhiefw (non sono sicuro qui, perché ero brillo).
    Infine si sono aperte del danze: chi mi conosce, sa.
    Il resto... un altro anno passato insieme a Sara. Un'altra tacca, un altro ricordo felice ;)
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  • Day5

    Rejkyavik

    December 31, 2019 in Iceland ⋅ 🌧 6 °C

    E finalmente arriviamo a Rejkyavik! Per la seconda volta, ma a sto giro con più calma.
    Foto panoramiche della città scattate soprattutto da Sara che si è sguinzagliata come una fotoreporter per la città mentre io riposavo le articolazioni a letto.
    Per la cronaca: eravamo entrambi contenti, perché non c'è cosa migliore di una coppia libera che decide di comune accordo come spendere il proprio tempo, senza costringere l'altro a bestemmiare in Islandese.
    No, non è un frappuccino di Starbucks: tradimento!

    Foto: Solfar (famosa scultura che ricorda le navi vichinghe, situata sul lungomare), facciata del museo di arte contemporanea (trasformata in museo nel 200, inizialmente era un magazzino e ospitava gli uffici amministrativi portuali), porto antico con vecchie variopinte case di pesatori riadattate a ristoranti, interno di un negozio di fotografia, lago all'interno della città, una delle vie principali (Skolayordustigur), simil Frappuccino!
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  • Day4

    Rejkyavik by night

    December 30, 2019 in Iceland ⋅ 🌧 3 °C

    A Rejkyavik c'è il più grande museo di falli: coincidenze?
    La Hallgrímskirkja (in italiano: chiesa di Hallgrímur) è un luogo di culto luterano di Reykjavík, la capitale dell'Islanda. Con i suoi 74,5 metri è la quinta struttura architettonica più alta d'Islanda. Fonte: wiki.
    Chiesa spartana, priva di fronzoli, ad eccezione dell'organo costituito da oltre 5200 canne!. Ti danno la possibilità di salire in cima e ammirare un bel panorama della città. La sua forma si ispira ai paesaggi islandesi, in particolare i basalti colonnari,
    Questa per noi è stata la prima cena fuori, in un locale che si chiama Loki, dove ho assaggiato lo squalo (grazie Matteo)...ma mai più!
    Il resto molto buono: io ho preso il piatto del giorno e non mi ha deluso.
    Una bella serata Italiana con cucina Islandese.
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