Tanzania
Arusha Urban

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86 travelers at this place
  • Day6

    Arusha

    November 16, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 27 °C

    Om onze safari te regelen, gingen we met de local bus naar safari capital Arusha. Via via hadden we contact gegevens van Safari Booker Bartho gekregen, die ons in een donkerbruin kantoortje ontving. Het was gemakkelijk om daar in het donker in slaap te vallen, maar we deden ons best onze ogen open te houden. Helaas konden we niet meteen de volgende dag op safari, maar moesten we een dagje wachten en volmaken in het drukke Arusha. Hier werden we iedere vijf meter door 3 mannen aangesproken: how are you? Where are you from? Germany? Go on cheap safari? Etc. Ff wennen vooral voor Piet om in de negeer modus stappen. Om dit te ontwijken zijn we een heel stuk door een niet touristisch deel van de stad richting het Cultural Heritage Centre gelopen: een van de grootste kunstgalerijen van Afrika. Dit was veel mooier dan verwacht, en bovenal gratis entree! Na een goede Mexicaanse avondmaaltijd was het tijd onze tassen te pakken voor de safari die de volgende ochtend zou starten: dag 1 Tarangire national Park, dag 2 en 3 Serengeti en dag 4 de Ngorogoro crater.Read more

  • Day44

    Jambo

    February 17, 2020 in Tanzania ⋅ ⛅ 24 °C

    Hakuna matata!

    Benvenuta in Tanzania Ludo! Dopo 15 ore di viaggio, passando per il Ruanda sono arrivata a Kilimanjaro! Code infinite alla dogana, abbiamo dovuto aspettare 3 ore prima che arrivasse l’ultima ragazza e poi con Haruma siamo andati in direzione di Arusha dove alloggerò per le prossime due settimane.

    Siamo state accolte da Halima (la ragazza che segue tutte le faccende di casa), ci ha portato in giro per la casa, sono 3 piani, una cucina dove ci viene preparato da mangiare dalle “mamas” (colazione e cena). Ovviamente sono stata anche accolta da una cucaracha bellissima.. era in bagno ad aspettarmi!!
    In tutto siamo 11 volontari!

    La giornata di oggi è iniziata con il direttore James, che ci ha spiegato un po’ sulla Tanzania e su Arusha.
    Se volete posso raccontarvi perché la bandiera è verde, gialla, nera e blu. Verde: per la natura, gialla: per il sole, nera: per la popolazione e blu: per l’acqua che bagna questo paese. Il rosso non è presente perché la repubblica della Tanzania non ha avuto alcun tipo di guerra per ottenere la sua indpendenza nel 1962. La lingua ufficiale é lo Swahili e ogni tribù parla la propria lingua! In Tanzania ci sono più di 160 tribù!

    Siamo poi andati a fare un giro per la città di Arusha con Halima e Ally.. prendiamo un bellissimo Dalla Dalla che ci porta in centro. Esperienza più unica che rara, riescono a far entrare in un furgoncino da 10 circa 20 persone, un sopra l’altra. Non vi racconto nemmeno dell’odore! Potete immaginare.. ah e c’erano 45 gradi! Dopo circa mezz’oretta arriviamo alla stazione dei bus! OH MIO DIO! Gente ovunque che urla, Dalla Dalla che vanno da tutte le parti senza alcun senso di marcia! Ovviamente appena vedono ragazze di carnagione chiara qua impzziscono! Bianchi = ricchi

    Ma non ci facciamo spaventare e andiamo avanti e proseguiamo il nostro tour, giriamo un po’ per la città, macchina che vanno in tutti i sensi, motorini sui ‘marciapiedi’, carretti trainati da persone, tuc tuc! Mercati dove vendono di tutto tra cui pesce e carne lasciati sotto il sole rovente! Tutti che ti dicono Karibu, mambo e io non so mai come rispondere! Città direi MOLTO particolare! Mi Piace!
    Andiamo a pranzare in un posto locale e mangio un buonissimo pollo con il curry, riso, fagioli e verdure il tutto per ben.. 1 dollaro emmezzo! E io che ero già stupita di quanto fosse economico il Perù! Qua é allucinante!

    Ah ho ritirato 400000 scellini, che sono l’equivalente di 180 dollari! Un malloppo di soldi infinito!

    Dopo le sei ore che ci abbiamo messo per fare una sim locale é ora di tornare a casa! Il caldo ci ha letteralmente distrutte!

    Kwaheri 👋
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  • Day11

    Banana farm

    November 21, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 26 °C

    Eenmaal terug in Arusha werden we opgehaald door een taxi van de Banana Farm eco hostel: een hostel waar alles van banaan of bananen bladeren gemaakt zou zijn. Dat viel gelukkig wel mee, maar de bananen waren wel overal in verwerkt. De eigenaar was echt een schat die iedereen om 16uur een snack van geroosterde banaan en pinda's bracht en super lekker voor iedereen kookte, waarvoor je je voor 5 dollar kon inschrijven. We waren zelfs welkom in haar keuken en woonkamer toen het de hele dag regende. Toen we aankwamen ontmoetten we meteen leuke Nederlandse meiden die net de Kilimanjaro hadden beklommen en een groepje Duitse dokters, wat heel gezellig was. De dag erna moest Piet wat studeren en zouden we een plan maken voor de komende week. Toen we echter onze financiën hadden bekeken, bleek het een beter plan om onze vlucht om te boeken en eerder naar huis te gaan. Dit bleek vrij gemakkelijk te kunnen en we waren heel blij met deze keuze. Zo konden we nog zien wat we wilden, hoefden we niet langer in de regen te zitten en miste Piet minder studie.Read more

  • Day46

    Diverse realtá

    February 19, 2020 in Tanzania ⋅ ⛅ 26 °C

    Che realtà assolutamente diversa qua.. inimmaginabile!
    Il mio primo giorno al progetto è stata una esperienza, ci hanno portato i nostri coordinatori con i mitici Dalla Dalla, bisogna cambiarne due e il viaggio dura circa un’ora! al cambio immaginatevi un gruppetto di 10 ragazzi che arrivano alla fermata e fanno quasi a botte per cercare di farci salire sul loro pulmino! Assurdo!

    Arriviamo all’Aston Vision School, siamo in 3 ragazze! Veniamo accolte dal fondatore della scuola che ci racconta di essere stato a sua volta un bambino sfortunato che viveva in mezzo alla strada ma grazie ad un prete è stato adottato e ha avuto la possibilità di studiare. Ha quindi deciso di aprire questo orfanotrofio/ asilo per permettere ai bambini meno fortunati di non stare in mezzo alla strada. La scuola è composta da diverse casette, un dormitorio femminile, uno maschile, una cucina e delle classi. Le condizioni dei dormitori sono abbastanza precarie ma diciamo che ho visto di peggio, c’è una pila di vestiti dove i bambini prendono i loro vestiti. Tutto questo è stato donato da una ragazza che a sua volta è stata volontaria.
    C’è una piccola stalla dove tengono le mucche per ricavare il latte per i bimbi (anche questo è stato donato) e delle galline per le uova!

    Le classi sono divise in due classi dei più piccini e una dei più grandi. I bambini per riuscire poi ad andare alla scuola elementare devono riuscire a trovare degli sponsor per permettersi di andare nelle boarding school e ricevere istruzione. Tutto il tempo ci viene chiesto se vogliamo sponsorizzare uno dei bimbi, se no rimangono la all’asilo e non ricevono nessuna tipo di istruzione.. un pensierino ce lo sto facendo!
    I più piccini invece sono divisi in due classi, le leizoni sono svolte in inglese, ma anche qui si vede chi è un po’ più fortunato e chi meno. Alcuni bimbi hanno su gli stessi vestiti da tutta la settimana, e credo che saranno gli stessi anche per la prossima.
    Peró sono felici, sono felici di vederci, di giocare con noi, di passare il loro tempo con noi. Il mio ruolo è principalmente quello di correggere i compiti e insegnare a scrivere correttamente le lettere e i numeri. Sono tutti felici quando hanno finito e devono venire da me a farsi correggere il lavoro svolto!
    Sono bellissimi!
    Sono in classe con Monica, una maestra tanto carina che però purtroppo si che anche lei non e tanto istruita. Per i bimbi piccoli va più che bene, però parlandole vorrebbe ambire a qualcosa di più.. ma è dura anche per lei!

    Ai bimbi viene dato il porridge tutti i giorni, non ne sono tanto entusiasti ma meglio che niente.. non credo che a casa (per chi ha una casa) gli venga dato molto di più..

    Questa è la realtà qua, questa è uno dei tanti orfanatrofi che ci sono in giro per Arusha.. non mi immagino cosa sia nelle campagne per questi poveri bimbi. In questa scuola sono già abbastanza fortunati che possono passare la giornata qui, ricevendo un minimo di istruzione senza dover pagare niente e non rimanere tutto il giorno in mezzo alla strada.
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  • Day53

    Hakuna Matata

    February 26, 2020 in Tanzania ⋅ ☁️ 23 °C

    Non saprei come nominare questo post, però vorrei raccontarvi un po’ la quotidianità qua delle persone.
    Questo è un mondo a se, se non ci sei stato è difficile capire. Non riuscirei a fare paragoni.
    Si parte proprio dal banale, dalle strade.. le strade? Non ci sono strade. Arusha è una città di un milione emmezzo di abitanti.. ma per strada se si è fortunati c’è del cemento.. ma non ancora da per tutto. I negozi non esistono sono dei baracchini in mezzo alle strade che vendono cose a caso. La globalizzazione qua non è arrivata! L’unico supermercato decente qua ha prodotti di cui non ho mai sentito parlare.
    I mezzi pubblici, ecco non sono mezzi pubblici! Sono dei pulmini che come vi ho già detto riempiono in maniera scandalosa.. letteralmente uno sopra l’altro. Ma noi la mattina dobbiamo farci un’ora di strada per arrivare al progetto con questi pulmini. Mi ci sono abituata e vi dirò di più, sarà un delle cose che mi mancherà di più di questo paese. Ogni volta è un’avventura.

    C’è un grosso dubbio che mi assale, potrei mai vivere qua? Tra me e me ho pensato che questo è il posto che per ora tornerei di più, qui hanno veramente bisogno di aiuto. Qua puoi dare una mano in qualsiasi modo e sono sempre ben felice di ricevere un sostegno. Ma il turista, la persona di carnagione chiara qua sarà sempre etichettata in maniera diversa. La gente per strada ti ferma, e non sto scherzando.. ti assale. Non ti farebbero mai del male ma alla lunga può diventare pesante, ti toccano, ti urlano addosso, sanno che non parli la loro lingua quindi ne approfittano un po’. Più volte ci è stato detto che avremmo dovuto imparare lo Swahili, perché è la loro lingua nazionale.. l’inglese non basta. Questo è un grande problema tra la nostra cultura e la loro.. non sono abituati ad avere tanti turisti e ci marciano un po’ su.
    Ho letteralmente assistito a dei conduttori dei dalla dalla fare a botte perché volevano che salissimo sul loro bus! Queste cose sono cose che noi non siamo abituati a vedere.. ti lasciano un po’ di amaro in bocca.. perché per il resto questo paese è favoloso!

    Il mio progetto mi piace da morire, i bambini nella scuola sono tutti favolosi. Sempre sorridenti, sempre felici di vederci, hanno sempre voglia di stare con noi e giocare con noi. Purtroppo sono tutti bambini che hanno alle spalle delle realtà molto difficili.. orfani o bambini che hanno un solo genitore. Ed è per questo che mi sono impegnata in un progetto.. che durerà un po’ di anni nella mia vita, ma che sicuramente ne varrà la pena. Ho deciso di sponsorizzare un bambino, il suo nome è Colline, ha 7 anni (ed era ancora all’asilo..) e lunedì andrà in una boarding school, vivrà a scuola e gli verrà dato da mangiare. Starà lì fino ai 18 anni spero..
    Sono andata a vedere la scuola ( privata) dove andrà, rispetto agli standard di Arusha direi che è una scuola molto buona, ogni alunno ha una uniforme, libri, penne e tutto il necessario per ricevere una buona istruzione. Il preside è keniota e mi ha dato un ottima impressione. Non vedo l’ora che Colline inizi questo percorso.. e soprattutto non vedo l’ora di poterlo venire a trovare per vedere come si sta trovando.
    Purtroppo non si può aiutare tutti, anche se qua ho cercato di dare il più possibile! Ho rifornito la scuola di cose utili per i bambini per la scuola, non vi dico la gioia nel ricevere una semplice gomma per cancellare.. o la felicità di quando ho distribuito dei banali chupa chupa! Qua sono felici con le così più semplici e banali.. ogni giorno sempre di più mi rendo conto di quanto siamo fortunati, di quante cose diamo per scontato.
    Quanto vorrei poter aiutare di più qua, ed è proprio per questo che vorrei tornare.. tornare per vedere altri bimbi sorridere. Ne hanno proprio bisogno! Hanno una vita veramente dura
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  • Day421

    Filling the gap years

    December 22, 2019 in Tanzania ⋅ ☁️ 25 °C

    In 2017 Tanzania’s population was estimated at 51.5 million, of which almost two thirds (63.8%) were below the age of 25, (mean age 17.6 years.)

    This year nearly 22 million pupils will be enrolled in school - the numbers I have found seem to vary according to the source. One reason is that an unidentified number of children are never registered with the authorities; hence the current introduction of a national identity card without which no SIM card can be obtained.

    In 2016 the average number of students per teacher was 135. During the last 4 years the number has dropped a little: many teachers have been trained which is why the surge in demand has not made the figures worse. But there is still a huge gap so any child that falls behind or drops out is abandoned. Hence Kyosei and its new school.

    The new school is half an hour outside Arusha in a development area on a plot measuring 90m by 80m. I know because I measured it: believe it or neither seller nor purchaser bothered to do so before!

    The road next to the school should be built in 2020, and electricity and water connected around then. In order to start teaching as soon as possible there is a roof fed tank to collect rainwater, and I have spent some time specifying and getting quotes for a small solar power installation, (which is more than they have funds for.)

    I liked the view of Mt Meru.
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    Andrew Mihno

    Amazing - I really want to hear more about what you are doing there. Sounds really interesting.

    1/1/20Reply
    Tony Hammond

    Interesting stats and photos....

    1/4/20Reply
     
  • Mar20

    Kleines Lebenszeichen

    March 20, 2020 in Tanzania ⋅ 🌧 22 °C

    Hey Leute, nachdem es nun sehr still um mich wurde weil ich auf den Kili keinen Empfang hatte hier die Rückmeldung. Ja, ich lebe noch und mir geht es gut! Auf dem wenn zum Gipfel des Kili erreichten mich die neuesten Nachrichten über Coro, so dass ich mich 2 noch am Mittwoch Abend mit dem emergency car auf den Rückweg nach moshi und gestern in unsern saftypoint in arusha macht. Nun sitzen Ela und ich erst mal im trockenen und haben für den Moment Tickets für morgen zurück nach Deutschland. Drückt und die Daumen das alles klappt, dann melde ich mich Sonntag Abend aus frankfurth.

    Bis bald,
    Badaay
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    Ich hoffe du kommst heil und gesund wieder zurück

    3/20/20Reply

    Liebe Grüße von Ute und dem Rest der Eilerts

    3/20/20Reply
    Nils Vollmar

    Ich musste die ganze Zeit überlegen, was ein Saftypoint ist... Du meinst bestimmt Safety Point :-D ist aber egal, ich weiß ja von wem es kommt ;-) kommt gut nach Hause...

    3/20/20Reply

    💪💪💪

    3/21/20Reply
     
  • Day444

    Buried treasure

    January 14, 2020 in Tanzania ⋅ ⛅ 25 °C

    The street outside the compound turns into a storm drain after rain.

    I could never understand why people gave me a funny look as I emptyed laundry and washing up water into this brick bed in the middle of the compound under the laundry line. Finally somebody told me. It costs money to bury people in municipal plots so householders frequently put their nearest and dearest - such a treasure - to rest in their gardens - or compounds.
    Oops!
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    Tony Hammond

    A grave error Mbekwi.....

    1/25/20Reply
    Rose Siva

    Convenient....

    1/31/20Reply
    Rose Siva

    1/31/20Reply
     
  • Day414

    Tribal trinkets

    December 15, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 21 °C

    I walked passed the Mt Meru Market, now named the Masai market as part of the Great Masaii Brand Naming convention, and paused there a while to check out the gewgaws in a large tin shed with 110 stalls lined with identical tourist paraphernalia. Unlike Australian tourist knick-knacks which are made in China, these momentous are locally made. (Its cheaper!)
    Some of the paintings are quite distinctive, copies of those in the cultural museum. Printing copies from a photograph is far too expensive in Tanzania, so the copies have to be made by hand, using oil paints. Fools a lot of Americans!
    I noticed some good quality cloth bags which could have come from anywhere and many rhinos and elephants carved from ebony. Ebony is light on the outside and black on the inside which allows the skilled artisan to make some amazing two tone pieces. Big wooden spoons or salad fork / spoons are nearly as common as giraffes and rhinos and of course brightly coloured Tanzanian shirts which Tanzanians eschew in favour of Man United T shirts.
    Many beads. Many many beads. It was Beadlam in there.
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    Andrew Mihno

    It might be bealam out there but just don’t let them string you along...

    12/31/19Reply
    Tony Hammond

    Colourful creations that caught your beady eye but are they prepared to haggle?

    1/1/20Reply
     
  • Day431

    True Native culture

    January 1, 2020 in Tanzania ⋅ ☁️ 26 °C

    Most Masai warriors are photographed in the bush wearing a red blanket, holding a staff and pricking liking startled gazelles. So here is the real thing; the man who started the Kyosei Training Centre, Steven Saningo, a Masai man who himself only just managed to complete his education.
    It is his birthday today and the girls had to drag him kicking and screaming outside to have buckets of water thrown over him; for this is the custom. He was so reticent a week ago when it was his sister's turn to get soaked.

    His wife Riziki runs the accommodation side of the project, looking after a varying number of children / young adults who are unable to return home each day. One of the unmentionable things about having a child is that one loses one's identity. In Tanzania this fact is acknowledged by ever after calling the mother by the name of her firstborn. It is considered respectful to call her Mama Lau. Since I am older than all of them I am allowed to call them by their names, so I do.

    And here is their 6 year old daughter Lauree, known as Lau, back from her boarding school for the holidays and livening things up.

    Steven's sister Mary has been lodging here whilst she finished her Secondary Advanced Certificate in November: now she awaits the results before deciding what career to pursue.

    Another resident is Luciy another impoverished student from the countryside hosted by Steven and Riziki. Hers is a sad tale of absconding from an arranged marriage and drifting around until she ran across the Kyosei programme. Since her English was non-existent a year ago, it will be a miracle if she gets a Pass mark in the exam; which closes off most options. Here she is cooking dinner for all of us in her room.
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    Tony Hammond

    Fascinating portraits and life stories....

    1/15/20Reply
    Mona's Meanderings

    Beautiful

    1/24/20Reply
     

You might also know this place by the following names:

Arusha City, Arusha Urban