Tanzania
Nkoanrua

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33 travelers at this place
  • Day11

    Banana farm

    November 21, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 26 °C

    Eenmaal terug in Arusha werden we opgehaald door een taxi van de Banana Farm eco hostel: een hostel waar alles van banaan of bananen bladeren gemaakt zou zijn. Dat viel gelukkig wel mee, maar de bananen waren wel overal in verwerkt. De eigenaar was echt een schat die iedereen om 16uur een snack van geroosterde banaan en pinda's bracht en super lekker voor iedereen kookte, waarvoor je je voor 5 dollar kon inschrijven. We waren zelfs welkom in haar keuken en woonkamer toen het de hele dag regende. Toen we aankwamen ontmoetten we meteen leuke Nederlandse meiden die net de Kilimanjaro hadden beklommen en een groepje Duitse dokters, wat heel gezellig was. De dag erna moest Piet wat studeren en zouden we een plan maken voor de komende week. Toen we echter onze financiën hadden bekeken, bleek het een beter plan om onze vlucht om te boeken en eerder naar huis te gaan. Dit bleek vrij gemakkelijk te kunnen en we waren heel blij met deze keuze. Zo konden we nog zien wat we wilden, hoefden we niet langer in de regen te zitten en miste Piet minder studie.Read more

  • Day53

    Hakuna Matata

    February 26, 2020 in Tanzania ⋅ ☁️ 23 °C

    Non saprei come nominare questo post, però vorrei raccontarvi un po’ la quotidianità qua delle persone.
    Questo è un mondo a se, se non ci sei stato è difficile capire. Non riuscirei a fare paragoni.
    Si parte proprio dal banale, dalle strade.. le strade? Non ci sono strade. Arusha è una città di un milione emmezzo di abitanti.. ma per strada se si è fortunati c’è del cemento.. ma non ancora da per tutto. I negozi non esistono sono dei baracchini in mezzo alle strade che vendono cose a caso. La globalizzazione qua non è arrivata! L’unico supermercato decente qua ha prodotti di cui non ho mai sentito parlare.
    I mezzi pubblici, ecco non sono mezzi pubblici! Sono dei pulmini che come vi ho già detto riempiono in maniera scandalosa.. letteralmente uno sopra l’altro. Ma noi la mattina dobbiamo farci un’ora di strada per arrivare al progetto con questi pulmini. Mi ci sono abituata e vi dirò di più, sarà un delle cose che mi mancherà di più di questo paese. Ogni volta è un’avventura.

    C’è un grosso dubbio che mi assale, potrei mai vivere qua? Tra me e me ho pensato che questo è il posto che per ora tornerei di più, qui hanno veramente bisogno di aiuto. Qua puoi dare una mano in qualsiasi modo e sono sempre ben felice di ricevere un sostegno. Ma il turista, la persona di carnagione chiara qua sarà sempre etichettata in maniera diversa. La gente per strada ti ferma, e non sto scherzando.. ti assale. Non ti farebbero mai del male ma alla lunga può diventare pesante, ti toccano, ti urlano addosso, sanno che non parli la loro lingua quindi ne approfittano un po’. Più volte ci è stato detto che avremmo dovuto imparare lo Swahili, perché è la loro lingua nazionale.. l’inglese non basta. Questo è un grande problema tra la nostra cultura e la loro.. non sono abituati ad avere tanti turisti e ci marciano un po’ su.
    Ho letteralmente assistito a dei conduttori dei dalla dalla fare a botte perché volevano che salissimo sul loro bus! Queste cose sono cose che noi non siamo abituati a vedere.. ti lasciano un po’ di amaro in bocca.. perché per il resto questo paese è favoloso!

    Il mio progetto mi piace da morire, i bambini nella scuola sono tutti favolosi. Sempre sorridenti, sempre felici di vederci, hanno sempre voglia di stare con noi e giocare con noi. Purtroppo sono tutti bambini che hanno alle spalle delle realtà molto difficili.. orfani o bambini che hanno un solo genitore. Ed è per questo che mi sono impegnata in un progetto.. che durerà un po’ di anni nella mia vita, ma che sicuramente ne varrà la pena. Ho deciso di sponsorizzare un bambino, il suo nome è Colline, ha 7 anni (ed era ancora all’asilo..) e lunedì andrà in una boarding school, vivrà a scuola e gli verrà dato da mangiare. Starà lì fino ai 18 anni spero..
    Sono andata a vedere la scuola ( privata) dove andrà, rispetto agli standard di Arusha direi che è una scuola molto buona, ogni alunno ha una uniforme, libri, penne e tutto il necessario per ricevere una buona istruzione. Il preside è keniota e mi ha dato un ottima impressione. Non vedo l’ora che Colline inizi questo percorso.. e soprattutto non vedo l’ora di poterlo venire a trovare per vedere come si sta trovando.
    Purtroppo non si può aiutare tutti, anche se qua ho cercato di dare il più possibile! Ho rifornito la scuola di cose utili per i bambini per la scuola, non vi dico la gioia nel ricevere una semplice gomma per cancellare.. o la felicità di quando ho distribuito dei banali chupa chupa! Qua sono felici con le così più semplici e banali.. ogni giorno sempre di più mi rendo conto di quanto siamo fortunati, di quante cose diamo per scontato.
    Quanto vorrei poter aiutare di più qua, ed è proprio per questo che vorrei tornare.. tornare per vedere altri bimbi sorridere. Ne hanno proprio bisogno! Hanno una vita veramente dura
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  • Day445

    Stone me

    January 15, 2020 in Tanzania ⋅ ⛅ 26 °C

    In Merelani, (Northern Tanzania, underneath Kilimanjaro,) whilst the women fetched water and did other household chores, Masaai warriors played the ancient game of strategy called Enkeshui, more commonly known as Mancala. They filled the cups with rough lumps of rock such as can be seen in the photos.

    Mancala is perhaps the oldest game in existence. A little evidence suggests it was played 5,000 years ago in ancient Sumeria, (modern Iraq); more evidence that it was played 3,600 years ago in ancient Sudan, (upper Nile); compelling evidence that ancient Egyptians played before 1400 BCE. Whatever.

    In 1967 a Masai tribesman showed one Manuel d'Souza, a man with an eye on the main chance. Thinking he had found saphires he quickly registered four mining claims. Well, the bad news from the crystal gazers was that it was only blue zoite: the good news was that it was found nowhere else on earth and polished up nicely.
    If deBeers could create an artificially high price for common diamonds, Tiffany & Co decided to do it with zoite. The first thing they did was rename it Tanzanite. Then they found it sells itself as it is attractive and rare.

    This shy stone does not like to be photographed and hides its particular beauty behind a blue veil. It suffers from pleochroism, a disease usually associated with politicians who show different colours when viewed from different directions. The colours revealed inside the gem as it is rotated are red-violet, deep blue, and yellow green, but heat treatment removes or reduces the yellow green or brownish colour, maximising the blue and violet.
    Gazing into the blue stone flashes of red can be seen like corona discharges or the interior of a well lit fire. I've never seen it before and would have bought it on the spot - except that I did not have half a million USD in my pocket and the nice lady would not take my IOU.
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    Tony Hammond

    Enough to blue your mind!

    1/25/20Reply
     
  • Day1

    Day 1: The day before the big hike

    February 2, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 31 °C

    Jambo! Jambo! (Swahili, means “hello”)

    Last night I have arrived at my final destination for the next few days: Kilimandscharo.

    And this morning I got very lucky and was able to see a little tiny bit of the top 😱

    I am super excited about this hike starting tomorrow morning. Let’s see if all the training, preparations and investment in professional equipment will pay off. Keep fingers crossed I will make it to the top ✌️🗻🏃‍♀️
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    Jaqueline Sandberg

    You will make it!!!

    2/2/19Reply
    Liz Owens

    I know you can do it!! 💪🏻

    2/2/19Reply
    Monika Relling

    You make it! Sure!! 🍀⛰

    2/2/19Reply
    8 more comments
     
  • Day3

    Day 3: Is day 2 for the Kili adventure

    February 4, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 30 °C

    At around noon and after 4.5 hours of climbing (yes, climbing, not hiking...why do people say that Kilimandscharo is just a hike?! 🗻), we reached Shira Cave Camp (3,750m).

    You cannot imagine how it feels to arrive at camp 🏕🏔. It’s the biggest relieve - and all you can think about is taking off those shoes, food and a well-deserved nap.
    We had an amazing lunch: Home-made french fries, tomato soup, fresh carrots and beans and for desert bananas with custard🍌🥕🍅🍟.

    On the photos you can see the camp 🏕. It really looks and feels like an expedition. It feels amazing to be part of something like this.

    By the way: You know what I am grateful for today? Running warm water and flushing toilets 💩💦!!! No toilets during the walks and at camp toilets that are basically just a hole in the ground (no flush and no one to clean that hole either). This was definitely the biggest challenge during the whole trip. So guess what, every time I managed to pee etc. I felt like Wonder Woman: Proud of myself, strong and free 💪👸🏼🦸🏼‍♀️

    In the afternoon I went for a walk with my guide (whose name is Gaston, by the way) and afterwards for dinner with the team. We started talking (previously everyone was a bit shy ☺️) ... I want to keep all of our conversations confidential ... but let me just say this: We need to be grateful for what we have and not feel sorry about what we do not have 🙏💛

    Lala Salama (Swahili, means “good night”)
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  • Day305

    Der Anfang vom Ende

    July 3, 2019 in Tanzania ⋅ ⛅ 26 °C

    "Das ist der Anfang vom Ende Cäsers"
    "Oh ja der Anfang vom Ende Cäsers"(hände reib)

    So langsam geht es wirklich los,
    Noch 57 Tage,
    jeder Tripp kann der letzte irgendwo hin sein.
    Und nein ich wurde hier nicht zum Diktator auf Lebenszeit ernannt,meine Mitfreiwilligen mögen die Demokratie genauso wie die 60 Verschwörer damals,aber an dieses Zitat musste ich in letzter Zeit häufiger denken.
    Der Zwiespalt in vielen Mitgliedern der Gruppe, die Freude alle Leute Zuhause wieder zusehen, die naja mehr oder minder Trauer hier weg zu müssen.

    Aber was ist überhaupt so alles passiert seit dem ich vom Kilimandscharo runtergekommen bin.

    Um es schnell zusammenzufassen nicht viel.
    Bis auf die letzten Tage.
    Nach einer angemessen Entspannungsphase, die auf den Aufstieg folgte verbrachte ich meine Freizeit meistens mit Ina, Antonia und Braiton.
    Eine Woche Später kam auch Madleen aus ihrem Urlaub wieder.
    Zur selben Zeit traff ich endlich die Ibler in Moshi wieder.

    Diesen Sonntag überzeugte mich dann Lilith mit ihr doch mal eben die Wanderung nach Moshi zu machen.

    So kam es das wir Montag Morgens, um 4 aufbrachen um vor beginn der großen Hitze(der Regen ist weg der Schweiß wieder da) die 40km nach Moshi zu Wandern.
    Als wir an der Kiomako vorbeikamen entschied sich Bosco das er uns doch folgen können und so waren wir die nächste Stunde damit beschäftigt zu probieren den Hund loszuwerden.
    Nachdem uns dies mit Hilfe eines Pickis gelungen ist führten wir unseren Abstieg zur Hauptstraße weiter.
    Irgendwann zwischen 6-7 machten wir in Himo unseren ersten Zwischenstop um zu Frühstücken,wir hatten die ersten 16km erstaunlich schnell geschafft und machten uns nun bereit den Rest auf der eher flachen Strecke in der aufgehenden Sonne nicht ganz so schnell zu schaffen.
    Einige Stunden,und den Einsatzt von viel Sonnencreme später,hielten wir in Uchira für unseren ersten und letzten Soda stop.
    Bis dahin ist die Zeit nur so geflogen,doch ein paar Stunden hinter Uchira fangen die Ausenbezirke von Moshi an.
    In diesen und mit unterstützung der nun glühenden Sonne, denkt man jeder hügel sei der letzte,so ist dem aber nicht.
    Dann endlich um 12:20 nach knapp 7:30 gehen(der Rest war Pausen und Hund) erreichten wir die Royal lodge.
    Nach einer kurzen Pause,und einem Siegesbier waren meine Beine wieder bereit zu gehen also gingen wir zu einem lokalen Restaurant um Reis und Bohnen zu besorgen.
    Danach streifte ich noch eine knappe Stunde durch Moshi bevor ich mich ins Noah zurücksetzte.
    Glücklich in dem Gewissen keinen Muskelkater bekommen zu haben schlief ich in diesem ein.
    Als ich erwachte musste ich feststellen das ich mich so blöd hingesetzt hatte das für den nächsten Tag mein Linkes Knie jedesmal weh tat sobald ich es streckte.

    Gestern(Dienstag der 2.7)
    Stand für uns ein weiteres großea Event an,
    Marcus und Oliver waren mit 2 Gruppen,bestehend aus Age mitarbeitern,Lehrern und anderweitigen Leuten in Tanzania unterwegs.
    Und diese Gruppen kamen an der Kiomako zu einem großen Essen zusammen.
    Diese Chance auf ein gratis Essen wollten wir uns nicht entgehen lassen so fanden 4 von uns sich dort zum Essen ein.
    Es gab natürlich noch weitere Gründe so waren wir die Representen der Organisation,und um die Betten der Schule rechtzeitig fertig zu bekommen wurde bei unseren Zimmern die letzten 3 nächte durch geschweißt und geflext.
    Während die älteren Gäste eine Führung durch die Schule bekamen viel es mir zu einer neunjährigen und ihrer Mutter unsere Tiere zu zeigen.
    Zu gegeben das habe ich auch lieber gemacht als die Schule zu Zeigen und einen Haufen Photos von mir machen zu lassen.
    Nachdem der Besuch dann weg war gingen wir zum Markt um einzukaufen,unsere Tour wurde etwas länger als wir Gilly und Isaya(mein Kiliguide) in einer Bar antrafen und kurzerhand eingeladen wurden.
    Als dann noch Madleen,Ina und Antonia aus Moshi wieder kamen und natürlich auch sofort eingeladen wurden füllten wir die Bar so weit aus das sie zwar rusgefärbt aber trotzdem weiß war.

    Zu den Photos:
    1-6: Eindrücke von der Wanderung,Zeitlich nicht in der richtigen Reihenfolge
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  • Day11

    Kili Day 1: M. Gate > Machame Camp

    October 1, 2018 in Tanzania ⋅ ☀️ 14 °C

    Am Vorabend haben wir unsere Sachen gepackt und voller Vorfreude ging es los. Wir wurden in einem kleinen Bus abgeholt. Mit uns würden drei weitere Mitstreiter klettern: zwei Freunde (beide Anfang 50), die sich vor 30 Jahren das letzte mal gesehen und seitdem in Kontakt geblieben waren: Eric und Nate, beide aus den Staaten. Außerdem Mckellar, den wir nur Mac nennen. Er ist 23, gerade mit der Schule fertig, aus Texas und wird zum Sommersemester mit dem Jura Studium beginnen. Außerdem im Bus rund 15 Leute aus der Crew, davon Veda (unser Guide) und Peter und Joney (Assistenzguides). Der Bus war voll mit Ausrüstung, Taschen und Rucksäcken. Auf dem Dach war auch ordentlich Gepäck festgebunden.
    Nach ca. 2 Stunden fahrt mit zwischenzeitlicher Pause erreichten wir das Machame Gate, am Fuße des Dschungel Ausläufers. Hier luden wir aus, meldeten uns an und aßen. Außerdem ein erstes kennenlernen mit den anderen Wanderern. So wie es aussieht haben wir eine tolle (kleine) gruppe. Weitere andere Gruppen versammelten sich dort. Neben grossgruppen von 20 Menschen fanden sich auch einzelne Paare, die zu zweit mit einem Guide den Berg bezwingen würden.
    Endlich ging es los: anfänglich gingen wir in Schneckentempo (was durch unsere guises vorgegeben wurde) pole pole die den Berg hoch schlängelnde umgepflasterte und schmutzige Straße durch den Regenwald. Nach einiger Zeit verschmälerte sich der Weg. Wir gingen ca. 6-7 Stunden. Es kam uns vor, als müssten wir bereits bAld nahe eines Gipfels sein - in Deutschland wären wir mittlerweile schon am Limit und somit am höchsten Punkt jeden Berges angekommen.
    Doch wir erreichten die Baumgrenze zum Regenwald. Dahinter lagen hohe Sträucher und interessante Geräusche. Auf einer Lichtung erreichten wir unser erstes Lager und damit unsere erste Tages Etappe.
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Nkoanrua