Joined June 2022
  • Day136

    Reggia di Caserta

    October 14, 2022 in Italy ⋅ ☀️ 17 °C

    Oggi, come ultima tappa del nostro viaggio abbiamo in programma la Reggia di Caserta.

    La Reggia è stata progettata da Luigi Vanvitelli, uno dei più importanti architetti e ingegneri italiani del XVIII secolo,
    È considerata il suo capolavoro, sebbene il celebre architetto abbia lavorato anche ad altre opere di immenso valore come la Fontana di Trevi, la Basilica di San Pietro e il Palazzo Reale di Napoli.
    Costruita secondo i principi vitruviani di Firmatis (Durata), Utilitas (Utilità) e Venustatis (Bellezza), è un eccellente esempio di pianificazione urbana e di integrazione dell’architettura con il paesaggio circostante. Combina più stili di architettura, compresi il barocco, il rinascimentale e il neoclassico nel suo layout e nei dettagli decorativi.
    Viene spesso paragonata alla Reggia di Versailles. Ma in verità, grazie alle sue 1200 stanze e i suoi saloni immensi, questo è il palazzo reale più grande del mondo.

    Facciamo la tratta di autostrada da Caserta sud a Ceserta nord e riescono a chiederci 2.20 euro per 5 km percorsi
    Consiglio quindi eventualmente di uscire a Caserta sud, dove non si paga il pedaggio (Caserta nord è invece l'inizio della A1)

    Ci parcheggiamo gratuitamente ad una ventina di minuti a piedi dalla Reggia.
    Cerco inoltre il Vesuvio ma non lo vedo, da qui non è già non è più visibile 🤔

    Comunque al contrario di Pompei, qui sono molto più (come direbbe un romano) scialla 😅 Qui si può accedere anche con la propri bici, monopattino o altro.
    Entriamo dall'entrata principale in piazza Carlo di Borbone e facciamo il biglietto e ci informiamo sulle riduzioni, ad esempio chi ha meno di 25 anni paga 2 euro mente i cittidani residenti all'estero e iscritti all'A.I.R.E. non pagano nulla (bisogna però compilare un modulo). Il biglietto "normale" ha un costo di 18 euro per Appartamenti reali+Giardini.

    Iniziamo con i giardini. Tempo di percorrenza circa 2 ore a piedi (volendo però ci sono anche le navette).
    Sono davvero bellissimi. Inizialmente non mi sembrava così lontano il punto opposto delle fontane. Invece una volta percorso ci si accorge delle reali dimensioni 😅

    Le statue e giochi d'acqua sono stupendi e ogni vasca ha un suo tema riguardo alle statue, come per esempio quello che riguarda Adone e Diana, ma ci sono anche moltissimi altri miti.
    Inoltre in tutte le vasche ci sono dei pesciolini. Delle carpe davvero enormi. Bellissime e simpatiche.
    Alcune si avvicinano, probabilmente per ricevere del cibo.
    Io sono riuscita a toccare il nasino a due di loro 😍 (ad una per ben due volte). Era bello scivoloso 😅
    C'erano anche tanti mini pesciolini.

    Molto bella è anche la cascata e la fontana finale che si trova alla fine del percorso, dove l'acqua scende su questi finti scogli, realizzati i tufo e malta pozzolanica.
    Da qui si può accedere, sulla destra, al Giardino Inglese.
    Anche questo davvero ben tenuto.
    Qui si trova, in parte nascosta dalla vegetazione, la statua della Venere. Ci sono anche delle "rovine" (create però ad hoc, per puro senso estetico). Si tratta di una sorta di cripta invasa in parte dalla natura con i suoi rami e alberi e queste belle statue in stile greco/romano. Uno spettacolo davvero.
    Forse una delle parti che mi è piaciuta di più della Reggia (oltre alle carpe 😅☺️).

    Dopodiché torniamo indietro.
    Avremmo potuto prendere la navetta ma almeno facciamo ancora un po' di movimento.
    Nonostante ci siano 23 gradi, sotto il sole fa caldino. Non mi immagino come sia d'estate sotto il sole cocente. 😓

    Una volta finito il giro del parco, andiamo verso gli appartamenti. Tempo di percorrenza stimato: 1.30 minuti
    Non posso entrare con il mio zaino (troppo grande) e devo lasciarlo al guardaroba (gratuito).

    Devo dire che già solo la scalinata è stupenda 😊
    Ci sono poi 3 aree tematiche, una mostra temporanea chiamata "Frammenti di Paradiso", la "Cappella Palatina" e gli appartamenti reali.
    Le docorazioni delle stanze erano davvero bellissime, anche se sinceramente mi aspettavo di più.
    Erano un po' povere di mobilio e come dice Mirco, non c'era nemmeno il trono 😄
    Come ultima cosa da vedere nel percorso, c'era il presepe reale. Fantastico 😯 Le statuine erano quasi grandi quanto me.

    Finita la visita usciamo, prendiamo lo zaino e ci dirigiamo in un caseificio a prendere delle mozzarelle di bufala.
    Al Caseificio Leuci (non molto lontano dalla Reggia) hanno vinto diversi premi per quelle più buone. Quindi ci dirigiamo lì. La cortesia non è molto di casa, però riusciamo a fare le compere senza problemi.

    Dopodiché torniamo in camper a mangiare. Ormai siamo abituati a pranzare praticamente a merenda 😅

    Una volta finito ci prepariamo e andiamo dal benzinaio per poi lasciare definitivamente Caserta.
    Avevamo paura che Pancrazio non partisse ma per fortuna anche lui vuole tornare a casa 😊

    Nel dirigerci verso l'autostrada non abbiamo grossi problemi (tranne vabbè le buche), se non che Mirco, dopo essersi seccato, ha adottato un po' lo stile di guida locale. Del tipo che se deve immertisi in una strada in cui si passa difficilmente, va avanti lo stesso oltre lo stop e non importa se blocca una corsia. La gente aspetta 😅 (e nemmeno si lamenta, tanto che è normale).

    Per il resto in autostrada è andata bene. Anche se guidare con il sole in viso non è il massimo, ne tantomeno con il buio. Povero Mirco.
    Ci aspettano 870 km circa da fare.
    Non riusciamo a farli tutti in una volta perché vorrebbe dire non cenare e arriveremmo a notte inoltrata.
    Sostiamo quindi lungo il percorso a Barberino del Mugello.
    Io in autostrada non riesco mai dormire bene. Giusto qualche ora, se va bene. 😖 Mirco invece non sembra di avere questi problemi.
    Ci alziamo con calma e arriviamo a casa dei miei genitori senza problemi nel primo pomeriggio (l'unica cosa è che abbiamo visto un'auto in fiamme lungo la strada 😱).

    È giusto il momento di mettere veramente un punto a questa vacanza. 🥲
    È stato bello e siamo felici di aver potuto visitare dei posti magnifici.

    Un caro saluto a tutti e al prossimo viaggio 🤗

    Piccola nota: Come ultimissima tappa mi sarebbe piaciuto passare dal Santuario Capra Libera Tutti. Quando gliel'ho detto a Mirco si è opposto caldamente 🤔 La cosa mi stupiva e infatti dopo ho capito che pensava fosse un Santuario riguardante la religione 😅 invece si tratta di un santuario dove gli animali possono vivere liberi.
    Si trova vicino a Roma. Peccato però che si possa visitare solo durante le giornate prestabilite, perché hanno davvero tanti animali e diventa difficile da gestire se dovessero stare dietro a troppe visite.
    Se passate di lì consiglio di provare a contattarli ☺️

    Parcheggio per Pancrazio a Caserta
    Coordinate
    41.08233, 14.317324 (lat, lng)
    N 41° 4' 56.38" , E 14° 19' 2.36" (lat, lng)

    Piccolo parcheggio gratuito a 15/20 minuti a piedi dalla Reggia. Si paga solo il lunedì mattina fino alle 14 (1 euro); probabilmente c'è il mercato nella piazza vicino.
    La gente con le auto non segue le linee a terra dei parcheggi, ma sosta dove c'è l'ombra e mette l'auto un po' a caso.
    Il parcheggio si trova in una zona residenziale e tranquilla.
    Noi siamo stati bene. Abbiamo lasciato qui il camper da solo durante la visita e l'acquisto delle famose mozzarelle di bufala (circa 5 orette). Non abbiamo avuto problemi.
    Non abbiamo però dormito qui la notte, ma sembrava ok, non essendo su una via principale.

    Parcheggio per Pancrazio in Autostrada a Barberino del Mugello
    Coordinate:
    44.029458, 11.225994 (lat, lng)
    N 44° 1' 46.04" , E 11° 13' 33.57" (lat, lng)

    km. 255, A1, 50031 Barberino di Mugello FI

    Noi ci siamo parcheggiati dietro l'autogrill, così da essere più riparati dal rumore.
    Io non sono riuscita molto a dormire mentre Mirco si.
    Abbiamo dormito in compagnia di un camion e diversi erano quelli di passaggio.
    Dicono che ci sia dell'acqua per riempire il serbatoio, ma noi non abbiamo guardato, non avendone bisogno.
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  • Day135

    Napoli

    October 13, 2022 in Italy ⋅ 🌧 19 °C

    Come usciamo da Pompei dobbiamo pagare nuovamente il casello, sempre 2.20 euro.
    Ovviamente abbiamo i soliti problemi ad introdurre il denaro alle casse automatiche 🙄😮‍💨

    La strada per arrivare all'area sosta non è tantissima, per fortuna.
    Giungiamo a destinazione e l'entrata dell'area sosta non è super agevole. Inoltre si trova in una strada trafficata e per entrare stavamo per finire addosso ad un'auto che è sbucata dalla stradina vicina a tutta velocità (Qui sembrano avere tutti molta fretta e guidano davvero come spericolati).

    Comunque ci registriamo e ci parcheggiamo sotto un telo antigrandine/parasole. Ciò mi piace molto dato che piove a catinelle e nel caso dovesse esserci la grandine, Pancrazio è al sicuro.
    L'area è un sia un rimessaggio per camper a lunga permanenza, ma è anche adatta alla sosta breve.
    Il costo è di 18 euro per il pernottamento e possiamo rimanere fino alle 12 del giorno dopo.
    Sapere il nostro camper al sicuro, rende il soggiorno molto più piacevole e godibile.
    Inoltre la guardia ci fa sorridere con la sua parlata tipica napoletana 😄 Mirco dice che ci sono stati dei problemi di reciproca incomprensione al momento della registrazione 😆 dovuti probabilmente ai diversi accenti.

    In ogni caso, oggi piove e guardando il meteo, pioverà tutto il giorno. Ottimo!! 😓 Ma questo non ci ferma.
    Mettiamo la giacca, prendiamo gli ombrelli e partiamo.
    Ci incamminiamo verso la stazione dei treni (su un percorso di circa 20 minuti e la strada a volte è un po' strettina, con auto che ti passano accanto).
    Facciamo 1.70 euro a testa di biglietto e aspettiamo. Il treno doveva passare entro pochi minuti, ma nulla.....Andiamo bene 😖
    La corsa successiva doveva avvenire nei 10 minuti successivi, ma nemmeno quella arriva 🤔
    Il bello che nessun addetto annuncia un qualche problema o quanto meno un ritardo.
    Il nulla cosmico insomma.
    Già ci vedevamo a raccontare cosa avevamo visto di Napoli..ovvero solo la stazione di Portici 😅
    Per di più eravamo super affamati dato che volevamo assaggiare le prelibatezze locali e aspettavamo di arrivare a destinazione per fare colazione.

    Miracolosamente dopo un po' né arriva uno e riusciamo a prenderlo, per poi scendere al capolinea, ovvero Napoli Porta Nolana.
    Da qui proseguiamo a piedi.
    Andiamo verso il Duomo di Napoli e nel mentre cerchiamo cibo buono per poter far colazione.
    Io trovo un babà vegano 😍 buonissimo, con la cremina, i mirtilli e i lampone sopra. 🤤😋

    Mirco invece voleva come prima cosa la sfogliatella, andiamo quindi da Sfogliatella e Babà, pensando che il nome facesse al caso nostro.
    Alla fine ci ritroviamo con una sfogliatella con vari ripieni e la parte sottostante ripiena di cioccolata 🤔 Inoltre anche la forma era strana. Non aveva nulla della vera sfogliatella 😤
    Amareggiati entriamo nel duomo.
    È davvero molto bello e ogni angolo mi incanta con le sue meravigliose statue, mosaici e quant'altro. Qui si trova anche la Cripta dedicata a San Gennaro.
    In uno degli altari laterali invece, si può accedere anche il Museo dei Tesori in cui si possono vedere si alcuni elementi preziosi, che riguardano oggetti di devozione in oro, argento, bronzo e pietre preziose. Nel corso dei secoli, queste ricchezze sono state donate a San Gennaro dai sovrani napoletani e stranieri, dai papi e dal popolo.
    Ma il vero tesoro è legato alle reliquie di San Gennaro, che riguardano le ossa del cranio contenute in un reliquario che viene chiamato "il Busto" e la teca che conserva le ampolle con il sangue (in cui c'è tutto un rituale dietro, in cui in base seil sangue si solidifica o no, porterà sfortuna o fontana alla città). La Cappella di San Gennaro inoltre è un gioiellino dell'arte barocca (Costo d'ingresso senza guida: 6 euro).

    Dopodiché siamo andati verso Via San Gregorio Armeno, la via dei Presepi. Lungo il tragitto troviamo finalmente la vera sfogliatella e non possiamo non provarla. Prendiamo la versione riccia; una vera bontà!!! La sfoglia era bella fresca e friabile al punto giusto e il ripieno di ricotta favoloso 🤤
    Inoltre come decorazione dell'insegna avevano un mini Pulcinella che cavalcava un maxi babà 😅 Troppo carino.

    La via dei presepi invece è davvero caratteristica, con tantissime pezzi per il proprio presepe o semplicemente da osservare. Si trovano le statuine che si muovono e si passa dal fabbro al veterinario, dalla signora che stira all'arredatore d'interni, oltre che ad esserci anche tantissimi presepi già "pronti", da quello mini (portatili) a quello gigante in una caffettiera.
    Ma ci sono anche le famosissime statuine con i personaggi più in vista.
    Troviamo quindi anche la Regina Elisabetta II, in un completo viola, Giorgia Meloni, ovviamente Maradona, ma anche tanti altri calciatori o esponenti politici. C'è anche la statua di V per Vendetta, il film.
    Non possono mancare anche i tipici cornetti portafortuna (che svolgono la loro funzione solo se regalati e se si "punge" la mano sinistra con la punta del corno). Ce ne sono in tutte le salse, grandi, piccoli, con le corna, con la corona, fatti a mano ecc.
    Mi è piaciuta moltissimo quasta via e chissà che bella deve essere a Natale.
    Abbiamo fatto alcuni acquisti, anche se la cortesia dei commessi non sembra proprio di casa.

    Proseguiamo ed entriamo nella chiesa di San Lorenzo Maggiore, una chiesa gotica con una navata unica. Questa chiesa ospitò Petrarca e sempre qui Boccaccio si innamorò perdutamente della napoletana Fiammetta (nome fittizio che indicava probabilmente una donna già sposata; Maria, figlia di re Roberto d'Angiò).

    Continuiamo verso il Maschio Angioino, chiamato anche Castel Novo.
    Si tratta di un castello medievale e il nome "Maschio" o mastio, indicava la torre più alta all interno di un castello (nel periodo medievale appunto).
    Nasce come centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati per poi diventare una residenza reale. In seguito, sotto gli aragonesi, diventò una fortezza.
    La visita dell'interno costa 6 euro e con l'aggiunta di 10 euro se si vuole una guida.

    Proprio qui incontriamo un tipo, Gennarino, che ci chiede qualche soldo in cambio di quelle che sembravano calamite (a suo dire fatte o mano o comunque qualcosa di unico) e dei portachiavi.
    Non volevamo niente ma, come si dice dalle mie parti, ci intorta per bene (dicendo anche che aveva dei figli, ecc 🙄😵‍💫🥴) ed era pure simpatico e decidiamo di lasciargli qualcosina. Non avevamo molta moneta e io gli avrei lasciato 70 centesimi, ma Mirco tira fuori per sbaglio 2 euro dalla tasca e alla fine si è preso sia i 2 euro che i 70 centesimi 😅
    Il bello che gli avevamo detto che non avremo moneta e lui tranquillamente ci dice che ce li avrebbe cambiati 🤣😂
    Sicuramente i napoletani sono bravi in questo.

    Continuiamo a camminare e passiamo davanti al Teatro Reale San Carlo, il più antico teatro d'opera in Europa.
    La struttura all'esterno è molto bella anche se mi aspettavo di più da Napoli.
    Lo stile si ricollega a quello della galleria Umberto I, che quest'ultima, mi ricorda molto quella di Milano accanto al Duomo.
    Bella e ampia ed è bello ripararsi lì dalla pioggia, dato che non è semplicissimo muoversi con gli ombrelli se c'è molta gente e molto (ovviamente non ha smesso nemmeno 5 minuti di piovere in tutta la giornata) ... Senza contare i motorini che frecciano nella zona pedonale e suonano insistentemente se non ti sposti 🙄
    Nella galleria è possibile trovare alcuni negozietti e alcuni bar dove potersi sedere.

    Poco più avanti troviamo il Palazzo Reale, che non è opera dei Borbone, ma fu voluto dal Viceré spagnolo Fernando Ruiz de Castro, in previsione di una visita nel Viceregno (visita poi non effettuata) del nuovo Re di Spagna Filippo III d’Asburgo.
    I Borbone però ristrutturarono ed abbellirono notevolmente la reggia e l’intera area circostante, che assunse solo sotto Ferdinando II l’incantevole aspetto che ancora oggi ha.
    La visita al giardino è gratuita mentre se si vuole vedere l'interno del palazzo, il costo è di 6 euro.

    Di fronte si trova Piazza del Plebiscito, il salotto di Napoli.
    Con una superficie di oltre 25mila metri quadrati è la più grande della città e una delle maggiori in tutta Italia
    Il suo colonnato si ispira a quello di San Pietro a Roma, mentre la forma ricorda quella del Pantheon. Alle sue spalle si innalza la collina di Pizzofalcone, dove secondo la tradizione nacque il primo nucleo abitato dell'antica Partenope.
    Al centro del colonnato invece è impossibile non notare la Basilica di San Francesco di Paola, che però noi abbiamo trovato chiusa.
    Questa piazza è bellissima, peccato solo aver trovato i muri un po' imbratati con scritte rosse e alcuni senza tetto che dormivano tra le colonne.
    Inoltre proprio il centro era recintato e non si poteva andare. C'erano una camionetta dell'esercito.
    Anche nel palazzo reale c'era un nutrito gruppo dell'esercito e devo dire che i militari era presenti in grande quantità nella città, così come altre forze dell'ordine (polizia e carabinieri).
    Ci siamo però sentiti abbastanza al sicuro durante i nostri giri.

    Dopodiché, aspettando che si facesse l'orario per pranzo facciamo ancora una passeggiata sul lungomare e vediamo sia il Golfo di Napoli che Castel dell'Ovo.
    Il Golfo di Napoli ha un'estensione di 870 km².
    La parte nord del golfo è occupata dal sistema di vulcani dei Campi Flegrei mentre a sud si trova la penisola sorrentina.
    Si possono ammirare anche le Isole di Capri, Ischia e Procida, anche se noi le ultime due non le abbiamo viste, essendoci molta foschia.
    Il lungomare è piacevole da percorrere anche se ce ne sono di più belli.
    Per quanto riguarda il Castel dell'Ovo è il castello più antico della città di Napoli e sorge sull’isolotto di tufo.
    La leggenda vuole che la sirena Partenope prima di morire depose un uovo 🤨
    Il grande poeta latino, Virgilio, lo raccolse e credendo fosse magico lo sistemò nei sotterranei, mettendolo in una caraffa di vetro piena d’acqua protetta da una gabbia di ferro, ed appesa a una pesante trave di quercia.
    Da esso dipendevano le sorti del castello e di Napoli, poiché se fosse stato ritrovato o se si fosse rotto, tutto il castello sarebbe sprofondato in mare ed una serie di sventure avrebbe colpito la città. Ancora oggi infatti nessuno l'ha rinvenuto.

    Tornando alla nostra visita è finalmente ora di pranzo e ci dirigiamo nel locale scelto per pranzo nei tipici Quartieri Spagnoli, solo che oggi non ci sono i panni stesi visto la pioggia a catinelle 😅 Però sono belli e pieni di vita 😊
    Avrei voluto provare il piatto tipico di provola e patate ma a quanto pare la ricetta vuole che sia fatto anche con il grasso del maiale. Quindi niente... Non l'ho preso 😖
    Siamo andati in un altro locale, trattoria Nennella (in pochi metri ci sono diversi locali che si chiamano con un nome molto simile). Aspettiamo un po' per mangiare ma almeno qui riesco a trovare qualcosina anche per me.
    Prendo gli gnocchi alla sorrentina e le zucchine alla scapece. Mirco invece opta per la pasta con provola e patate e salsiccia con i friarielli. Tutto molto buono.
    Il personale era costituito principalmente da guaglioni che avevano il tipico modo di fare dei napoletani. Sembrano essere amici di tutti e cercano un po' di coinvolgerti; peccato poi parlare tra di loro e lamentarsi se non fai quello che vogliono loro (per esempio sederti al tavolo). Inoltre, noi ce ne siamo accorti dopo, ma nel conto ci avevano messo anche una pietanza in più 😓; era solo un contorno 3.50 euro, però finora non era mai capitato e guarda caso succede qua 🙄
    Volevamo pure lasciargli la mancia ma per fortuna non l'abbiamo fatto 😐

    Riprendiamo il nostro giro e per prima cosa andiamo a vedere la stazione Toledo che dicono essere la fermata della metro più bella d'Europa. Non siamo entrati proprio dentro perché serviva il biglietto della metro, ma già nel passaggio esterno era bellina.

    Dopodiché, non avendo preso il dessert per pranzo facciamo una piccola merendina.
    Io mi prendo la pastiera e Mirco il babà medio (si perché ci sono vari formati, compreso il babà gigante 😅) con il ripieno di cioccolato.

    Poi per smaltire tutto ciò che abbiamo ingurgitato seguiamo il percorso per raggiungere Castel Sant'Elmo, che si trova sulla collinetta. Visto da sotto sembra abbastanza lontano ma una volta che si percorre la strada, non è poi così tragico il percorso (anche se in salita ovviamente) 😅

    La vista dall'alto è molto piacevole (per quello che si riesce a vedere visto il mal tempo), anche se si vedono davvero tantissime parabole. Per di più sembra di non stare più a Napoli, essendo molto tranquillo, anche se si sentono in sottofondo i vari clacson (che se devo dirla tutta, non hanno la classe dei siciliani nel suonarlo 😇🤭😁).

    Il castello è molto bello ed è possibile visitarlo pagando il biglietto di 5 euro.

    Esistono altri 4 castelli a Napoli, ma l'ho scoperto solo dopo. Infatti è anche nota come la città dei 7 castelli.

    Decidiamo poi di andere verso il quartiere Vomero di Napoli, conosciuto per essere uno dei quartieri chic, dove vivono anche alcuni VIP.
    Sinceramente a noi non è sembrato tutta questa bellezza, anche se poi girando un po' a caso, per ritornare ai Quartieri Spagnoli, abbiamo trovato la via con tutti i negozi con le marche più raffinate.
    Andiamo poi verso la Villa Floridiana, un bellissimo parco, ma lo troviamo chiuso. Una signora ci spiega che a causa del maltempo non è sicuro, dato che potrebbero cadere rami addosso alle persone o peggio. Peccato.

    Torniamo indietro e ci dirigiamo verso la Via dei Presepi, che non si trova lontano dalla stazione dove parte la Circumvesuviana per tornare più tardi in camper.
    Siamo un pochino stanchini e soprattutto bagnati (i piedi hanno messo su le squame oramai), ma volevano almeno mangiare la pizza napoletana.
    Già che ci siamo prendiamo dei babà da portare via e magiare il giorno dopo per colazione.
    Poi con grande fatica ci trasciniamo al ristorante, all'Antica Pizzeria dell'Angelo (Mirco ha messo delle scarpe che gli hanno fatto venire male ai piedi e se solo non piovesse probabilmente avrebbe già camminato scalzo).
    Prendiamo la pizza di quelle con il bordo ripieno. Io purtroppo ne ho scelta una che non la valorizzava molto. Anche se era con i fiori di zucca, non l'ho trovata favolosa. Peccato. Però in generale non ho sentito tutta questa gran differenza dalle pizze che ho mangiato da altre parti (riferendomi sempre a quelle con il bordo alto), se non che era di consistenza più fine al centro.
    A Mirco invece è piaciuta, anche se non l'ha trovata particolare.

    Una volta finito ci trasciniamo in qualche modo fino alla stazione.
    Anche qui e nei dintorni vediamo i militari e la polizia.
    Da una parte mi danno sicurezza, dall'altra invece mi inquinano un po'.. Tutto questo raduno di forze dell'ordine in una città.

    Una volta dentro la stazione facciamo il biglietto con pagamento elettronico. Anche se il terminale non funzionava benissimo.
    Dopo averli fatti, passa un tizio che lavorava lì dicendoci che non avrebbero funzionato con quella cifra. Inutile dire che era la stessa cifra fatta all'andata. Non so cosa si pensava questo signore (magari ci voleva fare un biglietto ad un prezzo maggiore), ma non abbiamo avuto problemi, se non che si è bloccato il biglietto di Mirco dentro la porta per passare. Accanto però c'era del personale in servizio e non ha avuto problemi a farlo passare 🤔

    Prendiamo un treno che era già lì in sosta e non dobbiamo attendere che pochi minuti per la partenza.
    Ovviamente sta ancora piovendo, ma siamo dentro al treno e non dovremmo preoccuparcene no?
    E invece non è così, perché anche lì, nella parte di collegamento tra i vari binari scende l'acqua 🙄

    Riusciamo poi in qualche modo a capire dove scendere e per tornare in camper, non abbiamo problemi, se non quelli tipici delle auto che passando veloci e schizzano di acqua i passanti 😓
    La strada è un po' buia e i piedi sono doloranti, ma riusciamo a vedere Pancrazio in lontananza serafico nel suo posticino al sicuro nell'area sosta. Finalmente!!
    Facciamo il giro (perché da quel punto non si poteva entrare), suoniamo (dato che era già tardi e il cancello era chiuso) e andiamo da Pancrazino.
    Felici di essere a casa togliamo scarpe e vestiti e ci possiamo finalmente riposare sotto le copertine al calduccio (anche se in generale non faceva freddo... Almeno quello.. Altrimenti ci saremmo presi una polmonite).
    Io penso di essermi addormentata quasi subito e non ho sentito nulla fino al mattino, momento in cui si sentiva un po' di traffico.

    Alla mattina facciamo colazione e poi andiamo a pagare, per poi dirigerci alla nostra ultima meta.

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Volendo a Napoli c'è ancora molto da vedere come "Napoli sotterranea”. Una visita guidata nelle viscere della città per scoprirne le influenze greche, quelle romane e, soprattutto, per rivivere i giorni tragici della seconda guerra mondiale, quando circa 40.000 napoletani si rifugiarono sottoterra per sfuggire ai bombardamenti alleati e alla rappresaglia tedesca.

    Oppure molto bella è anche la visita alla Cappella Sansevero, che si tratta di uno dei musei più importanti a Napoli. È una chiesa sconsacrata che si trova nei pressi di Piazza San Domenico Maggiore. Tempio massonico ricco di simbologie, è conosciuto in tutto il mondo per la statua del Cristo Velato di Giuseppe Sammartino e per le macchine anatomiche, due corpi, si dice dei servi del Principe di Sansevero, dove è possibile studiare il sistema circolatorio umano.
    Costo biglietto: 8 euro.

    Area sosta per Pancrazio
    Coordinate: 40.8287351, 14.3557181 (alle seguenti coordinate trovate l'entrata dell'area sosta).

    Via S. Gennariello, 10, 80055 Portici NA

    Si trova a circa 12 km da Napoli e a 20 minuti a piedi dalla Stazione dei treni di Portici Bellavista.
    Il posto è sorvegliato 24/24h da una guardia giurata.
    Si può fare lo scarico delle acque. Mentre il carico è a pagamento (1 euro per 120 litri), così come anche le docce e la corrente.
    Noi ci siamo parcheggiati sotto un telo parasole/antigrandine.
    Le guardie sono state gentili e disponibili.
    Dopo un certo orario vengono chiusi i cancelli, ma basta suonare che ti aprono.
    Costo per una notte: 18 euro (potevamo andare via alle 12 del giorno dopo) +2 euro di elettricità per 24h.
    Ci siamo sentiti sicuri e tranquilli e ci siamo potuti godere il soggiorno sapendo il nostro camper in buone mani.

    Solo la strada per arrivare alla fermata della stazione è un po' strettina, ma fattibile (noi l'abbiamo percorsa anche di sera).
    Attenzione anche all'entrata, che si trova dove c'è il cancello rosso.
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    Traveler

    bellissimi

    10/18/22Reply
     
  • Day134

    Pompei

    October 12, 2022 in Italy ⋅ ☀️ 22 °C

    Tutto bene durante il viaggio che si svolge in gran parte sull'autostrada. Fino a Salerno è totalmente gratuita. Da qui per andare a Pompei dobbiamo solo pagare 2.20 euro di importo fisso al casello.

    Arriviamo a Pompei est e non riusciamo subito a trovare il posto dove parcheggiare. Anche se impostiamo su Google l'indirizzo consigliato su Park4Night, ad un certo punto si vede proprio che si sposta la destinazione di arrivo e ti dice che arrivato a destinazione... Così su un ponte 🙄😮‍💨 Andiamo bene.

    Cerco di capire dove si trova il posto senza inoltrarci in chissà quali viuzze. Ma anche sulle strade principali non va molto meglio 🙄 Abbiamo trovato gente più spericolata dei siciliani nella guida 😅 (non pensavo esistessero davvero). Peccato che qui ti vengono proprio addosso, ma nel vero senso della parola.
    Mentre eravamo nella rotonda, abbiamo dovuto quasi inchiodare per evitare di prendere due auto che ci hanno tagliato la strada e sono passate a pochi centimetri da noi (non una, ma ben due appunto).
    Come si suol dire a Mirco è partito l'embolo ed era furioso 😓 (e come dargli torto).

    Per fortuna in poco siamo arrivati al parcheggio.
    Era pieno, ma siamo riusciti a trovare un buon posto in una via laterale (anche migliore dato che il parcheggio precedente era strettino).

    Lasciamo a malincuore Pancrazio da solo (però tutte le recensioni del posto erano buone) e ci dirigiamo verso il Parco Archeologico, distante circa 1 km.

    Il biglietto è veramente caro (16 euro 😱😶‍🌫️, infatti dei signori in fila una volta saputo il prezzo commentano "ma sono matti" e se ne vanno 😅... Li capisco), però dentro è davvero molto bello e grande. Senza contare che la prima domenica di ogni mese l'ingresso è gratuito.
    Noi saremo stati dentro 4/5 ore, ma volendo ci si può impiegare sia molto di più, che di meno (vedendo solo i punti più salienti).

    Prima di entrare poi, c'è questa via piena di negozietti che offrono tour guidati dell'area. Alcuni sono un po' insistenti e continuano a chiamarti. Mirco dice che come sempre è colpa mia, che sembro una turista 🙄... Questa volta è per lo zainetto 😅
    In ogni caso con tutte le guide che ci sono dentro, se ascolti due parole da una e due dall'altra (in varie lingue ovviamente), ti sei praticamente fatto la visita guidata 😅
    Il costo per una guida privata è di 120/130 euro. Il costo delle guide di gruppo da 2 ore invece è di 15 euro a persona.

    Comunque pensate che per accedere all'area archeologica, si devono passare i controlli del metal detector e far passare lo zaino ai raggi x. Si vede che devono impiegare in qualche modo i soldi del biglietto 😝

    Per visitare l'area ci sono diverse entrare, la nostra era Piazza Marina.

    La coda alla biglietteria è davvero esigua e solo dopo aver fatto il biglietto vediamo che, chi avesse voluto pagare con la carta, c'erano dei terminali dove fare il pagamento in cui non c'era nessuno.
    In ogni caso, abbiamo preso la mappa (gratuita) e siamo entrati.

    Dentro è davvero molto bello. Noi abbiamo deciso di girare totalmente a caso, seguendo un po' le indicazioni di quello che volevamo vedere.
    Anche se forse sarebbe stato utile segnare sulla mappa dei percorsi da seguire, con colori diversi, in base magari al tempo a disposizione.

    La cosa bella è che si può vedere proprio tutta la città per com'era, o meglio, per ciò che rimane.
    Molte aree sono poi ancora in fase di restauro.
    Le strade, invece, sono costituite da grosse pietre (veramente tanto grandi) in basalto. Ciò rende il camminamento non sempre agevole, ma comunque niente di particolarmente impegnativo. L'unica nota negativa è che anche qui sembrano esserci dei randagini 😢

    Le case poi sono generalmente denominate a seconda di qualche particolare che vi è all'interno, come quadretti, statuette o mosaici, dato che non si sa a chi siano appartenute. Troviamo così la Casa dei Dioscuri, quella dell'Orso ferito, la casa del Fauno, della Venere in conchiglia e via dicendo.
    Alcune davvero molto belle e appartenute, molto probabilmente, a ricchi signori.

    Troviamo poi alcune terme, la Lupanare (ovvero il bordello), il teatro (grande e piccolo), l'anfiteatro, il foro romano, la palestra (dove si allenava o i gladiatori e dove attualmente si trovava una mostra sulla sensualità e l'arte), l'area mercantile, ma anche moltissimo altro.

    Sia il teatro che l'anfiteatro sono davvero molto belli. Suggestivo è il sottopasso per accedere all'anfiteatro, per un attimo ho creduto mi catapultasse in un'altra epoca 😅
    Inoltre in diversi punti dell'area archeologica si possono vedere i calchi di gesso delle persone vittime dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d. C.. Uno tra tutti è l'Orto dei Fuggiaschi, in cui si possono osservare una decina di questi calchi.
    La morte degli abitanti di Pompei avvenne in modo molto atroce, chi per asfissia dei gas venefici dovuti all'eruzione, ma anche a causa di crolli, oppure arsi in seguito alla comparsa di lapilli, ma nel peggiore dei casi le altissime temperature generate in tutta la zona avrebbero causato l’”ebollizione del sangue" fino a far esplodere il cranio (in alcuni casi) 😱😰
    Questo è ciò che ha scoperto un’indagine condotta da un gruppo di ricerca dell’Università di Napoli Federico II.
    I loro corpi sono stati successivamente interamente sepolti dalle ceneri vulcaniche che piovevano dal cielo. 
    I corpi sono rimasti sepolti in 9 metri di cenere per oltre 1900 anni! Cenere che ha preservato l'integrità del corpo.

    Sono 1150 i corpi ritrovati negli scavi di Pompei, ma rimane ancora un terzo della città da scavare.
    Praticamente durante il ritrovamento, il direttore degli scavi fece gettata una colata di gesso su questi corpi, così da preservare l'involucro in cui venivano anche immortalate le loro espressioni facciali di dolore e la disperazione.
    I corpi invece vennero analizzati e subirono la normale decomposizione dovuta al tempo.
    Per Pompei fu una vera e propria ecatombe, ma per i posteri è il più grande documento rilasciato dagli antichi romani di 2000 anni fa.

    Dal parco archeologico ma anche da tutta Pompei si ha inoltre una bellissima vista sul Vesuvio. Esso è alto 1232 m, ma pensate che prima della famosa eruzione raccontata nei suoi testi da Plinio il Giovane, il Vesuvio superava in altezza i 2.000 metri. Niente a che vedere con l'Etna e i suoi 3357 metri, che domina la scena anche da lontano, ma io trovo che il Vesuvio abbia una bella forma, che corrisponde esattamente all'immaginario collettivo che si ha di un vulcano, anche se tutto sommato si confonde un po' con i monti circostanti, per via dell'altezza. Da come me ne parlava Mirco mi aspettavo fosse molto peggio 😅, anche se non c'è confronto con l'Etna.

    Il cono del Vesuvio è cresciuto all'interno dei resti di un vulcano più antico, il Monte Somma, negli ultimi 30-35000 anni e la cui ultima eruzione risale al 1944, un tempo troppo breve per poter considerare il vulcano definitivamente spento, ma sufficiente per allentare il timore delle sue devastazioni.
    I vulcani poi non sono tutti uguali, il Vesuvio, in particolare, è tipo esplosivo (Indice di esplosività vulcanica (VEI): 5/8), differentemente ad esempio dallo Stromboli. L'Etna invece non è considerato pericoloso (Indice di esplosività vulcanica (VEI): 2/8) in quanto la sua costante attività consente di liberare l'energia ed evita fenomeni parossistici violenti.

    È possibile salire con l'auto sul Vesuvio ( non sappiamo però come siano le strade). Dalla Napoli/Salerno si può uscire a
    Torre del Greco o Ercolano e da lì proseguire seguendo le indicazioni per il Vesuvio.
    A circa 1.050 metri si trova la biglietteria che con un costo di circa 12 euro si ha accesso al sentiero per raggiungere il Gran Cono, il cratere del Vesuvio, insieme ad una guida; Consigliano però di fare il biglietto prima di arrivare lì, poiché è possibile acquistarlo solo online e la connessione, là sopra non è il massimo.
    L'escursione per arrivare in cima è adatta a tutti e non particolarmente faticosa.
    Il sentiero da percorrere ha una lunghezza complessiva di quasi 4 km tra andata e ritorno, con dislivello di circa 140 metri e una pendenza media del 14%.

    Dopo aver visto il parco archeologico usciamo, compriamo due cosette al supermercato e pranziamo (saranno state almeno le 15 circa 😱 e avevamo parecchia fame 🥴; Dentro all'area archeologica c'è un bar/ristorante ma con prezzi esagerati).

    Dopodiché ci facciamo un giro nel centro della cittadina.
    Qua e là ci sono dei bellissimi murales, tra cui anche quello di Maradona, che non poteva ovviamente mancare 😅

    Abbiamo visto il Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, un complesso davvero grande, la cui chiesa è davvero uno spettacolo, in stile barocco/rococò, quindi davvero molto ricca di decori.
    A me è piaciuta moltissimo.
    Appena fuori dalla chiesa c'è un bel campanile che però era chiuso e non si poteva salire. Il cartello recitava che era chiuso per manutenzione.
    Continuiamo la passeggiata nella zona pedonale e Mirco lamenta il fatto che hanno rubato i piatti siciliani. Infatti proponevano granite, arancini e brioscie con gelato 😤
    Quanto meno nella granita c'era scritto che era la granita siciliana 😅 al contrario della Calabria.

    Infine torniamo in Camper e ci riposiamo.
    Ci siamo parcheggiati in una strada senza uscita, pensando che così ci sarebbe stato meno traffico. Così è, ma un po' di macchine passano lo stesso.
    Poi in generale è sempre tutto molto caotico e rumoroso in queste zone.
    Sarebbe da vedere se anche i paesi più interni della Campania siano così 😵‍💫
    Ma comunque dormiamo tranquilli e ci sentiamo al sicuro.

    La mattina partiamo presto per andare alla prossima tappa, così da non aver troppi problemi per strada.
    Ci becchiamo però il traffico di chi va a lavoro, ma sembrano essere più civili del giorno prima (non so se siano ancora assonnati o altro 😅).

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Da visitare, volendo ci sarebbe, tra le altre cose, Villa Oplontis (la villa di Poppea) a Torre Annunziata il cui biglietto è in combinazione con la Villa Regina di Boscoreale (quest'ultima non molto lontana dagli scavi archeologici di Pompei). Se non sbaglio il biglietto dovrebbe essere di 8 euro.

    Parcheggio per Pancrazio
    Via Sant'Abbondio, 155, 80045 Pompei NA

    Coordinate: 40.7443153, 14.4958682

    Piccolo parcheggio di fronte ad una farmacia e vicino ad un supermercato.
    Noi qui non abbiamo trovato parcheggio e c'erano tantissime macchine parcheggiate in tutti i modi (Quindi se parcheggiate lì attenti a come lo fate altrimenti rischiate di non poter uscire).
    La sera però si era quasi completamente liberato.
    Noi abbiamo parcheggiato nella strada di fronte senza uscita.
    Ci siamo messi lateralmente insieme a camion e auto, ma la sera siamo rimasti solo noi.
    Lì penso fosse meglio perché passavano meno auto.
    Il nostro camper è rimasto parecchie ore da solo ma non abbiamo avuto problemi (abbiamo parcheggiato vicino alle case). La zona ci è parsa abbastanza sicura.
    ATTENZIONE però alle indicazioni di Google a noi ci ha portato sopra un ponte e diceva che era o arrivati.
    Inserisco quindi come coordinate l'indirizzo del supermercato.
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  • Day133

    Lago Sirino (Basilicata)

    October 11, 2022 in Italy ⋅ ⛅ 15 °C

    Partiamo dall'area di sosta in autostrada di buon mattino.
    Oggi lasceremo la Calabria, ma nel farlo passiamo ancora una volta sotto il Parco Nazionale del Pollino.

    Percorriamo l'autostrada fino al Lago Sirino a Nemoli in Basilicata, dove abbiamo trovato una bellissima area sosta.
    Si vede che abbiamo cambiato regione 😅 La Basilicata ha diverse aree sosta gratuite con il carico e lo scarico funzionante (Anche la Calabria ne ha qualcuna, diversamente invece dalla Sicilia o Puglia che sono poche o nulle).
    Finalmente non dobbiamo più impazzire per trovare fontanelle o dove scaricare.

    Pensate poi che fino ad ora abbiamo trovato l'autostrada gratuita. Meglio così.

    Usciamo a Lauria per dirigerci appunto al Lago Sirino.
    La strada è larga, peccato che "leggermente" dissestata 😅 Ce n'eravamo dimenticati dello stato di conservazione delle strade lucane 😖
    Ad un certo punto ho solo più sentito Mirco che diceva "Oh porca vacca" e ho sentito andare il camper verso il basso 😵
    La strada asfaltata si interrompeva così di punto in bianco ed era come se ci fosse una discesa improvvisa e 20 metri dopo risaliva, per poi tornare ad essere asfaltata 🙄
    Per fortuna Pancrazio sta bene. Però è sempre un'avventura 😅

    Il lago Sirino è un piccolissimo bacino idrico davvero ben curato.
    È molto piacevole fare una passeggiata lungo le sue rive, insieme alle paperette.
    Ci sono un sacco di panchine dove riposarsi e anche una panchina letteraria dedicata a Maria Ielpo, una signora che crea gioielli nata a Lauria, nella città vicina 🤔
    È presente anche un museo, ovvero il Micromondo, dove vengono spiegati i fenomeni sulla Terra ma viene anche illustrata la nascita ed evoluzione della vita su di essa.

    Dal lago si possono intraprendere anche diversi percorsi. Noi però ci siamo tenuti in zona e siamo andati solamente alle sorgenti, raggiungibili in una decina di minuti (anche se sembrano più un ruscello che ha esondato che delle vere e proprie fonti), per poi dirigerci sulla collinetta dove si trova una piccola chiesa, che segna il passare delle ore, un'area picnic e un bel parco giochi.

    Durante la nostra passeggiata abbiamo anche raccolto delle noci e mangiato dei fichi, presi direttamente dall'albero 😋
    Dopodiché siamo tornati in camper e Mirco ha fatto i suoi esercizi.
    Per poi goderci il tramonto in seguito.

    Se si è in cerca di un bel posto tranquillo, è un ottimo luogo.
    Noi ci siamo fermati qui principalmente per non fare troppi chilometri e riposarci un po'.

    La sera comunque faceva freschetto e siamo rimasti in camper a riposarci.
    Nel mentre sono arrivate altre case viaggianti a farci compagnia per la notte. Sembra essere una meta molto frequentata dai camperisti ☺️

    La notte siamo stati davvero bene e sono riuscita a dormire proprio tranquilla.

    La mattina ci svegliamo presto carichiamo e scarichiamo le acque del camper, buttiamo la spazzatura, riempiamo l'acqua da bere alla fontanella, facciamo rifornimento di carburante poco più avanti (mannaggia il diesel è di nuovo aumentato di parecchio 😖) e siamo pronti a partire ☺️

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Area sosta per Pancrazio
    Coordinate: 40.0929816, 15.8056737

    Area Sosta Camper Lago Sirino,
    85040 Nemoli PZ

    Piazzole abbastanza pianeggianti. Ma ce ne sono meno di 10.
    Però ci si può parcheggiare nell'area vicino anche se il parcheggio è in buona parte in pendenza (da qui però si gode di un ottimo tramonto).
    Per lo scarico e il carico è tutto funzionante e gratuito. Anzi il flusso dell'acqua è davvero molto buono.
    Prende molto bene anche internet.
    Si può usare la corrente al costo di 2 euro ogni 6 ore.
    Ci sono anche diversi cestini e di fronte una fontanella per riempire le bottiglie d'acqua (ce n'è una anche sul lago).
    Molto tranquillo la sera (ma lo è anche durante il giorno).
    Abbiamo dormito davvero bene.
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    Traveler

    ❤️

    10/17/22Reply
     
  • Day132

    Tropea

    October 10, 2022 in Italy ⋅ ☁️ -6 °C

    Eccoci finalmente nella famosa Tropea.
    Adoro le cipolle e non vedevo l'ora di arrivare qui. Senza contare che è una bellissima cittadina.
    Oggi poi mi sento decisamente meglio ☺️☺️

    Comunque non ci crederete ma come abbiamo lasciato la "Terra del Sole" (così viene anche chiamata la Sicilia), il tempo è abbondantemente nuvoloso con un po' di pioggerellina.
    Neanche a farlo apposta 😅

    La strada per arrivare qui è un pochino lunga e tortuosa. Non abbiamo voglia di andarci ad impelagare in stradine strette quindi seguo quella che sembra una strada statale, anche se ad un certo punto Google decide di farci fare una stradina stretta per accorciare (di pochi metri però) e già mi sento male (anche qui macchine parcheggiate dove non dovrebbero) 😮‍💨
    Per fortuna torniamo subito sulla strada statale.
    A Vibo Valentia c'era poi un traffico assurdo.
    La gente passava tranquillamente davanti al camper buttandosi dalle strade laterali. Mirco ad un certo punto ha pure sbroccato quando per poco non stavamo facendo un incidente dato che un signore oltre ad averci tagliato la strada non andava nemmeno avanti 🙄😵‍💫

    Arriviamo a Tropea e ci parcheggiamo non lontano dal centro e vicino ad un verduriere. Subito vediamo le famose cipolle 🤩

    Facciamo un giro per il centro e ci sono cipolle in tutte le salse... Vediamo gelato alla cipolla, marmellata, gioielli (stile animaletti della Swarovski) a forma di cipolla, arancini alla cipolla e troviamo anche la birra alla cipolla. Quest'ultima ero indecisa se prenderla o no e alla fine non me la sono sentita 😅

    Ci sono tantissimi negozietti pieni di oggettini carini, tipici da prendere o regale come souviner.
    Ovviamente non possono mancare i peperoncini calabresi, che come mi fa notare un commesso, più sono piccoli e più sono piccanti 🌶️🌶️🔥

    In realtà mi aspettavo un po' più di negozi che vedessero prodotti tipici. Nessuno poi ci ha fatto provare qualcosina 🤔 nemmeno nei posti dove abbiamo comprato i prodotti.

    In ogni caso facciamo alcune compere. Alla fine compriamo le cipolle dal verduriere più caro di tutti probabilmente.
    2.50 euro al kg la treccia. Mentre per strada troviamo le bancarelle che le vendono ad un prezzo molto inferiore. Anche 5 euro per 2 sacchi (non so quanto grandi ma se sono i sacchetti della spesa sono già molto più delle nostre 😖 e con un prezzo decisamente diverso da quello che abbiamo pagato noi).
    Quindi sappiate che conviene comprarle poco prima di entrare a Tropea o appena usciti. Dipende da dove venite.
    Non fate come noi 😓

    Ah e abbiamo anche preso i famosi Tartufi di Pizzo Calabro (paese che non si trova molto lontano da qui. Questi tartufi non sono altro che un gelato ripieno con un altro gelato; con il tartufo che tutti conoscono non hanno niente in comune). Anche questi sono stati pagati uno sproposito. Ovviamente non c'erano i prezzi e alla fine abbiamo pagato uno di essi 7 euro 😳 Neanche avessimo preso dei tartufi veri.
    Direi che è una meta decisamente troppo turistica.

    Nuova regola imparata. Se non ci sono i prezzi messi a vista, mai comprare.
    Quindi se avete intenzione di andare a Tropea state attenti.

    Per il resto la cittadina è davvero molto bella.
    Il mare è di un bellissimo azzurro e la spiaggia bianca, anche se piccolina.
    Abbiamo visto i vari Belvedere, il porto, il Santuario di Santa Maria dell'Isola di Tropea (gratuito, ma se vuoi accedere al giardino il costo è di 3 euro).

    Durante il nostro giro abbiamo anche trovato una carta bancomat per terra. Abbiamo quindi guardato sia la banca (la stessa della carta) che il commando dei carabinieri più vicino. La banca era ad una distanza accettabile e quindi l'abbiamo portata lì. Speriamo nessuno prima di noi l'abbia usata perché aveva il pagamento contactless.

    Nel tardo pomeriggio partiamo e ci dirigiamo verso la prossima meta.
    Le cose da visitare sono tante ma cerchiamo più che altro dei posti sul percorso che dobbiamo fare.
    Volevamo fermarci in un'area per fare gli esercizi di Mirco, ma ha iniziato a piovere insistentemente, quindi alla fine abbiamo sostato in autostrada in un'area un po' appartata. Così da riuscire a dormire e riprendere il cammino l'indomani.

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio
    Viale Tondo 21, 89861 Tropea

    38.674588, 15.896732 (lat, lng)
    N 38° 40' 28.51" , E 15° 53' 48.23" (lat, lng)

    Parcheggio in piano vicino ad un piccolo mercatino di frutta e verdura.
    Noi abbiamo trovato posto abbastanza facilmente.
    Vicino si trova anche un cestino e il centro storico non è lontano.
    Non so se ci dormirei la notte. In ogni caso ci siamo spostati.

    Parcheggio in autostrada per andare verso Salerno e Napoli
    39.08493, 16.22013 (lat, lng)
    N 39° 5' 5.74" , E 16° 13' 12.46" (lat, lng)

    Parcheggio leggermente appartato e ampio.
    Non male anche se accanto ai cestini c'è un po' di spazzatura abbandonata.
    L'area è in piano.
    Purtroppo passano e partono camion un po' a tutte le ore, ma questa è il brutto di dormire in autostrada.
    Internet non funziona benissimo (ok pagine web ma no video, o comunque altalenante).
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  • Day131

    Scilla e Palmi

    October 9, 2022 in Italy ⋅ ⛅ 21 °C

    Facciamo colazione e ci prepariamo velocemente per andare a prendere il traghetto (mancava mezz'ora e dovevamo ancora fare colazione.. Anche se in realtà il traghetto c'è ad ogni ora, ma non avevamo voglia di aspettare).

    Dal nostro parcheggio all'imbarco di Tremestieri sono poco meno di 3 km. Quindi in circa 5 minuti siamo là.
    Arriviamo giusto in tempo e non dobbiamo nemmeno aspettare gli altri che salgano. Il traghetto è addirittura mezzo vuoto.
    Come saliamo sul traghetto partiamo (non ce ne siamo nemmeno accorti). Tanto che mi perdo pure la partenza 😤

    Il viaggio è come sempre tranquillo e puntuale.
    Non riesco bene a salire le scale ma volevo dare un ultimo saluto alla Sicilia 🤗🥰 (e nella parte sottostante del traghetto non si vede nulla).

    Saliamo su Pancrazio e siamo un po' tesi.
    Speriamo solo che si accenda subito (alla fine anche i chilometri fatti erano davvero pochi).
    Quando siamo quasi arrivati a Villa San Giovanni, sentiamo che i camion accendono i motori, quindi proviamo anche noi.
    Facciamo un lungo respiro, coccolina a Pancrazio pregando che parta e per fortuna ce la facciamo 😌 Grande Pancrazino!!

    Mirco mi dice che un tempo quando sbarcavi in Calabria c'era il cartello con scritto "Benvenuti in Italia". 🤔🙄 Direi decisamente un po' inopportuno dato che la tratta principale è Calabria/Sicilia (non so poi se ce ne siano altre).
    Noi non l'abbiamo visto, quindi probabilmente l'hanno tolto (dato che anche Striscia la notizia se n'è occupata).

    Iniziamo il nostro viaggio di risalita, ma non facciamo moltissimi chilometri.
    La nostra prossima tappa è Scilla.

    La leggenda narra di Scilla, una splendida ninfa, di cui il figlio di Nettuno, Glauco, vedendola si innamorò di lei. Lei però spaventata, rifiutò il suo amore.
    Glauco per conquistarla si recò quindi dalla maga Circe, alla ricerca di un filtro d'amore.
    Circe, però, a sua volta si era invaghita di lui e invece di creare un filtro d'amore, gli diede una pozione che trasformò la ninfa in un mostro, con 6 teste, 12 gambe, denti aguzzi e con un cuore duro come la pietra.
    La poveretta si dovette quindi rifugiare in una grotta.
    Divorava tutti i naviganti che le si avvicinavano e lì terrorizzava, inclusi Ulisse e i suoi compagni.
    Per far fronte a ciò la si dovette trasformare in roccia, e in questa forma la trovò Enea passando dallo stretto.

    Mostri marini e sirene sono degli elementi per spiegare la formazione di mulinelli, gorghi e vortici, che si formavano nello Stretto di Messina, che rendeva difficile la navigazione alle fragili imbarcazioni di un tempo.

    Scilla con il suo borgo di Chianalea è uno dei Borghi più belli d’Italia, che si trova nel tratto denominato Costa Viola, probabilmente per i suoi bellissimi tramonti.
    Da qui 4 giorni all'anno è possibile vedere il sole tramontare proprio sulla bocca dello Stromboli ☺️

    Chianalea viene definita la Piccola Venezia del Sud, anche se sostanzialmente mancano i canali 😅
    Come dice Mirco, qui si che si può dire di avere una casa al mare... Letteralmente 😅
    Lungo tutto il tratto di mare fino al porto è pieno di casette che si trovano proprio in acqua, con delle brevi interruzioni tra una casa e l'altra che danno l'accesso al mare, volendo con delle barchette. Si creano così dei bellissimi scorci.
    Proviamo a salire verso il castello, ma ad un certo punto c'è una bella scalinata da percorrere, che purtroppo non riesco ancora a fare con la mia gamba.
    Andiamo quindi verso il porto.

    Le viuzze sono davvero graziose e ricche di negozietti vari.
    Dal porto si può raggiungere facilmente la spiaggia.
    Davvero molto bello, con le montagne (probabilmente dell'Aspromonte) alle sue spalle. Da qui si vede anche la Sicilia 😊
    Molto piacevole è anche camminare sul lungomare.

    Anche se era domenica e fuori stagione, è davvero molto passeggiare in questo borgo e soprattutto era vivibile.

    Una volta terminato il nostro giro torniamo da Pancrazio e indovinate? Non parte 😅 Questo probabilmente perché Mirco ha chiuso il finestrino a motore spento.
    Aspettiamo un po' quindi. Peccato solo che il parcheggio faccia un po' di puzza dovuta alla spazzatura 🤢
    Era l'unico posto pratico senza inoltrarci nel paesino (davvero molto stretto) e ci serviva solo per la visita. Quindi tutto sommato andava bene.

    Una volta partiti ci dirigiamo a Palmi. Non perché sia particolarmente bello, ma cerchiamo un posto tranquillo in cui Mirco possa fare gli esercizi.
    Il paesino è carino per una passeggiata.
    Carini sono la Concattedrale di San Nicola, la Casa della Cultura Leonida Repaci (che ospita il museo etnografico, la gipsoteca, ma anche altro) e la Fonte di San Rocco.
    Mi è piaciuto molto una sorta di murales dedicato alle vittime delle associazioni a delinquere (c'erano anche Peppino Impastato, Giuseppe Puglisi, Carlo Alberto dalla Chiesa).

    Volendo poi si può raggiungere anche il mare che si trova circa a 3 km da dove abbiamo parcheggiato.
    Noi però torniamo in camper.

    Il resto del pomeriggio ci riposiamo così da riprendermi totalmente.

    La sera ci mangiamo le tagliatelle al pistacchio con il pesto (sempre di pistacchio) 😋🤤 Che bontà!!! (penso dovuto più al pesto che alla pasta; Anche se era buona, non sapeva di pistacchio).
    Tra l'altro pensate che dopo 4/5 giorni il pane di Floresta si è mantenuto morbido. Si vede che è siciliano 😁 anche se lo conservo come mi ha detto il ragazzo di Altamura.

    La notte c'è un po' di viavai ma si riesce bene o male a dormire e al mattino siamo pronti per proseguire la nostra risalita.

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio a Scilla
    Strada Statale 18 Tirrena Inferiore 112, 89058 Scilla

    38.252985, 15.725708 (lat, lng)
    N 38° 15' 10.74" , E 15° 43' 32.54" (lat, lng)

    Parcheggio a lato strada. In piano e soleggiato.
    C'è anche molta spazzatura e puzza un pochino.
    Utile per la visita a Chianalea dato che proseguendo sulla strada principale (per pochi metri), si entra subito nel borgo.
    Non lo consiglio per dormire.
    Non abbiamo avuto problemi durante la visita.

    Parcheggio per Pancrazio a Palmi
    Via Veterani dello Sport, 89015 Palmi

    38.356, 15.857264 (lat, lng)
    N 38° 21' 21.6" , E 15° 51' 26.15" (lat, lng)

    Vicino ad un liceo artistico
    Ampio e in piano. No ombra.
    Siamo arrivati di domenica ed era vuoto (solo alcuni camion all'inizio della strada).
    A circa 1 km (forse un po' di più) dal centro.
    Non c'è spazzatura (giusto qualcosina qua e là), ma in alcuni angoli un po' nascosti ci sono parecchi preservativi.
    Anche la sera e la notte c'è un po' di viavai di auto.
    Quando siamo stati là noi c'era un camion che accendeva il suo generatore molto spesso, rendendo il tutto un po' fastidioso. Ma comunque siamo riusciti a dormire.
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  • Day130

    Mili Marina/Messina

    October 8, 2022 in Italy ⋅ ⛅ 22 °C

    Dopo essere partiti da Bronte ci dirigiamo verso l'imbarco di Tremestieri, vogliamo trovare un parcheggio non molto lontano da lì per non affaticare Pancrazio, visto che ogni tanto ha qualche problemino con le partenze. E non sarebbe tanto divertente se non volesse partire da sopra al traghetto 🤐😶‍🌫️🫥

    Passiamo a salutare un ultima volta l'Etna percorrendo parte della strada provinciale Etna Nord, per poi scendere verso Linguaglossa.

    Avremmo potuto fare un giro alle Gole dell'Alcantara o quanto meno alle Gurne dell'Alcantara. Ma eravamo ancora un po' provati e a Mirco proprio non andava.

    A Linguaglossa inizia ad essere la strada un po' strettina e con il fatto che saremmo dovuti passare nuovamente da Taormina, per di più di sabato, abbiamo deciso di prendere l'autostrada.
    Infatti fila tutto liscio, fino al casello.
    Non so gli altri camperisti ma noi abbiamo sempre qualche problema con le altezze per il pagamento. Quello delle auto è troppo basso e quello dei camion troppo alto 😮‍💨🙄
    Per di più ci siamo messi nella colonna per pagare con la carta ma non c'era modo di inserirla 🤔
    Alla fine abbiamo pagato con i contanti (3 euro).

    Arriviamo a Mili Marina che penso sia una frazione di Messina, in cui ci parcheggiamo non lontano dal mare.
    Purtroppo il luogo è abbastanza sporco 😣 (non cumuli di spazzatura, ma un po' di sporcizia qua e là).
    Poco dopo essere arrivati decidiamo di fare un giro fino a Messina con il monopattino. Alla fine la Basilica dista circa 9 km da dove siamo e non dovremmo avere problemi con i monopattini. Almeno così penso.. In realtà sarà una pessima idea. 😣
    Ci troviamo a metà strada. Sento le auto più o meno dietro di me ed evito una buca (così come le altre millemila precedenti). Perfetto.
    Peccato che subito dopo ce n'è un'altra (che buca è un eufemismo dato che era degno di uno dei crateri vulcanici) e non sapendo se posso allargarmi per andare in mezzo alla strada, la prendo in pieno.
    Inutile dire che sono volata a terra 😅 Per fortuna le auto dietro si sono fermate e Mirco pure non mi è arrivato addosso.
    Comunque mi rialzo subito e li per li non sento dolore.
    Non ho nemmeno rotto nulla (né io, né il monopattino, né lo zaino 😇).
    Solo un po' di dolore che però piano piano aumenta non permettendomi di utilizzare il monopattino (la gamba non mi reggeva e soprattutto nei movimenti improvvisi mi faceva molto male). Quindi continuiamo a piedi, cosa che riesco a fare tranne alcune fitte ogni tanto.

    Mangiamo una granita con brioscia. Appena gli faccio presente a Mirco che potrebbe essere l'ultima della sua vita (quindi di godersela) gli prende un colpo 😅

    La granita messinese è leggermente diversa da quella catanese ed ha inoltre la panna (facoltativa, che noi non abbiamo preso).
    Il gusto al limone era davvero buono.

    Dopodiché continuiamo verso la Cattedrale.
    Lasciamo per strada i monopattini (con il catenaccio ovviamente), perché da una parte potevo utilizzarlo come appoggio, ma dall'altra era un continuo salire e scendere dai marciapiedi e un passare in mezzo alle auto parcheggiate, quindi era molto faticoso per me (Non oso pensare come facciano i disabili 🥺😢).

    Cerchiamo un posto dove pranzare e optiamo per il Re degli Arancini presso la Rosticceria F.lli Famulari
    Pensate che ci sono 54 arancini diversi, anche dolci.
    Mirco era sopraffatto dalla varietà nella scelta 😅
    Io ho optato per quello vegano e un calzone fritto.
    Ce n'era anche uno vegetariano con al posto del riso gli spaghetti e il sugo della norma. Deve essere davvero buono 😋
    Inoltre in tutto il locale sono tappezzati poster con le foto dei clienti e del titolare e viene indicato il luogo di provenienza. C'è gente da tutto il mondo davvero 😅 Anche alcuni personaggi più o meno famosi sono passati da lì, come Cristina D'avena, Maria Grazia Cucinotta, Luca Abete (inviato di Striscia la Notizia), ecc.

    Una volta finito il pranzo andiamo a vedere la Cattedrale.
    L'abbiamo vista solo da fuori, ma era bellissima. Per non parlare del campanile che contiene al suo interno l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo.
    Il Campanile è visitabile all’interno.
    Lungo il percorso delle scale, si ammirano le statue in bronzo e il complesso e ingegnoso sistema di leve e ingranaggi.

    Ogni giorno alle 12.00, per 12 minuti è possibile ammirare le statue "prendere vita". Inizia il Leone con i suoi ruggiti, poi continua il gallo con il suo canto e lo sbattito delle ali.
    Noi invece abbiamo visto le eroine Dina e Clarenza battere la campana. Loro si occupano delle altre ore e dei quarti e si trovano accanto al galletto.
    Le due donne difesero la città di Messina durante la guerra dei Vespri Siciliani.

    Più sotto si trova la Madonna della Lettera, patrona della città di Messina. La leggenda vuole che la Madonna come ringraziamento dei doni offerti diede agli ambasciatori una lettera, destinata al popolo messinese, in cui prometteva la sua eterna protezione alla città.
    Quindi nella scena allegorica viene rappresento un angelo che porta la lettera alla Madonna e vari santi che si inginocchiano di fronte a lei.
    Ancora più sotto le scene variano in relazione al calendario liturgico. Noi abbiamo visto la scena che va da Pentecoste a Natale, ovvero la discesa dello Spirito Santo. I dodici apostoli, sono nel cenacolo intorno alla Madonna.
    Nella scenetta in movimento una colomba, simbolo dello Spirito Santo, vola sopra gli apostoli; sulle loro teste appaiono delle fiammelle, mentre alzano in alto le braccia.

    Più in basso invece ci sono vari caroselli:
    quello che riguarda la Chiesa di Montalto a Messina;

    il carosello che rappresenta le varie fasi della vita (l’infanzia con un bambino, la giovinezza con un giovane, la maturità con un guerriero, la vecchiaia con un vecchio, che si portano al centro della scena ogni quarto d’ora. La morte, rappresentata da uno scheletro, con la sua falce scandisce il corso della vita);

    Il carosello dei giorni della settimana rappresentato da una divinità pagana che cambia ogni giorno a mezzanotte (noi abbiamo visto Saturno).
    Poi si possono vedere anche il planetario, le fasi lunari e il calendario perpetuo.

    Si può anche salire fino dove ci sono i quadranti e godere della bellissima vista dall'alto di Messina.

    Insomma sarebbe tutto un mondo da scoprire, peccato non essere arrivati in orario e non essere in forma per salire sul campanile.

    Dopodiché ci facciamo un mini giro al porto. Vediamo anche una nave da crociera di TUIfly. Non sapevamo proponesse anche questo tipo di vacanze.

    Da qui vediamo anche il Santuario di Montalto che si staglia dalla sua collinetta.

    Se non fossi caduta mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più Messina, sembravano interessanti anche il Castellaccio e il Museo Messina nel '900.
    Sembra bella e pulita (per quel poco che ho visto).

    Dopo essere arrivati al porto torniamo indietro.
    Il dolore inizia ad aumentare anche se riesco ancora a camminare.
    Di tornare in monopattino non se ne parla, dato che la gamba mi "tira" delle fitte e non riesco proprio a stare su di essa. Rischio di cadere nuovamente.
    Andiamo quindi alla stazione dei treni anche se poi prendiamo l'autobus.
    L'autobus arriva in ritardo e alla fermata non c'era scritto nemmeno quali numeri passavano ne tanto meno gli orari. Quindi non sappiamo nemmeno se siamo nel posto giusto 🤔🙄 Ma Google sembra affidabile e dopo un po' arriva.

    Una volta saliti ci accertiamo che vada nella direzione giusta. Al momento di fare il biglietto scopriamo che non possiamo farlo sul mezzo ma dovevamo comprarlo prima.
    Scarichiamo quindi l'app e riusciamo a farlo così (1.5 euro a testa per 100 minuti).
    Riusciamo ad arrivare finalmente in camper e posso finalmente riposarmi. Non ho nemmeno la forza di andare a vedere il mare e il tramonto (me lo guardo dalla finestra del camper, per quello che riesco a vedere 😅).

    Per cena invece la mia pappa è già pronta (per fortuna) mentre a Mirco preparo gli agnolotti al pistacchio che abbiamo preso a Bronte. Anche quelle si preparano facile facile per fortuna. Anche se Mirco dice che non sapevano di pistacchio 😣

    La prima parte della serata/notte è un po' movimentata, tra la lotta alle zanzare e io che non riesco a trovare una posizione comoda in cui non mi faccia male.
    Dopo un po' però riesco ad addormentarmi e mi sembra di sentire anche meno dolore.
    Verso mezzanotte, non lontano, qualcuno decide di sparare un po' di fuochi d'artificio. Per fortuna mi ero svegliata da poco altrimenti probabilmente non sarei più riuscita a dormire (succede quando mi viene la tachicardia).

    La mattina mi sveglio e sento gli acciacchi un po' ovunque. Piccoli dolori alle braccia, schiena, ecc. Ma almeno la gamba sembra andare meglio anche se non è ancora tornata alle normali funzionalità.
    Comunque si sa che il giorno dopo è sempre quello peggiore 😅

    Facciamo colazione e ci prepariamo per prendere il traghetto.

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio
    38.12222, 15.519 (lat, lng)
    N 38° 7' 19.99" , E 15° 31' 8.39" (lat, lng)

    Parcheggio non lontano dalla spiaggia, ma il mare non è balneabile.
    È abbastanza sporco.
    Noi abbiamo utilizzato questo posto come area in cui dormire prima di prendere il traghetto.
    Abbiamo visitato Messina con il monopattino ma volendo si può sia prendere il treno con un biglietto di 3 euro oppure l'autobus con il biglietto da 1.50 euro (autobus numero 1).
    La mattina sono arrivati presto i pescatori (verso le 4.30/5.00) e si sentivano anche passare qualche treno e aereo in lontananza.
    Diciamo che il posto non è uno dei più tranquilli, ma si riesce a dormire.
    Nonostante fosse sabato sera, non siamo stati disturbati da rumori molesti.
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  • Day128

    Bronte

    October 6, 2022 in Italy ⋅ ☀️ 16 °C

    Eccoci nella città del Pistacchio e all'evento tanto atteso da Mirco: La sagra del Pistacchio!

    Ma facciamo un passo indietro.
    Partiamo da Randazzo e arriviamo agilmente a Bronte.
    Arriviamo il giorno prima della sagra perché Mirco dice, che essendo molto popolare, c'è il rischio di non trovare più posto e con il camper diventa complicato, più che con un auto.

    Passiamo davanti alla Caffetteria Luca, che Mirco ben conosce e dove viene prodotto uno dei gelati al pistacchio più buoni al mondo..È davvero stra buono 🤤

    Proseguiamo fino ad un parcheggio che avevamo visto su Park4Night. È però già tutto pieno e non adatto a dormire lì. Proseguiamo e facciamo una rotonda per tornare indietro.
    Mirco si ricorda il nome di un posto dove si può parcheggiare durante la sagra.
    La imposto sul navigatore e finiamo in mezzo al borgo 🙄
    Non c'erano cartelli di divieti per camion e nemmeno segnali indicati le dimensioni, quindi andiamo.
    Le strade sono strette, le persone parcheggiano a caso, ma riusciamo a passare... fino ad un certo punto. 🫥🤐
    Vogliamo girare in una via, ma proprio nella curva c'è parcheggiata una Smart (gialla... Pensate mi ricordo addirittura il colore dell'auto tanto è stata una situazione ricca.. di pathos 😅) e non riuscivamo a girare.
    Decidiamo quindi di andare dritto. Anche qui c'era una Punto grigia parcheggiata di lato, delle scalette e un balcone dall'altro lato. Riusciamo a passare accanto alla Punto, ma il balcone è troppo basso e a meno che decidiamo che il tendalino non ci serve più, non possiamo procedere oltre (in tutto ciò io sono dovuta scendere a coordinare e vedere se ci passavamo). 🫣😮‍💨

    Cerchiamo il proprietario della Punto, ma non lo troviamo.
    Nel mentre blocchiamo il traffico 😣
    Andiamo leggermente avanti così da far defluire il traffico nella strada vicino.
    Alcuni provano ad aiutarci e a darci consigli sulla strada da fare.
    Chiamiamo i vigili in cui dicono che sarebbero arrivati. Aspettiamo un po'... ma niente. Non arrivano 🙄😮‍💨
    Mirco continua a cercare le persone proprietarie dell'auto. Trova finalmente la ragazza proprietaria della Smart.
    Qualche minuto dopo esce pure il proprietario della Punto, dicendo che era in balcone e non aveva sentito il campanello.
    Ormai abbiamo iniziato a fare manovra e scendiamo giù per la via dove c'era la Smart. Da lì ci hanno anche detto che ci dovremmo passare.
    Mi faccio tutta la via correndo davanti a Pancrazio per vedere se riusciamo a passare nei punti più stretti.
    In qualche modo riusciamo a scendere 🙏🥴 e ci ritroviamo in una delle vie principali.
    Poco più avanti troviamo due vigilessa a cui chiediamo indicazioni per l'uscita dal paese.
    Ci chiedono se era il camper che era per le vie che gli avevano segnalato uno o più passanti e stavano mandando una pattuglia (con calma sia mai che la mole di lavoro diventi difficile da gestire)...sentite però questa... A FARCI LA MULTA perché eravamo parcheggiati 😶😶😶😶🫥
    Non abbiamo capito se i passanti abbiano detto ciò o se lo abbiano dedotto loro. Ma non mi capacito di come possa essere stata partorita un'idea simile.
    Forse qui è prassi comune, parcheggiare esattamente in mezzo alla strada e andarsi a fare un giro (effettivamente da come parcheggiano potrebbe essere).
    Sta di fatto che non si sa che fine abbia fatto la nostra chiamata dato che loro sembra non sapessero della nostra situazione 🙄 e non penso ci siano tutti sti vigili a Bronte.
    Comunque ci indicano sommariamente la strada, dicendo che non sanno se ci saremmo passati per via delle auto parcheggiate (male) e che non avremmo dovuto essere lì 😶🫥😮‍💨
    Cioè abbiamo trovato gente parcheggiata appena dopo il divieto di sosta o fuori dalle righe (a cazzum, come si suol dire) e vengono a fare la morale a noi 🤣😂
    Direi soldi ben spesi per la pubblica amministrazione 😉

    Facendo da soli riusciamo ad uscire e andiamo nella zona artigianale.
    Qui le strade sono belle larghe per permettere il passaggio anche dei camion. Meno male ☺️
    Si vedono anche alcune rocce laviche, segno che la lava è arrivata anche qui in passato.

    Troviamo un bel parcheggio tutto per noi, dove poter finalmente riposarci.
    Siamo tutti e tre (Pancrazio compreso anche se sta bene) un po' provati.
    Che poi a Floresta i parcheggi erano indicati perfettamente, così da non avere problemi, mentre qui che ha luogo una sagra così famosa, il nulla cosmico.

    Dopo un po' andiamo a fare un giro nel centro, così da vedere dove si terrà la sagra.
    Camminando per la via principale vediamo un negozio ("PistAsta") dove vendono, tra le altre cose, gli spacchiotti, un biscottino con la glassa al pistacchio (e non so che altro). In catanese Spacchiu è una parola dai molteplici significati. Il nome è nato dalla conversazione tra il tizio che l'ha prodotto e quello che ce l'ha venduto, in cui l'uno rivolgendosi all'altro ha detto: "Comu spacchiu u chiamiamo?" e da lì è nato il nome 😅
    Abbiamo provato diverse prodotti anche se le nostre compere si sono catalizzate su prodotti più classici come la crema e il pesto di pistacchio.
    La persona che ce li ha venduti ci ha fatto vedere anche la differenza tra i vari pistacchi, ad esempio quello turco e californiano hanno una colorazione totalmente diversa rispetto a quello siciliano; e quest'ultimo è a sua volta molto simile a quello greco.
    Davvero interessante.
    Ci dice anche che le piante di pistacchio sono visibili andando verso Catania (peccato che noi facciamo la strada opposta. Sarebbe bello poter visitare una qualche azienda).
    Inoltre ci ha consigliato anche un parcheggio più vicino al centro dove parcheggiare (era però troppo in pendenza) e alcune cose da vistare in Sicilia, come Gangi e il castello di Sperlinga, scavato nella roccia (lì segnamo per il futuro).

    Continuiamo il nostro giro fino ad arrivare al supermercato.
    Qui troviamo la pasta di marca siciliana che dovevamo comprare su richiesta e prendiamo anche alcune bibite della Tomarchio (la limonata è favolosa ☺️). Usciamo e ci mettiamo in cammino.

    Facciamo una salita la cui pendenza sarà sul 90% 😱😭😢
    In qualche modo sopravviviamo. Anche se io sono ulteriormente provata e probabilmente pure Mirco.

    Ci rilassiamo un po'. Poi Mirco decide di andare alla Coop perché c'è il caffè in offerta, sempre per un'altra commissione.
    Lui propone di andare con il camper, ma io non ho voglia di spostare Pancrazio. Per oggi gli è bastato già ciò che ha passato (e a me pure).

    Andiamo quindi a piedi.
    Non vi dico com'era la strada. La salita del 90% di prima gli faceva un baffo a questa 😶🫥😶‍🌫️😶‍🌫️🫣
    Il bello che più continuavamo e più scendevamo per queste discese ultra ripide.

    Ormai era inutile tornare indietro dato che eravamo quasi arrivati 😮‍💨
    Ma non finisce qua.
    Appena arriviamo al supermercato vediamo lo scompartimento dove doveva esserci il caffè, VUOTO. Lo avevano finito.
    Gelo totale 🥶🥶, penso di aver perso ogni tipo di speranza e avrei voluto solo piangere 😭
    E invece mai darsi per vinti.
    Chiediamo ad un commesso, dato che magari ne avevano dell'altro in magazzino.
    Ci viene detto di guardare nel reparto caffè.
    Mi sembra di vedere una luce quasi divina che si fa largo tra la merce esposta. Eccolo finalmente!! 🤩
    Anche qui non ce n'era più tantissimo ma sufficientemente per noi e pure un po' di più.

    Usciamo con i nostri 7 kg e ci avviamo a scalare il nostro personale Monte Everest.
    Per fortuna non ci sono più i 30 o 40 gradi estivi, altrimenti mi sarei letteralmente sciolta per terra.

    Riusciamo a tornare e dopo qualche minuto di riposo Mirco deve fare gli esercizi. La voglia di non farli c'è ma bisogna tassativamente farli.
    Nel mentre ci godiamo pure il tramonto e l'Etna colorata di rosa 😊
    Una volta finito, mangiamo e poi a letto. Non voglio più muovere nemmeno un muscolo.

    La notte è trascorsa tranquilla, salvo alcuni cani randagi che si sono messi ad abbaiare insistentemente alle 4.30 del mattino, proprio accanto al camper.
    A Mirco è preso un colpo inizialmente, ma dopo un po' è riuscito ad addormentarsi.

    L'indomani ci alziamo con calma. Svuotiamo la nostra cassettina e le grigie in un bagno chimico che si trova nel nostro parcheggio. Nel mentre vediamo anche un furgoncino che da la pappa ai cagnolini randagi ☺️

    Dopo esserci alzati e preparati, andiamo alla sagra.
    La sagra si svolge dal venerdì alla domenica dalle 10 del mattino alle 22 di sera, con apertura di varie bancarelle dedicate al mondo del pistacchio, ma anche di oggetti vari, come legno d'ulivo intarsiato, borse, saponette super profumose, caramelle, ecc.
    Il tutto accompagnato qui e là da musica e alcuni spettacoli, come quello di magia, degli sbandieratori, di tamburelli, o spettacoli di danza.
    Noi siamo andati la seconda settimana di festa il 7 precisamente (quindi la sagra era dal 7 al 9 ottobre) altrimenti la sagra ha avuto già luogo anche il fine settimana precedente dal 30 settembre al 2 ottobre.

    Dove siamo parcheggiati noi ci aspettavamo un po' di casino, ma non vediamo niente di tutto ciò. Anche dove ci dovrebbero essere le navette c'è calma piatta e delle navette neanche l'ombra 🙄
    Scendiamo quindi nuovamente a piedi. Spero vivamente che metteranno le navette magari più tardi.

    In centro c'è un po' di casino dovuto più che altro ai ragazzini delle scuole, ma altrimenti è abbastanza tranquillo.

    Facciamo un giro per vedere cosa offrono le varie bancarelle e optiamo per delle crêpe per colazione, una con la crema la pistacchio e una con il gelato sempre al pistacchio da Evergreen (tra l'altro la ditta fa vendita al dettaglio proprio di fronte a dove abbiamo parcheggiato).
    Molto buone tutte e due le varianti (anche se la crema al pistacchio non si può mangiare in grande quantità perché se no rischia di nauseare). La crêpe con il gelato al pistacchio è davvero buona, dato che crea un bel contrasto in bocca tra caldo e freddo.

    Dopodiché facciamo un altro giro. Ci sono torroni fatti al momento sotto gli occhi dei passanti, pasta fresca al pistacchio anche ripiena (ma che ovviamente io non posso mangiare), un infinità di biscotti e biscottini, liquori alla crema di pistacchio, caffè al pistacchio, le varie granelle, pesto e cremine varie, ciambelle gassate al pistacchio e tantissime altre cose.

    Andiamo alla ricerca di un arancino senza la carne dentro, sembra una missione impossibile, ma ci riusciamo.
    Abbiamo trovato anche un arancino, a dire di una commessa di un altro stand, "poco poco ripieno" di carne per i vegetariani poco convinti evidentemente.
    Il signore del Bar Carpe Diem è davvero molto gentile e ci propone un arancino ripieno di besciamella e pistacchio. La salsa bianca copre un po' il gusto del pistacchio ma l'arancino era comunque buono.

    Non troviamo invece posti dove mangiare pranzo.
    A mezzogiorno non c'era ancora niente di pronto da nessuna parte. Verso le due hanno iniziato a preparare qualcosa.
    Ma mi sarei aspettata molto di più 😔
    Avrei tanto voluto un bel piatto di pasta con il pesto di pistacchio ma non l'abbiamo trovato.
    Mirco invece era incuriosito dalle lasagne (sempre al pistacchio ovviamente).
    Cerchiamo qualcosa che possa mangiare pure io (anche se in realtà non è proprio semplicissimo) e troviamo "U Coppu a Pistacchiu" anche per vegetariani e vegani. Perfetto quello che fa per me. Un coppo pieno di patatine fritte, crocchette di patate e arancini (non ripieni), ricoperti da una bella salsina al pistacchio abbondante.

    Dopo aver pranzato e comprato un po' di pasta fresca da provare, vogliamo tornare in camper a postarla.
    Devo dire che vedo sempre meno gente alla fiera (anche se ce n'è) però non come descriveva Mirco (ma probabilmente il sabato e la domenica è un'altra storia).

    Andiamo verso la zona delle navette.
    Vedo nuovamente una delle vigilessa che tanto ci hanno aiutato con Pancrazio, passo oltre e chiedo al suo collega, magari lui può esserci maggiormente d'aiuto.
    Gli chiediamo dove si prendono le navette per la zona artigianale e ci informa che oggi non ci sono che è stata un'apertura straordinaria, dell'ultimo momento, ma forse le metteranno nel pomeriggio, ma non sa con certezza. Hanno aperto il venerdì giusto perché venivano le scolaresche.
    🙄🙄🙄🤐 (Io da più di un mese ho visto il volantino con scritto che era aperto anche il venerdì 🤔).
    Ma vabbè ho capito che questo comune si dà molto da fare.

    Saliamo nuovamente a piedi perché dobbiamo posare la pasta, ma anche perché ci viene a trovare Enzo, un caro amico di Mirco.
    Ormai sappiamo quale strada fare per evitare le salire più ripide.
    Ci riposiamo finalmente un pochino, dato che alla fiera gli spazi per sedersi non sono moltissimi.

    Una volta arrivato Enzo, ci salutiamo e andiamo nuovamente verso il centro 😶‍🌫️🥴
    Tra una chiacchiera e l'altra facciamo un'altra volta il giro delle bancarelle.
    Io ultimo i miei acquisti e Mirco ed Enzo si prendono un dolcino.
    Intanto la sagra è sempre più vuota e sono le 16 circa 🤔
    Meglio così, dato che è molto più godibile e non bisogna fare delle code interminabili alle bancarelle (poi se vuoi sapere info sui prodotti i commessi hanno tempo da dedicarti).

    Torniamo con calma alle nostre vetture. Parliamo ancora un po' per poi salutarci (tanto tra poco più di un mesetto ci rivedremo a lavoro).
    Ciao Enzo, grazie della visita 🤗 Ci ha fatto molto piacere.

    Dopodiché RIPOSO TOTALE. Le nostre gambe implorano pietà.
    Ci fossero state le navette saremmo andati a vedere qualche spettacolino (forse), ma eravamo abbastanza distrutti.
    Anche alzarsi per la cena è stato un supplizio.

    La sera, il parcheggio in cui siamo si è riempito di alcuni camper.
    Durante la notte mi ero appena svegliata per fare pipi quando parte la sirena di una delle aziende vicino. Era quasi mattina quindi qualcuno si sarà dimenticato di disattivare l'allarme.
    Ottimo. Per portuna Mirco non sembra svegliarsi 😅

    La mattina ci alziamo e andiamo via il prima possibile da Bronte, prima che si crei il caos e non riusciamo più ad uscire per via anche delle auto parcheggiate (dato che non sappiamo se l'afflusso di gente sarà maggiore del giorno precedente).
    Già la sera/notte il parcheggio si è riempito di camper.
    Prima di andare a dormire ne avevo contati 6, compreso Pancrazio. Al nostro risveglio eravamo invece in 15 😳

    Facciamo però un ultima tappa alla Caffetteria Luca, per fare colazione. Mirco prende una cipollina e io un croissant al pistacchio.
    Poi compriamo l'acqua e poco altro nel supermercato di fronte e partiamo.
    Ci dirigiamo quindi verso il traghetto per lasciare prossimamente la Sicilia. Ormai la vacanza è davvero quasi finita, anche se i posti da visitare sono davvero ancora moltissimi 😢

    Per l'uscita dal paese comunque non abbiamo grossi problemi. Almeno questa volta è andata bene 😅

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio

    Parcheggio in piano e principalmente al sole.
    Ci sono anche dei bagni chimici abbastanza puliti.
    Non c'è acqua e noi abbiamo utilizzato i cestini del chiosco all'inizio della via.
    Il posto è tranquillo. Di pomeriggio passano un po' di auto nella strada accanto, ma la sera si riesce a dormire tranquilli.
    Può capitare di vedere dei cani randagi.
    Durante la sagra il venerdì sera eravamo in 6 o 7 camper (al mattino, al nostro risveglio, però sono diventati già 15) altrimenti il giorno prima siamo stati soli.
    Abbiamo lasciato lì il camper diverse ore e non ci siamo sentiti in pericolo o particolarmente preoccupati.
    Purtroppo non si trova vicinissimo al centro e le strade sono in salita (attenzione che alcune sono veramente ripide).
    Durante la sagra, il sabato e la domenica c'è la navetta.

    Essendo la zona artigianale quella del parcheggio, ci sono diverse aziende che fanno vendita al dettaglio dei prodotti con i pistacchi, come la Evergreen che si trova proprio di fronte. Noi abbiamo assaggiato e comprato i suoi prodotti alla sagra ed erano buoni.
    Read more

    Traveler

    vergogna comune di Bronte

    10/12/22Reply
    Traveler

    ciao Enzo😍😍😍😍😍

    10/12/22Reply
    Traveler

    ❤️❤️❤️❤️❤️❤️

    10/12/22Reply
     
  • Day127

    Randazzo

    October 5, 2022 in Italy ⋅ ⛅ 22 °C

    Continuiamo il nostro viaggio scendendo dai Nebrodi e arriviamo in breve tempo a Randazzo.

    Randazzo è una cittadina di stampo medievale, che però ha visto susseguirsi diverse dominazioni, greci, romani, ma anche bizantini, arabi e normanni.
    Si trova a 750m s.l.m. sul versante Nord dell’Etna, ed è uno dei comuni più popolosi nel Parco dell’Etna.
    Viene chiamata anche "La città nera", per via del suo largo uso di pietra lavica nell'architettura urbana, per esempio il castello, le chiese, ma anche archi di porte e finestre.

    Ci parcheggiamo in un posto che è come dire.. Senza infamia e senza lode 😅 che si trova a circa 1.5 kg dal centro storico.
    Però è tranquillo per lasciare il camper sia durante la visita del borgo che la notte.

    Ci facciamo un giretto a piedi.
    Il borgo è piccolino ma gli edifici da vedere sono uno più bello dell'altro.

    Vediamo:
    La Basilica di Santa Maria Assunta
    La leggenda vuole che la basilica sorga nel punto in cui un pastorello scoprì una misteriosa immagine della Madonna, illuminata da una fiammella, all’interno di una grotta.
    Era chiuso quindi non ho potuto vedere l'interno, ma l'esterno è semplicemente favoloso.

    La Chiesa di San Nicola, una delle chiese più grandi di Randazzo. Ha subìto diverse ricostruzioni, in ultimo quella successiva alla distruzione dovuta ai bombardamenti degli americani durante la seconda guerra mondiale; per questo motivo, l'interno della chiesa ha i muri privi di affreschi.
    L'esterno è anch'esso favoloso, con la sua cupola colorata e un bellissimo campanile.
    Di fronte, nel piazzale, si trova la statua del gigante Piracmone, chiamato dai Randazzesi "Rannazzu Vecchiu", che rappresenta i tre quartieri con i diversi popoli, (il quartiere latino - Santa Maria, il quartiere greco - San Nicola, il quartiere lombardo - San Martino), la cui unione hanno dato vita al centro storico di Randazzo.

    Via degli Archi.
    La via più bella e caratteristica di Randazzo, che collega Piazza Municipio e Piazza San Nicolò, passando appunto sotto quattro bellissimi archi a sesto acuto posti in successione.

    Chiesa di San Martino
    Con il suo campanile alto 41 metri, viene considerato tra i più belli della Sicilia.
    I suoi 4 piani fanno riferimento ad epoche diverse: la parte più bassa risale addirittura all’anno mille.
    All'interno poi è davvero molto bella con le sue colonne in pietra lavica ☺️

    Castello Svevo di Randazzo
    Si tratta di ex Castello-carcere. Anch'esso è stato costruito in pietra lavica. Al suo interno è ospitato il Musei dei Pupi Siciliani, una piccola saletta che ospita alcuni dei tipici "pupazzetti" siciliani (i Pupi si caratterizzano per avere dei movimenti più rapidi e naturali rispetto alle marionette).

    Convento di San Giorgio
    Da convento delle suore benedettine è diventato una distilleria con tanto di ciminiera.
    Oggi è un edificio dismesso ma con un suo fascino. Solo una parte dell'ex convento viene utilizzata. Potete trovare lì un bel ristorante.

    Randazzo è peraltro un territorio “prediletto” dalle colate laviche dell’Etna. In diverse occasioni la città è stata praticamente circondata dalla lava che, fortunatamente, non le ha mai arrecato seri danni. L’unica eccezione è forse la colata del 1536, che distrusse parte del territorio fuori le mura. Nel 1981, invece, la colata si arrestò appena fuori le porte della città.
    Purtroppo non ho trovato dove vederle. 🤔

    Per il resto ci siamo trovati molto bene. Anche se non particolarmente nota, consiglio di passarci se in zona.

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio
    Viale Europa 16, 95036 Randazzo

    37.876991, 14.964767 (lat, lng)
    N 37° 52' 37.16" , E 14° 57' 53.16" (lat, lng)

    Parcheggio in piano e al sole, non lontano dalla Lidl.
    Il posto non è particolarmente bello, ma funzionale.
    Non ci sono servizi.
    La spazzatura l'abbiamo buttata nel cestino dell'Eurospin, all'inizio della via.
    Nessuno parcheggia qui, però ci sono diverse macchine di passaggio durante il giorno. La sera invece è tranquillo.
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    Traveler

    🥰🥰😘

    10/9/22Reply
     
  • Day127

    Floresta

    October 5, 2022 in Italy ⋅ ☀️ 14 °C

    Lasciamo Tindari e purtroppo la strada che facciamo non è il massimo 😣🫣
    Passiamo anche in un punto un po' stretto in cui la larghezza massima è 2.30 (era segnalato però). Ci passiamo giusti giusti e indenni 😅
    Continuiamo su una strada molto stretta in cui in alcuni punti mi sembra ci passi a malapena un auto. Il problema spesso sono i rami lungo la strada, che per le auto magari vanno bene, ma per il camper no.
    Riusciamo però a passare anche di qua (Pancrazio è più snello di quello che si pensa 😎).
    In qualche modo riusciamo ad arrivare fino alla strada principale, la strada statale Floresta/Randazzo.
    Però devo dire che nonostante tutto, la strada, come pavimentazione, non era messa male come altri posti in cui siamo stati (per citarne alcuni Caltanissetta, Basilicata e Molise). Intendo quella delle strade secondarie, quelle meno battute e di montagna.

    Ci dirigiamo a Floresta e troviamo un bel borgo con indicazioni sulla strada da prendere per camion, camper, autobus e su dove parcheggiare. Perfetto direi.
    Infatti non abbiamo problemi a trovare un parcheggio, anche se non vediamo quello dei camper ma parcheggiamo un quello degli autobus (ma non c'era nessuno).

    L'aria è decisamente fresca. Ci sono 17 gradi come massima 😅 Si vede e soprattutto si sente che siamo in montagna.

    Andiamo a cercare il pane buono e siciliano nel posto che Mirco si ricordava essere particolarmente buono, all'inizio del paese alla Casa Degli Antichi Sapori Pane & Biscotti.
    Nel mentre facciamo un giro per il borgo. Il centro è abbastanza raccolto e vediamo che ci sono dei tendoni lungo la strada che penso sia quella principale.
    A Floresta si tiene "Ottobrando" che ha luogo ogni domenica di ottobre appunto.
    Ogni domenica il tema è diverso e quest'anno si passa da Vasola e Crucchittu, al Suino nero dei Nebrodi (🙄), ma anche Funghi, Provola, Castagne e Mele (🤤 buona quest'ultima proposta).
    Vedo anche un museo del ricamo artigiane. Chissà che bello.
    Peccato trovarlo chiuso.
    Passiamo anche davanti i vari negozietti con le varie prelibatezze locali (principalmente salumi e formaggio).
    Vediamo anche un signore intento a produrre dei cesti di vimini e nel mentre si ascoltava la radio ☺️

    Prendiamo un chilo di pane (che non so quando finiremo 🙄) e torniamo indietro.
    Prendiamo anche un po' di ricotta al forno e volevo provare la tuma arrostita ma non ce l'hanno (il bello che mi propongono la provola dicendo che è uguale solo più salata... perfetto proprio quello che non mi piace della provola😅). Meglio così.

    Mente facciamo il giro scopriamo che qui, in zona e su buona parte dei Nebrodi, ci sono delle costruzioni tipiche. Vengono chiamate Tholos, anche se il nome corretto al plurale dovrebbe essere tholoi.
    Sono piccole costruzioni in pietra a secco di forma circolare (con un diametro di circa 3 metri) e con una sorta di tetto, conico, che nel suo punto più alto dista dal terreno circa 2 metri. Una sorta di trullo siciliano ☺️
    Si tratta di rifugi per pastori e depositi di paglia, devono a quest'ultima funzione la denominazione siciliana: 'pagghiaru 'mpetra' (pagliaio in pietra).
    Questo tipo di strutture è molto resistente poiché hanno fatto fronte sia agli agenti atmosferici che ai vari terremoti che hanno colpito quest’area nel corso dei secoli, tanto che molti di questi Tholos sono arrivati ai giorni nostri in perfette condizioni.
    In totale si parla di un centinaio di queste strutture su circa 90 chilometri quadrati.

    Da Floresta parte anche un itinerario per andare alla scoperta di queste casupole (sono segnalate sulla mappa).
    Peccato non aver tempo (che con il senno di poi avremmo potuto vederle.. Ma è andata così).

    Finito il nostro giro torniamo da Pancrazio.
    La prossima tappa è di fermarci in una delle aree Pic-nic lungo la strada, mangiare all'aperto, fare una passeggiata e cercare funghi (attività preferita di Mirco😅).
    La prima che vediamo non piace a Mirco (tra l'altro vediamo dei carabinieri intenti a spostare delle mucche che probabilmente rischiavano di andare nella strada e poteva essere davvero molto pericoloso, essendo una strada a scorrimento veloce). Le altre invece sono sporche.
    Proviamo nell'ultima, che si tratta di una pinetina in cui si accede da una scala, così da non far uscire gli animali dal recinto.
    Purtroppo non c'è nessun parcheggio adatto. L'unica area asfaltata è in forte pendenza e tra l'altro strisciamo anche di sotto con il camper per salire.
    Si potrebbe entrare su un parcheggio erboso. Ma abbiamo paura di toccare nuovamente sotto. Senza contare che la marmitta si schiaccia tutta a terra e la ruota slitta.
    Niente da fare quindi. Dobbiamo lasciar perdere e proseguire.
    Non troviamo nessun'altra area adatta e quindi finisce qua la nostra avventura sui Monti Nebrodi.

    Proseguiamo cercando un posto adatto dove sostare per la notte.
    Nel mentre vediamo anche nuovamente l'Etna. Bella 🥰

    E questo è tutto. Alla prossima tappa 🤗

    Parcheggio per Pancrazio a Floresta
    Coordinate: 37.9841835, 14.9118030

    Area vicino al cimitero.
    Quando siamo andati noi era aperto.
    In piano e soleggiato. Ci siamo fermati solamente per una breve sosta a Floresta.
    Non so se si possa dormire lì.

    Parcheggio per Pancrazio vicino ad un'area pic-nic
    37.970869, 14.953588 (lat, lng)
    N 37° 58' 15.12" , E 14° 57' 12.91" (lat, lng)

    Area Picnic a bordo strada.
    Piccolina ma sembrava in piano. Ci è sembrata la più pulita.
    Non ci siamo però fermati.
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    Mirco Bat

    🥰😇

    10/9/22Reply
     

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