July 2017
  • Day1

    Paris

    July 17, 2017 in France ⋅ ⛅ 25 °C

    Strano associare i Coldplay a Parigi anche se loro sembrano esserci particolarmente legati.

    Torno a Parigi per la seconda volta, un po' perché piacevolmente costretto e un po' con il desiderio di cambiare il mio pensiero sulla città.
    L'impressione rimane: una bella donna che si guarda allo specchio. Non è necessariamente un'offesa, anche se tale può sembrare, ma forse meglio di tutto descrive quello stato di alta contemplazione che si ha quando si cammina per le sue strade.

    Ho la sensazione, sempre, di attraversare vicoli, strade e boulevards che siano, in qualche modo più grandi di me. Sento il peso di Parigi, la sua storia, le persone che prima di me ci hanno camminato e le aspettative che io, da italiano, non posso (o magari non voglio) attendere.

    Chiariamoci, è una città spettacolare. Pere Lachiaise è uno dei più bei cimiteri in cui sia stato e Notre Dame rimane un'icona nell'architettura sacra. Se pittori, poeti se ne sono innamorati è perché qui, più che altrove c'è quella musa ispiratrice che fa muovere dentro. Adoro camminare tra brasserie e bistrot e magari fermarmi in qualcuno di questi. La cucina francese rimane molto interessante forse perché più segnata dal gusto mediterraneo che da quello del mar del Nord.

    Però abbiamo Viva la Vida che ci unisce ed intrigante è il trittico che si crea: un italiano poco innamorato dei francesi ma che, grazie a degli inglesi, riesce a sentirsi più a suo agio. La vita è veramente ironica quando ci si mette.

    Ringraziamo comunque Parigi perché senza di lei mancherebbe tanto alla nostra Europa e lasciamoci affascinare così come lo furono tanti prima di noi.

    Ringraziamo anche a Sky full of stars che ci ricorda che se alziamo gli occhi siamo tutti un po' più uniti e, se every teardrop is waterfall, allora non dobbiamo temere neanche di sentirci un po' più fragili e vulnerabili.
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