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  • Day7

    Quel che resta del viaggio

    August 18, Tyrrhenian Sea ⋅ ⛅ 29 °C

    Siamo alla pagina finale, le valigie da fare, i cassetti da controllare, la cassaforte da vuotare e altre piccole incombenze da sbrigare prima dello sbarco di domani mattina.
    Troppo facile fare un bilancio di questa settimana di nave dove finalmente eravamo in grado di ritrovare la nostra cabina senza perderci nei meandri misteriosi della nave, dove abbiamo riso, dormito, mangiato, camminato, cantato, viaggiato, fatto amicizie... e si, c'è già un po' di nostalgia della vacanza. Praticamente scendiamo da qui con un piccola mal d'Africa di un qualche cosa che fino a qualche giorno fa neanche conoscevamo.
    Ma andiamo con ordine e analizziamo punto per punto tutto quanto:

    1 Imbarco e salita a bordo da 10. Tutto svolto in tempi rapidi e precisi. La cabina è come ci si aspettava, anzi, nel bagno c'è anche la vasca. Piccolo neo per le poltroncine del balcone che hanno il vimini piuttosto rovinato.

    2 Vitto di bella varietà e bontà. La zona self service ha un settore pizza, dolci e bevande che fino all'una sono sempre aperti, mentre gli altri settori propongono la cucina del giorno fatta di vari primi, contorni, pesce in bianco e non, carne, affettati, dolci, frutta... insomma grande abbondanza

    3 Animazione che inizia con il risveglio delle nove e finisce a notte inoltrata. Il tutto intramezzato di musica, giochi e corsi di ballo.

    4 I bar tematici sono un'altra chicca di queste navi. Hanno tutti ambientazione tematica diversa d'ispirazione mediterranea, americana,spagnola.. e generalmente propongono musiche particolari. L'unico inconveniente è il fatto che avendo la carta bevande illimitata c'è il rischi di scendere dalla nave con qualche sintomo di alcolismo 🙂

    5 Il servizio, sia in cabina che all'esterno è molto accurato. Trovi sempre personale intento a pulire, la stessa cabina viene rifatta due volte al giorno.

    6 Gli spettacoli teatrali sono eseguiti da professionisti del settore. Cantanti e ballerini si esibiscono ogni sera con spettacoli diversi, spesso affiancati da acrobati, illusionisti molto bravi.

    7 Il casinó, il magico mondo fatto di luci e colori dove tutto sembra essere a portata di mano e dove generalmente l'unico che vince è sempre il banco!
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  • Day7

    Un posto al sole

    August 18, Ionian Sea ⋅ ☀️ 27 °C

    Il responsabile del settore piscine della nave già si lamenta in un inglese napoletano del fatto che prevede una giornata difficile: dispensa ordini all'equipaggio che sistema i lettini e impreca tra se e se, ma sufficientemente da farsi sentire, per la ressa che prevede nel ponte piscine-animazione della nave. Oggi è giorno di navigazione e le persone cercano disperatamente un posto dove passare piacevolmente il tempo che si prevede lungo. Dopo 20 minuti la maggior parte dei lettini sono già occupati con un asciugamano, i proprietari arriveranno più tardi, con comodo, suscitando le lamentele di chi cerca un posto al sole.
    Le coppie dei tavoli ormai si sono affiatate ed entrano in conferenze che non avrebbero immaginato di fare con persone che fino a ieri erano estranee.
    Angelo, Cinzia, Florian e Serena sono ormai i nostri amici, probabilmente ci perderemo presto ma, al momento, ci sembra impossibile.
    Mi sono alzato alle 6 e mezza per prendere questi due lettini in posizione privilegiata, vediamo come prosegue.
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  • Day6

    Ultima tappa: Taranto

    August 17 in Italy ⋅ ☀️ 34 °C

    Oggi risveglio sul mare Jonio in quel di Taranto. È sempre così, quando hai preso confidenza con la nave, non fatichi più per tornare in cabina, hai mappato precisamente i tuoi bar preferiti, riesci ad andare puntualmente a teatro e ti sei affiatato così bene con i tuoi commensali da aprire con loro un gruppo WhatsApp per la condivisione delle foto... è proprio allora che sei arrivato alla fine della vacanza. Ma non pensiamoci, oggi tappa Taranto. L'unica cosa che condivido con la città sono alcune foto di mio padre marinaio a spasso con amici per la città durante la guerra. Non è molto ma decidiamo di scendere per una visita, quindi: macchina fotografica, acqua, telefono, documenti e una banana (per qualunque evenienza) presa a colazione. Scendiamo dalla navetta e subito davanti a noi una bella pubblicità di un bus che porta ad Alberobello. Ma si, facciamo una sorpresa a Claudio e Rosa che sono lì e torniamo ai famosi trulli. Un aperitivo in piazza con loro, una calda escursione al paese con la solita sensazione che potevamo restare tranquillamente sulla nave 🙂
    Finalmente arriva anche il bus che ci riporta indietro, anche questa gita è finita, l'unica costante è la sensazione di benessere che si prova ad ogni rientro in cabina.
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  • Day5

    Ortigia: 40 gradi di Sicilia!

    August 16 in Italy ⋅ ☀️ 31 °C

    Dopo un giorno intero di navigazione da Marsiglia a Siracusa finalmente questa mattina siamo entrati nel porto della città siciliana e come tutti ne abbiamo approfittato per una visita al suo quartiere più simbolico: Ortigia.
    Diciamo che non è facilissimo muoversi sotto un sole di 40 e più gradi, anzi, le facce delle persone che incontravamo (comprese le nostre) somigliava terribilmente a quelle di cavalli all'ultimo miglio, ma tant'è, siamo in ballo e balliamo perché non è dato sapere se e quando si tornerà da queste parti.
    Prima tappa al mercatino (vicino ai resti del tempio di Apollo) per qualche ricordino siciliano, due chiacchiere con il venditore e su sue indicazioni, partenza per la visita al Duomo di Santa Lucia.
    Lungo la strada non puoi non fermarti alla magnifica fontana di Diana cacciatrice, composta da una statua centrale di Diana circondata da altre figure mitologiche che si protendono verso di lei. I pochi schizzi che ci arrivano dai giochi d'acqua che alimentano la composizione non sono sufficienti a rinfrescare la temperatura percepita dalle persone (ore 11.00) che si fa via via sempre più calda.
    Dopo pochi, ma bollenti passi arriviamo al Duomo che, insieme a un'altra chiesa dedicata sempre a Santa Lucia, arricchisce la grande piazza. Dopo una piccola fila alla biglietteria si entra nell'edificio sacro ma la prima sensazione è quella di essere in un tempio greco. Le possenti colonne doriche delimitano completamente lo spazio e danno l'idea dell'importanza di questo tempio prestato al culto cattolico. All'interno, oltre naturalmente alla bellezza del luogo, si possono visitare due stanze che raccolgono alcune teche contenenti numerose reliquie di Santa Lucia (oltre ad oggetti personali anche discutibili parti anatomiche della santa): quello che sorprende negativamente è la scarsa importanza che, dal punto di vista organizzativo viene data al tutto, questi oggetti preziosi risultano quasi soffocati dall'angustità dello spazio a disposizione .
    Dopo essere tornati alla luce abbagliante della piazza e una rapida visita all'altra chiesa presente si prosegue per la famosa "Fontana dei papiri" che si trova in un punto molto basso rispetto alla strada, quindi ammirabile solo dall'alto e, dopo una bella camminata sul lungomare, si arriva al Forte, uno splendido e immenso avamposto militare che stranamente mi ricorda il famoso "Deserto del tartari" e si protende su un imponente sperone di roccia affacciato sul mare di Ortigia a testimonianza della passata difesa della città.
    Ormai la nostra temperatura è arrivata a punte difficili da sopportare quindi optiamo per un sudatissimo ritorno alla nave. Ripercorriamo con fatica la via del ritorno, con una non prevista ma immancabile sosta in un negozio Zara, soprattutto per approfittare del fresco che si godeva all'interno del locale e dopo questa gradita sosta, ci avventuriamo di nuovo in strada alla ricerca di un chiosco all'ombra per ottemperare a quello che ci eravamo prefissati fino dai tempi romani: la degustazione dell'immancabile granita siciliana (arancio e limone).
    Ancora qualche metro per un ultimo peccato di gola: la brioche con gelato (ricotta e pistacchio), e come dice in questi frangenti, "stanchi ma felici", con le ultime forze rimaste ce ne torniamo finalmente alle comodità della vita di bordo.
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  • Day3

    Ciao Marsiglia

    August 14, Western Mediterranean ⋅ ⛅ 27 °C

    Dopo una ricca colazione allietata dalle grida dei bambini che sulla nave pareggiano abbondante il numero degli adulti, abbiamo effettuato il nostro sbarco (ore 10.00), piccola fila per l'acquisto dei biglietti del bus che porta al vecchio porto di Marsiglia e in mezz'ora siamo arrivati sul posto con l'idea di fare un viaggio su uno dei classici bus turistici che sono in tutte le città, quelli dove sali e scendi dove ti pare.
    Fila per i biglietti, fila in attesa del bus e dopo poco più di mezz'ora eravamo al piano superiore. Di scendere e salire nessuna voglia per via della massiccia quantità di persone che non ci avrebbe garantito di ritrovare posto al piano superiore del bus, quello che ti permette di ammirare comodamente la città, quindi dritti dritti fino alla fermata principale, quella di Notre-Dame de la Garde.
    Gente? No, di più! Per arrivare alla cattedrale ti fai una bella salita, finita la quale ti aspettano una serie interminabile di gradini, finiti i quali scopri che la domenica le visite si fanno dalle 13.15 in poi... Intanto piove, noi abbiamo l'ultimo rientro alla nave alle 15.00 e non è detto che con tutta questa gente si riesca a salire sui bus di ritorno che passeranno... Ok, andiamo via.
    Il bus come previsto arriva già con molte persone a bordo, Marisa trova l'ultimo posto a sedere sopra e io mi siedo sui gradini delle scale interne da dove più che la città posso ammirare gli ultimi piani dei palazzi.
    Naturalmente piove, poco ma piove. Discesa generale al porto e bella camminata per andare a prendere il bus della MSC che riporta alla nave: sembra che tutti i partecipanti abbiano deciso di tornare insieme, la fila è delle peggiori. Al quarto bus riusciamo a salire, solito controllo borse all'imbarco e finalmente a bordo, giusto il tempo di pranzare e vedere la nave che lascia il porto: ciao Marsiglia, scusa ma credo che non mi mancherai 🙂
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