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    1.–2. jan., Sri Lanka ⋅ ☁️ 28 °C

    La mattina del primo dell’anno decido di alzarmi relativamente presto e di partire alla volta di Colombo, spostandomi esclusivamente con i mezzi pubblici.
    Con il primo bus va tutto liscio e in circa 30 minuti arrivo a Dambulla. Lì, però, iniziano i problemi: quando ci si muove in bus bisogna fidarsi delle informazioni dei locali, e spesso si prende per buono tutto ciò che viene detto.

    Io volevo prendere il bus diretto per Colombo, ma quando è passato non mi ha fatto salire perché non c’erano più posti disponibili, probabilmente anche perché il 1° gennaio è considerato giorno festivo anche in Sri Lanka. A quel punto si avvicina un tuk-tuk driver che mi dice che tutti i bus sarebbero stati pieni per tutta la giornata, ma che lui poteva portarmi fino a Kurunegala, una cittadina a circa un’ora e mezza da Dambulla, da dove avrei poi potuto prendere un bus diretto per Colombo.

    Mi sono fidata e sono andata con lui fino a Kurunegala, pagando decisamente troppo per la tratta… ma ormai era fatta. Ci sono tanti driver di tuk-tuk che cercano di fregare i turisti, e io ci sono cascata (di nuovo!). Visto però che il mio obiettivo era arrivare a Colombo, ho lasciato perdere.

    A Kurunegala, per fortuna, il bus per Colombo era pronto a partire e aveva ancora pochi posti liberi, così sono riuscita ad accaparrarmene uno. Alla fine, dopo un totale di circa quattro ore e mezza di viaggio, arrivo finalmente a Colombo.

    Una volta arrivata, inizio a esplorare la città con l’idea di fare un po’ di shopping. Colombo è piena di centri commerciali che vendono sia brand locali che internazionali, ed è stato molto carino girarli.
    L’unica vera pecca della città è che è difficilissimo trovare un posto dove mangiare qualcosa di decente a un prezzo accettabile e in linea con gli standard srilankesi.

    Dopo la serata a Colombo rientro in ostello, dove passo un paio d’ore a chiacchierare con alcuni viaggiatori davvero simpatici e interessanti.

    Il 2.1.2026 mi sveglio dopo una lunga dormita e, insieme a due viaggiatori italiani, Lorenzo e Riccardo, vado al mercato di Pettah, fermandoci anche in alcune tappe lungo il percorso.
    Il mercato di Pettah è un caos totale: bancarelle ovunque, strade strettissime, camion, tuk-tuk, carretti e persone che si muovono in ogni direzione. È però il vero Sri Lanka, quello autentico, dove si vedono pochissimi turisti e tantissimi lavoratori locali.

    Con Lorenzo e Riccardo abbiamo girato il mercato per ore, parlando con i locali e osservando la vita quotidiana. Lo Sri Lanka è un grande esportatore di patate e cipolle verso il Pakistan, l’India e altre nazioni, e nel mercato se ne vedono quantità impressionanti.

    Dopo questa intensa giornata con i due ragazzi, mi sposto a Negombo, dove passo l’ultima notte prima di tornare a casa.
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