• Un breve riposo e valle della luna

    23. marts, Chile ⋅ 🌙 19 °C

    Che posto incredibile!
    Devo dividere il mio racconto almeno in tre parti. La prima: la grande duna.

    Spettacolare. Anche il modo di tutelarla: un’area in cui non si può mangiare, non si può fumare, non si possono valicare linee disegnate con pietre. Regole semplici, quasi spartane, ma necessarie per proteggere un equilibrio che sembra immobile… e invece è delicatissimo.

    Ma perché tutta questa sabbia proprio qui?

    È il risultato di un lavoro lento e ostinato. Le rocce circostanti, ricche di sali e materiali più friabili, vengono erose dal vento e dalle forti escursioni termiche. Si frantumano, si sgretolano, diventano granelli. Il vento poi li raccoglie, li trasporta e, quando perde energia — perché incontra un ostacolo o cambia direzione — li deposita. Granello dopo granello.

    Così nascono le dune: accumuli pazienti, modellati continuamente dal vento, mai davvero fermi. La grande duna è il punto in cui questo processo trova una sorta di equilibrio temporaneo, come se il deserto avesse deciso di fermarsi lì… almeno per un po’.

    Questo è senza dubbio uno dei migliori posti che i miei occhi hanno visto in questi giorni.
    Il caldo è soffocante e la salita sabbiosa compensa quello che abbiamo vissuto alle 4 di questa mattina: ogni passo sprofonda, ogni passo si riprende qualcosa indietro.
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