• Il deserto roccioso

    23 марта, Чили ⋅ 🌙 19 °C

    Ora ci spostiamo, sempre nel parco naturale dei fenicotteri, ma nella parte iniziale della Valle della Luna.

    Qui il deserto cambia ancora: meno acqua, meno vita visibile, e una presenza più netta della roccia. Una roccia che alterna ferro e carbonato di calcio, come se qualcuno avesse giocato a stratificare materiali diversi senza preoccuparsi troppo dell’ordine… e invece con un risultato sorprendentemente armonico.

    Geologicamente, è una storia lunga e paziente. Antichi sedimenti marini — perché sì, qui un tempo c’era il mare — si sono depositati strato dopo strato, ricchi di carbonati. Poi sono arrivati i minerali di ferro, portati da acque circolanti nel sottosuolo, che hanno “colorato” la roccia, ossidandosi e creando quelle tonalità rosse, arancioni, a volte quasi violacee.

    Il vento e l’escursione termica — caldo di giorno, freddo di notte — hanno fatto il resto: erodono, scavano, mettono in evidenza le differenze tra i materiali. Il carbonato si consuma più facilmente, il ferro resiste o si ossida, e così emergono disegni, venature, contrasti che sembrano intenzionali.

    È come se la roccia avesse memoria dei suoi ingredienti e decidesse, piano piano, di mostrarli.
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  • Un breve riposo e valle della luna

    23 марта, Чили ⋅ 🌙 19 °C

    Che posto incredibile!
    Devo dividere il mio racconto almeno in tre parti. La prima: la grande duna.

    Spettacolare. Anche il modo di tutelarla: un’area in cui non si può mangiare, non si può fumare, non si possono valicare linee disegnate con pietre. Regole semplici, quasi spartane, ma necessarie per proteggere un equilibrio che sembra immobile… e invece è delicatissimo.

    Ma perché tutta questa sabbia proprio qui?

    È il risultato di un lavoro lento e ostinato. Le rocce circostanti, ricche di sali e materiali più friabili, vengono erose dal vento e dalle forti escursioni termiche. Si frantumano, si sgretolano, diventano granelli. Il vento poi li raccoglie, li trasporta e, quando perde energia — perché incontra un ostacolo o cambia direzione — li deposita. Granello dopo granello.

    Così nascono le dune: accumuli pazienti, modellati continuamente dal vento, mai davvero fermi. La grande duna è il punto in cui questo processo trova una sorta di equilibrio temporaneo, come se il deserto avesse deciso di fermarsi lì… almeno per un po’.

    Questo è senza dubbio uno dei migliori posti che i miei occhi hanno visto in questi giorni.
    Il caldo è soffocante e la salita sabbiosa compensa quello che abbiamo vissuto alle 4 di questa mattina: ogni passo sprofonda, ogni passo si riprende qualcosa indietro.
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  • Le tre Marie

    23 марта, Чили ⋅ 🌙 17 °C

    Ora ci spostiamo nella parte delle Tre Marie.

    Tra leggenda e realtà ci avviciniamo, insieme a una folla di turisti, a questo scherzo geologico, frutto di un processo di erosione tanto lento quanto spettacolare.

    La leggenda racconta di tre donne — tre Marie appunto — trasformate in pietra come punizione, o forse come protezione, dal deserto stesso. Come spesso accade, le storie cercano di dare un volto umano a ciò che altrimenti resterebbe incomprensibile.

    La geologia, più sobria ma non meno affascinante, racconta altro: rocce sedimentarie modellate dal vento, dal sale e dalle escursioni termiche. Il materiale più tenero si consuma, quello più resistente resta. E così, nel tempo, emergono forme che sembrano scolpite con intenzione, ma che sono solo il risultato di una selezione paziente e inesorabile.

    Eccole qui, le Tre Marie.
    Come non pensare alle mie Marie, che mi mancano tanto.

    E tra tutte, inevitabile, affiora anche un’altra Maria: Maria Stuarda.
    Figura tragica, regale e vulnerabile insieme, anche lei modellata dal tempo e dalle forze — molto meno geologiche, molto più umane — che decidono chi resta e chi viene trasformato. Ci manca Angela a ricordarcelo!
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  • Tropico del capricorno

    24 марта, Чили ⋅ ☀️ 22 °C

    Tappa successiva: il Tropico del Capricorno.
    E qui si passa dalla geografia che si guarda… alla geografia che ti attraversa.

    Il Tropico del Capricorno è una linea immaginaria, a circa 23°26’ di latitudine sud, che segna il punto più a sud in cui il sole può trovarsi allo zenit (cioè perfettamente sopra la testa) durante il solstizio di dicembre. In altre parole: è uno dei confini astronomici che organizzano il pianeta.

    E sì, passa proprio qui, nel deserto di Atacama.

    Nel nulla assoluto, trovi un semplice segnale, una struttura, qualche pietra. Niente di spettacolare — se non quello che rappresenta. Una linea invisibile che però decide stagioni, luce, cicli.

    E tu sei lì, con un piede simbolicamente “da una parte” e uno “dall’altra”,
    a pensare che certe linee non si vedono… ma contano moltissimo.
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  • Strade

    24 марта, Чили ⋅ ☀️ 24 °C

    Le nostre strade si dividono, diventano voli.

    Ed eccoci: davanti a noi un giorno di viaggio, ma con così tante cose da condividere con chi ci vuole bene che l’attesa quasi non pesa. Anzi, cresce.

    Andrea ha già raggiunto Marcello a Santiago, Angela e Aaron sono ancora in Patagonia, immersi in altri paesaggi, altre storie.

    Il nostro gruppo, quando si riunirà, avrà ancora tanto da raccontare.
    E forse, nel mettere insieme i pezzi, scopriremo che questo viaggio non è mai stato uno solo, ma tanti, intrecciati tra loro.
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  • Luci dell’alba

    24 марта, Испания ⋅ 🌙 12 °C

    Il sole si alza nel cielo e anche noi ci spostiamo nella parte bassa del campo geotermico. E’ eccitante anche se mi ricorda Abano terme. Mi sposto da un creatore all’altro. Cristian si butta a terra per spiegarci come funziona. Lo ricordo anche io ma è bello scoprilo qui vicino ad un cratere che ribolle in un freddo pungente che attraversa tutti gli strati che ho addosso.
    Sono felice di essere riuscita ad arrivare anche se mi muovo a fatica e respiro male. Temo non sia l’altitudine ma gli strati di vestiti che ho addosso. Camminiamo a fatica e salutiamo il successivo. Scopriamo che in basso la piscina termale non funziona più. Fa nulla anzi meglio non posso immaginare tutta questa folla immergersi in una piccola pozzanghera.
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  • Ultimo giorno colori e voci

    24 марта, Чили ⋅ 🌙 14 °C

    Termino con la mia valigia sull’uscio colorato e con una serie di colori che voglio fissare qui con me (pessimo esperimento ma ci provo). Sono pronta! Anzi non ne vedo l’ora. Questo giorno è sospeso e orientato a raccogliere le energie in vista di un lungo viaggio.
    Arrivati a Santiago imbarco la valigia e inizio le 12 ore di volo con un po’ di rabbia. Il monito non funziona e mi ritrovo nei posti al centro. Ma si sa in Spagna in questi giorni iniziano le vacanze di Pasqua e sono tutti impazziti!
    Arriverò tra poco ed abbraccerò i miei cari non ne vedo l’ora!
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  • Anche questa giornata è conclusa

    25 марта, Чили ⋅ 🌙 12 °C

    Ed eccoci qui, al termine di una giornata che vale almeno per due.
    Un canyon — scavato con pazienza geologica da vento, sale e tempo (ingredienti che non trovi in nessun aperitivo, purtroppo) — ha accolto il nostro brindisi.

    Eravamo poco prima del celebre punto panoramico, ma abbastanza in alto da sentirci comunque privilegiati: un terrazzo naturale affacciato sulla Valle della Luna, dove le rocce, stratificate come una torta millenaria, raccontano una storia lunga milioni di anni… mentre noi ci accontentiamo di raccontarci la giornata.

    E poi il tramonto: luce che si infila nelle pieghe del canyon, accarezza le creste e trasforma il deserto in una tavolozza improbabile, come se qualcuno avesse deciso di ridipingere la Luna… ma con più fantasia.
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    Окончание поездки
    25 марта 2026 г.