• Whangamomona

    January 1 in New Zealand ⋅ 🌧 18 °C

    Alla fine dell'800, un gruppo di pionieri duri come la roccia decide che quello è il posto giusto per costruire un villaggio.

    L'inizio: Fango e Speranza
    All'inizio era un inferno di fango. Non c'erano strade, solo sentieri per cavalli. Eppure, questi tizi riescono a tirare su un ufficio postale, una banca e, ovviamente, un pub. Per un po' le cose vanno alla grande: c'è la ferrovia, c'è il lavoro... ma la natura non è d'accordo. Il terreno inizia a franare, la gente se ne va e Whangamomona finisce nel dimenticatoio, diventando una "città fantasma" o quasi.

    La Svolta: "Volete spostarci? E noi diventiamo una Repubblica!"
    Il colpo di scena arriva nel 1989. Il governo della Nuova Zelanda, seduto in ufficio a Wellington, decide di cambiare i confini delle regioni. Dicono agli abitanti: "Ehi, da oggi non fate più parte del Taranaki, siete sotto il Manawatū-Whanganui".

    Per noi può sembrare una sciocchezza, ma per loro è stato un insulto totale. Gli abitanti di Whangamomona si sentono "Taranaki" nel sangue. Così, si ritrovano tutti al pub (dove avvengono sempre le cose migliori) e dicono: "Ah sì? Se non possiamo essere Taranaki, allora non saremo neanche neozelandesi. Dichiariamo l'indipendenza!"

    Ma è vero o scherzano?
    È un mix! Ufficialmente la Nuova Zelanda sorride e li lascia fare, ma gli abitanti prendono la cosa con un'ironia serissima. Ogni due anni c'è il Republic Day: arrivano migliaia di persone, si fanno gare di tosatura delle pecore, corse nei sacchi e, se porti il tuo passaporto, te lo timbrano con il timbro ufficiale della Repubblica.
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