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NZ road adventure 2025

Kia hora te marino, kia whakapapa pounamu te moana, kia tere te kārohirohi i mua i tō huarahi.
May peace be widespread, may the sea glisten like greenstone, and may the shimmer of light guide you on your way. — A karakia / blessing on all who travel
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  • Inizio del viaggio
    13 dicembre 2025

    Destinazione NZ (con deviazioni)

    13 dicembre 2025, Italia ⋅ ☀️ 12 °C

    Si parte. Fuggiamo dall'inverno italiano: destinazione estate australe.

    Dicono che "il viaggio conti più della meta", e quando guardi il biglietto e leggi la sequenza Venezia - Doha - Melbourne - Christchurch, direi che ci stiamo impegnando parecchio!

    Prima il salto verso il Medio Oriente con Qatar Airways, poi l'infinita traversata dell'Oceano Indiano fino all'Australia, e infine l'ultimo balzo oltre il Mar di Tasman.

    Stiamo letteralmente inseguendo il sole per arrivare nel futuro (visto il fuso orario). Ci aspettano quasi 30 ore di "limbo" pressurizzato.

    Nuova Zelanda, arriviamo (con un po' di calma).
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  • Doha Airport

    13 dicembre 2025, Qatar ⋅ ⛅ 23 °C

    Il primo round è andato, e definirei le ultime 5 ore un test di resistenza psicologica. Abbiamo condiviso la cabina con un bambino che ha pianto e urlato senza sosta da Venezia fin qui. Ovvio, povero, non è colpa sua, ma è stata dura.

    Siamo sbarcati a Doha, nel famoso Hamad International Airport. Sulla carta è uno scalo leggendario, premiato ovunque come il "migliore del mondo".

    Ma, saremo onesti: meh.

    Ci aspettavamo un’esperienza mistica, invece è... un aeroporto. Bello? Sì. Pulito? Certo. Ma alla fine è abbastanza X. Luci soffuse, negozi di lusso e marmi lucidi non bastano a toglierci la sensazione di essere in un enorme centro commerciale di passaggio. Senza infamia e senza lode.

    L'aria condizionata è sparata al massimo, con i vestiti pesanti imbarcati in stiva pensando all'estate che ci aspetta, stiamo congelando. Non ci sono molte sedute comode per accamparsi. La prospettiva delle prossime ore è: cercare un caffè e provare a dormire un po'.

    Mancano ancora molte ore al prossimo volo.
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  • Melbourne Airport

    15 dicembre 2025, Australia ⋅ ⛅ 9 °C

    Il volo da Doha è stato, grazie al cielo, tranquillo. Lungo, certo, ma tutto sommato è scivolato via "velocemente" tra un film e un pisolino. Siamo atterrati a Melbourne.

    Piccolo dettaglio: siamo senza carta d'imbarco per la Nuova Zelanda. Lol.

    In teoria, Qatar Airways avrebbe dovuto darci tutto alla partenza, ma per qualche motivo il sistema ha deciso di ignorare l'ultima tratta. Risultato?

    Dobbiamo salire sull'aereo bianco e nero della Air New Zealand, ma non abbiamo il biglietto fisico. Abbiamo iniziato un tour del terminal, facendo ping-pong da un banco informazioni all'altro. Nessuno sapeva cosa dirci. La risposta standard era un vago: "Andate al gate e aspettate".
    Facile a dirsi, peccato che al gate non ci fosse nessuno fino a un'ora prima della partenza. Io ero perplesso, Ted era decisamente agitata.

    Dopo un po’ il gate ha iniziato a riempirsi e, origliando le conversazioni altrui, abbiamo capito che sostanzialmente eravamo tutti nella stessa situazione. Niente boarding pass per nessuno. Improvvisamente l'ansia si è trasformata in sollievo.

    Quando finalmente la povera addetta della Air New Zealand si è palesata, non ha fatto in tempo a posare la borsa che è stata letteralmente assaltata da una folla di passeggeri senza biglietto (povera donna!). Ha urlato - con una calma invidiabile - di stare tranquilli e di mettersi in fila. Alla fine ce l'abbiamo fatta. Nuovo record sbloccato: Stampare la carta d'imbarco 40 minuti netti prima del decollo.
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  • Meteo: Ventoso (molto ventoso)

    15 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌬 25 °C

    Dopo un ultimo volo di tre ore sopra il Mar di Tasman, Tāwhirimātea (il dio del vento maori) ha deciso di darci il benvenuto personale scuotendo l'aereo come un cocktail shaker. Ma turbolenze a parte, quando le Alpi Meridionali hanno bucato le nuvole, innevate e maestose, è stato un colpo al cuore. Siamo in Nuova Zelanda. Siamo davvero qui.

    O meglio, noi siamo qui. Il bagaglio di Ted? Beh, lui no. Lui ha deciso di prolungare la vacanza altrove.

    Siamo andati all'ufficio Lost & Found. Abbiamo compilato i mille moduli richiesti, cercando di spiegare che il concetto di "residenza", per noi, sarà molto fluido nelle prossime settimane. L'addetta, con quel sorriso kiwi imperturbabile che sembra dire "andrà tutto bene", ci ha rassicurato: «Nessun problema, spediamo in tutta l'isola in 24 ore!». Sì, certo. Quando le ho spiegato che domani sera non saremo in un comodo hotel con reception h24, ma a Arthur's Pass, probabilmente accampati in un prato in mezzo alle montagne, non esattamente un ufficio postale, abbiamo visto una crepa nella sua sicurezza. Un attimo di esitazione. Quella esitazione che ora terrà Ted sveglia stanotte sicuro.

    Se la valigia non arriva entro domani mattina qui a Christchurch, la logistica diventa difficile.
    Ma non c'è tempo per piangere, bisogna prendere l'auto. Prenotazione alla mano, andiamo al banco. L’addetto ci sorride: «Ok, datemi la patente internazionale». «La che?» «La patente internazionale. Se non è in inglese, non potete guidare in Nuova Zelanda». Siamo rimasti pietrificati. Tre voli, 18.000 km, e rischiamo di restare a piedi per un pezzo di carta? «...se vi serve,» ci dice, facendoci scivolare un bigliettino sul bancone con l’aria di chi chiaramente ha visto questa scena mille volte, «qua c’è il numero di un traduttore certificato…». «Sì, ci serve.». Mannaggia. Va bene, PAGHEREMO anche questa patente internazionale.

    Finalmente recuperiamo anche l’auto, una Toyota Yaris Cross. Bella è bella, ma ora bisogna guidarla. Oddio. Si guida al contrario. Volante a destra, strada a sinistra, frecce che in realtà azionano i tergicristalli (e lo faranno per il resto della vacanza, lo so già).

    Ci siamo? Ci siamo. Stanotte prenottiamo a Chistchurch. Dopo tre giorni di voli, un salto nel futuro e fusi orari che non hanno senso, siamo disintegrati. BUONANOTTE!
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  • In centro a Christchurch

    15 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 22 °C

    Nonostante il jet lag ci stia prendendo a schiaffi, l'adrenalina di essere finalmente dall'altra parte del mondo ha vinto. Abbiamo mollato i bagagli (o meglio, il bagaglio superstite) in camera e siamo usciti a respirare l'aria del sud.

    Christchurch, o Ōtautahi in Māori, è molto carina. Cammini lungo il fiume Avon e ti sembra di essere finiti in un tranquillo parco inglese dell'Ottocento: salici piangenti che sfiorano l'acqua, edifici gotici, l'ordine maniacale della "Città Giardino". Si sente forte l'impronta dei coloni della Canterbury Association, che volevano addomesticare la natura selvaggia della NZ e creare un pezzo di Inghilterra agli antipodi. E ci sono riusciti: Hagley Park è immenso (più grande di Hyde Park a Londra!) e i giardini botanici sono spettacolari.

    Eppure, sotto questa facciata british, la terra racconta un'altra storia. Prima delle guglie, questa era una distesa di paludi e mahinga kai (luoghi di raccolta cibo) per la tribù Ngāi Tahu. Il nome stesso della città, Ōtautahi, significa "Il luogo di Tautahi", un capo tribù che viveva proprio lungo queste rive. E poi c'è la storia recente. I segni dei terremoti del 2010 e 2011 sono cicatrici aperte, ma la città le porta con un orgoglio commovente. Dove c'erano macerie, oggi vedi street art coloratissima, container riadattati a negozi hipster e architettura ultramoderna. C'è un'energia giovane, vibrante, una voglia di rinascita che si sente nell'aria e nei locali pieni di gente.

    Abbiamo chiuso la serata proprio in uno di questi locali. Ma il vero colpo di scena è arrivato alla fine. Appena finita l'ultima birra, nel momento esatto in cui ci siamo alzati dalla sedia con la grazia di due zombie assonnati, ci si è parata davanti una piccola troupe televisiva. Erano quelli di NHK, la TV nazionale giapponese, per il programma World Strollers (Sekai Fureai Machi Aruki, tradotto come "cammina per la città, incontra il mondo"). Ci hanno chiesto se potevano riprenderci. La scena è stata tragicomica: noi, distrutti da 30 ore di volo e con l'alcol che amplificava la stanchezza, che cercavamo di sembrare persone normali. Ci veniva solo da ridere. Era palese che stessimo "recitando" (male) la parte dei turisti disinvolti. Probabilmente taglieranno tutto, ma è stato divertente.
    Ora però gli occhi si chiudono davvero. Il letto chiama. Domani inizia il vero on the road. Sperando che il bagaglio di Ted decida di smettere di fare il turista solitario e si unisca a noi.

    Buonanotte Ōtautahi.
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  • International Antartic Center

    16 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 20 °C

    Visto che eravamo già in aeroporto per la "missione recupero valigia" (missione compiuta, tra l'altro!), non potevamo ignorare l'enorme edificio lì accanto. Siamo entrati all International Antarctic Centre.

    Christchurch è una delle cinque "Gateway Cities" mondiali per l'Antartide. Qui accanto ci sono le basi operative vere e proprie degli Stati Uniti (Operation Deep Freeze), della Nuova Zelanda e anche il supporto logistico per il programma italiano. Dalle piste di Christchurch partono i giganteschi C-17 Globemaster carichi di scienziati diretti verso il ghiaccio perenne. L'Italia ha due basi in Antartide: la "Mario Zucchelli" (nella Baia Terra Nova) e la "Concordia" (sul plateau antartico, gestita con la Francia). Molti dei nostri ricercatori fanno scalo proprio qui a Christchurch prima di volare a sud. Christchurch, di fatti, è il punto di partenza principale per le missioni verso il Mare di Ross e la Stazione McMurdo. Circa il 70% di tutto il personale che va in Antartide passa di qui.

    Il centro è un mix tra un museo scientifico e un parco divertimenti estremo. Ci siamo infilati nelle giacche termiche fornite da loro (enormi e blu) per entrare nella "Storm Room", una cella frigorifera che simula una tempesta antartica. Siamo passati da temperatura ambiente a -18°C con vento gelido in faccia. Divertente? Sì. Speriamo di non ammalarci il nostro secondo giorno in Nuova Zelanda.

    Poi c'è stata la prova di forza del Hägglund. È un veicolo cingolato anfibio svedese usato nelle spedizioni reali. Prima di uscire, abbiamo salutato i Kororā (Piccoli Pinguini Blu) nel centro di recupero. Sono uccelli che non possono tornare in natura per vari motivi (ferite o disabilità). Erano nelle loro tane a sonnechiare insieme. Troppo carini, speriamo di vederne altri nel nostro viaggio (magari nel loro habitat naturale).
    Mentre eravamo al centro, è impossibile non farsi prendere dalla storia tragica della gara per conquistare il Polo Sud.

    Nel 1909, Shackleton spinse la sua spedizione fino alla latitudine record di 88° 23’ Sud, a poco più di 180 chilometri dal Polo. In quel punto però decise di fermarsi: proseguire avrebbe infatti significato condannare se stesso e i suoi uomini alla morte per mancanza di viveri. La decisione di tornare indietro, pur dolorosa, salvò la spedizione.
    Nel 1910 l'inglese Robert Falcon Scott salpò da Londra a bordo della Terra Nova, deciso a conquistare il Polo Sud. Nello stesso periodo Amundsen, con la nave Fram, si era preparato invece a una spedizione verso il Polo Nord, ancora ufficialmente inesplorato.
    Durante il viaggio arrivò però una notizia destinata a cambiare tutto: Frederick Cook e Robert Peary avevano annunciato di aver già raggiunto il Polo Nord. Amundsen prese allora una decisione drastica e audace: invertì la rotta e puntò verso sud.

    Il norvegese Roald Amundsen arrivò per primo il 14 dicembre 1911, insieme a Olav Bjaaland, Helmer Hanssen, Sverre Hassel e Oscar Wisting. Era un maniaco della preparazione: usò sci e cani da slitta, muovendosi veloce e leggero. Piantarono una tenda, chiamata Polheim, e lasciarono una lettera destinata a Scott come prova dell’impresa.
    Scott arrivò 35 giorni dopo, partito proprio da qui (dal porto di Lyttelton, vicino a Christchurch), arrivò 34 giorni dopo, il 17 gennaio 1912, trovando la bandiera norvegese già piantata.

    La storia di Scott è legata a doppio filo con questa città: la sua spedizione finì in tragedia (morirono tutti sulla via del ritorno, a soli 18 km dal deposito di cibo), ma qui è considerato un eroe. In centro a Christchurch c'è una statua bellissima di lui scolpita dalla moglie, Kathleen Scott, che guarda verso nord, verso casa, anche se in realtà lui non tornò mai.
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  • Sheffield

    16 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 19 °C

    Ci fermiamo per mangiare qualcosa lungo il percorso in questo posto tipico che è stato un'icona locale per oltre 40 anni.
    ​È famoso per le sue torte salate, spesso vincitrici di premi ai New Zealand Pie Awards.
    ​Il negozio è rimasto un punto di riferimento nella comunità, anche perché i bambini della scuola elementare di Sheffield hanno la tradizionale "giornata della torta salata" il lunedì.
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  • Kura Tawhiti

    16 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ⛅ 12 °C

    Lungo la strada ci fermiamo in questo luogo che è famoso per le sue maestose formazioni calcaree (le limestone formations).

    Per chi è del mestiere... Si.. C'è anche gente che fa Bouldering.

    ​Significato Culturale: Ha una particolare rilevanza per gli Ngāi Tahu (autorità tribale locale), con legami che risalgono ad antenati lontani. L'area detiene lo Tōpuni status, un riconoscimento legale che simboleggia un "mantello di protezione" spirituale.

    ​Accesso: È visitabile tramite un percorso pedonale ben formato (Kura Tawhiti Access Track) lungo 1,5 km (andata e ritorno), che richiede circa 40 minuti di cammino.
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  • Klondyke Corner Campsite

    16–18 dic 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 7 °C

    Ci fermiamo per la notte qui entrando nel vivo del viaggio.
    Questo luogo adibito alla sosta campeggio, si trova vicino alla confluenza dei fiumi Bealey e Waimakariri, a circa 8 km a sud del villaggio di Arthur's Pass.

    ​È un campeggio spazioso e aperto, popolare in estate, con uno scenario pittoresco di montagne e un fiume.
    ​È un campeggio di categoria "Standard" del DOC, il che significa che dispone di servizi base come toilette (non a scarico), e un riparo per cucinare. L'acqua non è trattata e deve essere bollita prima dell'uso.

    Dopo essere riusciti a montare la tenda ⛺ in tempo abbiamo dovuto cenare in auto a causa di un temporale.

    ​Note importanti: La prenotazione è richiesta tutto l'anno e in inverno l'area, essendo alpina, può essere coperta di neve, rendendo l'accesso difficile. I cani non sono ammessi.
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  • Avalanche Peak

    17 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 8 °C

    Oggi non poteva mancare una bella cima di 1883mt.. anche se il nome non è rassicurante.
    Durante il nostro percorso nei pressi della cima abbiamo trovato una bella compagnia di furbetti.

    Il Kea è celebre per la sua estrema curiosità e mancanza di paura verso l'uomo. È spesso soprannominato il "pagliaccio delle montagne":
    Ama esplorare zaini, scarponi e automobili dei turisti.
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  • Rakaia Gorge

    18 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 15 °C

    Facciamo una sosta lungo il nostro percorso per due foto in un punto panoramico..
    Lungo il cammino è possibile osservare spettacolari formazioni geologiche, inclusi antichi flussi di lava (riolite, andesite e pitchstone) e terrazzamenti scolpiti dai ghiacciai.
    La caratteristica principale è l'intenso colore turchese o blu latte del fiume Rakaia, dovuto alla "farina glaciale" (sedimenti finissimi provenienti dai ghiacciai delle Alpi Meridionali) sospesa nell'acqua.
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  • Monte Sunday o Edoras

    18 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 16 °C

    Ebbene sì se il primo nome non vi dice niente il secondo sicuramente per i nerd del Signore degli Anelli non è nuovo..
    In questo luogo è stata costruita e filmata la capitale del regno di Rohan ne Le Due Torri. La troupe impiegò circa nove mesi per costruire il set (inclusa la Sala d'Oro di Meduseld), che venne poi completamente smantellato alla fine delle riprese. Oggi non rimangono strutture, ma l'atmosfera è perfettamente riconoscibile.

    Il Mount Sunday è una collina isolata che svetta in mezzo a un'ampia valle glaciale pianeggiante, circondata dalle imponenti e spesso innevate Alpi Meridionali. Il panorama a 360 gradi è considerato uno dei più spettacolari di tutta l'Isola del Sud.
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  • Van in difficoltà

    18 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 17 °C

    Durante il rientro da casa Rohan abbiamo incrociato un Van in panne con una coppia di Irlandesi che cercavano di sostituire una gomma esplosa.
    Ci siamo fermati a dare una mano a sostituirla.
    Anche questi episodi fanno parte dell'avventura.Leggi altro

  • Geraldine Fairline Lookout

    18 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 19 °C

    Il Geraldine Fairlie Lookout è un punto panoramico situato lungo la State Highway 79, la strada che collega le cittadine di Geraldine e Fairlie nella regione di Canterbury, nell'Isola del Sud della Nuova Zelanda.Leggi altro

  • Lake Pukaki Viewpoint

    18 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 18 °C

    Prima di giungere alla ultima tappa e a dove pianteremo il prossimo Campobasso ci fermiamo in questo punto panoramico sul lago.

    La sua caratteristica più famosa è l'acqua color azzurro opaco (o turchese intenso). Questo fenomeno è dovuto alla "farina glaciale", ovvero finissimi sedimenti rocciosi polverizzati dai ghiacciai che rimangono sospesi nell'acqua e riflettono la luce solare in modo unico.

    Dalla sponda meridionale del lago si gode della vista più celebre del paese: nelle giornate limpide, l'Aoraki/Mount Cook (la vetta più alta della Nuova Zelanda) si staglia maestoso proprio in fondo allo specchio d'acqua, creando un contrasto cromatico incredibile tra l'azzurro del lago e il bianco delle nevi perenni.

    La bellezza del paesaggio ha attirato Peter Jackson, che ha utilizzato le sponde del lago come location per la Città del Lago (Esgaroth) nella trilogia de Lo Hobbit.
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  • Takiroa

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 15 °C

    Facciamo una prima tappa in questo sito storico.
    Le pareti verticali di Takiroa sono spettacolari falesie di calcare bianco formatesi oltre 25 milioni di anni fa. Questi imponenti affioramenti rocciosi, modellati dal vento e dall'acqua, hanno offerto per secoli riparo ai viaggiatori Māori (i Kāi Tahu) che percorrevano la valle del fiume Waitaki tra le montagne e il mare.Leggi altro

  • Elephant Rocks

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ☁️ 15 °C

    A pochi passi da Takiroa ci fermiamo nuovamente in questo sito. Queste rocce arrotondate e levigate dal tempo ricordano, con un pizzico di immaginazione, una mandria di elefanti che riposano sulla collina.

    Circa 25 milioni di anni fa, l'intera area era sommersa dall'oceano. Le rocce sono il risultato di sedimenti marini e fossili (balene primitive e pinguini giganti) compressi in calcare e poi sollevati dai movimenti tettonici. L'erosione del vento e dell'acqua ha fatto il resto, creando forme morbide e bizzarre alte fino a 10 metri.

    Se il paesaggio ti sembra familiare, è perché nel 2005 è stato scelto per rappresentare l'accampamento di Aslan nel film "Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l'Armadio". L'atmosfera è talmente fiabesca che non serve alcuno sforzo per sentirsi in un mondo fantastico.
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  • Moreaki Boulder Beach

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌧 14 °C

    Dalla montagna scendiamo al mare anche se il brutto tempo ci accompagnera da adesso in poi per il resto della giornata.

    I "Giganti" della Spiaggia
    Questi enormi massi sferici, sparsi sulla sabbia come se fossero stati dimenticati da giganti, offrono uno scenario unico, specialmente all'alba quando la luce colpisce le loro superfici levigate.

    Sono concrezioni di calcite formatesi circa 60 milioni di anni fa sul fondo oceanico. Il processo è simile a quello di una perla: i minerali si sono accumulati attorno a un nucleo (come un fossile o un frammento di conchiglia) indurendosi nel fango. L'erosione delle scogliere costiere li ha poi "liberati" e depositati sulla spiaggia.

    Secondo la tradizione dei Kāi Tahu, i massi sono i resti del naufragio della leggendaria canoa Arai-te-uru. Sarebbero in realtà cesti per la pesca delle anguille (hīnaki), zucche (hue) e patate dolci (kumara) che, una volta trascinati a riva, si sono pietrificati.
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  • Steampunk HQ

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌧 13 °C

    Arrivati in centro a Oamaru e con il meteo nelle peggiori delle aspettative ci rifugiamo per un po' di tempo a visitare questo assurdo posto.

    Un Futuro Retrò nel Cuore di Oamaru
    Ospitato in un imponente edificio vittoriano in pietra calcarea (un antico granaio del 1883), lo Steampunk HQ è una galleria d’arte interattiva e un museo dedicato a un genere fantascientifico che fonde l'estetica dell'Ottocento con tecnologie futuristiche a vapore.Leggi altro

  • Scotts Breving CO

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌧 13 °C

    Ci fermiamo per pranzo in una birreria locale dove la sala e direttamente a fianco della linea di produzione.

    Il birrificio occupa un ex deposito ferroviario restaurato, con una spaziosa area interna e un dehors soleggiato (beer garden) che offre una splendida vista sul porto e sulla baia.
    Birra e Storia: Nel 2014, ha segnato il ritorno della produzione commerciale di birra a Oamaru dopo oltre 100 anni (da quando il proibizionismo la fermò nel 1905). È particolarmente rinomato per la sua vasta gamma di birre artigianali, tra cui spiccano le opzioni senza glutine e la celebre "Nineteen 05 Golden Ale".
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  • Bushy Beach Scenic Reserve

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌧 12 °C

    Dopo il breve pranzo ci sposiamo sulla costa per vedere se riusciamo a vedere i leoni marini e pinguini.
    Nonostante il tempo pessimo siamo riusciti a vedere dei leoni marini su questa spiaggia protetta.

    Una riserva costiera situata a sud del centro di Oamaru. È uno dei luoghi più suggestivi e accessibili per osservare la fauna marina, in particolare per chi cerca un'esperienza più intima e meno commerciale rispetto alla colonia dei Pinguini Blu.
    Il Regno del Pinguino dagli Occhi Gialli (Hoiho): Bushy Beach è uno degli ultimi siti di nidificazione sulla terraferma per questa specie, che è una delle più rare al mondo.
    A differenza dei pinguini blu, gli Hoiho sono più grandi, solitari e timidi.
    Lungo la spiaggia è molto comune vedere enormi leoni marini della Nuova Zelanda e foche pellicciacee che riposano tra le rocce o sulla sabbia, specialmente durante il giorno.
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  • Sandfly bay Wildlife Refuge

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ 🌬 11 °C

    Continuando a girare sotto la pioggia prendiamo la decisione di andare contro la perturbazione per uscire prima e goderci almeno la sera senza bagnarci ulteriormente.
    Scendiamo ancora lungo la costa fino ad.arrivare qui a Sandfly bay Wildlife Refuge.
    Uno dei posti migliori per vedere i leoni marini di Hooker (pakake) e le foche, che spesso riposano indisturbati sulla sabbia. Con un po' di fortuna e pazienza, al tramonto puoi avvistare anche i rari pinguini dagli occhi gialli (hoiho) che rientrano dal mare.
    Il nome non deriva dagli insetti molesti (sandflies), ma dal fenomeno della sabbia che vola ("flies") dalle dune quando soffia il forte vento costiero.
    Purtroppo eravamo ancora troppo presto per vedere gli animali sbarcare sulla spiaggia ma ne è valsa comunque la pena scendere fino qui.
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  • Ōamaru Blue Penguin Colony

    19 dicembre 2025, Nuova Zelanda ⋅ ⛅ 11 °C

    La sera continuando a girare sotto pioggia e vento alle 21:00 ci rechiamo in uno dei luoghi più magici della NZ.
    Situata in una ex cava di pietra a soli 5 minuti dal centro di Oamaru, questa colonia è dedicata alla protezione e alla ricerca sui Pinguini Blu Minori (Eudyptula minor), chiamati dai Māori Kororā. Sono i pinguini più piccoli del mondo (alti solo circa 30 cm).

    Il Rientro (Evening Viewing): Ogni sera al tramonto, i pinguini tornano a riva dopo una giornata di pesca in mare. Si radunano in acqua in piccoli gruppi chiamati "zattere" (rafts) per poi correre sulla spiaggia rocciosa e raggiungere i loro nidi, passando a pochi metri dai visitatori.

    Grazie all'Urban Wildlife Trust, sono attive diverse telecamere che trasmettono in diretta 24 ore su 24. Puoi vedere sia l'esterno (dove i pinguini camminano per rientrare) sia l'interno dei nidi (specialmente emozionante durante la stagione della schiusa delle uova).
    Il rientro è previsto ogni giorno alle 09:00 ora italiana (consiglio di collegarsi prima)
    Link Canale YouTube (Urban Wildlife Trust - WildCams): https://www.youtube.com/@UrbanWildlifeTrust
    Link Diretta Specifica "Nest Cam" (Nido): Oamaru Blue Penguin Nest Live

    Fondata nel 1993, la colonia è passata da sole 30 coppie riproduttive a oltre 350, grazie all'installazione di nidi artificiali protetti dai predatori.

    PS: nel centro è meglio prenotare la visita (sito ufficiale penguins.co.nz o presso il centro visitatori a Oamaru) ed è assente vietato fotografare con e senza flash per non disturbare il rientro dei pinguini.
    Osservazione serale: Circa $45 - $50 NZD per gli adulti (il prezzo può variare se scegli il settore "Premium" più vicino ai pinguini).
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