• Marika Busi
  • Domenico Cima
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  • Domenico Cima

Bruxelles

Et kort men fint eventyr av Marika & Domenico Les mer
  • Reisens start
    30. januar 2026
  • SIRIANO 4.9⭐️ ( forse no)

    30. januar, Belgia ⋅ ☁️ 6 °C

    Dopo l’atterraggio – stanchi, affamati e pieni di speranze – decidiamo di andare a mangiare nel ristorante davanti all’albergo. Scelta strategica: zero sbatti, massimo rendimento.
    Poi vediamo la valutazione: 4.9 ⭐️ su Google.
    E lì scatta il film mentale: “Vabbè, se non è il ristorante siriano più buono della Siria, poco ci manca. Altro che stellato, qui danno direttamente le costellazioni.”
    E invece… no.
    Cibo: non male, eh. Però.
    Porta della cucina rigorosamente aperta, probabilmente per far uscire il fumo… o per farci vivere l’esperienza sensoriale completa tipo MasterChef dietro le quinte.
    Hummus acido, con quella nota che ti fa pensare: “È così di suo… vero?”
    Pietanze avvolte in foglie misteriose, di origine botanica non identificata, che sembravano dire: “Mangia e scoprirai.”
    Io, prudente come un riccio in autostrada, ho puntato sul sicuro: kefta.
    Solo kefta.
    Sempre kefta.
    La kefta non tradisce.
    Nico invece ha mangiato tutto.
    Non sappiamo se per fame atavica, spirito di sacrificio o perché davvero gli piacesse.
    Resta un mistero degno di Ulisse.

    👉 Spoiler del giorno dopo:
    zero bruciore di stomaco.
    zero reflusso.
    Niente.
    Il nulla cosmico.

    Forse ho trovato cosa mangiare per sempre e anche dove😜
    Les mer

  • Comic book routes

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Inizio del giro di murales: Kinky & cosy
    Due gemelle dall’aria innocente ma dal cinismo tagliente: con battute secche e umorismo nero prendono in giro società, ipocrisie e luoghi comuni, dimostrando che il fumetto può essere irriverente e provocatorio anche con uno stile semplice.Les mer

  • Monsieur Jean

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Ritratto delicato della vita quotidiana di un uomo qualunque: tra relazioni, amicizie e incertezze, il murales racconta con tono intimo e realistico le piccole crisi dell’età adulta, lontano dagli eroi ma molto vicino alla vita reale.Les mer

  • XIII

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Davanti al murales di XIII sembra di essere dentro un film: un uomo senza memoria, lo sguardo teso, inseguito da complotti e segreti di Stato. Non è un fumetto “leggero”, ma una storia piena di mistero, che ti fa venir voglia di scoprire chi sia davvero e perché tutti sembrano dargli la caccia.Les mer

  • Yoko tsuno

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Il murales di Yoko Tsuno trasmette subito avventura e intelligenza: una protagonista forte e curiosa, che viaggia tra scienza, tecnologia e mondi lontani. Guardandolo viene da pensare che non tutte le eroine abbiano bisogno di superpoteri — a volte bastano il coraggio, la mente aperta e la voglia di scoprire.Les mer

  • Froud & Stouf

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Questo murales è divertente e un po’ assurdo: Froud & Stouf sembrano usciti da una gag continua, con situazioni esagerate e umorismo leggero. Guardandolo ti strappa un sorriso senza bisogno di capire tutto, perché parla soprattutto di amicizia, quotidianità e piccoli disastri visti con ironia.Les mer

  • Colazione da Kaffabar

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Abbiamo fatto colazione da Kaffabar, un posticino piccolo ma super carino, con un’aria rilassata e un po’ “da quartiere”. Niente di finto o turistico: gente che chiacchiera piano, buon caffè, atmosfera tranquilla e tavolini sulla piazza davanti, perfetti per iniziare la giornata senza fretta.Les mer

  • Thorgal

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Il murales di Thorgal è uno di quelli che ti fa rallentare: atmosfera nordica, silenziosa, quasi malinconica. Racconta un’avventura più profonda del solito, fatta di destino, scelte difficili e viaggi lontani. Guardandolo non sembra di stare in città, ma in un altro mondo, più antico e misterioso.Les mer

  • Ric Hochet

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Davanti al murales di Ric Hochet, sempre elegante e concentrato come se stesse risolvendo un caso, è iniziato il diluvio universale. Così siamo entrati di corsa da un bangladino lì vicino per comprare degli ombrelli. Dopo averne scelti due con grande convinzione, il tipo alla cassa ci guarda serio e fa: “No no… prendi gli altri due. Quelli sono migliori.”
    Ci fidiamo. Usciamo. Piove. E scopriamo subito che l’ombrello “migliore” pioveva dentro.
    Les mer

  • Église Notredame De Bon Secours

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Durante il giro dei murales ci siamo fermati davanti alla chiesa di Notre-Dame de Bon Secours, convinti di trovarci dentro due altalene (come indicato dalla guida)… spoiler: non ci sono più 😅
    La chiesa però vale comunque la sosta, anche se esternamente vale molto di più. Nel frattempo ha smesso di piovere e menomale direi visto gli ombrelli scolapasta.Les mer

  • Broussalle

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Il murales di Broussaille è uno di quelli che, anche se l’hai visto mille volte su internet, dal vivo ti sorprende comunque. Non tanto per le dimensioni, ma per come è inserito nella strada: le case tipiche belghe intorno, l’atmosfera del quartiere, tutto sembra far parte della scena. Non è un murales che si impone, ma uno che si lascia scoprire, e proprio per questo colpisce di più.Les mer

  • Victor Sackville

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Il murales di Victor Sackville ha un’eleganza un po’ retrò: spionaggio, mistero e atmosfera da romanzo d’altri tempi. Inserito tra gli edifici della città, sembra quasi una finestra aperta su un’altra epoca, più silenziosa e piena di segreti. Non è appariscente, ma ti cattura se ti fermi un attimo a guardarlo, come una storia che va letta con calma.Les mer

  • Murales LGBTQ+

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Questo murales lo abbiamo trovato un po’ per caso lungo il percorso ed è stato impossibile non fermarsi: coloratissimo, pieno di personaggi diversi, sorridenti, tutti insieme sotto una grande bandiera arcobaleno. Trasmette subito un’idea di inclusione, libertà e confusione allegra, come una festa di strada dove c’è posto per chiunque, senza prendersi troppo sul serio.
    La cosa geniale è che proprio sotto al murales c’è l’area cani per la cacca. E in quel momento tutto ha avuto senso: un murales che parla di diversità, convivenza e accettazione… accanto a uno spazio pensato per i bisogni di tutti, cani compresi. Un messaggio molto belga: siamo tutti diversi, tutti insieme, e ognuno fa quello che deve fare 😅
    Risultato: uno dei murales più divertenti dell’intero giro, non solo da guardare, ma da raccontare.
    Les mer

  • Victor Sackville

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Questo murales lo stavamo cercando apposta… e alla fine lo abbiamo trovato senza accorgercene. Mentre eravamo lì a guardare in alto, io ero completamente rapita da una scena molto più “bruxellesiana” del previsto: una ragazza stava facendo un trasloco e tirava fuori il divano dal suo appartamento all’ultimo piano con una piattaforma. Divano sospeso nel vuoto, gente che guarda, strada semi-bloccata… impossibile distogliere lo sguardo.
    Solo dopo ci siamo resi conto che il murales era proprio lì davanti a noi: elegante, verticale, quasi mimetizzato tra le facciate, con quell’atmosfera da spionaggio discreto che si integra perfettamente con la strada. Un murales che non si impone, ma si scopre — magari mentre stai guardando un divano volare.
    Les mer

  • Grand place

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 7 °C

    Poi siamo arrivati nella piazza principale, quella con l’Hôtel de Ville, e ci siamo fermati a guardare tutto intorno perché è impossibile non farlo. Mentre c’era un tipo straniero super concentrato a farsi foto tutte impostate da fighetto, io ho deciso di prenderlo apertamente per il culo… e Nico, da vero professionista della spontaneità, mi scattava foto fingendosi totalmente disinteressato. Risultato: foto bellissime, risate garantite e una piazza spettacolare sullo sfondo.Les mer

  • Tintin

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 8 °C

    Il murales di Tintin e Milou sembrano pronti a partire da un momento all’altro, e anche se lo conosci già, riesce comunque a sorprenderti.

  • Museo del cioccolato

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 8 °C

    Diario di bordo – Museo del Cioccolato & Attacco Glicemico 🍫🎧

    Tappa culturale del giorno: Museo del Cioccolato con degustazione finale.
    Entriamo pieni di buone intenzioni e spirito accademico, armati di audioguida e voglia di imparare.

    Il museo è molto bello,niente da dire…
    forse un filo lungo: si parte dal 1800 a.C. (quando il cacao probabilmente lo masticavano con le foglie) e si arriva ai giorni nostri, passando per storia, produzione, lavorazione e confezionatira (che detta così sembra ancora più seria).

    Poi il momento clou:
    👉 Dimostrazione dal vivo su come si fanno le praline belghe.
    Risultato: capolavori, buonissime. Livello altissimo. Applausi interiori.

    E infine… LA DEGUSTAZIONE😈
    Praline + cioccolato in tutte le gradazioni:
    - Bianco
    - Latte
    - Fondente
    - Fino all’80% (quello che ti guarda e dice “sono intenso”)

    Teoria: un assaggio per percentuale.
    Pratica: mangiate a manciate 😂😂😂

    Conclusione:
    esperienza culturale ✔️
    esperienza gastronomica ✔️
    autocontrollo ❌

    Ora ufficialmente istruiti sulla storia del cacao…
    e leggermente in overdose di felicità al cioccolato🍫😄
    Les mer

  • Manneken pis e Olivier rameau

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 9 °C

    E poi eccolo.
    Lui.
    Il bambino che piscia.
    Alias: Manneken Pis.

    Dopo averlo cercato come fosse un monumento alto 30 metri… lo trovi lì, piccolo, tranquillo, imperterrito, che fa pipì da secoli senza mai stancarsi. Un esempio di costanza che dovrebbero insegnare a scuola.

    È circondato da una folla sproporzionata rispetto alle sue dimensioni:
    gente che fotografa, gente che ride, gente che dice “ma è tutto qui?”
    Sì. È tutto lì. Ed è perfetto così.

    Vestito (oggi sì, oggi no, dipende dall’umore e dal guardaroba infinito), continua a fare quello che ha sempre fatto:
    pisciare con fierezza, senza stress, senza fretta, senza sensi di colpa.

    Simbolo di Bruxelles, simbolo di libertà, simbolo universale del
    “me ne frego, faccio quello che voglio”.

    Conclusione filosofica:
    abbiamo visto musei, cioccolato, praline…
    ma lui resta il monumento più onesto della città.

    Piccolo, bagnato, leggendario. 💦😄
    Les mer

  • Pranzo caratteristico 🍟🦪

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 9 °C

    Ore 12 spaccate. Fame vera. Idea geniale: “Siamo a Bruxelles, facciamo i local”.
    Scendiamo in un locale sotto la piazza centrale (già questo dà vibes da scoperta autentica) e senza troppe esitazioni ordiniamo cozze e patate, perché quando la vita ti porta in Belgio… non puoi ignorare le cozze.

    Cozze spettacolari, patate che spariscono misteriosamente dal piatto e, per accompagnare il tutto, una birra alla ciliegia 🍒 che sa di dessert ma ti ricorda comunque che è mezzogiorno e sei un adulto responsabile (più o meno).

    Pranzo promosso a pieni voti, umore alle stelle…
    …finché arriva il momento del “petit cadeau” (sì, si scrive così, credo): un piccolo regalo lasciato nel bagno, non richiesto, non desiderato, ma indimenticabile 😂

    Conclusione: cucina tipica ✔️
    Esperienza completa ✔️
    Ricordi indelebili ✔️✔️✔️

    Bruxelles, non smetti mai di stupire. 😄
    Les mer

  • Het zinnecke

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 10 °C

    Dopo l’episodio mattutino del bambino che piscia allegramente (avvistato prima di pranzo, apparentemente molto fiero), pensavo che il peggio fosse passato. E invece no. Nel pomeriggio, cambio di protagonista: il cane che piscia, con la stessa naturalezza di chi sta solo seguendo una tradizione locale.
    Conclusione provvisoria: Bruxelles non è solo la capitale d’Europa, ma anche la capitale dell’incontinenza. Umani e animali uniti da un unico, liquido filo conduttore.
    Domani attendo fontane, statue o piccioni. Ormai non mi stupisco più.
    Les mer

  • Altri murales

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 10 °C

    anonimo
    Su una facciata alta e severa, il murale sembra svilupparsi in verticale, come una storia che cade dall’alto. Uccelli, forme geometriche sospese e frammenti di figure umane galleggiano nello spazio, dando l’idea di un equilibrio precario tra razionalità e istinto. È un’opera che non si lascia capire subito: più la guardi, più sembra parlare di caos controllato, di città, di pensiero e di movimento continuo. Uno di quei murales che non “colpisce”, ma rimane.

    Gastone Lagaffe
    Qui invece il tono cambia completamente. Il protagonista è Spirou, disegnato nello stile inconfondibile di Franquin, che precipita lungo il muro come in una gag da fumetto. La scena sfrutta tutta l’altezza dell’edificio: in alto l’azione inizia, in basso arriva l’impatto, con stelle, segni e movimento esagerato. È un murale giocoso e dinamico, tipicamente belga, che trasforma un angolo anonimo della città in una striscia a cielo aperto.
    Les mer

  • Notre-Dame De Saint Michel Saint Gudula

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 10 °C

    Dopo aver visitato la cattedrale che sembra Notre-Dame di Parigi – stessa imponenza, stesso gotico che ti fa alzare il naso e pensare “ok, questa è davvero bella” – archiviamo anche la chiesa numero X della giornata.
    Bellissima, per carità. Vetrate, guglie, atmosfera mistica… ma ormai il cervello inizia a fare confronti automatici: “vista? sì. gotica? sì. maestosa? sì.”
    Bilancio spirituale della giornata: molto elevato.
    Bilancio fisico: piedi distrutti.
    Bilancio emotivo: ancora segnato dagli incontri ravvicinati con l’incontinenza locale.
    Les mer

  • Les Schtroumpfs

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 10 °C

    Li stavamo cercando con la stessa concentrazione con cui si cerca un bar aperto alle sette del mattino… ma con un problema in più: nell’aria c’era un profumo di waffle così intenso da far perdere lucidità, orientamento e dignità. Zucchero, burro, vaniglia: una nube ipnotica che ti fa pensare una cosa sola — mangiare dolci.
    Intanto noi guardavamo muri, angoli, facciate, convinti che il murale fosse sparito o fosse una leggenda urbana. Lo cerchi, lo cerchi, fai due giri, poi tre… e quando stai per arrenderti e puntare dritto alla prima gaufre disponibile, eccolo lì.
    Non davanti. Sopra la testa.
    Alziamo gli occhi e i Puffi sono lì, tranquilli, colorati, perfettamente a loro agio mentre noi sotto, storditi dal profumo di waffle, sembriamo molto meno organizzati di loro. Un incontro improvviso, quasi comico, come se Bruxelles avesse deciso di premiarci solo dopo averci messo alla prova tra zucchero e confusione.
    E niente: missione compiuta. Murale visto, fame aumentata, dignità persa… ma felicità alle stelle.
    Les mer

  • Museo del fumetto

    31. januar, Belgia ⋅ ☁️ 10 °C

    Poi l’idea geniale: andiamo al museo del fumetto. Semplice. Troppo semplice.
    Scopriamo infatti che a Bruxelles i musei del fumetto sono due. Sbagliamo il primo, ovviamente.
    Entriamo pieni di speranza e ci ritroviamo dentro una lezione infinita di storia del fumetto, tutta scritta, lunghissima, senza riassunti e senza pietà.
    Il museo è pieno di omini e statue di Tintin ovunque: Tintin qui, Tintin là, Tintin che ti guarda mentre leggi muri di testo.
    Peccato che di spiegazioni su Tintin non ce ne sia mezza. Zero storie, zero contesto, zero avventure. Solo Tintin come soprammobile culturale.
    I fumetti esposti? Sconosciuti, misteriosi, probabilmente importantissimi… ma non oggi.
    Tempo investito: molto.
    Tempo capito: poco.
    Unica vera gioia finale: la struttura del museo, bellissima, che ammiri pensando che sarebbe bastata lei.

    Morale della giornata:
    a Bruxelles puoi trovare bambini che pisciano, cani che pisciano e musei che promettono Tintin ma non te lo raccontano.
    Domani puntiamo su qualcosa di più prevedibile. Tipo le patatine. 🍟😄
    Les mer