• Et-Taous, Ouzina Desert

    Nov 22–24, 2025 in Morocco ⋅ ☀️ 17 °C

    Poi via, a costeggiare Merzouga e la Grande Dune, direzione Ouzina, verso un altro deserto ancora. Sei chilometri di pista questa volta, fino al Riad di Alì: un miraggio vero, un piccolo paradiso infilato tra dune arancioni, montagne lontane e una piana che sembrava senza tempo.
    Attorno a noi: solo natura.
    Nessuna luce artificiale. Nessuna casa. Nessun rumore.
    Un silenzio che ti riempie, più che svuotarti.

    Alì ci accoglie con fierezza: quello è il suo posto nel mondo, la terra dove è nato, dove suo padre alleva dromedari che riconosce dalle impronte come fossero firme. Ci racconta la sua scelta di rimanere lì, nonostante l’Europa, nonostante le possibilità: “La mia terra vale più di tutto”, dice mentre ci mostra orgoglioso ogni angolo del suo riad.

    A pranzo siamo soli davanti a un tajine fumante.
    Quel pezzo di mondo era solo nostro.

    La sera decidiamo per un barbecue sotto le stelle.
    Alì cena con noi, ci parla delle sue radici berbere, dei dromedari, del deserto che per lui non è un paesaggio: è un padre, una casa, un destino.
    Poi ci lascia al nostro fuoco.
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