• Falun e la miniera di rame

    15 april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 6 °C

    Siamo arrivati a Falun di prima mattina e, avendo prenotato la visita alle miniere nel primo pomeriggio, ci siamo fatti una passeggiata in centro.
    Niente da segnalare: città abbastanza anonima, senza una sua spiccata personalità, anche se ordinata e pulita come ormai siamo abituati a vedere da queste parti. Unica nota di colore: un monumento al gufo reale che sollecita la sua protezione, essendo volatile a rischio di estinzione.
    Durante la nostra sosta notturna al lago avevamo sentito i versi di alcuni gufi (o civette?) ma non possiamo affermare con certezza che fossero reali… non avendoli visti.
    Il giorno prima una volpe sgattaiolava nel bosco sotto i nostri occhi, mentre oggi per strada abbiamo intravisto una lepre bianca che ci ha confermato che siamo proprio al Nord!
    Altra conferma ci è venuta dal panorama al nostro risveglio: prato gelato e nebbia che celava il lago (durante la notte il termometro è sceso sotto lo zero). Per fortuna in poco tempo é ritornato il sole e le temperature si sono leggermente rialzate.

    L’importanza e la ricchezza della città di Falun dipende principalmente dal fatto che un tempo qui si estraevano ben due terzi del rame di tutto il mondo. La storica miniera di rame di Falu koppargruva è una delle più grandi e famose nel mondo ed è stata proclamata Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel 2001. 
    Abbiamo partecipato alla visita guidata lasciando per questa volta Snoopy "a guardia del camper".
    Parcheggio gratuito (pagamento previsto solo da giugno) a pochi passi dall’ingresso, dove ci hanno consegnato caschetto e mantellina protettivi. Abbiamo percorso con il gruppo qualche chilometro, inoltrandoci nei cunicoli scavati dai minatori, a 60 metri sottoterra, mentre la guida ci leggeva commenti di altri visitatori, ci raccontava il duro lavoro che si svolgeva nel periodo in cui la miniera era in funzione, arricchendo la storia con qualche leggenda o aneddoto storico.
    Prima di partire, ad esempio, la nostra guida ha bussato tre volte all’entrata per chiedere il permesso alla Dama Bianca. Secondo la tradizione popolare si tratta di una figura spettrale che apparirebbe nelle gallerie della miniera. Si dice che si presenti come presagio di morte o incidente, spesso poco prima di un crollo o di un’esplosione. Chi la vede dovrebbe abbandonare immediatamente la miniera ma non a tutti appare: si mostra solo a pochi eletti. Alle persone che avevano lavorato con sacrificio, comportandosi onestamente, appariva anche ad indicare minerali e ricchezze; a chi invece era stato avido e irrispettoso la sua apparizione poteva essere cattivo presagio. Tuttora le guide locali portano rispetto alla sua figura, descrivendola eterea e silenziosa, vestita di bianco, che si muove fra i corridoi bui senza lasciare traccia…
    Una delle storie più toccanti legate a questa leggenda risale al 1677, quando un giovane minatore scomparve durante un crollo. Il suo corpo fu ritrovato solo 42 anni dopo, perfettamente conservato, quasi mummificato dai sali di rame. Quando venne riportato in superficie, fu riconosciuto da una donna anziana come il suo fidanzato scomparso decenni prima. La storia divenne simbolo romantico e tragico legato alla Dama Bianca che da allora fu considerata una sorta di spirito guardiano, forse l’anima della donna in attesa o la personificazione del destino ineluttabile della miniera.
    Aneddoto storico interessante: nel 1687 una gran parte della miniera crollò ma non ci furono vittime perché il fatto avvenne in un giorno di festa quando nessuno lavorava.
    Verso la fine della visita, la guida ci ha spiegato il legame fra il simbolo del capricorno e i minatori. Il capricorno è un segno zodiacale di Terra, quindi legato alla costanza, alla fatica ed al lavoro nei luoghi nascosti, proprio come quello dei minatori. Governato da Saturno, rappresenta l’ascesa lenta ma solida: si lavora duramente, si scava ma si raggiunge alla fine qualcosa di prezioso. In alchimia il capricorno è associato a trasformazioni profonde, alla materia grezza che si raffina, proprio come il rame di Falun.
    La miniera di Falun ha chiuso la sua attività nel 1992, dopo oltre 1000 anni di estrazione continua di rame ed altri minerali.

    Soddisfatti della visita, ed anche di essere risaliti in superficie, abbiamo deciso di fermarci qui per la notte… protetti dalla Dama Bianca!
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