Ostersund: tra storie e leggende
18. april 2025, Sverige ⋅ ☁️ 9 °C
Partiti da Ornskoldsvik in una mattinata nebbiosa e nuvolosa che prometteva pioggia, siamo arrivati alla nostra meta con un tiepido sole che faceva capolino fra le nuvole.
Ci siamo fermati in riva al lago (dove sosteremo anche la notte) incuranti delle leggende che lo descrivono come abitato da un mostro… Non si sa molto su questa creatura, a parte antiche iscrizioni runiche che descrivono “un essere gigantesco con la testa da gatto ed il corpo da serpente”. Nel 1894 alcuni intraprendenti hanno perfino fondato una "Associazione per la cattura del mostro", raccogliendo mappe dettagliate sui presunti avvistamenti e costruendo trappole ed armi per la sua caccia…
Leggende molto simili a quelle che riguardano il mostro di Lochness, insomma…
Ostersund ospita l'affascinante Museo Jamtli che raccoglie manufatti e documenti sulla cultura delle popolazioni originarie di questo territorio; in particolare vi sono esposti antichi arazzi vichinghi, tra i più antichi della Scandinavia, motivo essenziale della nostra visita a questa città.
All’interno anche una sezione dedicata alla foresta, alla sua storia come risorsa umana ed alle iniziative per preservarla. Inoltre una mostra d’arte che raccoglie opere realizzate con materiali naturali, come ad esempio il legno di betulla, con il quale l’artista Hagnestad Einar ha composto i suoi quadri, ispirati alla trilogia del Signore degli Anelli e ad altri miti e fiabe.
Molto interessante l’esposizione di manufatti e reperti: oggetti di vita quotidiana che vanno dai vestiti, agli strumenti da lavoro e per la caccia, alle stoviglie e mobilio per tende e case, fino a lettere e contratti, testi, oggetti religiosi e strumenti musicali. Molto belli i tappeti, i gioghi per le renne e le slitte (lavorati in legno e dipinti a mano), interessanti le informazioni sull’andamento delle annate agricole e sulle leggi per contrastare l’accattonaggio e l’ubriachezza molesta...
In conclusione, una frase ci ha colpito particolarmente, tratta dal Discorso del Capo Seattle all’uomo bianco del 1855: “Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo. L’acqua scintillante dei ruscelli e dei fiumi è il sangue dei nostri antenati. L’aria stessa è preziosa. Ogni essere vivente ha un ruolo in ogni respiro: animali, alberi, esseri umani. Tutto è interconnesso”
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