• Meteore

    March 9 in Greece ⋅ ☀️ 12 °C

    Prima tappa turistica del nostro percorso in Grecia di quest’anno: le Meteore, uno dei paesaggi rocciosi più spettacolari d’Europa. La loro origine risale a circa 60 milioni di anni fa ed è legata a processi geologici molto lunghi.
    Milioni di anni fa l’area della Tessaglia era coperta dal mare. Fiumi provenienti dalle montagne hanno depositato sabbia, ghiaia e sedimenti sul fondo marino. Con il tempo questi sedimenti si compattarono formando un conglomerato (ciottoli e sabbia cementati insieme).
    Movimenti tettonici sollevarono il fondale marino, facendo emergere grandi masse di roccia.
    Per milioni di anni vento, pioggia, terremoti e fiumi hanno eroso la roccia, scolpendo lentamente i pilastri verticali che oggi vediamo. Il risultato sono queste torri rocciose alte fino a 400 metri che sembrano “sospese nel cielo”.
    Infatti il loro nome deriva dal greco “meteoros”, che significa “sospeso in aria”.

    Nel Medioevo i monaci iniziarono a costruire monasteri sulle cime delle rocce per isolamento e protezione. Dei 24 monasteri originari, oggi ne sono visitabili 6; noi ne abbiamo scelti due: Monastero della Grande Meteora e Monastero di Varlaam.
    Ci siamo guadagnati lo spettacolo percorrendo più di 300 scalini per ogni monastero…
    Ci hanno colpito soprattutto per il paesaggio circostante e per la singolarità delle costruzioni; bellissimi gli affreschi e i mosaici all’interno delle due chiese; visita nel complesso interessante, anche se gli ambienti non ci hanno trasmesso quel senso di spiritualità che ci si aspetterebbe da luoghi dedicati al culto.

    Nota di colore (un po’ triste…): Antonio ha ripreso dei giovani vandali che scarabocchiavano i muri all’interno della Grande Meteora; non ascoltato, si è rivolto al personale all’ingresso che ha dimostrato assoluto disinteresse per la questione!

    Curiosità: inizialmente i monaci non usavano scale. Salivano con reti e ceste tirate con corde, che venivano cambiate “quando si rompevano”… secondo la tradizione.

    Il tragitto da Dodoni alle Meteore ci ha permesso di godere del paesaggio montano della zona, purtroppo deturpato dalla inciviltà umana: ogni spazio dedicato alle soste lungo la strada era stato trasformato in una vera e propria discarica colma di rifiuti! Centinaia di bottiglie di plastica e pattumiera ovunque…
    Abbiamo anche notato diversi cani randagi lungo il percorso: esseri pelosi accoccolati nei cespugli sui bordi della strada o vaganti alla ricerca di cibo …e sicuramente anche di un po’ di affetto… la cosa ci ha intristito non poco…
    Questa sera sosta nel verde, all’interno di un parco naturale.
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