• Navigare per ricordare

    October 12, 2025 in Italy ⋅ ☀️ 19 °C

    Il vento ci porta, e Amos scivola sull’acqua come se riconoscesse la strada.
    Non corre: ricorda.
    Ogni onda è una voce che ritorna, un respiro che il mare conserva per chi sa ascoltare.

    C’è un silenzio strano, anche nel rumore delle vele: il silenzio delle storie che Amos porta dentro.
    Un tempo su queste assi non c’erano regatanti in cerata, ma vite appese a un sogno di terra.
    Uomini, donne, bambini che avevano affidato al mare la speranza più grande: sopravvivere.

    Ora la stessa barca naviga ancora, ma con un’altra missione.
    Non più scappare — ricordare.
    Non più attraversare — unire.

    Il sole ci cuce addosso una rotta di luce, e il mare sembra approvare con piccoli colpi d’azzurro.
    Noi ridiamo, sbagliamo le manovre, ci passiamo l’acqua e un biscotto sbriciolato.
    Eppure sotto tutto questo, c’è un senso più grande:
    che ogni vela alzata oggi è anche un gesto di gratitudine verso chi ha dovuto attraversare per forza.

    Amos ci insegna che si può navigare per sport, ma anche per memoria.
    Che il mare, se lo ascolti, non dimentica nessuno.
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