• Una giornata lunga 3!

    12 Mart, Brezilya ⋅ 🌧 21 °C

    L’arrivo è come un viaggio nel viaggio. La distanza tra l’aeroporto GRU di San Paolo e la nostra dimora savana si misura in circa due ore di taxi — una di quelle distanze che sulla carta sembrano ragionevoli e che invece diventano una piccola spedizione urbana.

    Fuori, una pioggia battente trasforma il giorno in qualcosa che visivamente ricorda l’autunno europeo, ma con il termometro che insiste ostinatamente sull’estate. Piove con il caldo: un’esperienza che lascia un po’ storditi, quasi disallineati rispetto al tempo e al corpo.

    In questo stato di lieve spaesamento, lo sport diventa il cibo. Le stanze non sono ancora pronte, così lasciamo i bagagli e partiamo in esplorazione alla ricerca di un bar.

    Per me inizia ufficialmente il tour dei frutti esotici. Colori improbabili, consistenze sorprendenti, sapori che sembrano inventati al momento. Una delizia dopo l’altra: succo dopo succo, come se il palato stesse facendo un piccolo corso accelerato di geografia tropicale.

    Dopo il bar approdiamo in un posto quasi stellare, dal look decisamente alternativo — uno di quei locali che sembrano metà laboratorio creativo e metà rifugio urbano. Qui continuiamo a lavorare: prepariamo due presentazioni, una per gli insegnanti della scuola di applicazione, l’altra per gli studenti di didattica della geografia.

    Il lavoro procede bene, sorprendentemente bene. Forse il merito è dell’energia del viaggio, forse dei succhi misteriosi appena bevuti. In ogni caso siamo soddisfatti: delle idee, delle slide… e anche del cibo.

    Segue probabilmente la doccia più desiderata di sempre. Cambio lampo, quasi coreografico.

    E poi via: un tripudio di taxi fendendo l’umida di San Paolo, direzione USP.

    La città scorre fuori dai finestrini come un fiume di luci, e noi ci stiamo entrando dentro, lentamente, come in una nuova pagina del viaggio.
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