• Co-costruzione del glossario parte II

    3 hours ago in Brazil ⋅ 🌙 19 °C

    Siamo tornati al glossario.

    Dovevamo definire gruppo target, ambiti, competenze.
    Risultato: sono spuntati nuovi cespugli.
    Vi lascio immaginare chi li ha disegnati.

    Carlotta nel frattempo era diventata la maga delle matrici, muovendo post-it con la sicurezza di chi governa galassie metodologiche.
    Andrea in modalità ninja della facilitazione: silenzioso, preciso, sempre nel punto giusto al momento giusto.
    Angela nel qui e ora, con quella presenza che hanno i veri leader quando tengono insieme il gruppo senza bisogno di dirlo.
    Marcello… sibillino come sempre, con la sua attitudine cartesiana a mettere in crisi i dogmi (che è il modo elegante per dire che ogni tanto smonta tutto e poi, miracolosamente, funziona meglio di prima).

    La cosa bella è che a un certo punto tutti siamo usciti dalla nostra zona di comfort.
    Gli ambiti non erano più “di qualcuno”, ma di tutti.

    E allora e’ successo qualcosa di veramente raro:
    ti accorgi che il framework che stai costruendo non esisterebbe senza ciascuno dei presenti.
    È davvero una esperienza situata, costruita insieme.

    La soddisfazione più grande?

    Quando siamo arrivati a rovesciare la radice e guardare l’albero al contrario.
    E al centro, finalmente, non c’eravamo più noi.

    Al centro ci sono loro:
    bambine e bambini, ragazze e ragazzi neurodivergenti.

    È da lì che vogliamo far emergere la non più nostra ma loro domanda di ricerca -noi diventiamo un mezzo-.
    Per rispondere ai loro bisogni di inclusione, attraverso quei suoni effimeri e fragili esattamente come noi!
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