• La scuola

    16. marts, Chile ⋅ ⛅ 16 °C

    Dopo i saluti accademici ci infiliamo in un taxi familiare. Vicini vicini raggiungiamo un collegio. Siamo in ritardo. La mia immagine dell’America Latina non mi dava un riscontro così prussiano del ritmo che mi sembra molto serrato. La direttrice ha incontrato tante storie di vita con una forza che il suo viso comunica. Ha gli occhi vivaci e un tono gentile ma risoluto, si parla spagnolo punto. Le due responsabili dell’inclusione sono persone di una sensibilità impressionante in un sistema vocato all’inclusione con classi di 40 persone, in un contesto territoriale fragile. Il 40% dei bambini e delle bambine non hanno entrambi i genitori e arrivano a scuola con un capitale culturale davvero basso. Assistiamo a gruppi di due ad una lezione, entriamo senza presentarsi, senza salutare. Evidentemente non è la prima volta, l’intervisione è di casa. Lezione di matematica. La docente ha lunghi capelli neri molto latino America style, penna conficcata tra i capelli, passo sicuro, sembra una domatrice con un sorriso incredibilmente incoraggiante. La parola bravi viene ripetuta con ardore, mentre alcune si truccano, altre sonnecchiano, altre sistemano i ciuffi. Ma lei non se ne cura!
    Esco ricca, entusiasta, felice che esista un posto così, delle realtà sostenute dallo Stato che, attraverso l’educazione riescono a dare una via nuova.
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