• Geo esplorando
  • Silvia Stocco
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Abbiamo marinato la scuola

Con questa prima tappa del tour si apre la stagione di mariniamo. Siamo pronti! Read more
  • Trip start
    April 12, 2023

    Pronti, attenti, via!

    April 12, 2023 in Italy ⋅ ☁️ 12 °C

    il nostro viaggio parte da qui: il Porto San Felice Partiamo dal nome: FORTE SAN FELICE. il toponimo nasconde, da un lato una funzione perfomativa (il forte difensivo) dall'altro proietta al suolo la religiosità di questo territorio: San Felice. Questo nome gli è stato dato in tempi relativamente recenti, infatti da sempre è segnalato come CASTELLO DI CHIOZA (che ricordava la preesistenza esclusiva del castello, prima del forte). Ma in una carta storica del XVIII sec. si identifica la nomenclatura delle garitte poste nelle estremità dei bastioni: San Paolo, San Vettore, San Michele, San Giacomo, San Giorgio, San Maurizio, La Luppa, San Martino e infine, la punta che guarda verso Chioggia, SAN FELICE (tutti nomi di chiese di Chioggia o Santi particolarmente venerati in area veneta). Questa area del forte era anche la più importante, dalla quale si aveva accesso: il portale monumentale fu costruito proprio in vicinanza della punta di San Felice. Si ricorda che Il Forte San felice era un isolotto emerso nell'area nord dell'antica Clodia Minor, dove si trovava una torre lignea che segnalava l'ingresso alla laguna. Dopo la Guerra di Chioggia fu riconosciuto come fondamentale luogo strategico per garantire la sicurezza della laguna sud. Venne così costruito il Castello della Luppa (o Lova) tra il '400 e il '500 e, grazie a successive riedificazioni, che iniziarono nel 1383 subito dopo il termine della Guerra di Chioggia e si protrassero fino alla caduta della Repubblica Veneziana (1797), si giunse all'attuale struttura dell'Isola di San Felice che, vista dall'alto, assomiglia ad una stella a cinque punte sul modello del Castello di Famagosta di Cipro e di altre fortificazioni veneziane. Questa struttura permette un controllo a 360° sia sulla laguna che sul mare e si è dimostrata un valido ostacolo alle mareggia esiste qui un Comitato del Porto San Felice molto attivo https://www.comitatofortesanfelice.itRead more

  • Il mose questo sconosciuto

    April 12, 2023 in Italy

    Dal porto San felice al mare passando per la bocca di porto
    ... Bocca di porto di Chioggia, che percorreremo, è un nodo di un sistema difensivo. A noi il compito di fotografare in ingresso le bocche di porto, all'interno le tracce di un'importante artefatto: il mose.

    esiste un sito dedicato alla spiegazione delle paratie https://www.mosevenezia.eu

    La barriera a Chioggia è formata da 18 paratoie mobili lungo tutto il varco di 360 metri tra le due sponde della bocca di porto. A nord il margine del litorale di Pellestrina si allarga nell’oasi naturalistica di Ca’ Roman con i suoi ambienti di dune e il vasto arenile; a sud inizia il contesto urbanizzato di Sottomarina. L’ampio canale della bocca di porto, profondo 11 metri, è usato principalmente da pescherecci, imbarcazioni da diporto e navi dirette alle vicine banchine portuali di Val da Rio. La configurazione finale della bocca di porto prevede una scogliera lato mare (lunga 520 metri e alta 2,5 metri) per smorzare la corrente di marea in ingresso in laguna
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  • La partenza

    April 14, 2023 in Italy ⋅ ☁️ 9 °C

    Stiamo per lasciare la costa, nel percorrere la laguna un invito a riflettere sulle geografie del Mare che ci ha regalato Enrico Squarcina... uno spazio geografico temuto e amato, cercato e idealizzato, vissuto e raccontato.
    Una geostuttura che si fa geogramma grazie all’intervento culturale di chi lo percepisce.
    Perché il mare attrae: richiamo allo sconosciuto, la sua voce affascina, è uno spazio in cui è possibile individuare una serie di luoghi dove sentirsi a casa propria
    Chi vive intensamente il mare non ne trova uno spazio vuoto...

    Il mare diventa il palcoscenico in cui l’individuo umano, il navigante, compie la propria azione che, come quella dell’attore, non lascia traccia materiale al suo concludersi ma che carica di magia quello spazio.
    Cosi come le tavole del palcoscenico sono lo spazio del possibile dove ogni azione è, per tacito accordo tra attore e spettatore, ritenuta veritiera o verosimile, il mare è lo spazio dove l’attore marinaio svolge il proprio ruolo, in cui guarda se stesso svolgerlo e dove il pubblico, attraverso le narrazioni sa che ogni azione, banale o tragica che sia può avvenire.
    Anche a recita conclusa lo spazio scenico appare impregnato dalle mille storie che vi sono svolte o che si possono svolgere.
    Libertà nei confronti della natura
    Il mare come un tempio: bisogna avere un atteggiamento umile e un comportamento che eviti qualsiasi tipo di profanazione.
    Uno spazio naturale in cui la mancanza di manufatti umani impone un confronto diretto tra marinaio e natura, in cui l’essere umano ha una delle poche occasioni di trovarsi e di confrontarsi liberamente.
    Responsabilità totale delle proprie scelte.
    Prendere il largo per staccarsi dalla quotidianità.
    Mare come una potente metafora che costringe a vivere secondo i suoi ritmi, fuori dal tempo.
    Mare in cui il controllo sociale si allenta o sparisce.
    Libertà da qualsiasi gerarchia che comporta responsabilità nel proprio comportamento e autonomia decisionale.
    Imbarcazione come spazio eteropico, aperto su tutti gli altri luoghi, ma al tempo stesso capace di sospendere, invertire i rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano (Foucault, 2011, p. 28).
    Mare come uno spazio libero dal controllo sociale
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  • Trip end
    April 14, 2023