• Attraverso lo stretto di Cook

    28. december 2025, New Zealand ⋅ ☀️ 16 °C

    Allora, mettetevi comodi perché la storia di questo posto è una roba da film, altro che semplici traghetti e panorami.

    James Cook e il "Ma che davvero?"
    Prima che arrivasse James Cook nel 1770, in Europa erano convinti che la Nuova Zelanda fosse un pezzo di un continente gigante che arrivava fino al Polo Sud. Cook arriva lì con la sua nave, l’Endeavour, vede questo buco tra le terre e dice: "Ragazzi, secondo me di là si passa".
    I suoi ufficiali lo guardavano come se fosse matto, ma lui ci si è infilato e ha dimostrato che la Nuova Zelanda erano due isole separate. Ci ha quasi rimesso la nave perché le correnti lo stavano trascinando contro le rocce, ma alla fine ce l'ha fatta e, ovviamente, ci ha messo il suo nome.

    Perché è un inferno (ma bellissimo)
    Perché lo chiamano "uno dei tratti di mare più pericolosi al mondo"? Non è per fare i drammatici. È che lo stretto agisce come una galleria del vento.
    Le montagne dell'Isola del Nord e le Alpi dell'Isola del Sud schiacciano il vento proprio lì in mezzo. Risultato? Raffiche che ribaltano i camion e onde che sembrano palazzi. Se becchi la giornata sbagliata sul traghetto, non ti serve il caffè per svegliarti, ti serve uno stomaco di ferro!

    Il polpo gigante (La versione Māori)
    Secondo i Māori, tutto è iniziato con un inseguimento epico. C’era questo navigatore leggendario, Kupe, che stava dando la caccia a un polpo mostruoso chiamato Te Wheke-a-Muturangi. Il polpo stava scappando e, per seminarlo, Kupe ha dovuto navigare tra le isole con una foga tale che, nella battaglia finale, le correnti e la forza dell’acqua hanno finito per definire quello che oggi è lo stretto. Quindi, se il mare lì è sempre incazzato, è perché c'è ancora l'energia di quella caccia!
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