La strada verso Zagora sembrava un filo tirato tra montagne spoglie e orizzonti infiniti, e poi — all’improvviso —
un fiume di palme.
Un nastro verde che si apre in mezzo a un canyon di pietra, come se la terra, stanca di essere arida, avesse deciso di fiorire tutta in un punto solo.
Tra quelle palme, villaggi berberi spuntano come perle nascoste: case color sabbia, finestre blu, cortili pieni di vita lenta.
Zagora profuma di datteri dolci e storie antiche.
È da qui che partivano un tempo le carovane dei nomadi: dromedari carichi di merci, uomini avvolti nei turbanti, e una promessa lunga 52 giorni fino a Timbuctù.
Un viaggio che oggi sopravvive nei racconti, nella sabbia, negli occhi fieri della gente del posto.
È un luogo che ti ricorda quanto poco serve per vivere…
e quanto può contenere un deserto.Read more