L’orizzonte, intanto, si allargava.
Monti che giocano a disegnare mari immaginari, onde scolpite nella pietra, come se la terra stesse ancora ricordando il tempo in cui tutto era acqua.
Era come guidare dentro una promessa:
il mare non si vedeva ancora,
ma già lo sentivamo respirare.
Passavamo col camper tra silenzi lunghi, villaggi sonnolenti, e strade che tagliavano altipiani vasti come pensieri liberi.
Lentamente, impercettibilmente, la terra stava cambiando sotto i nostri piedi.
Si preparava a diventare costa.
A diventare oceano.Read more