L’oceano è arrivato così, senza annunci.
Sidi Ifni ci ha accolti con un’atmosfera sospesa, quasi irreale.
I profili delle montagne all’orizzonte si tuffavano nell’Atlantico come giganti stanchi, avvolti da una fitta nebbia marina.
Il sole c’era… o forse no.
Provava a spuntare, timido, dietro quella cortina lattiginosa, come se anche lui avesse bisogno di tempo per capire dove fosse finito.
Ci siamo sistemati in un campeggino sulla spiaggia, di quelli che sembrano più un’idea che un luogo vero.
E da lì il tempo ha iniziato a fare una cosa meravigliosa:
ha rallentato.
Le giornate sono scivolate una dentro l’altra accompagnate dal rumore del mare, mangiando pesce fresco al souk, condividendo chiacchiere, silenzi e sorrisi con Mauro, che qui ha casa, e con Blaki.
Vita lenta, africana, vera.
Quella che non ha bisogno di spiegazioni.
Quella che ti entra addosso piano e poi non se ne va più.Read more