• Siviglia

    21–23 Jan, Sepanyol ⋅ 🌧 13 °C

    Puntiamo Siviglia: snodo perfetto, idea di Portogallo all’orizzonte, un’amica da raggiungere a febbraio.
    Ma il maltempo non molla la presa, ci segue ostinato, ruota dopo ruota.

    Arriviamo a Siviglia all’ora di pranzo.
    Parcheggiamo in area sosta, ci guardiamo e senza dirlo sappiamo già che, nonostante tutto, vogliamo provarci.
    Nel tardo pomeriggio siamo alla fermata dell’autobus diretti verso il centro.
    Nella testa: flamenco, tapas, bicchieri che tintinnano, Andalusia che vibra.

    Invece no.
    Arriviamo che pioviggina, fa freddo, le strade sono quasi vuote.
    La città sembra trattenere il respiro, come se non fosse pronta ad accoglierci.

    Il giorno dopo ci riproviamo.
    Il cielo sembra meno ostile, il grigio più leggero.
    Prendiamo di nuovo l’autobus e un sole timido, quasi educato, fa capolino.

    Piazza di Spagna ci abbraccia senza chiedere niente.
    Restiamo incantati, piccoli dentro quella bellezza rotonda e teatrale.
    Proseguiamo lungo il fiume, lo attraversiamo, arriviamo al mercato coperto.
    È ora di pranzo e questa volta non sbagliamo.

    Tapas sognate il giorno prima, finalmente reali.
    Polpo, paella, carciofi, jamón, burrito, vongole con gamberi.
    E cerveza, ovviamente.
    Ci fondiamo letteralmente.
    Ridi tu, rido io, il mondo torna al suo posto.

    Passeggiamo sazi e leggeri fino alla Cattedrale, con l’idea di entrare.
    La fermata dell’autobus è lì vicino, il cielo ricomincia a scurirsi.
    Scopriamo il prezzo del biglietto: quasi 15 euro a testa.
    Ci guardiamo, sorridiamo increduli, e continuiamo a camminare.
    La bellezza, a volte, basta guardarla da fuori.

    Saliamo sull’autobus giusto in tempo.
    Le porte si chiudono.
    E come a voler mettere il punto alla giornata, la pioggia ricomincia a cadere.
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