• Glasgow

    4 Temmuz 2024, İskoçya ⋅ 🌬 14 °C

    La nostra giornata di oggi è stata dedicata alla città di Glasgow che ci ha accolto con un tempo tipicamente inglese, alternando sprazzi di sole ad improvvisi acquazzoni, senza mai farci mancare un vento gagliardo.

    Durante la passeggiata nel centro storico abbiamo notato numerosissimi barboni, per lo più di giovane età e questo non ci è sembrato un bel segnale…

    Da sottolineare la gratuità di tutte le visite (chiese, musei ed esposizioni sono tutte ad entrata libera, anche se letteralmente tappezzati di avvisi che sollecitano donazioni spontanee).
    Anche i numerosi murales colorati che decorano i muri più grigi e anonimi della città ci sono piaciuti molto.

    In attesa che la Cattedrale aprisse i battenti, abbiamo fatto una breve passeggiata al cimitero monumentale che la affianca: circa 50.000 tombe e 3500 monumenti funebri di ricchi e nobili di Glasgow, una vera e propria gigantesca città dei morti…
    La Cattedrale è intitolata a San Mungo, oggi patrono di Glasgow; nel VII secolo fondò qui una piccola cappella che nel corso dei secoli ha assunto il maestoso aspetto gotico attuale. All’interno, nella Lower Church, c’è l’altare sotto il quale si ritiene sia sepolto il santo. Durante la riforma protestante quasi tutte le raffinate decorazioni e gli altari delle chiese scozzesi vennero distrutti, ma questa Cattedrale fu difesa dagli artigiani di Glasgow e così si salvò dalle deturpazioni.
    Nel percorrere la strada verso la Merchant City, il centro storico e commerciale, siamo passati di fronte alla Tolbooth (torre con orologio che un tempo era sede del municipio e delle prigioni cittadine) e al Tron Theatre ( un moderno teatro ospitato in una vecchia chiesa del XVI secolo).
    Siamo dunque arrivati di fronte alla Central Station e successivamente alla George Square.
    La grande piazza, dedicata al Re Giorgio III di Inghilterra, venne costruita interamente a partire dal 1782. Per i primi anni non fu un granché ed assomigliava soprattutto ad una distesa di fango e acqua sporca dove si macellavano i cavalli. Fu dal 1820 che George Square assunse, progressivamente, la forma attuale: si aggiunsero le case in stile georgiano, gli hotel, la stazione della ferrovia Glasgow-Edimburgo e, infine, l’edificio più importante: le Glasgow City Chambers. Le statue della piazze raccontano dei più importanti personaggi scozzesi ma manca, per assurdo, proprio Re Giorgio III che, per una serie di motivi storici e personali, non è mai riuscito a salire dove ora c’è Sir Walter Scott, considerato lo scrittore nazionale scozzese. Seguono Robert Burns, poeta, James Watt, inventore di cui dovremmo ricordare il nome ogni volta che accendiamo una lampadina e altri personaggi più o meno importanti di Scozia.
    Abbiamo quindi raggiunto la Galleria d’Arte Moderna, la GOMA, che è il più importante museo di arte contemporanea della Scozia. Ospitato nel palazzo della Royal Exchange, dove per secoli si sono comprate e vendute azioni e merci, dal 1996 raccoglie collezioni permanenti e temporanei di artisti del 1900 di tutto il mondo.
    Le guide ci segnalavano come particolarmente interessante, fra le altre, la sezione dedicata alla Pop Art americana (Warhol) che però non era visitabile in quanto le opere sono state momentaneamente trasferite altrove per una mostra. All’esterno del palazzo c’è la statua del Duca di Wellington costretto per un lungo periodo dagli abitanti ad “indossare” sulla testa un cono spartitraffico. I ripetuti tentavi da parte delle autorità di impedire la pratica, non hanno in passato avuto successo, trasformando il duca in uno dei soggetti più fotografati di Glasgow e la vittima preferita dello spirito ribelle dei suoi abitanti. Oggi la statua non appariva in queste condizioni, segno che la pratica è andata evidentemente in disuso.
    Ci siamo poi spostati con il camper verso il Kelvingrove Museum, che dista qualche miglio dal centro città, principalmente per poter ammirare lo spettacolare Cristo di San Giovanni alla Croce di Salvador Dalì e con delusione abbiamo scoperto che anche quest’opera non era visibile in quanto si trova attualmente a Roma per una esposizione ai Musei Vaticani!!!
    Il Museo è ospitato in un bell’edificio di arenaria rossa di inizio ‘900, raccoglie un’importante collezione di dipinti europei dal 1400 al 1600. Nutrita la presenza di italiani (Botticelli, Filippino Lippi, Giorgione, Tiziano) fiamminghi e olandesi (Rubens e Rembrandt) e una bella raccolta di arte moderna e contemporanea con Picasso, Cezanne, Matisse, Van Gogh, Seurat, Gauguin.
    Al suo interno anche una sezione dedicata alla storia scozzese ed una parte riguardante la storia naturale con diversi animali imbalsamati.
    Nelle opere moderne realizzate con oggetti di uso comune, ci ha fatto sorridere un cane costruito con soli stivali di gomma.
    Rientrando abbiamo fatto un po’ di spesa, scoprendo con stupore che gli anglosassoni non sanno cosa siano le fette biscottate! Paese che vai, usanza che trovi, come si suol dire…

    Domani ci spostiamo verso il Vallo di Adriano e quindi lasceremo la Scozia…
    Okumaya devam et