• Trondheim con pioggia e vento del nord

    5. maj 2025, Norge ⋅ ☁️ 4 °C

    Trascorsa la notte in mezzo al bosco in un parco naturale nei pressi di Trondheim, oggi ci siamo trasferiti in un’area sosta per poter visitare la città.
    Fondata nel 997 dal re vichingo Olaf I, con il nome di Kaupangen, diventò poi Nidaros dall’antico nome dell’isolotto che si trova di fronte (oggi Munkholmen).
    Quest’isola è famosa per le “teste impalate” di Olaf: quando giunse qui, tagliò le teste dei suoi tre rivali e le fece impalare sull’isola. Tutti coloro che arrivavano per nave dovevano, come forma di rispetto verso Olaf, fermarsi ad insultare e maledire ad alta voce le tre teste. L’isolotto fu così chiamato Nidarholm (isola delle maledizioni); il nome passò in seguito al fiume ed alla città Nidaros (foce delle maledizioni). Nel tardo medioevo la dominazione danese cambiò il nome alla città che divenne Trondheim.
    L’isolotto fu usato come luogo di esecuzione di pene capitali, poi fu edificato un monastero benedettino che in seguito divenne prigione ed infine edificio doganale. La città fu distrutta più volte da incendi (quello del 1681 la rase al suolo). Fu poi ricostruita con strade più larghe per evitare che il fuoco si propagasse facilmente.

    Purtroppo oggi il meteo non ci ha favorito: giornata fredda e per la maggior parte piovosa che non ci ha impedito di apprezzare la città ma ha tolto molto alle sfumature dei suoi colori.
    Il nostro percorso è iniziato dalla Fortezza di Kristinasen (sopra la città vecchia) costruita dopo l’incendio del 1681 per proteggerla e per controllarla. Nel 1691 venne cinta da mura poi ulteriormente circondate da una palafitta continua. Ebbe un ruolo importante durante la Grande Guerra del Nord (1718), quando gli svedesi invasero la città e furono respinti perché ridotti drasticamente da freddo e fame. La fortezza fu dismessa nel 1816. Fu usata nella seconda guerra mondiale, durante occupazione tedesca, per l’esecuzione di patrioti norvegesi. Fu anche utilizzata (nel 1905) per i festeggiamenti dell’avvenuta elezione del principe Carlo di Danimarca a re di Norvegia.
    Dalle sue mura ( tempo permettendo…) si può ammirare l’intera città dall’alto.

    Seconda tappa: la Cattedrale di Nidaros, simbolo della città. Costruita nel 1070, sopra la tomba del santo patrono della Norvegia Sant’Olav. Subì diverse ristrutturazioni a causa dei numerosi incendi. Il più importante restauro nel 1869 le diede lo stile attuale gotico-romanico. Dal 1800 utilizzata come sede per le incoronazioni dei re di Norvegia; l’ultima nel 1904, due anni dopo una legge stabilì che la cerimonia dovesse avvenire ad Oslo, la capitale.
    La cattedrale è attualmente meta di numerosi pellegrinaggi.
    Colpiscono il suo stile austero e la sua monumentale facciata in pietre e nicchie scolpite; incantano le infinite lavorazioni che rendono sia l’esterno che l’interno un ricamo di sculture e bassorilievi. All’interno due organi notevoli: uno di dimensioni eccezionali e l’altro coloratissimo; sempre all’interno, alla base del primo altare, una serie di mattonelle rappresentanti figure mitologiche o animali, fra i quali un maiale. Trovando insolita questa immagine all’interno d'una chiesa, ci siamo documentati: il maiale, nella tradizione medievale, poteva avere valenza negativa, quale simbolo di ingordigia, o positiva, rappresentando la vita contadina e la prosperità.

    Vicino alla Cattedrale, il Palazzo Arcivescovile del 1160 che ha mantenuto perfettamente il suo stile medievale.

    Visitata la Cattedrale, ci siamo diretti verso il Bakklandet: quartiere storico che si affaccia sul lato est del fiume Nidelva. Per raggiungerlo abbiamo attraversato il ponte Gamle Bybro (ponte della città vecchia) dal quale si possono ammirare le schiere di case colorate, molte su palafitte, nel XVII secolo abitazioni di operai e pescatori o magazzini della dogana. Era il quartiere fuori dalle mura, quindi più esposto ad attacchi ed incendi, fu infatti quasi interamente distrutto durante l’assedio svedese nel 1718. Nel XIX secolo al suo interno si svilupparono piccole industrie e manifatture, divenne quindi molto popolato e considerato una zona povera e marginale. Negli anni ‘60-‘70 il comune progettava di demolirlo ma venne salvato dalla mobilitazione di cittadini, studenti ed ambientalisti. Venne quindi restaurato ed oggi è uno dei quartieri più pittoreschi della città, con architettura in legno preservata ed il primo ascensore per biciclette al mondo: il Trampe, installato nel 1993, che sale dal Bakklandet alla Fortezza.
    Attraversando il Gamle Bybro (che nonostante la pioggia ci ha offerto vedute bellissime sul fiume e sulle case che lo circondano) una simpatica cornacchia vanitosa ci ha seguito insistentemente per farsi fotografate!

    Ultime tappe del nostro percorso: piazza Torvet e lo Stifsgarden.
    Nella piazza principale della città un monumento altissimo ad Olaf I, suo fondatore (il tagliatore di teste di cui sopra…)
    Lo Stifsgarden, che divenne residenza reale agli inizi del 900, è il più grande edificio in legno del nord Europa. Costruito nel 1774 per Cecilie Scholler, (ricca vedova di un mercante) che viaggiava molto e lo utilizzò raramente. Vi visse suo genero e poi il figlio di questo, finché fu venduta allo Stato nel 1800.

    Di fronte al palazzo, una statua di legno rappresentante un troll con la quale Snoopy ha simpaticamente socializzato.
    Ritornando verso il camper, nell’androne di una casa, una singolare opera di street art che simboleggia la città: cassette delle lettere colorate a rappresentare le case del Bakklandet.
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