• Superato il Circolo Polare Artico: Bodo

    8 de maio de 2025, Noruega ⋅ ☁️ 6 °C

    Giornata ricchissima di novità! Continuando il nostro percorso lungo la E6, fra panorami e scenari mutevoli, bellissimi e sempre più “ invernali”, al nostro 55esimo giorno di viaggio, abbiamo raggiunto il Circolo Polare Artico ed i 10.000 km in questa vacanza (32.000 in tutto con questo camper).
    Emozione davvero notevole nel trovarsi in mezzo a tutta quella neve, in un luogo così a Nord, nella consapevolezza che non è finita…saliremo ancora!
    Ad un’altitudine di poco superiore ai 600 metri, la temperatura è scesa immediatamente ai 2 gradi, per risalire poi intorno ai 7 avvicinandoci a Bodo.
    Due tappe in programma per questa cittadina: il ponte da dove si può vedere lo Saltstraumen e lo Jektefartsmuseet.
    Lo Saltstraumen è la corrente di marea più forte al mondo. Si forma in uno stretto lungo 3 km e largo 150 metri tra Skjerstadfjorden e Saltenfjorden.
    La velocità può raggiungere i 20 nodi. Questo fenomeno naturale crea caratteristici vortici chiamati “calderoni”, con diametri fino ai 10 metri.
    Le correnti e l’attrito trasportano nutrimento a grandi quantità di pesci, attirando varie specie di uccelli marini (oltre a molti umani pescatori…).
    Noi abbiamo avuto la fortuna di arrivare sul posto in un momento nel quale il fenomeno era ben visibile ed abbiamo potuto ammirarlo prima da riva e poi dall’alto, salendo a piedi sul ponte che sovrasta lo stretto.
    Anche in questo caso la natura ci ha appassionato ed è riuscita a stupirci!

    Nel pomeriggio invece abbiamo visitato lo Jektefartsmuseet, un piccolo ma ricco museo che racconta la storia e la cultura delle popolazioni costiere norvegesi nei secoli, attraverso una loro importante fonte di reddito: il commercio dello stoccafisso. Una esposizione ben articolata di documenti, reperti e modellini di imbarcazioni da pesca. Una jekt originale, la Anna Karoline, del 1876, unica imbarcazione sopravvissuta della sua specie (e conservata ottimamente) che trasportava prodotti ittici e legname lungo costa. Seguendo l’itinerario proposto e leggendo le spiegazioni abbiamo potuto apprezzare ancor più due città da noi visitate nei giorni scorsi (Bergen e Trondheim) approfondendo la loro storia ed comprendendone l’importanza commerciale nei secoli: si pescava per barattare lo stoccafisso con farina e grano, prodotti che scarseggiavano nella produzione agricola locale. In quei secoli il pesce era molto richiesto in Europa (anche per motivi religiosi) e quindi rappresentava un'importantissima fonte di guadagno per i commercianti di Bergen.
    Un territorio aspro e difficile da vivere ha ospitato per secoli popolazioni di pescatori che erano in grado di navigare senza carte o strumenti ma semplicemente tramite la conoscenza delle direzioni da percorrere.
    Una società che non ha lasciato documenti scritti, che commerciava basandosi sul baratto, che riconosceva ruoli importantissimi alle donne in quanto gli uomini abili erano quasi costantemente in mare. Le donne si trovavano così ad avere la responsabilità della famiglia ma anche della gestione del vivere sociale e dell’agricoltura e produzione manifatturiera.
    Abbiamo anche scoperto che nel 1432 un veneziano, Pietro Querini, si arenò nelle isole Lofoten. Era un mercante di vino, naufragato nei mari inglesi e andato alla deriva verso Nord. Con il suo equipaggio giunse in un mondo da lui così definito: “...primo girone del paradiso, a vergogna e disonore dei regni d’Italia. Le persone erano disponibile e innocenti, gli uomini pescavano e le donne andavano in sauna nude senza vergogna...”
    Querini è il primo a lasciarci testimonianza scritta del trasporto dello stoccafisso su un traghetto dal villaggio verso Bergen.
    Questo e molto altro ancora in un museo che ci ha veramente appassionato e che non ha nulla da invidiare ad altri più rinomati situati in grandi città.

    Di fronte al museo un parcheggio tranquillo nel quale trascorrere anche la notte, visto che il giorno successivo ci attende il traghetto per le isole Lofoten.

    Nel frattempo, dalla app sull’aurora boreale, continuano a giungerci avvisi sulle ottime probabilità di ammirare il fenomeno nella zona in cui ci troviamo…peccato che piova ed il cielo nuvoloso non permetta nemmeno di vedere il cielo! Speriamo cambi nei prossimi giorni…
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