• Alta

    15. Mai 2025 in Norwegen ⋅ ⛅ 6 °C

    Da Tromso ad Alta, percorrendo la E6, visti i chilometri, abbiamo fatto una sosta “spezza-viaggio” ad Hatteng, in un’area molto carina in riva al fiordo, dove Snoopy si è divertito non poco… e dove abbiamo potuto notare i particolari chioschi da picnic per proteggersi dal clima freddo e ventoso tipico della zona. Un cartello precisava parecchi divieti (ad esempio: vietati la pesca ed i bagni perché qui i salmoni si riproducono…) alcuni espressi con velate minacce del tipo “vuoi perdere il tuo drone? Sappi che qui ti può venire sequestrato ed incorreresti anche in problemi legali…”
    Comunque bella zona e bei panorami!

    Ad Alta siamo arrivati in tarda mattinata, intenzionati a concentrarci sulle due principali attrazioni: la Cattedrale dell’Aurora Boreale ed il Museo con le incisioni rupestri di Hjemmeluft. Vista la difficoltà di parcheggio ed i tempi brevi della prima visita, Antonio e Snoopy mi hanno aspettato in camper.
    Solitamente non apprezzo il fatto che si debba pagare per vedere i luoghi di culto (a mio parere l’offerta dovrebbe essere libera e spontanea) ma in questo caso ho fatto un’eccezione e devo dire che ne è valsa la pena perché ho vissuto un’esperienza “mistica”…
    La Nordlyskatedralen è una vera e propria opera d’arte in ogni suo aspetto, ricca di simbologia spirituale non solo legata alla religione che pur rappresenta. Le sue forme ed i materiali utilizzati valorizzano il luogo in cui si trova e le sue caratteristiche naturali. L’edificio (di forma molto singolare) è ricoperto all’esterno con lastre di titanio per riflettere le luci del Nord (siamo in zona di Aurore Boreali e Soli di Mezzanotte…) ed all’interno la sua circolarità permette effetti luminosi ed acustici particolarissimi. Entrando, si accede passando sotto la torre (dove è appesa, in alto, la “scala di Giacobbe”, riferimento biblico) e ci si ritrova in un globo rotondo e luminoso, semplicissimo nell’arredamento, ma curato in ogni dettaglio.

    La statua del Cristo, alta più di 4 metri è modellata in bronzo, in modo che dal basso verso l’alto la luminosità si intensifichi (e si modifichi cambiando angolazione). Il fonte battesimale è in marmo con 32 diverse sfumature di blu ed ha una conchiglia di vetro trasparente a raccogliere l’acqua. Il candeliere è una torre luminosa a spirale, l’organo conta ben 1800 canne…

    Ero da sola, in perfetto silenzio, udivo il rumore dei miei passi, nonostante camminassi quasi in punta di piedi… In quel luogo, in quel momento, ho avvertito un profondo legame fra l’arte ed il divino…ed ho immaginato ulteriori emozioni nel sentire l’organo e il piano suonare…

    Uscendo sono rientrata nella realtà, che non sempre è delle migliori…mi sono ritrovata in mezzo ai dintorni della Cattedrale: condomini già costruiti ed altri proprio ora in realizzazione, sempre più vicini all’edificio ed ho pensato: “La soffocheranno!”

    Nel pomeriggio ci siamo trasferiti nella nostra zona sosta per la notte: dal mare alla montagna, ci siamo trovati in un bosco innevato. La stradina si inoltrava nella foresta e portava ad un lago ghiacciato; durante la passeggiata abbiamo notato diverse tracce di animali anche di grosse dimensioni ( linci? alci? orsi?)...non lo sapremo mai perché nessuno si è presentato all’appello. Ci sarebbe piaciuto avere una trappola fotografica (macchina che durante la notte cattura le immagini al passaggio degli animali) per scoprirlo… Forse ci penseremo per i viaggi futuri!

    Il giorno successivo abbiamo visitato il museo di Alta (pure con Snoopy, ammesso nel percorso esterno). Anche qui le emozioni non sono mancate, sia per la quantità e qualità dei reperti esposti, conservati e restaurati alla perfezione, sia per il passaggio di una renna lungo la nostra camminata!
    Il museo al suo interno espone alcune delle incisioni rupestri scoperte intorno agli anni ‘60-‘70 nella zona, oltre a diversi oggetti, documenti e testimonianze sulla vita e la cultura Sami. All’esterno propone un percorso che permette di ammirare molte altre incisioni e graffiti nel loro ambiente naturale. L’eccezionalità risiede nella quantità di figure (circa 6000) e nella qualità della loro conservazione. Le rocce all’esterno devono essere infatti costantemente difese dalle intemperie e restaurate perché il prezioso patrimonio non vada perduto. L’arte rupestre di Alta testimonia i vari aspetti della vita, della natura e delle attività della popolazione di cacciatori che hanno vissuto nel territorio artico nella preistoria. Rappresentano anche lo sviluppo dei simboli esistenti e dei riti praticati più di 7000 anni fa.
    Ad Alta sono state trovate più incisioni che in ogni altra parte d’Europa: questo dimostra che era un luogo di ritrovo importante durante l’età della pietra, forse facente parte di un'area d’incontro più ampia, testimoniando che uomini, oggetti e conoscenze viaggiavano in diverse direzioni anche tantissimi anni fa.
    Il sito è patrimonio dell’UNESCO e dobbiamo dire che è il più stupefacente sito preistorico da noi visitato finora.
    Usciti dopo più di due ore, appagati di cultura, natura e sorprese (Snoopy ancora alla ricerca della renna che si aggirava a poca distanza…) abbiamo sbrigato le ultime incombenze prima di rimetterci in viaggio verso Capo Nord. Pausa pranzo alle 15… “Come in barca!” ci siamo detti…

    Lungo la strada: paesaggi sempre più innevati, laghi ghiacciati che sembrano prati dalla quantità di neve che li ricopre, sfumature azzurre sugli sfondi che ricordano il mare e invece sono cielo o ghiacciai, ma soprattutto abitazioni che testimoniano una vita tanto diversa dalla nostra. Case letteralmente sommerse dalla neve, macchine o furgoni parcheggiati a bordo strada (nelle rientranze per le soste) e motoslitte in quantità (usate come mezzi di spostamento e collegamento) vicine ai luoghi abitati.
    Ci siamo chiesti: “Ma chi può riuscire a vivere così, in questo ambiente?”
    Ci siamo risposti: “Sicuramente i Sami!”
    Un incrocio con un camionista (che non ha nemmeno accennato una frenata quando una renna gli ha attraversato la strada!) ci ha procurato una nuova seccatura non da poco: un sasso ha scheggiato il parabrezza e dovremo controllare l’andamento del danno con vibrazioni e gelo; per ora un adesivo con l'immagine di un troll e la copertura notturna speriamo facciano il loro lavoro. La renna invece, per niente turbata, si è fatta pure fotografare!
    In serata abbiamo raggiunto un’area sosta a circa 100 km da Capo Nord, dove trascorreremo la prima notte di luce totale, senza tramonto.
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