• Pasqua Ortodossa sul Monte Olimpo

    April 12 in Greece ⋅ ⛅ 13 °C

    Giornata di chilometri su e giù per le montagne per raggiungere il Monastero Holy Trinity e poi la cima del Monte Olimpo.
    Fondato probabilmente nel XVI secolo, il Monastero della Santa Trinità, acquisì molta importanza nel XVIII secolo, contando fino a 150 monaci.
    Durante l’occupazione ottomana fu un centro di resistenza e rifugio per i combattenti greci.
    Nel 1822 venne incendiato dai Turchi proprio per questo ruolo.
    Aveva una biblioteca importante con manoscritti rari. Qui si copiavano testi di teologia, filosofia, geografia e cultura greca antica.
    Si trova ad un’altitudine di circa 1000 metri.
    La sua Chiesa principale, dedicata alla Santa Trinità, ha una struttura semplice, tipica dei monasteri ortodossi di montagna. Al suo interno, però, le decorazioni con affreschi del XIX secolo lasciano senza parole.
    Noi l’abbiamo visitata oggi (domenica di Pasqua per gli Ortodossi) ed abbiamo trovato il pavimento della chiesa cosparso di foglie di alloro. In Grecia l’alloro è molto legato alla cultura antica e cristiana: era già simbolo di vittoria nell’antica Grecia (corone d’alloro) e la tradizione cristiana ha “ereditato” questo simbolo, dandogli un significato spirituale.
    Durante il Sabato Santo, i sacerdoti spargono foglie di alloro sul pavimento della chiesa.
    Questo gesto simboleggia la discesa di Cristo agli inferi e la sua vittoria.
    I fedeli spesso raccolgono le foglie e le portano a casa come benedizione.
    Nel Monastero e nella chiesa era vietato scattare foto pertanto per conservare memoria degli interni abbiamo utilizzato qualche immagine di repertorio.
    Anche un vaso di miele prodotto dai monaci che abbiamo acquistato e assaggeremo nei prossimi giorni ci ricorderà questa esperienza molto positiva.
    Ripensando alle Meteore, da noi viste nei primi giorni di questa vacanza, possiamo dire che ci hanno indubbiamente colpito per il paesaggio circostante e per le costruzioni singolari, quasi “in bilico” sulle rocce, ma per quanto riguarda l’interno questo monastero ci è sembrato molto più autentico e meno turistico.
    Conclusa la visita, abbiamo percorso ulteriori tornanti in salita per raggiungere la cima dell’Olimpo. Non ci è stato possibile arrivare proprio alla vetta perché una base militare ad un certo punto blocca l’accesso ma ci siamo in ogni caso goduti la visuale (ed il piatto di pasta cucinato per pranzo) lì, a più di 1500 metri, dove dimorano gli Dei…
    Nel pomeriggio, percorsa un’altra serie infinita di tornanti, questa volta in discesa, dopo esserci persi un paio di volte causa navigatore impazzito (ed avere pagato inutilmente 3 € per un’autostrada non percorsa…) siamo nuovamente giunti in riva al mare.
    Una birra e delle patatine fritte al baretto in riva ci hanno fatto concludere bene la serata. Trascorreremo la notte sulla spiaggia di Stomio, domani e’ un altro giorno…e si vedrà…
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