• Dall’Olimpo a Delfi

    April 14 in Greece ⋅ ☁️ 13 °C

    Prima di recarci a consultare l’oracolo, abbiamo sostato in un’incantevole insenatura fra gli olivi in riva al mare. Pace assoluta e relax, passeggiate fino ad una casa diroccata (definita da Google Maps “punto di riferimento storico” 🧐) e nel pomeriggio pecore e capre di passaggio…che ci hanno circondato e si sono dimostrate molto incuriosite da Snoopy… Giornata nuvolosa che ci ha concesso comunque qualche ora di sole e temperature miti.
    Il mattino successivo nuovamente on the road verso Delfi.

    Delfi, situata sul Monte Parnaso, era il centro spirituale dell'antica Grecia, sede del celebre oracolo del dio Apollo: la sacerdotessa Pizia.
    Secondo il mito, Apollo rivendicò Delfi uccidendo il serpente Pitone, guardiano della dea della Terra Gaia. La vittoria del dio purificò il sito e lo consacrò come suo sacro santuario, dove l'oracolo avrebbe parlato per sempre in suo nome.
    Gli antichi greci credevano che Delfi segnasse “l'ombelico del mondo", una credenza simboleggiata dalla pietra di Omphalos, che si dice segni il punto in cui le aquile di Zeus si incontrarono dopo aver volato dalle estremità opposte della terra.
    La città non era solo un centro religioso, ma anche un potente simbolo di unità politica per le città-stato greche, che vi costruivano "tesori" per custodire le loro offerte votive. 

    Arrivati a Delfi, l’abbiamo trovata molto trafficata ed affollata, nonostante l’ora mattiniera.
    Abbiamo visitato prima il museo e dopo il sito archeologico, alternandoci perché non consentivano l’accesso ai cani nemmeno negli spazi aperti (in questo la Turchia è più avanti!).
    Museo piccolino ma molto bello con statue di prestigio fra le quali abbiamo particolarmente apprezzato:
    -la Sfinge di Nasso (circa 560 a.C.), una imponente statua in marmo con testa di donna, ali di uccello e corpo di leonessa, originariamente posta su una colonna ionica;
    -i Kouroi di Delfi (Cleobi e Bitone - circa 580 a.C.), due gigantesche statue marmoree arcaiche, esempio dello stile dedalico con influenza egizia;
    -l’Omphalos, la pietra scolpita che rappresentava l'ombelico del mondo, situata in origine all'interno del tempio di Apollo;
    -l’Auriga di Delfi (475 a.C.), scultura in bronzo alta 184 cm, parte di una quadriga votiva offerta dal tiranno Polizelo di Gela.
    Ho avuto la fortuna di entrare nel museo per prima, proprio nel momento dell’apertura, sono riuscita quindi ad anticipare i gruppi (gite scolastiche e turisti) che hanno un po’ disturbato la successiva visita di Antonio.
    Anche il sito archeologico ci è piaciuto. Percorrendo la Via Sacra abbiamo potuto ammirare:
    -il Tesoro degli Ateniesi: commemorava l'avvento della democrazia nella città-stato di Atene in seguito al crollo della tirannia dei Pisistratidi (510 a.C.) o la vittoria ateniese sui Persiani nella battaglia di Maratona (490 a.C.). Si ritiene che l'edificio fungesse da tesoro per le offerte ateniesi ad Apollo, inclusi i trofei conquistati dopo le grandi vittorie militari di Atene.
    -il Tempio di Apollo, dio della musica, dell'armonia e della luce, occupava la posizione più importante nel Santuario di Delfi. L'edificio, con il colonnato parzialmente restaurato visibile oggi, risale al IV secolo a.C.; è il terzo tempio costruito nello stesso luogo. Secondo la teoria prevalente, il famoso oracolo operava all'interno del tempio. Questa posizione fu probabilmente scelta per via della sacra fenditura che emanava vapori; questi venivano inalati dalla Pizia, che entrava in uno stato di delirio emettendo grida inarticolate, che venivano poi trasformate in oracoli ambigui dai sacerdoti.
    Secondo il mito, le fondamenta del primo tempio, datato alla seconda metà del VII secolo a.C., furono poste da Apollo stesso e la sua costruzione fu completata dagli architetti Trofonio e Agamede.
    -Il teatro di Delfi ospitava le gare musicali e drammatiche dei Giochi Pitici e altre feste religiose.
    La forma originale dell'edificio è sconosciuta; molto probabilmente gli spettatori sedevano su sedili di legno o direttamente a terra. Il primo teatro in pietra fu costruito nel IV secolo a.C. Nel 160/159 a.C. fu restaurato. La sua forma attuale risale al periodo romano antico (I secolo d.C.). Il materiale utilizzato per la sua costruzione è la pietra locale del Monte Parnaso.
    La profonda cavea ad anfiteatro aveva una capienza di 5000 posti. Era divisa in due sezioni da un corridoio trasversale per un totale di 35 file di sedili.
    La sua facciata era ornata da un fregio a rilievo raffigurante le fatiche di Eracle, ora esposto nel Museo Archeologico. Il fregio fu probabilmente aggiunto durante i lavori di restauro del 67 d.C., in occasione della visita dell'imperatore romano Nerone a Delfi.
    Iscrizioni relative all'emancipazione degli schiavi sono incastonate in alcune parti delle pareti del teatro.
    -Lo Stadio di Delfi ospitava le gare atletiche della festa religiosa pitica. Inizialmente, nel V secolo a.C., fu realizzata una pista da corsa livellando il terreno; gli spettatori sedevano a terra. Nel II secolo d.C., sotto l'imperatore romano Adriano, lo Stadio fu migliorato grazie ai fondi del ricco ateniese Erode Attico: in quell'occasione furono aggiunti i sedili in marmo e il monumentale ingresso a tre arcate visibili ancora oggi.
    Il punto di partenza e il traguardo della pista erano segnati da una fila di lastre di pietra con fori quadrati. Si stima che 17 o 18 corridori potessero competere in una stessa gara.
    I posti a sedere destinati ai giudici, sul lato nord dello Stadio, erano dotati di schienali.
    Le gare atletiche pitiche si svolgevano nello Stadio il quinto giorno dei festeggiamenti, che duravano complessivamente dai sei agli otto giorni. I Giochi Pitici Panellenici erano secondi per importanza solo ai Giochi Olimpici. Ai vincitori delle gare pitiche veniva conferito un ramoscello di palma (ώνες) o una corona d'alloro. Alcuni degli eventi che si svolgevano nello stadio erano il dolico (una corsa di lunga distanza di 24 stadi), lo stadion (una corsa di uno stadio), il diaulos (una corsa di due stadi) e il pentathlon, una competizione complessa (άλη) che includeva corsa, lotta, salto, lancio del disco e lancio del giavellotto. Le gare atletiche si concludevano con l'oplita, una corsa di 2-4 stadi, durante la quale gli atleti correvano indossando solo elmo e schinieri e portando uno scudo.

    Concluse le nostre visite, siamo letteralmente fuggiti dalla folla per rifugiarci a Galaxidi, piccola cittadina sul mare in prossimità della quale avevamo ormeggiato la barca diversi anni fa… Una casetta sull’acqua qui ospita un’anatra e la sua covata. Due passi lungo il molo e quindi apericena e relax…
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