• Preveza e dintorni

    May 10 in Greece ⋅ ☁️ 19 °C

    Approfondendo ricordi di studi scolastici, ci siamo resi conto che la spiaggia di Agios Nicolaos Vonitsis (dove abbiamo sostato la notte precedente) si trova proprio nel Golfo di Ambracia, dove Marco Antonio aveva l’accampamento da cui governava la flotta durante la battaglia di Azio.
    La battaglia navale di Azio tra Ottaviano e Marco Antonio con Cleopatra si combattè il 2 settembre del 31 a.C. Grazie alle strategie di Agrippa, Ottaviano ottenne la vittoria. Dopo la sconfitta, Antonio e Cleopatra si rifugiarono in Egitto, dove si suicidarono nel 30 a.C.
    Questo evento segnò la fine della Repubblica romana e l’inizio dell’Impero con Augusto.

    Ci ha fatto uno strano effetto sapere di avere sostato su un luogo così importante per la storia di Roma.

    Preveza è caratterizzata da una lunga e ricca storia di dominazioni, conquiste, dispute fra ottomani, greci, veneziani, italiani e tedeschi.
    Fra tutti gli avvenimenti ricordiamo la battaglia di Preveza, combattuta nel 1538: fu una grande battaglia navale tra la flotta ottomana guidata da Barbarossa e quella della Lega Santa. La vittoria degli Ottomani diede loro il controllo del Mediterraneo orientale per molti anni.
    Noi eravamo già stati a Preveza in barca, ma allora non eravamo scesi a terra perché non eravamo certi della buona tenuta dell’ancoraggio. Eravamo quindi curiosi di visitarla.

    Entrando in città con il camper, per raggiungere il parcheggio al porto, abbiamo attraversato quartieri periferici (ma nemmeno troppo) nei quali le immense e coloratissime piante di bouganville sembravano volere occultare il degrado e la sporcizia imperante.
    Il centro invece è un dedalo di stradine pittoresche, con negozietti e taverne con sedie colorate e fiori, il tutto in un’atmosfera tipicamente greca.
    Proprio nella piazza principale un edificio giallo: la Cattedrale di San Charalambos con la sua torre dell’orologio, costruita all'inizio degli anni '30 del Settecento, quando Preveza era sotto il dominio veneziano per la seconda volta.
    Durante l'«Halasmos» (il massacro di Preveza), nell'ottobre del 1798, l'icona miracolosa di San Charalambos fu sottratta dagli Arvaniti musulmani di Ali Pasha (ancora lui!!!). L’icona non fu mai recuperata e fu poi sostituita con un’altra.
    A San Charalambos è attribuita la salvezza della città, avvenuta nel 1854, quando una pestilenza stava devastando la popolazione locale. Il cranio del santo fu portato a Preveza dal monastero di Santo Stefano a Meteora e fu collocato nella chiesa per la preghiera, prima di impedire miracolosamente la diffusione della peste.
    È molto probabile che dopo questo episodio il santo sia diventato il patrono di Preveza.
    Il nome di Ali Pasha ricorre ancora nella storia della città (come in quella dell’intera regione) perché dei 6 castelli presenti a Preveza, almeno due o tre furono costruiti per sua volontà durante il suo progetto di conquista ed espansione che poi (come abbiamo già detto) fallì miseramente.
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