• A pranzo andata e ritorno

    Semalam, Brazil ⋅ ☁️ 24 °C

    Calo di zuccheri.
    O almeno questa è la mia ipotesi scientifica del momento.
    Il problema è che ho anche l’impressione di mangiare continuamente, quindi la comunità accademica prima o poi dovrà studiare questo mistero metabolico.

    Soluzione metodologica: passeggiata fino al ristorante del campus.

    Camminare è una cosa curiosa: mentre ti avvicini a una meta, in realtà ti avvicini anche alle persone con cui cammini. Ed è lì che succedono quei piccoli momenti magici che poi restano.

    Con me oggi persone straordinarie.

    Lucio — che ho scoperto essere probabilmente il più grande disegnatore di cespugli vivente — ha uno spirito così puro che gli si vuole bene in modo naturale. Il suo successo accademico è tutto suo, ma sono felice di aver contribuito anche solo in minima parte.

    Carlotta è ironica, sagace, brillante. La compagna di viaggio che oltre a mangiare prevalentemente pollo riesce a farti vedere le cose da una prospettiva diversa — e sempre a fartici ridere sopra.

    Andrea e Angela sono nuovi compagni di viaggio… ma di quelli che io aspettavo da tempo.

    Angela è una specialista dei carotaggi: va in profondità, cerca evidenze, scava fino a trovare ciò che conta davvero. Ogni volta apre prospettive che non avevo considerato, e il mondo che racconta è affascinante. Dialogare con lei è imparare.

    Andrea invece è sempre sul pezzo. Ha uno sguardo capace di catturare il suono dentro le immagini — e lo fa per hobby! Ma lui non sa ancora che non sono gli indicatori il suo punto di forza ma proprio questa competenza! Ad ogni modo oggi facilitare i processi sono un’attività che fa davvero bene, con sensibilità, creatività e apertura al dialogo: un modo per costruire ponti. E lo fa benissimo. Spero davvero di portare quello sguardo unico anche dentro la ricerca che condividiamo.

    Poi c’è Marcello: competenza sistematica allo stato puro. Capace di riassumere lo scibile geografico in tre (massimo cinque) punti, passando con eleganza dall’epistemologia alla competenza, navigando tra positivisti e storicisti come se stesse facendo surf nel pensiero geografico.

    E infine Sonia e Anna Paola.
    Un’accoglienza che si può riassumere in una sola cosa: un abbraccio.
    Di quelli che qui in Brasile si scambiano con generosità e sanno davvero di sincerità e fratellanza.

    Conclusione prima e dopo un pranzo a peso del piatto: la bellezza è negli occhi di chi la guarda!
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