• Valparaíso: il campo come laboratorio se

    17. marts, Chile ⋅ ☀️ 26 °C

    Valparaíso è il nostro primo lavoro di campo. Dopo il focus sul glossario, la nostra metodologia prevede di metterlo alla prova: non restare nelle parole, ma incarnarle. Il corpo diventa così una macchina sensibile che apprende, capace di attraversare e interpretare il territorio.

    Ed eccoci qui, ingaggiati in una passeggiata sonora, dopo aver attraversato la cordigliera più bassa e quella della costa—quasi un preludio fisico all’immersione percettiva. Un percorso che ci porta dentro un paesaggio complesso, stratificato, a tratti criptico, in cui il suono si rivela una chiave di accesso privilegiata.

    La proposta si articola in quattro tappe, pensate come altrettanti dispositivi di attenzione. Nel cammino, siamo invitati a sostare su alcune dimensioni:
    1. la percezione del proprio corpo nel paesaggio sonoro;
    2. la scoperta di microcosmi acustici;
    3. gli oggetti territoriali dotati di potenziale sonoro;
    4. gli oggetti che suonano ma non si vedono;
    5. la distinzione tra suoni statici e suoni in movimento.

    Questa esperienza è un pretesto—ma in realtà molto di più—per entrare in una conversazione a bassa voce, quasi sospesa nelle pieghe del luogo. Un modo per lasciarsi guidare dal suono, che qui diventa davvero una chiave interpretativa del paesaggio.

    Di seguito, riportiamo le nostre annotazioni sul campo.
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