Lezione all’università
19 Mac, Chile ⋅ ☀️ 21 °C
Parte Sonia—
e la sua voce apre lo spazio come una soglia ampia,
una lezione magistrale che non schiaccia,
ma solleva.
Ogni parola trova posto,
ogni concetto respira.
Poi Lucio,
con la sua classe in movimento,
il fuoco acceso sul ragionamento geografico—
non mappe immobili,
ma pensiero che attraversa, connette, interroga.
Io seguo,
o forse inseguo.
L’italiano si incrina, si perde un poco nell’aria,
non sempre arriva.
E allora è il corpo a fare da ponte,
gli sguardi, i gesti,
e Marcello—che non lascia cadere nulla—
mi sostiene, traduce, rilancia.
La classe è lì.
Presente davvero.
Interessata, educata, attenta—
ma soprattutto viva.
È da tempo che non avevo davanti
una ricchezza così densa,
così disponibile all’incontro.
Una fortuna che si sente quasi fisicamente,
come un’aria più piena.
Anna Paola riporta il fuoco sulla didattica,
ma senza scorciatoie—
non ricette,
piuttosto chiavi.
Chiavi per aprire, non per chiudere.
E Marcello—
a dirigere senza imporsi,
a tessere senza farsi vedere troppo—
costruisce ponti.
Ponti tra lingue,
tra modi di pensare,
tra esperienze che altrimenti resterebbero separate.
Il nostro pontefice,
nel senso più concreto e necessario:
colui che tiene insieme,
che rende possibile il passaggio.
E in questo continuo attraversare—
tra parole che arrivano e altre che sfuggono—
capisco che la comprensione
non è mai solo linguistica.
È relazione,
è attenzione,
è desiderio di restare. Calotta prende la scena—
sempre più sicura, sempre più dentro il flusso.
La sua voce non cerca spazio: lo crea.
È interessante, stimolante,
come se ogni passaggio aprisse una possibilità in più,
un varco inatteso.
E poi—quel gesto che ritorna.
Ripropone agli studenti lo stesso esempio,
lo stesso vizio—o forse virtù—
già emerso pochi giorni prima a San Paolo.
Ma qui è diverso.
Stesso seme, altro terreno.
E allora cambia il modo in cui attecchisce,
le domande che genera,
le connessioni che accende.
Viene da pensare che queste siano vere e proprie batterie di dati:
non numeri freddi,
ma situazioni vive che si replicano, si trasformano,
e permettono di osservare il pensiero in azione.
Una raccolta preziosa—
quasi una ricerca in tempo reale,
che attraversa luoghi, lingue, contesti.
E noi lì,
dentro questo movimento che si costruisce mentre accade.
Che bel momento—
di quelli in cui non hai bisogno di spiegarti perché,
lo senti e basta
che sta succedendo qualcosa che vale.Baca lagi





