• Saluti

    20 Mac, Chile ⋅ 🌙 15 °C

    I saluti arrivano lenti,
    come se nessuno volesse davvero chiudere.

    Le parole escono una dopo l’altra,
    senza difese: sincere, piene, a tratti tremanti.
    Non sono discorsi preparati—
    sono pezzi di verità.

    Perché lo sappiamo:
    in accademia non è sempre facile.
    Si incontrano anche rigidità, competizioni,
    distanze difficili da colmare.
    E lavorare insieme davvero—
    con rispetto, ascolto, desiderio reciproco di crescere—
    è raro.

    Paola lo dice con lucidità:
    proponiamo continuamente lavoro di gruppo,
    ma quanto sappiamo davvero lavorare in gruppo?

    La domanda resta lì, aperta, fertile.

    Sonia—la nostra regina generosa—
    si commuove,
    e con lei qualcosa si scioglie anche in noi.

    Forse è stato un attaccamento lento,
    quasi impercettibile all’inizio,
    ma ora è chiaro:
    siamo legati dal desiderio
    di far fruttare tutto ciò che, con cura e amore,
    abbiamo seminato.

    Ognuno ha trovato il suo posto.

    Ci abbracciamo—
    più volte,
    un minuto in più ogni volta.

    Ed è forse il gesto più potente di tutti:
    sentire il cuore dell’altro così vicino
    da non poter fingere distanza.

    Ora siamo pronti a tornare—
    non come prima,
    ma con una forza maggiore da portare nella quotidianità,
    nei nostri contesti, nei nostri studenti.

    Ieri Marcello mi scriveva,
    e le sue parole restano:

    “Mi querida Lorena! Gracias a ti por haberme invitado a este grupo de trabajo! Todos son tremendamente especiales! Curiosamente, muy lejos de ese estilo de ‘académicos’ más soberbios y complejos!

    Yo agradecido de la vida, de poner en mi camino a personas como tú, inspiradoras! O como tus colegas, académicos humanos y comprometidos con cambiar los procesos educativos en nuestros países!”

    E io—
    sinceramente—
    posso solo ricambiare.

    Mi sento davvero fortunata.
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