Rest day a Hualien
August 25 in Taiwan ⋅ 🌧 27 °C
Giornata a Hualien – La grande caccia ai cetacei 🐬
La giornata comincia presto: 6:30, sveglia. Ci aspetta una delle attività che aspettavamo con più entusiasmo: l’avvistamento dei cetacei al largo di Hualien. Insomma, delfini, balene, oceano… una mattinata da documentario National Geographic.
La colazione, comprata rigorosamente al 7-Eleven, è composta da tre panini diversi: due al cioccolato, uno alla crema e del latte. Una colazione da campioni, perfetta per affrontare il mare aperto.
Alle 7:30 scendiamo dall’hotel e troviamo ad aspettarci un van nero. Scende il driver: un ragazzo con dei capelli che, in Italia, avrebbero sicuramente fatto scattare il soprannome Kevin. Per Nico, invece, sarà per tutta la mattina semplicemente “Belli Capelli”.
Le nostre compagne di viaggio, però, non si vedono.
Passano cinque minuti. Dieci. Quindici.
Il driver comincia a innervosirsi. Dal suo sguardo capiamo chiaramente che, se avesse potuto scegliere, avrebbe già chiuso le porte del van e sarebbe partito lasciandole tranquillamente in hotel.
Finalmente arrivano e partiamo.
Arrivati al punto di imbarco, ci fanno un briefing. La guida si avvicina e ci consegna un opuscolo con tutte le informazioni. Poi comincia a spiegare… in cinese.
Noi sorridiamo, annuiamo e cerchiamo di assumere l’espressione di due persone che stanno capendo perfettamente. In realtà potremmo tranquillamente essere stati informati sulle modalità di evacuazione della stazione spaziale internazionale.
Poi finalmente saliamo in barca.
Siamo felicissimi.
Marika è particolarmente gasata: finalmente sta per vedere i suoi delfini. Partiamo dal porto, ancora tranquilli e sorridenti, con il mare relativamente calmo.
Poi usciamo.
E lì scopriamo una cosa che evidentemente ci era sfuggita durante lo studio dell’ambiente marino: l’oceano è mosso. Molto mosso.
La barca comincia a saltare sulle onde e, lentamente, il sorriso di Marika comincia a scomparire dal volto.
All’inizio siamo seduti a poppa. Poi decidiamo di spostarci verso la prua, sia per prendere un po’ d’aria sia perché, ovviamente, è lì che bisogna stare quando si cercano i delfini.
Siamo lì davanti, felici, a scrutare l’orizzonte.
A un certo punto Marika dice:
“Vado un attimo dietro.”
Nico rimane davanti, a guardare le onde e a cercare delfini.
Passano venti minuti. Marika non torna.
A quel punto Nico decide di andare a vedere dove sia finita. E la trova.
Una creatura bianco-cadaverica, sudata, con le mani sulla faccia e con la postura inequivocabile di una persona che sta vivendo un momento molto difficile della propria esistenza.
Nico, da bravo uomo del patriarcato, si avvicina immediatamente preoccupato e Marika esclama: "colazione andata".
La colazione del 7-Eleven ha deciso di abbandonare il corpo attraverso tutte le vie possibili. E più volte.
A quel punto, nel più grande gesto di solidarietà possibile, Nico decide di bombardare Marika di foto e video mentre sta male. Perché quando la persona che ami soffre, è importante documentare il momento per i posteri.
Nel frattempo, finalmente, si sentono le urla degli altri passeggeri:
“Dolphins! Dolphins!” Eccoli!
Marika raccoglie tutte le forze rimaste e riesce ad andare a vedere i delfini. Ne vediamo alcuni: forse quattro o cinque, forse una famiglia, forse semplicemente quattro o cinque pinne che emergono ogni tanto dall’acqua.
Sono timidi, non si fanno vedere molto.
Marika riesce comunque a fare un video.
Poi torna immediatamente a vomitare.
A questo punto nasce una teoria scientifica assolutamente non verificata: forse i delfini sono stati attirati dalla pastura di panini al cioccolato e crema gentilmente offerta da Marika all’oceano.
Dopo l’avvistamento, la barca comincia finalmente il viaggio di ritorno.
La guida dice:
“Bye bye dolphins!”
E per Marika è probabilmente la frase più bella sentita durante tutta la mattinata.
Il problema è che il mare continua a essere mosso.
Quindi, anche durante il rientro, ci sono altre due visite al bagno. Ormai, però, non c’è più nulla da restituire. Rimangono solo i conati, il mal di stomaco e una quantità di sudore che farebbe pensare a una gara di triathlon.
Finalmente arriviamo al porto.
Scendiamo dalla barca.
Marika è ormai uno straccio.
Niente pranzo, niente esplorazioni, niente grandi programmi.
Solo una richiesta:
“Voglio andare in hotel.”
Risaliamo quindi sul van con Belli Capelli, che questa volta può riportarci tranquillamente verso l’albergo senza dover inseguire nessuno.
Arriviamo in hotel.
Doccia.
Letto.
E ci addormentiamo secchi per due ore.Read more










TravelerOh Marika.... spero stai meglio 😗 😘
Marika BusiAncora con la pancia un po' sotto sopra ma molto meglio rispetto a stamattina, grazie🥰
TravelerPovera stella