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Tabata III parte tre

An open-ended adventure by Andrea & Beatrice Read more
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    🇵🇫 Moorea-Maiao, Polinesia francese

    Ritorno a Tahiti

    June 17 in French Polynesia ⋅ ⛅ 26 °C

    Dopo una settimana nascosti a Moorea, con raffiche di vento a 30 nodi, pur essendo coperti dall’isola, evitando l’onda di 4 mt da sud, oggi volgiamo prua a Tahiti. Ieri il meteo sembra essersi stabilizzato e possiamo tornare in porto. In questa settimana abbiamo esplorato in lungo e in larga tutta questa baia, sia a terra che sott’acqua, tra otiti e scooter. Il reef è tutto un po’ morto, non c’è colore ma solo tanto grigio e monotonia, però c’è un po’ di vita, innumerevoli tartarughe, qualche squalo limone e qualche pinna nera.
    A terra abbiamo visitato l’ecomuseo, visto la piantagione degli ananas e abbiamo camminato fino al belvedere..
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  • Ritorno a Moorea

    June 10 in French Polynesia ⋅ ☀️ 26 °C

    Torniamo al riparo nella baia protetta di Moorea per sfuggire alla perturbazione che sta arrivando, porta 4 mt di onda da sud e raffiche fino a 30 nodi di vento.. meglio stare tranquilli..

  • Ciao ciao Bora Bora

    June 9 in French Polynesia ⋅ ☁️ 27 °C

    Lasciamo Bora Bora dopo quattro giorni di permanenza. Forse avevamo troppe aspettative dovute al carico importante che si porta dietro il nome di quest’isola, sta di fatto che siamo rimasti un po’ delusi. Bellissima, visivamente un sogno, lagune di acqua turchese in mezzo all’oceano che si frange sul reef, in mezzo questa macchia verde fitta fitta di vegetazione, però finisce li, almeno per il nostro soggiorno. Niente pesce o corallo colorato durante le immersioni, tre tentativi al manta point sempre senza alcun avvistamento, tanto vento (questa solo sfiga).. quindi ce ne andiamo un po’ cosi cosiRead more

  • Bora Bora

    June 5 in French Polynesia ⋅ ☀️ 25 °C

    Breve navigazione, 50 miglia, circa 7 ore, poco vento al traverso, ed eccoci a Bora Bora, meta ambita da tutte le coppiette in lune di miele. Al primo sguardo sembra davvero il paradiso da tutti descritto, acqua cristallina, laguna dove poter fare snorkeling, squaletti e aquile di mare che passano sotto la barca, e di fronte a noi l’isola alta e verdissima che si staglia in mezzo al mare.Read more

  • Ciao ciao Huahine

    June 5 in French Polynesia ⋅ ☀️ 25 °C

    Ancora una volta si riparte, direzione Bora Bora. Abbiamo passato tre giorni a esplorare questa piccola parte di Huahine, un’isola verdissima e poco turistica. Siamo riusciti a fare tre tuffi nella pass a ovest, trovando sempre corrente uscente, anche molto forte, che ci ha reso le immersioni poco facili e poco piacevoli. Pieno di squali (anche molto nervosetti) aquile di mare, barracuda e banchi di pesce di barriera. Poca visibilità, probabilmente dovuta alla corrente in uscita perenne, e onde giganti che si infrangevano nel punto di uscita dall’immersione; qui i locali surfano proprio dove si frange il mare a causa dell’inizio del reef, all’ingresso della pass, noi abbiamo surfato le onde con il gommone carico in uscita dal primo tuffo….
    Resta comunque per noi un’isola magnifica, immersa nella natura e cultura polinesiana, anche se bisogna conoscerla meglio per godersi i tuffi qui.
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  • Huahine

    June 1 in French Polynesia ⋅ ☀️ 28 °C

    Navighiamo con 15 nodi costanti al traverso che ci spingono a 8/9 nodi per tutte le 12 ore impiegate a raggiungere Huaine. Quest’isola a est di Bora Bora sembra ancora più verde e incontaminata rispetto a Moorea. Ci ormeggiamo nella baia appena in tempo per evitare un potentissimo temporale.Read more

  • Ciao ciao Moorea

    June 1 in French Polynesia ⋅ ☁️ 26 °C

    Abbiamo passato qui tre giorni, siamo scesi a terra e esplorato brevemente le due baie a nord dell’isola. Qui la vegetazione regna sovrana ed è pressochè incontaminata, le montagne ti circondano e creano paesaggi mozzafiato. Per quanto visivamente sia forse il luogo più bello e spettacolare visto fino ad ora, sott’acqua non troviamo la stessa magia. Visibilità molto molto ridotta, niente colore, coralli pressoché tutti morti caratterizzati da un grigio perenne, poca fauna, anche il pesce di barriera è veramente ridotto.. qualche tartaruga verde, qualche squaletto e un’aquila di mare, si fanno vedere ma nell’insieme torniamo all’asciutto un po’ tristi.
    Alle 4 della mattina del 1' giugno leviamo l’ancora, ci aspettano circa 100 miglia per raggiungere la prossima tappa: l’isola di Huaine, a est di Bora Bora.
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  • Moorea

    May 29 in French Polynesia ⋅ ☀️ 28 °C

    Abbiamo passato due settimane ormeggiati al pontile del Marina Taina di Tahiti, un marina poco protetto dall’onda che entra direttamente da ovest/sud ovest; abbiamo passato giornate a ballare come fossimo in navigazione con l’ansia di sbattere con la poppa in banchina..
    Finalmente ci sistemano la pompa idraulica del timone e possiamo uscire dal porto. Ci dirigiamo verso Moorea, un velocissima navigazione di 21 miglia ed arriviamo nella prima delle due magnifiche baie dell’isola, restiamo ammaliati dalla bellezza di questa baia dove siamo circondati da montagne verdissime che si buttano nel mare.
    C’è una gran pace e siamo immobili sull’acqua..
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  • Casa?

    May 18 in French Polynesia ⋅ ☁️ 26 °C

    Finalmente ci spostiamo, leviamo l’ancora e ci dirigiamo verso il marina. Prima facciamo carburante, con un getto troppo veloce (200lt al minuto per 4500lt che ci servivano) e facendo un piccolo bagno di diesel alla sala macchine…
    Ormeggiamo poi finalmente alla banchina, sistemiamo acqua e corrente e dopo un pranzo veloce, stanchi e un po’ provati, vediamo la dogana venire a bordo, pensavamo per un controllo passaporti di routine.. in realtà sono rimasti a bordo più di due ore, aperto ogni gavone, controllato ogni cabina, con cane antidroga annesso. Probabilmente cercano qualcuno e noi siamo caduti a pennello.
    La sera, stanchi e spolpati andiamo a mangiare una pizza al ristorante “italiano” del marina…….
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  • Arrivati ma non accasati

    May 15 in French Polynesia ⋅ ☁️ 27 °C

    Arriviamo a Tahiti a mezzanotte, dopo poco più di un giorno di navigazione, caliamo l’ancora in una baia a nord dell’isola e ci riposiamo, sperando la mattina di riuscire a ormeggiare in banchina.
    La mattina verso le 8 ci dirigiamo al nostro ormeggio ma la sfortuna ci segue e per quanto avessimo prenotato un posto su una banchina non ci è permesso attraccare. Dobbiamo restare in rada ancora un paio di giorni e entrare in porto lunedì 18 maggio.. attenderemo
    Nel frattempo ci ormeggiamo di fronte al Marina Taina e la sera andiamo a mangiare in un ristorantino un po’ fancy, e mangiamo troppo 🙃
    Il giorno successivo capiamo che l’ancoraggio era troppo ravvicinato ad altre barche e siamo costretti a spostarci, torniamo alla baia della prima notte e lì resteremo per i due giorni successivi.
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  • Ciao ciao Fakarava, a presto

    May 13 in French Polynesia ⋅ 🌧 26 °C

    Lasciamo Fakarava con un po’ l’amaro in bocca.. è stata una settimana molto grigia, ventosa e con pioggia incessante. Siamo riusciti a fare tre tuffi (due al sud e uno al nord) che ci hanno regalato incontri indimenticabili. Qui al nord abbiamo finalmente (dopo più di due anni) rivisto le mante (e fatto un piantino di emozione nella maschera) che eleganti volano anche nella corrente fortissima che ci spingeva verso l’interno della pass, oltre a banchi di barracuda, cernie, pesci Napoleone, squali e mille altri pesci di barriera!
    ora peró è il momento di raggiungere Tahiti e passare qualche settimana di nuovo nel caos e nel trambusto cittadino. È solo un arrivederci peró, torneremo presto in questo atollo (o almeno si spera) 🥰
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  • Rotoava

    May 10 in French Polynesia ⋅ 🌧 27 °C

    Dato il persistere del brutto tempo al sud dell’atollo, decidiamo di spostarci al nord, vicino all’altra pass e di fronte al paese di Rotoava. La navigazione, seppur interna all’atollo, è molto movimentata a causa degli svariati temporali e picchi di vento a 35 nodi. Anche al Nord il tempo è grigio e la pioggia non ci lascia, possiamo peró scendere a terra e fare due passi..Read more

  • Tetamanu

    May 8 in French Polynesia ⋅ ☁️ 27 °C

    Dopo solo, “solo”, 16 ore di navigazione arriviamo a Fakarava. Dopo due anni a sognare questo posto e soprattutto questa pass non ci sembra vero di essere qui. Non vediamo l’ora di tuffarci e scoprire il punto di immersione più rinomato della Polinesia per quantità di squali e fauna marina. Proprio sull’ingresso della pass sud, Tetamanu, si trova un diving e un ostello, molto selvaggio e alla mano, costituito da bungalow di legno sul mare, senza porte o finestre, senza confort ma a strettissimo contatto con la natura e una vista impagabile.
    Facciamo due tuffi su questa pass, il primo con corrente entrante il secondo sbagliando e buttandoci con corrente uscente, a differenza di Makemo riusciamo comunque a risalire la corrente ed entrare nelle pass (con moooolta fatica) ma senza goderci a pieno il tuffo. Nonostante questo piccolo imprevisto questo luogo non delude le nostre aspettative, non sappiamo più dove guardare, nuvole di pesce, di barracuda, carangidi, cernie, nuvole di squali pinna nera, reef shark, squali limone, pinna bianca, tutto quello che potessimo desiderare, circondati da un tappeto di corallo vivo e colorato.
    Torneremo Fakarava e ci conosceremo meglio
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  • Bye bye Makemo

    May 7 in French Polynesia ⋅ ☁️ 28 °C

    Dopo una sosta di soli die giorni (e due super corsette all’alba) lasciamo l’atollo di Makemo in direzione Fakarava.
    Questo atollo ci lascia con l’amaro in bocca e cin un insegnamento importante sulle correnti in entrata o uscita qui nelle pass polinesiane. La corrente infatti non ha mai cambiato direzione, sempre e solo in uscita, per quanto lasciassimo scorrere le ore la corrente non cambiava, nonostante da teoria ogni 6 dovrebbe invertirsi; decidiamo quindi di tentare la sorte e buttarci comunque. Veniamo sbalzati verso l’esterno dell’atollo da un fiume d’acqua che non ci lascia decidere nulla, dopo 15 minuti a cercare di resistere e non essere sparati chissà quanto fuori l’atollo risaliamo in superficie e abbandoniamo l’impresa.
    La sera proviamo a tirarci su il morale in una “pizzeria” locale (un chioschetto e un solo tavolo di plastica) che ci lascia un po’ così così ma non male per essere dall’altra parte del mondo.
    Il giorno dopo ritentiamo la nostra immersione all’alba ma la corrente continua a uscire e quindi rinunciamo e ci tuffiamo all’interno dell’atollo; vediamo comunque qualche squaletto e pesce di barriera ma la visibilità è scarsissima.
    Alle 14 del 7 maggio leviamo l’ancora e ci dirigiamo verso Fakarava.
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  • Pouheva

    May 5 in French Polynesia ⋅ ☀️ 27 °C

    Raggiungiamo l’atollo di Makemo dopo una corta navigazione di 24 ore; questo sarà forse l’ultimo atollo davvero non turistico delle Tuamotu che visiteremo. Entriamo alla mattina presto dalla stretta pass di nord-est, con una corrente uscente che impareremo a conoscere bene.. subito nel pomeriggio ci prepariamo per fare un tuffo e attendiamo che con il cambio di marea, da teoria, cambi anche la corrente e cominci a spingere in senso entrante..Read more

  • Bye bye Hao

    May 4 in French Polynesia ⋅ ☁️ 27 °C

    Dopo tre giorni riprendiamo la nostra risalita delle Tuamotu. In questi giorni abbiamo fatto due tuffi alla scoperta della prima vera e propria pass di questo soggiorno polinesiano. Tanto corallo e tanto tanto pesce, cernie a non finire, pesci di barriera, napoleoni, e ovviamente i nostri amati squaletti.
    Nel paesino riusciamo a fare rifornimento di qualche lattuga e cavolfiore fresco, meglio che niente..
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  • Pronti per qualche tuffo

    May 2 in French Polynesia ⋅ 🌬 27 °C

    Ci spostiamo e ormeggiamo vicino alla pass così da fare un paio di tuffi prima di cambiare atollo.
    Ci buttiamo appena fuori la pass sulla parete a destra; non riusciamo a trattenere l’entusiasmo, appena buttati siamo accerchiati da squali grigi e di barriera, ovunque si posi lo sguardo ci sono squali, cernie, carangidi, barracuda, tonni e mille mila pesci colorati. Siamo davvero arrivati in paradiso.Read more

  • Village D'Otepa

    April 29 in French Polynesia ⋅ 🌬 28 °C

    Dopo circa 72 ore di navigazione molto molto movimentata (e l’umore a bordo sotto i piedi), raggiungiamo l’atollo di Hao, con un vento al traverso che soffia 20 nodi costanti. C’è un’unica pass di entrata, dobbiamo valutare bene le maree e correnti così da entrare nel momento di stanca, per non ritrovarci correnti forti entranti o uscenti che potrebbero rendere la manovra d’ingresso difficile.
    Una volta protetti dalla lingua di sabbia dell’atollo il mare si appiattisce e a bordo torna il sorriso.
    Ormeggiamo di fronte al Village d’Otepa, dopo un paio d’ore di riposo, per recuperare un po’ di sonno perso in navigazione, scendiamo a terra a sgranchire le gambe. Il paesaggio, completamente opposto rispetto a Rikitea, ricorda le maldive, brulle e sabbiose.
    Facciamo un po’ di cambusa con la poca verdura fresca che troviamo. Ci fermiamo all’unico bar e nel nostro francese di sopravvivenza chiediamo delle birre e se sono aperti per cena; quella sera in occasione del compleanno di un ragazzo del posto ci sarebbe stata musica dal vivo, balli tipici polinesiani e un buffet di cibo local (portato direttamente dalle case degli abitanti), restiamo e ci godiamo la serata, mangiando tonno fresco e patatine fritte, godendoci questo luogo così lontano da casa con le sue usanze e le sue persone sorridenti. Mauru uru 🌺
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  • Bye bye isole Gambier

    April 26 in French Polynesia ⋅ ⛅ 26 °C

    Ripartiamo dopo una settimana di “riposo” protetti da questo primo atollo polinesiano.
    Il 24 mattina, finiti i giorni di immersione, andiamo a fare una visita guidata/workshop alla pearl farm. Ci spiegano come allevano le ostriche, come si impianta l’intruso per far nascere la perla, come vengono poi estratte le tipiche perle nere di Gambier, analizzate e catalogate per essere poi vendute. Praticamente tutta l’isola lavora nelle pearl farm che con gli anni si sono espanse per tutto l’atollo. Le ostriche peró non si riproducono più come una volta, ne ricavano un quarto rispetto agli anni 80. Inoltre tanti strumenti che vengono utilizzati per la crescita di questi molluschi sono in plastica e grandi quantità vengono disperse nell’oceano…

    L’ultimo giorno qui riusciamo a ritagliarci una mattinata e, con partenza all’alba, andiamo a esplorare le cime del Mont Duff e Mont Mokoto, sui 450 mt circa, che sormontano Rikitea e Mangareva. Che faticaccia, un percorso wild, poco battuto, ma la vista in cima ripaga tutto.
    Cerchiamo un po’ di verdura locale che troviamo a stento e cerchiamo di mangiare in uno snack bar che peró ci serve solo piatti già pronti: insalatine stracondite.
    Il 26 aprile, subito dopo pranzo, recuperiamo l’ancora e siamo pronti a partire verso l’atollo di Hao; ci aspettano 450 miglia, un vento al traverso tra i 13 e i 20 nodi, e si spera una velocità media di 7 nodi, così da raggiungere la prossima tappa il 29 mattina.
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  • Totegegie

    April 22 in French Polynesia ⋅ ☁️ 25 °C

    Altro pit stop veloce per fare un tuffo esplorativo nella falsa pass appena sotto l’aeroporto. Il fondale appena fuori l’atollo si presenta ricco di corallo ma poco abitato, più ci si avvicina alla “pass” e all’innalzamento del fondale, e più il corallo di infittisce, si colora e riempie di vita, pesci di barriera, cernie e squaletti pinna nera e pinna bianca.Read more

  • Taravai

    April 21 in French Polynesia ⋅ ☁️ 25 °C

    Cambiamo isola sempre all’interno dell’atollo Gambier, ci spostiamo per fare un primo tuffo polinesiano che ci lascia con la voglia di farne a più non posso. Dopo il tuffo ormeggiamo davanti all’isola di Taravai che è veramente un paradiso. Vegetazione veramente di ogni genere da palme a pini marittimi, fittissima, sopra a un mare cristallina disseminato di teste di corallo semi affioranti.Read more

  • Finalmente in Polinesia, Mangareva

    April 19 in French Polynesia ⋅ ⛅ 25 °C

    Dopo una navigazione complessiva di 9 giorni arriviamo alla meta finale. È assurdo ma siamo finalmente arrivati in Polinesia Francese, nell’atollo delle Iles Gambier, all’estremo sud di tutta la Polinesia. Queste isole verdissime circondate dall’oceano, protette dai reef intorno. Ormeggiamo davanti a Rikitea e siamo fermi, quasi immobili, o almeno questa è la nostra percezione, su queste acque solo leggermente increspate da ondine minuscole. Non sappiamo quanto ci fermeremo qui, forse una settimana, forse meno.. ci accontentiamo di una lunga passeggiata circondati dalla natura, una nuotata e una birra assolutamente meritata.Read more

  • Ducie island

    April 15 on the Pitcairn Islands ⋅ 🌙 25 °C

    Dopo cinque giorni di navigazione ci fermiamo a Ducie Island, prima isola dell’arcipelago delle Pitcarin. Un semicerchio si sabbia e alberi, abitato solo da varie specie di uccelli e in teoria da varie specie marine. L’onda oceanica non ci permette di buttare un’ancora e ormeggiare (e per fortuna dato che scopriremo poi un fondo pieno zeppo di corallo), restiamo quindi alla deriva e ci buttiamo per un tuffo in drift all’esplorazione. Appena messa la testa sott’acqua ci sembra un sogno, dai 15 metri una discesa dolce verso l’infinito blu, una visibilità eccezionale e il fondale completamente ricoperto da un massiccio strato di corallo. Dei barracuda ci girano intorno, qualche cernia, qualche carangide e qualche squaletto pinna bianca. Più passa il tempo sott’acqua più peró restiamo un po’ interdetti, manca il pesce, manca la fauna che ci si apettava.. avranno pescato tutto anche qua? Abbiamo sbagliato periodo e/o punto per immergerci? Non si sa, non ci è dato saperlo. Restiamo comunque contenti di aver avuto la possibilità di vedere quello che vive li sotto. Non si può aspettare un momento dí più, si riparte, verso, si spera, Adam’s town o altrimenti Les Gambier.Read more

  • Rapa Nui (Pasqua a Pasqua)

    Apr 5–10 in Chile ⋅ ☀️ 24 °C

    Arrivamo nel primo pomeriggio del giorno di Pasqua, finalmente, all’isola di Pasqua, Rapa Nui!
    Sono stati 12 giorni di navigazione impegnativi, i primi 8 con 20 nodi costanti al traverso che ci spingevano veloci su un mare incrociato: onde di prua oceaniche oltre 3 metri (con periodi lunghissimi), unite a onde molto ravvicinate al traverso e al mascone. Il risultato era una grande lavatrice in cui ci siamo ritrovati a vivere. Gli ultimi 4 giorni li abbiamo vissuti con il persistere dell’onda oceanica di prua ma senza più un minimo di vento, un po’ di corrente contro, un andatura di 6.8 nodi, tanto rollio tanto motore e randa che sbatte. Peró, dopo questa settimana e mezza, stanchi e un po’ provati, avvistiamo una macchia verde, Rapa Nui, e subito sorridiamo al pensiero di essere davvero arrivati fino a qui, così lontano dalla nostra casa, in un posto così sperduto, la prima terraferma raggiungibile dista 4000 km da Rapa Nui.
    Dobbiamo aspettare il 6 mattina per la dogana e i timbri sui passaporti, e quindi per scendere a terra. Dopo un primo momento di sconforto ci diciamo che non cambia nulla per poche ore, caliamo l’ancora e fermi, al nostro ormeggio, finalmente cullati da un impercettibile rollio, cadiamo in sonni profondi fino all’ora di cena.
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