• Isola di Skye: Penisola Trotternish

    28. Juni 2024 in Schottland ⋅ 🌬 12 °C

    Giunti sull’Isola di Skye nel pomeriggio di venerdì 28 giugno, abbiamo trovato subito una sosta gratuita lungo il molo, lontani dalla folla e dal traffico, proprio vicino ad un simpatico monumento alla foca.

    Sabato, nonostante il vento e la pioggia, abbiamo rispettato il nostro programma che prevedeva diverse tappe in due giornate

    Sligachan old bridge
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    Prima brevissima sosta, il tempo di una foto, al piccolo ponte in roccia, circondato da una sorta di anfiteatro montano, le catene del Cullin. Questo ponte è particolarmente famoso perché si racconta che le acque che scorrono sotto di lui siano incantate ed abbiano poteri magici: garantirebbero “ l’eterna bellezza”.

    Old Man of Storr
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    Ci siamo quindi diretti allo Storr, dove abbiamo affrontato la salita. Il tempo, purtroppo, ci ha privato di alcuni panorami o ce li ha offerti avvolti da una coltre di nebbia…ce li siamo immaginati ben diversi in una giornata di sole…
    L’imponente pinnacolo dell’Old Man of Storr incorona il Monte Storr e si erge come il più grande ed emblematico simbolo dell’isola di Skye. Vale la pena fare un po’ di fatica e percorrere tutto il sentiero e arrivare fino in cima. Riconosco che io mi sono arresa prima, mentre Antonio e Snoopy hanno conquistato la vetta!
    Secondo i geologi la roccia, insieme agli spunzoni circostanti, sarebbe ciò che resta di un’antica frana. Le rocce dalle caratteristiche particolari in questo luogo non mancano, e la forma stessa dell’isola, insolitamente frastagliata, è forse rispecchiata anche dal nome.
Per alcuni, infatti, Skye in gaelico scozzese significherebbe “isola alata”, per altri ancora “isola dentellata“. Ed è probabilmente per questa sua posizione prominente e la sua strana forma che l’Old Man of Storr ha dato origine, nel corso dei secoli, a diverse storie e leggende. Ne riportiamo alcune.

    Il Sacerdote e il Diavolo: una delle leggende più note che aleggiano sull’Old Man of Storr narra che, nei primi anni del cristianesimo in Scozia, una disputa infuriava sulla data esatta della Pasqua.
Insoddisfatto delle informazioni di cui disponeva, per mettere fine alla lite, un prete di Skye decise di recarsi a Roma e parlare direttamente con il Papa. In verità, questo prete era un mago. Si alzò all’alba e salendo lo Storr all’alba, proprio mentre il sole cominciava a sorgere, eseguì un incantesimo che risvegliò il diavolo e lo trasformò in un cavallo. Il prete balzò, quindi, in groppa al diavolo e si diresse verso Roma. Durante il viaggio, il diavolo interrogò più di volte il prete sulla ragione del suo viaggio.
    Il sacerdote dovette usare tutto il suo ingegno per rispondere alle domande  in modo veritiero e, allo stesso tempo, evitando di menzionare il nome di “Dio”.
Infatti, se il prete avesse mentito o avesse pronunciato il nome sacro di Dio, l’incantesimo sarebbe stato annullato, con conseguente scomparsa del diavolo e la caduta in mare del sacerdote. E’ per questo che il diavolo,  che di magia ed incantesimi certo se ne intendeva, per tutta la durata del viaggio continuò ad interrogare il sacerdote proponendo domande che prevedevano come risposta il nome di Dio.
    Il prete, però, riuscì a rispondere sempre sinceramente e senza mai nominare Dio.
Nonostante i tranelli del diavolo, arrivò a Roma, apprese la data della Pasqua e tornò sano e salvo sull’Isola di  Skye.
La tradizione racconta che il diavolo rimase talmente colpito dall’intelligenza del suo avversario che, andandosene in silenzio,  fu sentito pronunciare in lontananza e in gaelico le parole minacciose: “fino a quando ci incontreremo di nuovo“.

    I Giganti di Skye: un’altra delle leggende che circolano sul conto dell’ Old Man of Storr ha, invece, per protagonisti i giganti, figure mitologiche che compaiono frequentemente nel folklore tradizionale scozzese. Secondo alcuni l’Isola di Skye sarebbe stata un tempo governata da giganti. Il che sembra piuttosto appropriato per un’isola conosciuta anche come l’isola delle nuvole . Una di queste leggende, dunque, narra che l’Old Man of Storr altro non sia che il pollice di un gigante. Quando morì e venne sepolto, lasciò il suo pollice fuoriuscire dalla terra, creando così il famoso paesaggio frastagliato.

    La leggenda del Brownie: i Brownies sono creature mitiche, una sorta di folletti, che appartengono anch’esse alla tradizione scozzese. Si crede che i Brownies si nascondano in casa durante il giorno, mentre di notte facciano i lavori per la famiglia che hanno scelto di servire. Una delle storie, che collegano l’Old Man of Storr a queste magiche creature, racconta che un abitante di Skye di nome O’Sheen salvò la vita ad un Brownie, senza mai chiedere nulla in cambio come ricompensa. Nel tempo i due diventarono buoni amici. Un giorno mentre il folletto era lontano in viaggio, O’Sheen morì di crepacuore per la morte della moglie. Quando il Brownie ritornò e venne a sapere della morte del suo caro amico, fu così sconvolto che scolpí due pietre. Una più grande in onore di O’Sheen, che divenne noto come il Vecchio di Storr e una più piccola per la moglie dell’amico .

    L’Old Man of Storr e le Fate: concludiamo, infine, la nostra carrellata con una leggenda che vede protagonista una fata.
Le fate, in verità, si ritrovano spesso nel folklore scozzese, proprio come le altre creature magiche (gnomi, brownies, ecc). A differenza, però, delle storie vittoriane in cui le fate sono sempre descritte e dipinte come piccole, carine, sempre gentili ed innocue, c’è da dire che, in passato, la gente ne aveva una visione ben diversa.
Le credenze popolari ritenevano che le fate facessero parte di un mondo sconosciuto, oscuro ed invisibile: una presenza minacciosa da temere. Non a caso, nelle fiabe popolari scozzesi, le fate incarnano spesso personaggi subdoli, che ingannano gli esseri umani e che giungono, persino, a rubare le loro anime.
    Una di queste storie, collegata proprio ai racconti dell’Old Man of Storr, racconta di un uomo che camminava su per la collina ogni sera assieme alla moglie.
Si narra che un giorno, quando ormai entrambi erano diventati molti anziani, la donna non riuscisse più salire fino in cima e a raggiungere suo marito.
    Fu allora che una delle fate che li aveva  osservati salire ogni sera in cima alla collina offrí al vecchio la possibilità di avere sempre con sé sua moglie dovunque andasse.
    Il vecchio accettò l’offerta, ma si trattava di un inganno.
La fata li trasformò entrambi in due pilastri di roccia, perché era questo il modo in cui intendeva garantire loro che sarebbero stati sempre insieme.

    Lealt Falls
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    La  tappa successiva dell’itinerario, definita “una delle più belle cascate del Regno Unito”. Si trova in una gola e la si può ammirare da sopra o scendendo lungo la scogliera. Non abbiamo affrontato la discesa, visto che ci eravamo già bagnati a sufficienza durante l’escursione in montagna…forse per questo ci è sembrata bella sicuramente, ma nulla di eccezionale…

    Mealt Falls
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    Ci sono piaciute molto di più, anche chiamate Kilt Rock Waterfall, a strapiombo sul mare, circondate dal suono del vento, dell’acqua e dei gabbiani: uno scenario a dir poco spettacolare e suggestivo. Il Loch Mealt sfocia in una cascata che precipita verso il mare lungo queste impressionanti scogliere, formate da colonne di basalto, che in alcuni tratti superano i 100 metri di altezza. Si dice che il nome di Kilt Rock si debba al fatto che si possono trovare, sulle pareti di roccia, le pieghe e tutti i colori del famoso gonnellino scozzese, il kilt. Una lapide ricorda che proprio in questa zona sono state ritrovate impronte di dinosauro. fossilizzate. Infatti, subito dopo abbiamo avuto modo di visitare lo Staffin Dinosaur Museum: piccolissimo ma molto interessante, visto che raccoglie i reperti fossili trovati nella zona e le informazioni relative alle tracce di dinosauro.

    Duntulm Castle
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    Prima di raggiungere il campeggio, siamo riusciti a vedere anche le rovine di quello che doveva essere un avamposto strategico. Le origini di questo castello sono piuttosto vaghe. Un’antica leggenda vuole che sia stato costruito in una sola notte da 5.000 fate.
    Ne sopravvivono solo pochi ruderi ma la posizione scenografica e il panorama che si  gode da questo promontorio a picco sul mare ci hanno ripagato  di esserci spinti tanto in alto.

    La nostra prima giornata sull’Isola di Skye si è conclusa con l’arrivo allo Staffin Camping dove abbiamo trovato alla reception una signorina che ha i genitori padovani!

    Quiraing
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    Domenica ci siamo svegliati con una giornata più favorevole: nuvolosa ma non piovosa. Abbiamo allora deciso di affrontare la nostra seconda escursione in montagna: la salita sul Quiraing, un altopiano di origini vulcaniche.
    Natura sconfinata, colori incredibili e presenza dell’uomo praticamente inesistente ci hanno lasciato senza parole. La sensazione è quella di essere catapultati indietro nel tempo, in un’altra dimensione, in un’era quasi giurassica.
    E’ già spettacolare  la stessa strada, una single track a diversi tornanti, che conduce in questi luoghi. Abbiamo percorso poi a piedi quasi 9 km in poco meno di 4 ore: camminata impegnativa ma i panorami mozzafiato fanno dimenticare presto tutta la fatica!

    Portree
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    Conclusa l’impresa abbiamo pensato di allontanarci dal caos (durante la nostra camminata il parcheggio si era riempito al punto che è stato davvero complicato uscirne!) per goderci la pausa pranzo a Portree. Si tratta della città più grande dell’isola di Skye e si trova accanto a un grazioso porticciolo. Tanto inconfondibili quanto indimenticabili sono le sue casette tutte colorate. Originariamente era un villaggio di pescatori, ma ora ha una vocazione principalmente turistica. Un fish and chips da asporto consumato sui tavolini di un ristorante momentaneamente chiuso ci è sembrato la degna conclusione della prima parte della giornata.

    Carbos & distilleria Talisker
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    Per trascorrere il pomeriggio in relax e la notte in tranquillità ci siamo poi trasferiti a Carbos, vicino alla famosa distilleria di Whisky Talisker: dopo il pranzo ci stava un bicchierino …. ma abbiamo declinato … in cambio di una passeggiata sul molo approfittando del sole (finalmente)! Domani prevista nuovamente pioggia…avremmo in previsione la visita al castello di Dunvegan ed altro ancora… vedremo…
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