• Porto Kagio - Capo Matapan

    April 20 in Greece ⋅ ☀️ 17 °C

    Dopo due giorni di sole e mare, lasciamo la nostra sosta negli ulivi e la spiaggia di Skoutari per raggiungere Porto Kagio.

    Porto Kagio è un piccolo rifugio nascosto tra le montagne del Mani. Una baia silenziosa, con acqua immobile e poche case affacciate sul mare. Qui tutto sembra rallentare: il tempo, i pensieri, perfino il vento che fuori soffia ancora più forte. È il tipo di posto dove sembra non succedere nulla…e proprio per questo resta impresso…
    Noi lo abbiamo raggiunto in una bellissima giornata di sole ed abbiamo provato una forte emozione nell’arrivare via terra proprio qui, dove 5 anni fa eravamo ormeggiati con Hemera, allora la nostra barca a vela…
    Era il 2021 e, guardando la costa, ci chiedevamo attraverso quali vie gli abitanti del luogo raggiungessero le proprie case.
    Ora lo abbiamo scoperto e le abbiamo percorse noi, cautamente, quelle stradine strette e ripide… con meraviglia, per gli splendidi scenari ed il contrasto di colori che la natura ci ha offerto. Il verde della vegetazione, che qui arriva fino al mare; l’acqua limpidissima, di un azzurro intenso, che si scurisce solo nelle zone dove le alghe proliferano; il cielo celeste, la spiaggia di ciottoli multicolore… nessun turista!
    Forse il Paradiso è proprio qui!
    La sosta per il camper proprio sulla riva, nel parcheggio della piccola trattoria con i tavolini sulla spiaggia dove abbiamo pranzato… una passeggiata fino al capo dove un piccolo fortino ricorda la battaglia di Portokai contro i Turchi (1795); oggi la costruzione è divenuta luogo di preghiera e si è riempita di icone sacre e di voti marini.
    Nella baia entra qualche barca a vela… li osserviamo calare l’ancora e commentiamo… chissà se l’ancoraggio terrà bene con tutte quelle posidonie… proprio lì in centro alla baia c’è una lunga catena dove l’ancora rischia di impigliarsi… ricordi di esperienze vissute, di belle emozioni che rivivono in noi…
    Il vento aumenta e (nonostante la temperatura mite) si fatica a stare con la sdraio sulla spiaggia; rientriamo in camper e ci godiamo la serata accompagnati dai rumori della natura: il vento che soffia, la risacca del mare sulla costa…

    Il giorno successivo ci spostiamo a Capo Matapan. Prima del parcheggio un gruppo di piccoli coniglietti sulla strada ridesta l’attenzione di Snoopy!

    Arrivare a Capo Matapan è come raggiungere un confine invisibile.
    Qui, dove la terra finisce e il mare si apre senza ostacoli, si ha davvero la sensazione di trovarsi “alla fine del mondo”.
    Nell’antichità questo luogo era sacro: gli antichi lo chiamavano Tenaro e lo dedicavano a Poseidone. Ma non era solo un punto di culto. Secondo le leggende, proprio qui si trovava una delle porte per l’oltretomba. Camminando verso la grotta sul mare, è facile immaginare Orfeo, mentre scende negli inferi per amore alla ricerca di Euridice, o Eracle durante una delle sue imprese.

    Col passare dei secoli, Capo Matapan ha continuato a essere un punto importante per chi navigava nel Mediterraneo: temuto per i venti e le correnti, ma fondamentale come riferimento geografico. Anche la storia più recente ha lasciato il suo segno, con la Battaglia di Capo Matapan durante la Seconda Guerra Mondiale.
    Oggi resta un luogo silenzioso e selvaggio.
    Il sentiero che porta al faro attraversa una terra aspra e quasi senza tempo, e ogni passo sembra mescolare realtà e mito.
    È uno di quei posti dove non si viene solo per vedere qualcosa, ma per sentire: la storia, le leggende e quella strana sensazione di essere arrivati davvero alla fine di tutto.

    Arrivati al faro, ci siamo resi conto che solo un anno fa eravamo a Capo Nord ed ora ci troviamo nel punto più a sud dell’Europa continentale…al di là del mare la Libia…
    Visti il faro, il tempio di Poseidone e la grotta che si diceva fosse l’accesso all’Ade, notiamo che il piccolo parcheggio si sta riempiendo di turisti: altri camper, auto e perfino un pullman! Fuggiamo prima di rimanervi incastrati!
    Passiamo per uno dei tanti paesini che si chiamano Vatheia … (ma perché li chiamano tutti con lo stesso nome???)
    Pochi chilometri per raggiungere una sosta decisamente più adatta a noi…ora soli in riva alla scogliera… lasciamo volare il drone che ci fotografa dall’alto…
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