Welcome to Dublin🍆
September 6 in Ireland ⋅ ☁️ 17 °C
Dopo un volo in cui ho dormito praticamente per tutto il tempo, atterro a Dublino stanchissima… e con la netta sensazione che, se mi avessero dato un letto, avrei dormito ancora per ore.
Appena fuori dall’aeroporto trovo subito il pullman: salto su e, in circa 40 minuti, sono già in centro. Da lì inizio a passeggiare lungo il fiume Liffey, fino ad arrivare nel famoso quartiere di Temple Bar.
Qui noto un locale con una scritta decisamente invitante: “Dublin’s Best Breakfast”. Entro senza pensarci due volte. Mi fanno accomodare al bancone e ordino un toast con uova strapazzate e un tè verde.
Durante l’attesa, però, comincio a guardarmi intorno e mi rendo conto che forse sono finita in un posto… particolare. Non ho ancora capito se sia un locale a tema LGBTQ+, un bar dedicato a qualche strana passione o semplicemente un posto con un arredamento molto, molto creativo. Una cosa però è certa: sul bancone facevano bella mostra di sé diversi cazzetti, di ogni dimensione, in ogni possibile stato e con le più svariate funzioni: decorazione, piacere… e persino qualcuno utilizzabile come cavatappi.
Il tutto mentre il cameriere girava tranquillamente per il locale con indosso la tuta del Paris Saint-Germain. In cucina, invece, due ragazzi: uno con un inconfondibile stile da figlio dei fiori e l’altro che, a giudicare dall’atmosfera generale, sembrava essere il proprietario dell’intera collezione di cazzetti.
Arriva finalmente la colazione e, devo ammetterlo, è davvero ottima. Pancia piena e curiosità soddisfatta, riprendo a girare tra le viette di Temple Bar, con qualche flashback londinese qua e là, fino ad arrivare al Merrion Park.
Qui incontro la statua di Oscar Wilde e mi fermo a passeggiare un po’ nel parco, osservando gli scoiattoli completamente concentrati nella loro missione quotidiana: recuperare ghiande e sgranocchiarle come se non ci fosse un domani.
A quel punto controllo il sito dell’ex carcere e, incredibilmente, trovo un biglietto disponibile. Peccato che debba presentarmi entro 45 minuti. Nessun problema: compro subito il biglietto, raggiungo la fermata del pullman e, con una discreta dose di fortuna, arrivo perfettamente in orario per la visita.
Già la sala d’attesa riesce a mettere una certa inquietudine: sembra quasi il luogo in cui venivano accolti e condannati i prigionieri.
La visita è stata davvero suggestiva. Il carcere è rimasto praticamente com’era allora e, entrando nelle varie stanze e nei corridoi, si percepiscono la freddezza del luogo, le sofferenze, i massacri e tutta la storia legata alla lotta per l’indipendenza irlandese. A rendere tutto ancora più coinvolgente ci pensa la nostra guida: il classico irlandese con capelli rossi, baffi, un po’ tarchiatello e, soprattutto, un accento talmente incomprensibile che a un certo punto ho deciso di affidarmi completamente a ChatGPT per ricostruire quello che stava raccontando.
Grazie ChatGPT per i racconti sulla storia irlandese. 😂
Finita questa fantastica e intensa visita, mi aspettano altri 40 minuti di pullman per raggiungere quella pazza di mia cugina.
Finalmente ci troviamo e andiamo a pranzare insieme. A pancia piena e con ancora tutta la giornata davanti, iniziamo a decidere cosa combinare nel pomeriggio…Read more
Cicliste per un giorno
September 6 in Ireland ⋅ ☁️ 22 °C
Nel tardo pomeriggio decidiamo finalmente di uscire e fare un giro per le vie del centro, proprio sotto casa di mia cugina, dall’altro lato del fiume Liffey.
Il classico centro turistico: negozi di catene, franchising e tutto quello che ti aspetteresti di trovare in una città piena di turisti. Poi mi mostrano quella che ormai viene considerata una vera e propria “attrazione turistica”: lo Spire. Io mi aspettavo chissà cosa e invece… un pilastro di ferro altissimo. Fine. 😂
Poco distante troviamo anche uno schermo virtuale attraverso il quale è possibile salutare persone che si trovano in un’altra città. Ovviamente non possiamo non approfittarne e salutiamo i polacchi dall’altra parte dello schermo.
Dopo diversi tentativi di convincere mia cugina a seguirmi in bici mentre io corro — tentativi accompagnati principalmente da insulti — decido di cambiare strategia. D’altronde, lei non è esattamente la persona più sportiva che conosca… anzi, diciamo che lo sport non è proprio la sua priorità nella vita.
L’idea iniziale era quella di andare verso il mare, ma a piedi avremmo dovuto camminare per più di 30 minuti. Così ci riprovo: “Se prendiamo le bici facciamo molta meno fatica e in un attimo siamo lì”.
E questa volta… HO VINTO.
Prima, però, aperitivo: due focacce e uno Spritz per loro, poi finalmente si parte, rigorosamente in sella alle nostre bici.
Arriviamo fino all’inizio del porto e poi decidiamo di deviare verso un quartiere che, incredibilmente, è nuovo persino per loro. E devo dire che ne vale assolutamente la pena: ponticelli, palazzi moderni, canali, lo stadio… un angolo di Dublino davvero bellissimo, completamente diverso dal centro storico.
Facciamo anche la spesa e poi iniziamo il rientro, sempre rigorosamente in bici. Ci fermiamo a Grand Canal Square quando ormai sta calando il buio. E proprio qui arriva forse uno dei momenti più belli della giornata: i canali illuminati dalle luci dei palazzi rendono tutto incredibilmente suggestivo.
Dopo aver lasciato le bici, rientriamo finalmente a casa.
Per cena: pollo, patate e carote. Una cena semplice, ma dopo tutti i chilometri macinati durante la giornata, decisamente meritata.
E con oggi posso dire di essere riuscita nel mio intento: ho fatto salire mia cugina in bicicletta.
Vedremo nei prossimi giorni se questa piccola vittoria si trasformerà in una nuova ciclista… oppure se tornerà semplicemente a insultarmi alla prossima proposta. 😂Read more
Corsa, tette portafortuna e camp rock
September 7 in Ireland ⋅ ☁️ 20 °C
Nessuna sveglia impostata: dopo essere andata a letto verso mezzanotte/l’una, mi sveglio tranquillamente alle 10. Avevo decisamente bisogno di recuperare dopo la notte tra sabato e domenica, in cui avevo dormito appena due ore, più altre due in volo.
Al mio risveglio Francesca ed Eleonora dormono ancora, quindi decido di ottimizzare il tempo e uscire a correre. Parto verso il centro, costeggio il fiume Liffey e poi risalgo verso nord, passando per il parco di Mountjoy, per poi rientrare a casa. Una corsa lenta e panoramica, più che altro per guardarmi intorno e godermi la città.
Doccia, preparazione e finalmente si esce. Prima tappa: Five Guys. Non proprio il pranzo tipico irlandese, ma quando sono arrivata domenica avevo deciso che ci sarei dovuta andare assolutamente: l’avevo scoperto a Londra e, diciamolo, è sempre buono. Peccato per il prezzo, decisamente poco “fast food”. 😂
Dopo pranzo torniamo verso il centro passando dal lato sud della città. Facciamo un giro per un mercatino e poi finalmente incontro lei: Molly Malone, la famosa statua di Dublino. La tradizione vuole che toccarle il seno porti fortuna, perché la statua rappresenta una venditrice ambulante protagonista della celebre canzone tradizionale irlandese Molly Malone. Neanche il tempo che me lo spiegassero… ed ero già lì a toccargliele. La fortuna non si sa mai. 😂☘️
Proseguiamo verso il Trinity College, dove passeggiamo tra gli edifici e i campi da rugby. Qui mi raccontano anche qualcosa sul Gaelic football, uno degli sport tradizionali irlandesi.🏈
Appena usciamo, però, il tempo decide di ricordarci che siamo in Irlanda: vento fortissimo e diluvio improvviso. Ci rifugiamo quindi in un locale dove servono ostriche irlandesi, pescate direttamente in Irlanda. Io, per correttezza, ne assaggio una… ma solo una, perché so già che non mi piacciono.
Appena la pioggia diminuisce un po’, torniamo a casa. E qui arriva il momento nostalgia: decidiamo di riguardare Camp Rock, uno dei film che vedevamo da piccole. Ovviamente, come da tradizione, non riusciamo semplicemente a guardarlo: siamo in piedi davanti alla televisione, a cantare e ballare come se avessimo ancora quindici anni.🎙️
Chiudiamo la giornata con una super cena: vellutata di zucca e crostini fatti in casa, praticamente delle mini bruschette.
Poi, finalmente, a letto. 💤Read more
Picasso non pervenuto
September 8 in Ireland ⋅ ☀️ 12 °C
Sveglia decisamente più presto del solito. Alle 7:45 decido di uscire alla ricerca della colazione, soprattutto perché ieri continuavano a parlare di pain au chocolat e ormai mi avevano messo la voglia.
Vado al forno vicino casa, Russell Street Bakery, che Francesca ed Eleonora, vivendo praticamente con la sveglia alle 12, non sapevano nemmeno esistesse. 😂
Torno a casa con il mio pain au chocolat e un cappuccino. In realtà il cappuccino non era nei programmi, ma vedo una ragazza prima di me ordinarlo e mi viene voglia. Devo dire che era tutto buonissimo… sorprendentemente anche il cappuccino!
Mi lavo e mi preparo, ma nel frattempo sento Fra ed Eleonora che continuano a ronfare. Decido quindi di approfittarne e mi metto a leggere. Alle 10:50, finalmente, si svegliano. Miracolo! Si preparano alla velocità della luce e usciamo.
Prima tappa: Dublinia, poi Christ Church Cathedral e la Cattedrale di San Patrizio. Tutte davvero molto belle e interessanti.
Proseguiamo poi con un tour dei quartieri in cui hanno vissuto negli anni precedenti, tra cui Stoneybatter, prima di dirigerci verso il pranzo da Banco, dove fanno focacce italiane. E devo dire: spaziali.
Con la pancia piena ci dirigiamo verso la National Gallery of Ireland. Entriamo e scopriamo che è enorme: tantissime sale e un’infinità di quadri. Non è esattamente il mio genere, ma qualcosa di carino riusciamo comunque a trovarlo.
Peccato che noi fossimo andate principalmente per vedere Picasso.
Ovviamente, di Picasso… nemmeno l’ombra.
Sarà l’ennesimo errore di ChatGPT. 😂
A questo punto decidiamo che è arrivato il momento della merenda e, a Dublino, merenda può significare una sola cosa: pub.
Una Guinness, un cocktail e… tap water accompagnate da patatine fritte. Ovviamente, l’acqua è mia. 😂
Ripartiamo poi alla volta dell’EPIC Museum, un museo interattivo dedicato alla storia degli irlandesi che hanno lasciato e continuano a lasciare l’Irlanda, raccontandone le migrazioni e l’influenza nel mondo.
Dopo aver macinato chilometri per tutta la giornata, arriva finalmente il momento di pensare alla cena. Torniamo a casa e prepariamo pollo, la vellutata di zucca avanzata da ieri sera, crostini e pane.
E anche per oggi è tutto.
Oíche mhaith ☘️Read more
Chiusura coi fiocchi
September 9 in Ireland ⋅ ☀️ 13 °C
Sveglia alle 8:00: oggi mi aspetta la visita alla Guinness Storehouse.
Faccio colazione, mi preparo ed esco alla ricerca di una Dublin Bike. Parto seguendo inizialmente il Liffey sul marciapiede, poi finalmente imbocco la pista ciclabile. Finché devi andare dritto o girare a sinistra, tutto abbastanza semplice. Ma quando arriva il momento di girare a destra… inizia il circo.
Devi attraversare la strada, poi attraversarla di nuovo perché devi svoltare a destra… quindi ti ritrovi praticamente contromano. Su e giù dal marciapiede, attraversamenti, contromano e di nuovo sulla ciclabile. Per chi è abituato a guidare tenendo la destra, è un discreto cortocircuito mentale. 😂
In qualche modo riesco ad arrivare alla Guinness e trovo persino un parcheggio per la bici nelle vicinanze. Vittoria!
Entro nella Guinness Storehouse e inizia la visita. Seguo le indicazioni, leggo le targhette, guardo i video e scopro la storia e il procedimento per produrre la birra. Al secondo piano, però, noto che le persone intorno a me hanno tutte delle cuffiette e stanno ascoltando l’audioguida.
Penso: “Avranno sicuramente un biglietto diverso dal mio.”
Arrivo al quinto piano… su sette… e finalmente vedo il piano terra dove davano le audioguide.
Ormai è troppo tardi. 😂
Pazienza. Tra video, QR code, spiegazioni e pannelli, la visita è comunque interessante. La prima parte soprattutto; andando avanti, però, si vede sempre più che hanno aggiunto attrazioni e installazioni per allungare il percorso e, probabilmente, giustificare quei 24 € di biglietto.
Poi arriva la tasting room. Sapevo già che la Guinness non sarebbe stata esattamente il mio genere, ma tutti dicono che berla direttamente lì è completamente diverso da quella servita in Italia. Entriamo, ci spiegano come spillarla e come berla e ci danno un piccolo assaggio.
Lo bevo.
Peggio di quanto mi aspettassi.
Decido quindi di buttarlo giù tutto d’un fiato, come suggerisce anche il bicchiere. Strategia discutibile: per i successivi quindici minuti rimango con una faccia disgustata e quel gusto ancora in bocca.
Concludo la visita sul rooftop, con una bellissima vista sulla città. Nel biglietto è compresa anche una pinta di Guinness, ma decido saggiamente di non berla: sarebbe stato un vero supplizio. Regalo quindi il voucher a mia cugina, sapendo che lei se la sarebbe goduta molto più di me.
Esco e decido di andare a Phoenix Park per cercare cervi e daini. E perché non prendere di nuovo la bici? Tanto, una volta arrivata al parco, avrei dovuto camminare un po’…
Parto, svolto a destra e imbocco una strada in discesa con dei binari del tram.
Neanche il tempo di pensare “devo stare attenta ai binari” che la bici si incastra proprio in un binario, prende velocità e mi sbalza completamente verso destra.
Volo.
Finisco proiettata in avanti contro il manubrio della bici, una fantastica Graziella che mi colpisce in pieno petto, poi rotolo in mezzo alla strada. Per fortuna in quel momento non passa nessuno, ma una signora inizia subito a correre verso di me per aiutarmi.
Mi rialzo con qualche livido, dolore al petto e soprattutto tanta voglia di non vedere mai più una Dublin Bike.
La parcheggio definitivamente e finalmente entro nel parco a piedi, alla ricerca dei daini. Cammino per più di 35 minuti senza vederne nemmeno uno. Nel frattempo inizia anche a farmi male il ginocchio e il petto continua a dare fastidio.
Mi arrendo e decido di tornare verso l’uscita.
E proprio in quel momento… eccoli!
Su una collinetta, tranquillamente sdraiati a fare il loro riposino post-pranzo. Mi guardano, li fotografo e finalmente posso dire di averli visti. Sono davvero bellissimi.
A questo punto prendo il pullman.
Perché col cazzo che riprendo quelle fantastiche bici. 😂
Scendo vicino a casa di Francesca e decido di concedermi un vero fish and chips tradizionale da asporto. Arrivo da loro, entro in casa e Francesca comincia immediatamente a prendermi per il culo, esattamente come quando eravamo bambine.
Gli anni passano, ma lei è sempre la stessa.
E menomale! 😂
Mi dà anche del ghiaccio per il petto e finalmente mi siedo a mangiare.
Dopo pranzo, una bella tisana e poi di nuovo sul pullman, questa volta direzione aeroporto.
Dublino, è stato bello.
Ora si torna a casa! 🇮🇪✈️Read more
















































































































































