• Hiroshima

    September 16 in Japan ⋅ ⛅ 29 °C

    La colazione dell’albergo offre le palline di pollo fritto veg e il Mac n cheese. Gia solo per questo la giornata comincia bene.

    Ci spostiamo a piedi dall’albergo verso la zona più importante della città, il motivo per cui tutti vengono a visitare Hiroshima: il memoriale della pace.

    Un museo che racconta la storia, i racconti, le esperienze dello scoppio della prima bomba atomica il 6 agosto 1945. È un camminare lento in queste sale piene di foto, resti di vestiti, oggetti deformati dal calore, storie e testimonianze che ci passano sull’auricolare dell’audioguida.
    È forte. Crudele. Pesante.
    Più di una volta ho avuto i brividi, più di una volta ho avuto il desiderio di piangere e per la maggior parte di queste per il terrore di quello che sta succedendo nel mondo, che sembra il ripetersi di una storia già conosciuta eppure non ci si sveglia.
    Penso a quando, solo pochi mesi fa, entravo nell’hangar da cui è partito l’aereo che ha sganciato la bomba, a Wendover in Nevada, quasi orgoglioso ed entusiasta di essere lì dove si era fatta la storia.
    Ora che sono dall’altra parte, dove il viaggio di quella bomba è finito, mi sento da una parte un privilegiato ad aver visto entrambi i posti e mi vergogno per ciò che ho provato. E non faccio altro che pensare a quante cose malvagie vengono fatte e create per entusiasmo della scienza, per fare a gara su chi ci arriva prima, sminuendo le conseguenze.

    Ne usciamo veramente provati, e ci metto un’ora buona a riprendermi, soprattutto andando a vedere da vicino il monumento alla memoria.

    Ma dobbiamo svegliarci e continuare il giro. Caffè in bottiglietta di alluminio del Konbini e si riparte.
    Prendiamo un bus che ci porta in stazione, da lì un treno per fuori città e infine un traghetto per l’isola di Istsukushima. Capiamo già che è una meta molto turistica dalle indicazioni precise e dalla facilità con cui si passa da un mezzo all’altro semplicemente con un bip della nostra Suica.

    Arriviamo a Miyajima prima di pranzo e subito notiamo, oltre alla massa di turisti, diversi cerbiatti selvatici che gironzolano per il piazzale d’arrivo del traghetto, stravaccati sulle aiuole o cercando impertinenti di rubare del cibo dalle borse o dalle mani dei turisti ignari mentre si fanno un selfie con loro.

    Proseguiamo a destra, raggiungendo il tanto famoso e fotografato torii di Itsukushima, che svetta rosso in mezzo all’acqua.
    Paolino si era studiato bene le maree e aveva scelto apposta di venire a quest’ora per vederlo solitario in mezzo al mare, piuttosto di trovarlo in secca con le orde di turisti sotto a farsi foto.

    Ci divertiamo un po a prendere in giro le comitive che si piazzano a farsi i selfie o le foto da matrimonio con il torii di sfondo e proseguiamo entrando nella zona del tempio di Itsukushima. Troviamo un piccolo ristorante alla fine di una stradina stretta, seguendo dei cerbiatti che non vogliono farsi fotografare e decidiamo di mangiare un okonomyaki carico di cipolline verdi al tavolo con un gruppo di inglesi britannici piuttosto rumorosi.
    La visita al tempio prosegue. È tutto ben curato e armonioso, e anche qua si cominciano a vedere le prime foglie di acero che ingialliscono. L’autunno dev’essere spettacolare qui.
    Scendiamo vicino all’attracco del traghetto, beviamo un caffè e una limonata e rientriamo verso Hiroshima, mentre il sole finalmente si fa vedere in cielo e rallegra la giornata.
    Facciamo un salto al Pokémon center della stazione, sperando di trovare qualcosa di interessante ma sono solamente tanti peulches.
    Torniamo verso il centro città e ci concediamo un passaggio da Muji, trovando camicie e pantaloni scontati a 10 euro. Paolino però fa l’errore di comprare anche dei biscotti chiedendo il tax free e l’intera spesa gli viene imbustata e sigillata. La potrà aprire solo a casa perché l’esenzione di tasse per il cibo e i cosmetici impone che non li consumi in Giappone.

    Rientriamo in hotel. Ci laviamo e riusciamo per cena, in un posto cinese che fa solo cibo vegetariano dove mangio un piatto di manzo vegetale con verdure in salsa agrodolce fenomenale.

    Gelato biscotto al caramello del Lawson, piccolo giro da Taito con i suoi sei piani di videogiochi e macchinette dei premi e di nuovo a letto.

    È stata una giornata dalle emozioni forti.
    Hiroshima ha sicuramente lasciato un posto importante nella memoria di questo viaggio.
    Sentiamo la fine del percorso che si sta avvicinando, ma ci ripetiamo che in fondo manca ancora più di una settimana ed è tantissimo in proporzione a quello che abbiamo fatto e visto finora.
    Domani si riparte verso nord.
    Read more