• Tomonoura

    September 17 in Japan ⋅ ☁️ 26 °C

    Dobbiamo svegliarci presto stamattina. Lo Shinkansen per Fukuyama parte alle 8:40 e si sa che per legge non deve fare neanche un minuto di ritardo.
    Colazione, bagno, chiudiamo gli zaini, bus verso la stazione (rischiando di perderlo perché qualcuno sbaglia il lato della strada da cui prenderlo) e puntuali saliamo sul treno proiettile.

    Tre quarti d’ora lisci di treno, mentre le campagne della periferia di Hiroshima sfilano via velocissime.
    Arriviamo a Fukuyama, lasciamo gli zainoni in un locker in stazione e prendiamo il bus “tomo” (non ha numero) alla fermata 5.
    C’è una famiglia dietro di noi, i due bambini addormentati e i genitori pure. Ci immaginiamo stiamo andando a Tomonoura per lo stesso nostro motivo.
    Il bus costeggia il canale fino ad arrivare sul mare e ci molla, una mezz’ora dopo, alla fermata del centro turistico di questo paesino di pescatori, che sembrerebbe uguale a tanti altri che abbiamo attraversato in macchina ma che in realtà è speciale.
    Questo paesino infatti ha ispirato il maestro Myiazaky per creare il film Ponyo sulla Scogliera.
    Da grandissimi amanti del cartone animato e dello studio Ghibli in generale, quando è stato il momento di disegnare il viaggio ci è sembrata una tappa obbligatoria da inserire.

    Siamo emozionati, fischiamo il motivetto di ponyo in continuazione mentre percorriamo la strada personale che costeggia il mare fino ad arrivare nel piccolo centro.

    Fortunatamente ci sono pochissime persone in giro, perlopiu anziani o operai che stanno ristrutturando una parte del molo, con un grande barcone/gru che un po disturba la vista.
    Giriamo silenziosamente per le viette, piene di casette vecchie con le facciate in legno scuro, abitazioni più recenti con le pareti grigie o quelle più nuove, in lamiere speciali per il salso o con l’intonaco meno rovinato.

    Paolo ha bisogno di caffè, così troviamo un posticino delizioso proprio fronte molo, dove ci riempiamo di caffeina e mangiamo una fetta di dolce seduti sul tavolo a parete guardando fuori.

    Riprendiamo il nostro giro. Fotografiamo le fontanelle a forma di ponyo, saliamo su uno dei templi del villaggio e scorgiamo la casa con letto rosso che ha ispirato quella di Rissa nel cartone.
    È tutto pacifico, tranquillo, proprio come il film. È facile immaginare il perché lo studio ghibli abbia scelto un piccolo paradiso come questo per ispirarsi e creare la cittadina sul mare che tanto abbiamo amato

    Si fa ora di pranzo e come al solito Paolino si era segnato già almeno tre bar che propongono qualcosa di vegetariano sulla mappa. Decidiamo per un piccolo caffè tutto rimodernato, con la facciata fuori in legno chiaro a limelle e il dentro in cemento spazzolato. Ordiniamo una zuppa di miso, onigiri senza carne e un contorno di cetrioli. Mangiamo tutto ovviamente.
    Dopodiché ci sediamo sui gradini bagnati dall’acqua del porto per gustare una pesca comprata da un anziano fruttivendolo mentre gironzolavamo. Goduria perfetta.

    Risaliamo sull’autobus per Fukuyama che sono le tre e passiamo il viaggio a guardare fuori dal finestrino, pieni di abbiocchi.

    Il treno per Himeji è alle otto di sera. Dobbiamo ingannare il tempo.
    A Fukuyama non c’è veramente nulla da fare. Nulla che valga le poche energie che abbiamo almeno.
    Proviamo a cambiare i biglietti dello Shinkansen, ma le corse prima sono tutte piene.
    Proviamo ad andare in un negozio di fumetti vicino la stazione, nulla di interessante. Facciamo un giro del centro commerciale interno alla stazione, nulla di interessante.
    Decidiamo di uscire, vedere da fuori il castello di Fukuyama che comunque è bellissimo. Ci sediamo su una panchina sotto il castello per far passare il tempo. Il tramonto cala sul palazzo bianco. Ma sono comunque ancora le sei.
    Paolino trova un centro commerciale a pochi minuti di autobus. Se non altro lì hanno ristoranti e magari passiamo il tempo.

    Facciamo giusto un giro in un negozio sportivo dove trovo tre maglie della Columbia al prezzo di mezza e riusciamo a mangiare un panino veg con la salsa al pesto al Mos Burger (finalmente un fast food che fa anche panini vegetali!!).

    Torniamo in stazione, McFlurry e Shinkansen verso Himeji.

    Un pomeriggio un po così, senza grandi avventure. Ma ci ripetiamo che ci sta. È il prezzo da pagare quando non vuoi programmare fino all’ultimo secondo. Può starci un po di noia. Dopotutto sono più di due settimane che sgambettiamo in giro.
    E il paesino di stamattina è stato comunque coccolo.

    Siamo contenti in fondo: le grandi città del Giappone stanno arrivando.
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