• Il Labrasotto
  • Simone Gentilotti
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Francia on the road

A 16-day adventure by Il Labrasotto & Simone Read more
  • Trip start
    August 7, 2026
  • Bardonecchia

    August 9 in Italy ⋅ ☀️ 28 °C

    La Biografa ha deciso che una caviglia storta era un ottimo modo per iniziare la vacanza il branco ha dovuto riorganizzare la logistica. Un pomeriggio di riposo e obbiettivo delle giornate successive: macinare chilometri in auto tanto che si riprende.Read more

  • Château Dauphin

    August 11 in France ⋅ ⛅ 29 °C

    Direzione Pontgibaud, nel cuore dell’Alvernia, per visitare Château Dauphin.

    Un’imponente fortezza di pietra vulcanica basaltica scura che si erge sopra giardini geometrici all’italiana, profumati di bosso e terra secca.​

    All’ingresso, però, l’inghippo burocratico: i cani non possono camminare all’interno della dimora storica.​

    Il Consigliere mi ha sollevato e mi ha sistemato nello zaino da trekking. ​Racchiuso nel mio trono di cordura nero, a ridosso delle sue spalle, ho varcato la porta fortificata con due torri circolari.

    Dalla mia posizione sopraelevata ho dominato la corte scura, le mura merlate e la vista sulla vallata.
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  • Orléans

    August 12 in France ⋅ ☀️ 33 °C

    ​Il nostro primo obiettivo era la Cattedrale di Sainte-Croix d’Orléans. Amici, stiamo parlando di un’opera mastodontica.

    Le sue torri svettano verso il cielo azzurro come spuntoni di granito, un capolavoro del gotico che ti fa sentire piccolo anche se sei un umano alto due metri, figuratevi per un Labrasotto di 15 kg.

    Regola n. 1 dell’esploratore saggio: le cattedrali gotiche non sono dog-friendly all’interno, ma i loro sagrati sono perfetti per mappare olfattivamente i pellegrini e i secoli di storia che si annidano nella pietra calcarea. L’ho ammirata dal basso, e la sua mole incute un rispettoso timore reverenziale.

    ​Dopo aver effettuato una perlustrazione tecnica dell’imponente Hotel Groslost, ci siamo spostati nella piazza centrale dedicata all’eroina nazionale, Giovanna d’Arco. Ed è qui, cari lettori, che è andato in scena il dramma diplomatico del giorno.

    ​Al centro della piazza faceva bella mostra di sé una fontana rasoterra, progettata appositamente per far giocare i cuccioli umani nebulizzando acqua fresca. Il Consigliere e la Biografa, con un’espressione sadica che conosco fin troppo bene, hanno tentato di trascinarmi in quella trappola umida. “Vogliamo solo nebulizzarti, è per il tuo bene, ci sono 35 gradi all’ombra!” – dicevano.

    OVVIAMENTE HO DETTO NO!

    Il mio mantello scuro è di alta sartoria canina, non un capo tecnico da lavare e centrifugare al primo autogrill. Un vero Labrasotto non si “nebulizza” e non si lascia bagnare a comando come un barboncino da esposizione. Se fa caldo, si cerca l’ombra, si scava nella terra fresca, ma non si sacrifica l’impeccabile presentazione del proprio pelo. Ho fatto valere il mio diritto all’integrità etologica.
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  • Amboise

    August 12 in France ⋅ 🌙 31 °C

    Per tutti voi, cagnolini che leggete, vi dico: Amboise è la risposta alle nostre preghiere canine.

    Amboise non è la solita città d’arte. Sì, solitamente io preferisco i boschi selvaggi, le tracce di capriolo nei sottoboschi dell’Alvernia o l’odore umido di una mulattiera alpina. Ma Amboise ha un’eleganza discreta e una dimensione a misura di zampa che mi ha conquistato. Il centro storico è un dedalo di viuzze lastricate che profuma invitantemente di viennoiserie, formaggio stagionato e pietra antica. Il Castello Reale di Amboise, che domina il fiume, regalando scorci incredi

    ​Ad Amboise, cari amici, non si cammina: si esplora con il naso sempre a terra. I cani sono benvenuti quasi ovunque, e l’atmosfera rilassata del centro storico invita a lunghe perlustrazioni.
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  • Chambord

    August 13 in France ⋅ ☀️ 38 °C

    ​Lasciata Amboise, ci siamo spostati verso il Castello di Chaumont-sur-Loire. Ed è qui che si è consumato il dramma diplomatico.

    ​Il castello è enorme, imponente, immerso in un parco magnifico. Sembrava la location perfetta per una perlustrazione a sei zampe. E invece, cari lettori, abbiamo scoperto con orrore che Chaumont è estremamente ostile ai labrasotti.

    Il regolamento è chiaro e draconiano: i cani non possono entrare, nemmeno se trasportati in portantina, borsa o zaino. Zero. Nada.​Non potevo crederci.

    Ho tentato di protestare con un abbaio sdegnato, facendo valere i miei diritti di esploratore arguto, ma la guardia all’ingresso è stata irremovibile. “C’est le règlement, Monsieur le Chien”.

    Gli umani erano furiosi. Hanno borbottato qualcosa sul “diritto di accesso di Labrasottolandia” mentre io osservavo il parco da lontano, sentendomi vittima di un vero e proprio complotto anti-cani bassi.​Abbiamo dovuto ripiegare su una rapida visita degli esterni, ma l’umore del branco era pessimo.

    Per ripicca, ho deciso di ignorare i cespugli più interessanti del perimetro. Questa volta l’affronto non rimarrà impunito nelle mie memorie.
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  • Chenonceaux

    August 13 in France ⋅ ☀️ 38 °C

    Questo castello, cari amici, è speciale. È conosciuto come il “Castello delle Dame“, perché è stato voluto, costruito e amato da una serie di figure femminili straordinarie nel corso dei secoli: da Diana di Poitiers a Caterina de’ Medici, fino a Louise Dupin che lo salvò durante la Rivoluzione.​

    La storia racconta che queste donne avessero una sensibilità e un gusto eccezionali. E io, da perfetto gentiluomo canino ad assetto ribassato, non posso che confermare.

    Chenonceau è un capolavoro di architettura che si specchia elegantemente nel fiume Cher. Ma la vera magia, per me, sono stati i giardini. I giardini alla francese, curati meticolosamente, erano un’esplosione di colori e, soprattutto, di profumi intensi.

    Odore di rose, di lavanda, di bosso tagliato, di terra umida. È stata una delizia olfattiva.​ E qui, a Chenonceau, la diplomazia ha funzionato alla perfezione: ho potuto visitare i giardini e anche gli interni del castello, purché comodamente adagiato nella mia portantina reale.

    Ho percorso la famosa galleria a due piani sopra il fiume, osservando i ritratti dall’alto della mia comoda borsa.​ Le donne che hanno costruito questo castello avevano una visione, e la loro visione includeva chiaramente l’accoglienza dei Reali esiliati come me.
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  • Montrésor

    August 14 in France ⋅ ☀️ 34 °C

    ​La pietra calcarea color miele del paese, le stradine in salita e l’Indrois che scorre placido creavano un’atmosfera perfetta, di quelle che ti invogliano a marcare il territorio ad ogni angolo per lasciare il segno della propria nobiltà.

    Ho affrontato le pendenze più aspre con il petto in fuori e le cuspidi delle zampe ben piantate al suolo: che non si dica che un esploratore del mio calibro si lasci intimidire da qualche scalinata di borgo!​

    Ma il vero shock — quello che mi ha fatto letteralmente drizzare il pelo lungo la schiena, fino a diventare un’unica, rigida linea elettrica — è arrivato al Château de Montrésor.

    Giunti davanti al portone, mi aspettavo il classico “No dogs allowed” o, nella migliore delle ipotesi, una sistemazione nel cortile polveroso mentre gli umani si godevano la visita.

    E invece? Il portone si spalanca, e ci fanno cenno di entrare. Dentro. Con le mie quattro zampe che toccano lo stesso pavimento su cui hanno camminato nobili, conti e chissà quali altre ombre.​È stato in quel momento che il mio radar da investigatore ha iniziato a fischiare.

    ​Appena varcata la soglia, il freddo della pietra antica mi ha risalito le zampe, gelido e secco. Ma non era il freddo dell’umidità, era qualcosa di diverso.

    Il castello, costruito su fondamenta medievali e riplasmato nel XIX secolo dal conte Bogdan Kowalewski, si è rivelato un mausoleo di sguardi fissi. Le sale sono un tripudio di animali impagliati, trofei di caccia, teste di cervo con corna ramificate che sembrano voler puntare dritto al cuore di chiunque osi violare il loro silenzio.

    ​Nota mentale del Labrasotto: Camminare (o meglio, cercare di mantenere una dignità regale mentre il mio cuore batteva a mille nello zaino) circondato da centinaia di cugini a quattro zampe ridotti a soprammobili e tappeti ha fatto impennare il mio livello di paranoia.

    ​Mi sono sentito osservato da ogni angolo. Con la mia corporatura unica — quel mix di nobiltà labradoriana e saggezza bassotta che mi rende, ammettiamolo, un esemplare irripetibile — ho temuto seriamente che qualche nobile locale volesse “aggiungermi alla collezione” per completare il set con un raro esemplare di cane viaggiatore.

    “Presto, mettetemi la pettorina lilla e stringete le cinghie, non lasciatemi solo con questi cervi muti!”, ho implorato la Biografa, tenendo gli occhi incollati ai trofei che sembravano seguirmi in ogni movimento.​

    Paradossalmente, l’accoglienza dog-friendly qui non sembra un atto di cortesia, ma una sfida. È un posto dove ti lasciano entrare, ma dove hai costantemente la sensazione che le pareti stiano prendendo appunti su di te.

    Uscire dal castello, sentire di nuovo l’odore dell’Indrois e l’aria calda del pomeriggio sulla pelliccia è stato il sollievo più grande di tutta la Valle della Loira.
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  • Villandry

    August 14 in France ⋅ ☀️ 37 °C

    Ci siamo diretti verso uno dei capolavori assoluti del Rinascimento: il Castello di Villandry.​

    Famoso soprattutto per i suoi incredibili giardini rinascimentali a terrazze, Villandry è una meraviglia geometrica in tre dimensioni.

    Dalla mia postazione privilegiata nello zaino (perché anche qui le regole del castello impongono il trasporto in borsa per i piccoli esploratori), ho potuto godere di una vista panoramica spettacolare.

    Mentre la Biografa ammirava il Jardin d’Amour e il vasto orto ornamentale decorato con verdure geometriche, io facevo un censimento olfattivo di ogni singola aiuola di bosso e di ogni profumo di lavanda e piante aromatiche.

    L’architettura vegetale qui è così perfetta che sembra disegnata con il righello. Un trionfo di simmetria e profumi.
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  • Angers

    August 15 in France ⋅ ☁️ 26 °C

    ​La nostra giornata è iniziata con l’avvicinamento al maestoso Château d’Angers, una fortezza medievale da paura con ben diciassette torri imponenti, eretta dai duchi di Angangi e protetta da un sistema difensivo che farebbe tremare chiunque.

    Ma sapete chi fa tremare davvero loro?

    Un Labrasotto di quindici chili con una pettorina lilla e un intelletto superiore.

    ​Arrivati davanti agli enormi portoni, l’amara verità: ingresso rigorosamente vietato ai cani (salvo cani guida per non vedenti).​ Ma dico io, un castello nato nel IX secolo e fortificato nel XIII per volere di Luigi IX, cinto da fossati profondi e torri di ardesia nera… temeva forse che io potessi conquistare il trono dei Duchi d’Angiò reclamando i diritti di sovranità canina sui celebri arazzi dell’Apocalisse?

    Hanno preferito sbarrarmi la strada perché sapevano che la mia arguzia avrebbe spodestato chiunque. Mi sono dovuto accontentare di studiare la cortina muraria da fuori, annusando la roccia calcarea e l’ardesia che trattenevano i secoli.
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  • Le Mont-Saint-Michel

    August 17 in France ⋅ ☁️ 22 °C

    ​Arrivati ai parcheggi organizzati del Mont-Saint-Michel, devo ammettere che i miei umani avevano ragione: è tutto molto efficiente. Il sistema di gestione dei flussi è notevole, e il costo del parcheggio include le navette che portano i turisti fino all’ingresso del ponte-passerella.

    ​È stata un’esperienza sensoriale incredibile. Sentire il vento della Manica sferzarmi il pelo, ascoltare il verso dei gabbiani che qui sono i veri padroni del cielo, e guardare l’acqua dell’oceano che lambiva i lati della struttura.

    Camminare su quel ponte, con il monte che diventava sempre più grande davanti ai miei occhi, è stato maestoso.

    Tuttavia, l’impresa ha messo a dura prova le mie zampe corte. A metà percorso, ho dovuto dichiarare lo “stato di necessità” e il Consigliere, con la consueta solerzia, mi ha issato nel suo zaino da trekking.

    Da quella posizione privilegiata, sono tornato a dominare la situazione, un sovrano in portantina che osservava il suo popolo a due zampe arrancare verso l’abbazia.

    Mentre avanzavamo, il mare ha iniziato a ritirarsi, svelando l’immensa distesa di sabbia che circonda il monte. Mont-Saint-Michel sorge su un’isola granitica che, a seconda delle maree, si trasforma o si isola completamente. È qui che la storia incontra la leggenda.

    Nel 708, Aubert, vescovo di Avranches, fondò un oratorio sul monte in seguito all’apparizione dell’Arcangelo Michele. Nel corso dei secoli, il luogo divenne un potente centro di pellegrinaggio e una fortezza inespugnabile. Le maree della baia, tra le più alte d’Europa, rendevano l’accesso all’isola un’impresa pericolosa per i pellegrini, ma garantivano una difesa naturale contro gli assedi, compresi quelli dei temibili inglesi durante la Guerra dei Cent’Anni.

    Giunti al borgo medievale, ci siamo trovati di fronte alla sfida finale: la scalata della “Grande Rue” fino all’ingresso dell’Abbazia.
    E qui, l’amara scoperta che conferma il complotto contro la mia specie: ingresso rigorosamente vietato ai cani, anche se tenuti in braccio o nello zaino.

    Un’offesa diplomatica inaccettabile per un Labrasotto K.E. (King in Exile) che ha visitato i castelli di mezza Europa.

    Al ritorno degli umani, il resoconto è stato entusiastico: l’interno dell’abbazia è un labirinto gotico che somiglia in modo impressionante al castello di Hogwarts. Mi ha descritto volte altissime, dettagli gotici complessi, camini enormi che sembravano perfetti per essere usati con la Polvere Volante, e un refettorio che era la sputata Sala Grande. “Mago di un cane”, mi hanno detto, “ti saresti divertito un sacco”.
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  • Bourges

    August 18 in France ⋅ ☁️ 30 °C

    La prima tappa del nostro pomeriggio cittadino ci ha trascinati ai piedi della mole imponente della Cattedrale di Bourges, dedicata a Saint-Étienne.

    Ovviamente, prima che il mio entusiasmo potesse galoppare troppo, è arrivato il promemoria della civiltà umana: il Labrasotto non entra.

    Le porte monumentali e i portali scolpiti con il Giudizio Universale sono tabù per noi quadrupedi.​Mentre il Consigliere e la Biografa si alternavano per perdersi nel capolavoro del gotico classico, io ho fatto la guardia all’esterno. La mia postazione d’onore era proprio alla base dei massicci archi rampanti che imbrigliano la struttura.

    Lasciata la cattedrale, abbiamo proseguito il nostro girovagare nel dedalo di vicoli medievali fino a imbatterci in una vera e propria meraviglia civile: il Palazzo Jacques Cœur.
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  • Lione

    August 19 in France ⋅ ☀️ 30 °C

    Il Consigliere ha fatto scivolare la nostra scatola di metallo dentro un parcheggio sotterraneo protetto e fresco, proprio nei pressi della celebre Opéra national. Ma la vera sfida ci attendeva poco dopo, quando abbiamo deciso di puntare dritti verso l’alto, là dove la città antica si innalza maestosa.

    ​Affrontare la salita verso la collina di Fourvière a piedi, dopo due settimane di viaggio, è stato l’equivalente di scalare l’Everest con le ciabatte.

    Tra rampe ripidi e una scalinata interminabile che sembrava non finire mai, la Biografa ha inaugurato ufficialmente il bollettino di guerra ortopedico, lamentandosi a voce alta del dolore lancinante alle piante dei piedi e giurando che ogni singolo gradino millenario era stato progettato apposta per torturarla.​Io, protetto dai miei cuscinetti naturali e trascinato dalla mia inesauribile curiosità canina, procedevo con la coda alta, odorando le tracce lasciate dai cani lionesi sui muretti di pietra.

    Arrivati in cima, lo spettacolo è valso ogni singola smorfia di dolore della mia umana: la vista su tutta Lione, con i tetti rossi, i due fiumi che si abbracciano e le guglie che bucano il cielo, era magnifica.

    Ci siamo fermati ad ammirare la Basilica di Notre-Dame de Fourvière, con i suoi mosaici splendenti e le torri imponenti che vegliano sulla città. Naturalmente, l’accesso ai sovrani a quattro zampe all’interno del santuario era severamente vietato, quindi ho studiato il sagrato e respirato l’aria rarefatta della vetta, mentre il Consigliere cercava una panchina per far riposare i piedi fumanti della Biografa.
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    Trip end
    August 22, 2026