India, here we are!
December 28, 2025 in India ⋅ ☀️ 25 °C
🇮🇹 (DE weiter unten) E dopo un numero indefinito di ore di viaggio...eccoci finalmente in India! Stanchi, ma felici! Il primo benvenuto lo abbiamo ricevuto sul volo verso Kochi, alle 3 del mattino ci svegliano per portarci la colazione... e cosa se non una porzione di curry?
Attrerati a Kochi, ci siamo diretti in hotel in taxi. Prima impressione? Caos totale! E cosa ce lo fa fare di guidare su queste strade in tuktuk?!
Ma ormai non si torna indietro...
Kochi (677'381 popolazione) è la città capitale della regione del Kerala e si affaccia sul mare delle Laccadive. Infatti ha anche delle isolette/ semi isole, una di quali Fort Kochi, la più turistica, dove siamo noi. Infatti siamo in mezzo a tantissimi altri Indiani in visita per le feste di inizio anno. Cittadina molto carina con diverse influenze culturali, colonizzata prima dai Portoghesi, poi dai Belgi e infine dagli Inglesi ha anche un grande quartiere ebraico.
Aneddoti divertenti:
- A poche ore dall'arrivo a Fabio hanno già chiesto di poter fare una foto con la bianca Sara
- Fuori da Kochi stanno costruendo una nuova strada/ponte. I lavori sembrano proseguire lentamente...e con poche protezioni..
La gente è gentile e per il momento lo stomaco sta bene! Alla prossima!
🇩🇪Und nach einer unbestimmten Anzahl von Reisestunden … sind wir endlich in Indien angekommen! Müde, aber glücklich! Den ersten Willkommensgruß haben wir bereits auf dem Flug nach Kochi bekommen: Um 3 Uhr morgens wurden wir geweckt, um das Frühstück zu bekommen … und was, wenn nicht eine Portion Curry?
In Kochi gelandet, sind wir mit dem Taxi zum Hotel gefahren. Der erste Eindruck? Totales Chaos! Und was bringt uns nur auf die Idee, auf diesen Straßen mit dem Tuk-Tuk zu fahren?!
Aber jetzt gibt es kein Zurück mehr …
Kochi (677.381 Einwohner) ist die Hauptstadt der Region Kerala und liegt am Lakkadivensee. Tatsächlich gibt es hier auch kleine Inseln bzw. Halbinseln, eine davon ist Fort Kochi, die touristischste – und genau dort sind wir. Entsprechend sind wir von sehr vielen anderen Indern umgeben, die wegen der Neujahrsfeiertage unterwegs sind. Eine sehr hübsche Stadt mit vielen kulturellen Einflüssen: zuerst von den Portugiesen, dann von den Niederländern und schließlich von den Engländern kolonisiert, verfügt sie auch über ein großes jüdisches Viertel.
Lustige Anekdoten:
- Wenige Stunden nach der Ankunft wurde Fabio bereits gefragt, ob man ein Foto mit der weißen Sara machen darf.
- Außerhalb von Kochi wird gerade eine neue Straße/Brücke gebaut. Die Arbeiten scheinen langsam voranzugehen … und mit sehr wenigen Sicherheitsvorkehrungen...
Die Menschen sind freundlich und bisher macht der Magen gut mit! Bis zum nächsten Mal!Read more
Day 1
Jan 2–3 in India ⋅ ☁️ 23 °C
(DE unten) 🇮🇹 3, 2, 1 e via! Si parte! Il Rickshaw Run è partito sta mattina da Fort Kochi. La prima sorpresa non si lascia tanto attendere...Dopo esser passati dall'hotel a caricare i bagagli un signore ci approcia chiedendo cosa stessimo facendo con un tuktuk. Il suo accento ci incuriosisce, e infatti si tratta di Werner dal lago di Brienz in Svizzera! Il mondo è proprio piccolo. La prima mezzora del viaggio passa quindi così, a chiacchierare con lui.
Continuiamo in direzione del traghetto, dove ci fanno compagnia i meccanici del team. Stanno portando i tuktuk "di prova" in un deposito per poi partire con l'aereo verso Jaisalmer. Il nostro viaggio inizia tranquillo, super carichi e di buon umore.
Ma pian piano il nostro mezzo cede...dopo un paio di tentativi non vuole più saperne dall'accendersi..Ahimè 🙈 Chiediamo a passanti, aspettiamo ed ecco che riusciamo a raggiungere un meccanico! 5 secondi dopo ha risolto il problema: una valvola era invertita, al posto di "on" come scritto era impostata su "riserva". Saranno stati gli amici meccanici a farci uno scherzetto?
Il nostro viaggio continua, anche se un poco demoralizzati. Meno male è ora di pranzo e decidiamo di prenderci un pollo fritto (si...proprio dal kfc) per rallegrarci. Rinforzati continuiamo tra campi di riso, surpassi di rotaie, traffico e indiani curiosi che chiedono foto.
Per questo giorno ci fermiamo fuori Palakkad, dato che inizia a far buio. Destinazione Coimbratore non raggiunta.
Giorno 1, Ca. 130 km
🇩🇪 3, 2, 1 und los! Es geht los! Der Rickshaw Run ist heute Morgen in Fort Kochi gestartet. Die erste Überraschung lässt nicht lange auf sich warten… Nachdem wir am Hotel vorbeigefahren sind, um das Gepäck einzuladen, spricht uns ein Herr an und fragt, was wir mit einem Tuk-Tuk machen. Sein Akzent macht uns neugierig, und tatsächlich: Es ist Werner vom Brienzersee in der Schweiz! Die Welt ist doch klein. Die erste halbe Stunde der Reise vergeht also plaudernd mit ihm.
Wir fahren weiter in Richtung Fähre, wo uns die Mechaniker des Teams begleiten. Sie bringen die „Test“-Tuk-Tuks in ein Depot, um dann mit dem Flugzeug nach Jaisalmer weiterzureisen. Unsere Reise beginnt ruhig, hochmotiviert und gut gelaunt.
Doch nach und nach gibt unser Gefährt nach… Nach ein paar Versuchen will es einfach nicht mehr anspringen… Ach je 🙈 Wir fragen Passanten, warten – und schließlich schaffen wir es, einen Mechaniker zu erreichen! Fünf Sekunden später hat er das Problem gelöst: Ein Ventil war falsch eingestellt – statt auf „On“, wie beschriftet, stand es auf „Reserve“. Ob uns die befreundeten Mechaniker wohl einen Streich gespielt haben?
Unsere Reise geht weiter, wenn auch etwas demoralisiert. Zum Glück ist es Mittagszeit, und wir beschließen, uns mit einem frittierten Hähnchen (ja… direkt von KFC) aufzumuntern. Gestärkt fahren wir weiter durch Reisfelder, über Bahnübergänge, durch Verkehr und vorbei an neugierigen Indern, die nach Fotos fragen.
Für heute machen wir außerhalb von Palakkad Halt, da es anfängt dunkel zu werden. Ziel Coimbatore nicht erreicht.
Tag 1, ca. 130 km.Read more
Giorno 2 - superiamo un passo ?
Jan 3–4 in India ⋅ ☀️ 23 °C
(DE unten) 🇮🇹 Ed eccoci qua, fantastico secondo giorno firmato India Böötle 🛺🔥
Lasciamo Palakkad alle spalle con una domanda che ci rimbomba in testa più del motore del tuk-tuk: “Ce la faremo?”
Andando verso nord abbiamo varcato il primo confine regionale, andando dal Kerala a Tamil Nadu (regno dei Tamil). Abbiamo passato Coimbratore e ci siamo diretti verso nord, ma non prima di gustarci un buon chai in un baracchino lungo l'autostrada. Andando verso nord ci rendiamo conto di due cose: ci sono sempre più mucche in giro per stada e si iniziano a vedere sempre più templi e monumenti induisti. Le due cose probabilmente sono collegate... Nel Kerala invece la prevalenza era di monumenti e chiese cristiane.
Continuando il viaggio, davanti a noi, il primo vero banco di prova: un passo di montagna che non promette sconti a nessuno.
La paura c’era, inutile negarlo. Ma tra un colpo di gas, un sorriso teso e 27 tornanti che sembravano non finire mai, con un pizzico di fortuna (e tanta testardaggine) siamo riusciti a superarlo 💪
Spoiler: Fabio si è divertito parecchio a guidare… forse anche troppo.
E come ogni impresa che si rispetti, arriva la ricompensa.
Ci fermiamo a un piccolo baracchino locale, zero fronzoli e mille profumi, dove ci servono il pranzo su una foglia di banano: un piatto tipico della zona, semplice, speziato e perfetto...anche se Fabio non ne era convinto.
Incontriamo tane scimmie, ma niente elefanti e tigri, nonostante ci siano spesso dei carteli che li indicano. Passiamo la frontiera (con controllo e domande incomprese) ed entriamo nella regione del Karnataka. Per oggi ci fermiamo a Kadakola poco fuori Mysore
Giorno 2, ca. 247 km.
🇩🇪 Und hier sind wir – fantastischer zweiter Tag, signiert von India Böötle 🛺🔥
Wir lassen Palakkad hinter uns, mit einer Frage, die lauter in unseren Köpfen dröhnt als der Motor des Tuk-Tuks: „Schaffen wir das?“
Auf dem Weg nach Norden haben wir die erste regionale Grenze überquert, vom Kerala nach Tamil Nadu (dem Land der Tamilen). Wir sind an Coimbatore vorbeigefahren und weiter Richtung Norden gezogen – aber nicht, ohne uns vorher einen guten Chai an einem kleinen Straßenstand entlang der Autobahn zu gönnen. Je weiter wir nach Norden kommen, desto mehr wird uns zweierlei bewusst: Es gibt immer mehr Kühe auf der Straße, und man sieht zunehmend hinduistische Tempel und Monumente. Die beiden Dinge hängen wahrscheinlich zusammen … Im Kerala hingegen dominierten christliche Monumente und Kirchen.
Während wir weiterfahren, taucht vor uns die erste echte Bewährungsprobe auf: ein Bergpass, der niemandem etwas schenkt.
Die Angst war da – das lässt sich nicht leugnen. Doch zwischen Gasstößen, angespannten Lächeln und 27 Kehren, die kein Ende nehmen wollten, haben wir es mit einer Prise Glück (und sehr viel Sturheit) geschafft, ihn zu bezwingen 💪
Spoiler: Fabio hatte richtig Spaß beim Fahren … vielleicht sogar ein bisschen zu viel.
Und wie bei jedem Abenteuer, das diesen Namen verdient, kommt am Ende die Belohnung.
Wir halten an einem kleinen lokalen Stand – null Schnickschnack, tausend Düfte – und bekommen unser Mittagessen auf einem Bananenblatt serviert: ein typisches Gericht der Region, einfach, würzig und perfekt … auch wenn Fabio davon nicht ganz überzeugt war.
Wir begegnen vielen Affen, aber keinen Elefanten oder Tigern – obwohl es immer wieder Schilder gibt, die auf sie hinweisen. Nach dem Grenzübertritt (inklusive Kontrolle und missverstandener Fragen) erreichen wir die Region Karnataka. Für heute machen wir Halt in Kadakola, etwas außerhalb von Mysore.
Tag 2, ca. 247 km.Read more
Giorno 3 – sopravvivenza avanzata
Jan 4–5 in India ⋅ ☀️ 27 °C
🇮🇹 La giornata inizia bene, anzi benissimo.
Lo staff dell’hotel ci ripara gratuitamente il cupolino del tuk-tuk. Sorrisi, ringraziamenti, feeling pazzesco.
Carichi, partiamo per andare a fare colazione…
Tempo 30 secondi e Sara sente qualcosa che non va. Un fischio strano, che aumenta in parallelo al gas. Panico vero. È domenica, tutto chiuso, e nella testa parte subito il film catastrofico: “E adesso?”
Ed è qui che entra in scena l’India vera.
Un giovane autista, incuriosito dalla livrea del nostro tuk-tuk, si ferma e ci viene in soccorso. Ci porta in giro, ci fa attraversare mezza città e ci spedisce addirittura nel quartiere dei ricchi.
Lì incontriamo un gruppo di anziani, chiacchiera, sorrisi, curiosità… e senza nemmeno accorgercene ci accompagnano per mezza città alla ricerca di un meccanico aperto. Al terzo tentativo lo troviamo!
Plot twist: il meccanico è accanto a un rivenditore di olio per friggere.... e ce n'era a tonnellate!
In due minuti spieghiamo il problema (grazie google traduttore) lui controlla, annuisce e sentenzia: cuscinetto secco, zero grasso.
Cambio rapido, problema risolto.
Tuk-tuk salvo. Cuore pure.
Sulla tabella di marcia abbiamo perso circa un’oretta, ma almeno abbiamo vissuto Mysore vera. Ovvero grande città, con mucche ovunque!
Ne approfittiamo per visitare qualche tempio fuori da Mysore (a Shrirangapattana) respirare, rallentare. Riprendiamo l'autostrada, carichi per recuperare il tempo lasciato alle spalle. Poco dopo ci ferma la polizia...i 2 e i 3 ruote non possono circolare su questa strada, dopo aver barattato la multa (probabilmente intascata da loro) decidiamo di prendere la strada di campagna, senza sapere in cosa andremo a imbatterci...
Ci fermiamo in un paesino per pranzare e finiamo nel posto più local che esista.
Talmente local che si girano tutti a guardarci.
La comanda è uno spettacolo: non capiamo nulla, quindi spieghiamo che vogliamo un piatto da condividere, un mix.
Risultato? Buonissimo. Non troppo speziato, non troppo piccante. Continuano a rifornirci di chapati e un altro pane fritto di cui non ricordiamo il nome e a portarci il bis di verdure e salsette. Fabio improvvisa e si fa dei wrap degni di MasterChef India Böötle edition. Pranzo 10/10
Si riparte.
Ora sì che siamo in ritardo: 2 ore piene.
Poco dopo la strada si fa ardua, è in costruzione e non asfaltata con buche e dossi ovunque. Ma Fabio si rimbocca le maniche, tira fuori gli occhi della tigre e porta il tuk-tuk dove nemmeno gli indiani osano: passando tra due scavatori all'opera (dopo aver malinteso le indicazioni dei lavoratori). Sara in panico, ma ce la facciamo!
Pazzo furioso. Leggenda.
Il cielo si fa sempre più buio, finchè entra la notte, visibilità minima e luci accecanti dai camion. Stanchi, ariviamo in hotel verso le 20:00.
Fabio è k.o. totale. Grande impegno da parte sua oggi, prima la strada coi dossi e poi il buio. Ha Sara ha lasciato la strada asfaltata e facile (dopo che stava andando a sbattere il tuktuk non riuscendo a tenere le buche, serve più allenamento qua!). Grazie per portarci a destinazione sani e salvi Fabio!
Arrivati in hotel, bisogna mangiare. Sara, da vera eroina, cerca di tirargli su il morale con una proposta semplice ma infallibile: street food. E così usciamo di nuovo.
Mini shawarma spettacolare. Il più buono mai mangiato. Ci riempie di gioia! Pancia piena, sorriso ritrovato.
Siamo dei golosoni e quindi decidiamo di prendere anche dei momos dal baracchino accanto. Nel mentre che li mangiamo un ragazzo con cui abbiamo parlato prima ce li paga. La gentilezza delle persone ci studisce ogni volta.
E anche oggi, contro ogni previsione,
i nostri avventurieri sono sopravvissuti, con il tuk-tuk intero, la pancia felice e la mente pronta a riposarsi per il giorno seguente 🛺🌙
Giorno 3, ca. 270 km + qualche round in città
🇩🇪 Der Tag beginnt gut – nein, sogar sehr gut.
Das Hotelpersonal repariert uns kostenlos unseren Sonnenschutz. Lächeln, Dankbarkeit, ein unglaubliches Feeling.
Voller Energie starten wir los, um frühstücken zu gehen …
Nach gerade mal 30 Sekunden merkt Sara, dass etwas nicht stimmt. Ein seltsames Pfeifen, das parallel zum Gasgeben lauter wird. Echte Panik. Es ist Sonntag, alles ist geschlossen, und im Kopf läuft sofort der Katastrophenfilm: „Und jetzt?“
Und genau hier betritt das echte Indien die Bühne.
Ein junger Fahrer, neugierig auf die Lackierung unseres Tuk-Tuks, hält an und kommt uns zu Hilfe. Er fährt mit uns herum, lotst uns durch halb Mysore und bringt uns sogar ins Viertel der Reichen.
Dort treffen wir auf eine Gruppe älterer Männer – Gespräche, Lächeln, Neugier … und ohne dass wir es richtig merken, begleiten sie uns quer durch die Stadt auf der Suche nach einer offenen Werkstatt. Beim dritten Versuch werden wir fündig!
Plot Twist: Die Werkstatt liegt direkt neben einem Händler für Frittieröl … und davon gibt es tonnenweise!
In zwei Minuten erklären wir das Problem (danke Google Übersetzer), er schaut nach, nickt und diagnostiziert: trockenes Lager, null Fett.
Schneller Wechsel, Problem gelöst.
Tuk-Tuk gerettet. Herz auch.
Im Zeitplan haben wir etwa eine Stunde verloren, dafür aber das echte Mysore erlebt. Große Stadt, überall Kühe!
Wir nutzen die Gelegenheit, um außerhalb von Mysore ein paar Tempel zu besuchen (in Shrirangapattana), durchzuatmen, zu entschleunigen. Dann wieder auf die Schnellstraße – motiviert, die verlorene Zeit aufzuholen. Kurz darauf hält uns die Polizei an: Zwei- und Dreiräder dürfen hier nicht fahren. Nachdem wir die Strafe „verhandelt“ haben (die vermutlich direkt in deren Tasche gewandert ist), entscheiden wir uns für die Landstraße – ohne zu wissen, was uns erwartet …
Zum Mittagessen halten wir in einem kleinen Dorf und landen im lokalsten Lokal überhaupt.
So lokal, dass sich wirklich alle nach uns umdrehen.
Die Bestellung ist ein Erlebnis: Wir verstehen kein Wort, also erklären wir, dass wir ein Gericht zum Teilen wollen – einen Mix.
Das Ergebnis? Fantastisch. Nicht zu würzig, nicht zu scharf. Sie bringen uns ständig Chapati und ein weiteres frittiertes Brot, dessen Namen wir vergessen haben, dazu Nachschlag von Gemüse und Saucen. Fabio improvisiert und bastelt Wraps, die MasterChef India Böötle Edition würdig sind. Mittagessen 10/10.
Weiter geht’s.
Jetzt sind wir wirklich spät dran: volle zwei Stunden.
Kurz darauf wird die Straße anspruchsvoll – Baustelle, nicht asphaltiert, Schlaglöcher und Bodenwellen überall. Aber Fabio krempelt die Ärmel hoch, holt den Tigerblick raus und bringt das Tuk-Tuk dorthin, wo sich nicht mal Inder hintrauen: zwischen zwei arbeitenden Baggern hindurch (nachdem wir die Anweisungen der Arbeiter missverstanden haben).
Sara in Panik – aber wir schaffen es!
Verrückt. Legende.
Der Himmel wird immer dunkler, bis die Nacht hereinbricht. Kaum Sicht, blendende Lichter der LKWs. Müde kommen wir gegen 20:00 Uhr im Hotel an.
Fabio ist komplett k.o. Große Leistung heute – erst die üble Straße mit den Bodenwellen, dann die Dunkelheit. Sara hat er die einfache, asphaltierte Strecke überlassen (nachdem sie fast in ein Loch gefahren wäre – hier braucht es definitiv noch etwas Training!). Danke, dass du uns sicher ans Ziel gebracht hast, Fabio!
Im Hotel angekommen, müssen wir essen. Sara versucht als echte Heldin, ihn mit einem einfachen, aber unschlagbaren Vorschlag aufzumuntern: Street Food. Also gehen wir nochmal raus.
Mini-Shawarma vom Feinsten. Der beste, den wir je gegessen haben. Pure Freude! Satt, glücklich, Lächeln zurück.
Weil wir Naschkatzen sind, holen wir uns auch noch Momos am Stand daneben. Während wir sie essen, bezahlt uns ein Junge, mit dem wir vorher gesprochen haben, einfach das Essen. Die Freundlichkeit der Menschen überrascht uns jedes Mal aufs Neue.
Und auch heute, gegen jede Erwartung,
haben unsere Abenteurer überlebt – mit heilem Tuk-Tuk, glücklichem Bauch und einem Geist, der bereit ist, sich für den nächsten Tag auszuruhen 🛺🌙
Tag 3: ca. 270 km + ein paar Runden in der StadtRead more
Giorno 4
Jan 5–6 in India ⋅ ☀️ 30 °C
🇮🇹 Decidiamo di dormire un po di più (fino alle 7) per riprenderci dalla giornata di ieri. Partiamo di buon umore, con l'obbiettivo di macinare un po' di chilometri in direzione di Goa. Senza meta precisa, lasciandoci trasportare dall'andazzo delle cose. Mattinata tranquilla, guida Sara godendoci il paesaggio. Ci fermiamo a Haveri per far pranzo e vedere qualche monumento. Pranzo velocr, strategico, quasi surreale: una pizza da Domino's, per toglierci un po i gusti speziati e piccanti. Pizza onesta, che per gli standard indiani è una signor pizza!
Dato che il ritmo di viaggio è buono, decidiamo di tornare leggermente verso sud e salire già le montagne che portano al mare. Direzione Jog Falls. Le Jog Falls sono una delle più grandi cascate dell'India che in verità sono formate da 4 cascate più piccole: Raja, Rani, Roarer, and Rocket.
Iniziamo la strada verso la montagna e senza rendercene conto siamo circondati da un paesaggio mozzafiato. Piantagioni di palme, zucchero di canna e altre piante indefinite a destra e sinistra, villaggi carinissimi e piccoli laghetti qua e là. Continuiamo fino a poco prima delle cascate, passiamo un ponte ed ecco che si apre un varco. A destra e sinistra del ponte un paesaggio magnifico: un fiume spezzato da piccole isolette di sassi neri e piante verdi intense, ai lati una folta vegetazione e all'orizzonte le montage. Uno spettacolo inaspettato e magnifico.
Sul ponte a godersi lo spettacolo altri 4 tuktuk della nostra gang (i anadesi, dei pazzi furiosi) la gioia di incontrare altri del gruppo è immensa e lo sfoggiamo a rombo di clacson!
Continuiamo verso le cascate per raggiungere il nostro hotel, per questo sera abbiamo preso l'opzione turistica proprio davanti alle cascate. Fatto di cui non eravamo a conoscenza: l'hotel è dentro alla struttura ricreativa e nonostante la riservazione, bisogna pagare 100 rupie a testa (per stranieri) per entrare nella struttura. La ciliegina sulla torta: è tutto in ristrutturazione/costruzione. Gli unici edifici interi sono le camere, il ristorante, i bagni e un ufficio. Insomma fa parte anche questo dell'avventura!
Dopo esserci sistemati andiamo a vedere le cascate, ma è già buio. Sarà per il giorno dopo, sperando che le ruote del tuktuk non abbiano preso un qualche chiodo del cantiere.
La nostra giornata finisce così, a dormire in un hotel in mezzo a un cantiere.
Giorno 4, Ca. 267 km
🇩🇪 Wir beschließen, etwas länger zu schlafen (bis 7 Uhr), um uns von dem gestrigen Tag zu erholen. Wir starten gut gelaunt, mit dem Ziel, ein paar Kilometer in Richtung Goa zurückzulegen. Ohne ein genaues Ziel, lassen wir uns vom Lauf der Dinge treiben. Ein ruhiger Vormittag: Sara fährt, während wir die Landschaft genießen.
Wir halten in Haveri zum Mittagessen und um ein paar Sehenswürdigkeiten zu besichtigen. Ein schnelles, strategisches und fast surreales Mittagessen: eine Pizza von Domino’s, um uns eine Pause von den würzigen und scharfen Geschmäckern zu gönnen. Eine ehrliche Pizza, die nach indischen Maßstäben sogar eine richtig gute Pizza ist!
Da unser Reisetempo gut ist, entscheiden wir uns, ein Stück nach Süden zurückzufahren und schon jetzt in die Berge hinaufzufahren, die zum Meer führen. Ziel: Jog Falls. Die Jog Falls gehören zu den größten Wasserfällen Indiens und bestehen tatsächlich aus vier kleineren Wasserfällen: Raja, Rani, Roarer und Rocket.
Wir beginnen die Fahrt in die Berge und merken kaum, wie wir plötzlich von einer atemberaubenden Landschaft umgeben sind. Plantagen mit Palmen, Zuckerrohr und anderen undefinierbaren Pflanzen rechts und links, wunderschöne kleine Dörfer und hier und da kleine Seen. Wir fahren weiter bis kurz vor die Wasserfälle, überqueren eine Brücke, und plötzlich öffnet sich ein beeindruckender Ausblick. Rechts und links der Brücke eine spektakuläre Landschaft: ein Fluss, unterbrochen von kleinen Inseln aus schwarzen Steinen und intensiv grünem Bewuchs, dichte Vegetation an den Ufern und am Horizont die Berge. Ein unerwartetes und grandioses Schauspiel.
Auf der Brücke genießen vier weitere Tuk-Tuks aus unserer Gang (die Kanadier, völlig Verrückte!) die Aussicht. Die Freude, andere aus der Gruppe zu treffen, ist riesig und wir zeigen sie mit lautem Hupen!
Wir fahren weiter zu den Wasserfällen, um unser Hotel zu erreichen. Für diesen Abend haben wir uns für die touristische Option entschieden, direkt gegenüber den Wasserfällen. Was wir jedoch nicht wussten: Das Hotel liegt innerhalb der Freizeitanlage, und trotz Reservierung müssen wir 100 Rupien pro Person (für Ausländer) zahlen, um das Gelände zu betreten. Das Sahnehäubchen: Alles befindet sich im Umbau bzw. im Bau. Die einzigen fertigen Gebäude sind die Zimmer, das Restaurant, die Toiletten und ein Büro. Kurz gesagt: Auch das gehört zum Abenteuer!
Nachdem wir uns eingerichtet haben, gehen wir zu den Wasserfällen, aber es ist bereits dunkel. Das verschieben wir auf den nächsten Tag – in der Hoffnung, dass die Tuk-Tuk-Reifen keinen Nagel von der Baustelle abbekommen haben.
So endet unser Tag: Wir schlafen in einem Hotel mitten auf einer Baustelle.
Tag 4, ca. 267 kmRead more
Day 5 - Pit stop
Jan 6–7 in India ⋅ ☀️ 31 °C
🇮🇹 Sveglia presto per vedere l'alba su queste meravigliose cascate. Beh che dire? Il paesaggio dal ponte (senza dazi d'entrata) era migliore! Ma nulla ci ferma e siamo carichi per iniziare la nostra discesa verso il mare. Destinazione: Palolem beach, Goa!
Il viaggio prosegue tranquillo nella foresta, le temperature al mattino su in montagna sono abbstanza fredde e iniziamo a vestirci caldi. Arrivati a valle ci fermiamo in un baracchino lungo la strada a mangiare qualcosa per colazione. Questa volta: un curry, tipica colazione indiana! Meno male non era troppo piccante, anche se a finirlo abbiamo fatto fatica. Per fortuna è poi arrivata una mucca a darci una mano, anche a non volerlo...mangiano di tutto!
Entriamo finalmente nella famosa regione di Goa, paese dei balocchi, pure per gli indiani. Infatti varchiamo il confine iniziano a comparire un sacco di shop di vino, birra e super alcolici. In tante regioni dell'India l'alcool è regolamentata con tassi fino all'80%, l'icenze esclusive per la vendita o bandito del tutto come nel Gujarat. Le autorità Goane hanno un humorismo molto particolare nei loro cartelli stradali per indirizzare alla sicurezza (vedi foto).
Entriamo a Palolem in tuktuk e senza nemmeno accorgercene ci viene incontro sullo scooter Simi. Simi e Sonia sono una coppia di Svizzeri conosciuti su Instagram. Già da diversi anni vengono sempre in India a godersi l'inverno e due anni fa hanno partecipato anche loro al Rickshaw Run. L'hanno amato così tanto che si sono comprati un tuktuk e ci girano l'India! Che grandi!
Arrivati poco dopo mezzogiorno ci piazziamo in un barettino in spiaggia e ci godiamo un pranzettino e una birra fresca, o forse due, con vista mare. Aaah che goduria!
Ne approfittiamo per fare un bagno al mare, acque tranquille e pulite (nonostante la spazzatura che si vede in giro ovunque per le strade). In giro si vedono molti europei e nella strada principale del villaggio balneare ci sono un negozio di vestiti e souvenir (prettamente uno identico all'altro) dopo l'altro.
La sera ci incontriamo per una birra con Simi e Sonia, grande gioia di incontrarci di persona! Ci scambiamo racconti e ascoltiamo con entusiasmo le storie delle loro avventure e i consigli per il viaggio! Che grandi!
Raggiungiamo gli altri Rickshaw Runner arrivati a Palolem per il Pit Stop. Che energia! Ci sono una ventina di compagni di viaggio, tutti presi bene, felici e a scambiarsi esperienze degli ultimi giorni e ovviamente programmi futuri.
Andiamo a dormire presto, gli ultimi giorno si fanno sentire. Oggi pochi chilometri ma un po di relax meritato e tanti bei incontri!
Giorno 5, ca. 184 km
🇩🇪 Früh aufstehen, um den Sonnenaufgang über diesen wunderschönen Wasserfällen zu sehen. Tja, was soll man sagen? Die Aussicht von der Brücke (ohne Eintrittsgebühren) war besser! Aber nichts kann uns aufhalten, und wir sind voller Energie, um unseren Abstieg Richtung Meer zu beginnen. Ziel: Palolem Beach, Goa!
Die Reise geht ruhig durch den Wald weiter. Am Morgen sind die Temperaturen oben in den Bergen ziemlich kühl, also ziehen wir uns warm an. Unten im Tal halten wir an einem kleinen Straßenstand an, um etwas zu frühstücken. Diesmal: ein Curry, ein typisches indisches Frühstück! Zum Glück war es nicht allzu scharf, auch wenn es uns Mühe gekostet hat, es aufzuessen. Zum Glück kam dann eine Kuh vorbei, um uns zu helfen… sie fressen wirklich alles!
Endlich erreichen wir die berühmte Region Goa, das Schlaraffenland, sogar für Inder. Kaum überqueren wir die Grenze, tauchen unzählige Läden auf, die Wein, Bier und hochprozentigen Alkohol verkaufen. In vielen Regionen Indiens ist Alkohol stark reguliert, mit Steuern von bis zu 80 %, exklusiven Verkaufslizenzen oder sogar komplett verboten, wie zum Beispiel in Gujarat. Die Behörden in Goa haben einen ganz besonderen Humor bei ihren Verkehrsschildern, mit denen sie zur Sicherheit mahnen (siehe Foto).
Wir kommen mit dem Tuk-Tuk in Palolem an und ohne es richtig zu merken, kommt uns Simi auf ihrem Roller entgegen. Simi und Sonia sind ein Schweizer Paar, das wir über Instagram kennengelernt haben. Seit mehreren Jahren kommen sie jeden Winter nach Indien, um ihn dort zu verbringen, und vor zwei Jahren haben auch sie am Rickshaw Run teilgenommen. Sie haben ihn so sehr geliebt, dass sie sich ein Tuk-Tuk gekauft haben und damit durch ganz Indien reisen! Einfach großartig!
Kurz nach Mittag lassen wir uns in einer kleinen Strandbar nieder und genießen ein leichtes Mittagessen und ein kühles Bier, oder vielleicht zwei, mit Meerblick. Aaah, was für ein Genuss!
Wir nutzen die Gelegenheit für ein Bad im Meer: ruhiges, sauberes Wasser (trotz des Mülls, den man überall entlang der Straßen sieht). Man begegnet vielen Europäern, und in der Hauptstraße des Badeortes reiht sich ein Kleidung- und Souvenirladen an den nächsten (fast alle sehen gleich aus).
Am Abend treffen wir uns mit Simi und Sonia auf ein Bier, eine große Freude, sie endlich persönlich kennenzulernen! Wir tauschen Geschichten aus und hören begeistert von ihren Abenteuern und ihren Reisetipps. Einfach großartig!
Anschließend treffen wir die anderen Rickshaw Runner, die zum Pit Stop in Palolem angekommen sind. Was für eine Energie! Etwa zwanzig Weggefährten, alle gut drauf, glücklich und dabei, Erfahrungen der letzten Tage auszutauschen, und natürlich über zukünftige Pläne zu sprechen.
Wir gehen früh schlafen, die letzten Tage machen sich bemerkbar. Heute nur wenige Kilometer, aber wohlverdiente Entspannung und viele schöne Begegnungen!
Tag 5, ca. 184 kmRead more
Giorno 6 - Ce la prendiamo con comodo
Jan 7–8 in India ⋅ ☀️ 29 °C
🇮🇹 Sul retro del tuk tuk a scrivere queste parole con le mani gelate. Siamo già al nord e al mattino è bello freddo, ma bisogna recuperare ildiario di viaggio. Il tempo è quello che è.
La nottata non è stata delle migliori per Sara. L'alloggio era vicino al mare, ma le pareti erano di cartongesso. Di conseguenza si sentivano i vicini godersi la serata in terrazza. Fabio nel mentre dormiva come se niente fosse. La mattinata ce la prendiamo con calma alla ricerca di un caffè, merce rara in India. Gli indiani sono dormiglioni, o almeno quasi tutti i negozi sono ancora chiusi. Quindi ci accontentiamo di un caffè in un baracchino. Può andare per oggi.
Prendiamo la strada a nord verso la Goa "città". Della gente in strada vuole fermarci, ma noi continuiamo dritto. Era la polizia, ma sembra non interessargli e si dedicano già al prossimo. Durante la giornata sulla strada 66 tanti nostri compagni verranno fermati e lascieranno la mancia agli addetti alla sicurezza, ognuno per motivi un po diversi.
Decidiamo di entrare nella città di Goa. Le vie sono piene di hotel, negozietti, ristoranti e tante di quelle note catene di fast food. Ci sono tantissime insegne di feste, locali e persino casinò. Fabio vuole tentar la sua fortuna, e dopo aver finalmente capito come funziona la modalità e quanto costa, la signora al banco ci dice che non può entrare con i pantaloncini corti. Sfida troppo difficile per Fabio, si torna in strada.
Raggiungiamo Mike e Perez, due ragazzi italiani che partecipano anche loro alla Rickshaw run, nella zona party di Goa. Pranzetto assieme al loro ostello dove incontriamo un altro italiano (come sempre, sono ovunque). È un dj che passa l'inverno a Goa a lavorare alle feste e a godersi il caldo. Che vita!
Il pranzo è andato alla lunga, quindi ci (Fabio) rimbocchiamo le maniche e sfruttiamo le ultime ore prima del buio per fare un po di km lungo verso nord. Decidiamo di tagliare verso il mare e accollarci qualche ora di guida in più per poter fare il bagno. Passiamo tra foreste e sopra ponti che aprono spenditd viste sui fiumi e la vegetazione circostante, mentre il sole sta già scendendo. Viste bellissime.
Arriviamo a Malvan che è già quasi buio, ottimisti ci sistemiamo in fretta e ci incammiamo verso il mare. Sbagliamo strada e raggiungiamo una statua di gigante e illuminata. Scopriamo poi che si tratta di Shivaji Maharaj un maragià del 1600. Purtroppo niente telefoni con noi (volevamo solo fare il bagno), ma decidiamo di tornarci la mattina seguente. Si è fatto buio in fretta e torniamo alla nostra home stay. I proprietari, carinissimi ci hanno regalato una borsa con dei snack.
Cena veloce al ristorante cinese vicino e via a dormire.
Giorno 5, ca. 188 km
🇩🇪 Hinten auf dem Tuk-Tuk schreibe ich diese Zeilen mit eiskalten Händen. Wir sind bereits im Norden und am Morgen ist es ziemlich kalt, aber das Reisetagebuch muss nachgeholt werden. Das Wetter ist, wie es ist.
Die Nacht war für Sara nicht gerade die beste. Die Unterkunft lag zwar in Meeresnähe, aber die Wände waren aus Gipskarton. Dementsprechend konnte man die Nachbarn hören, wie sie den Abend auf der Terrasse genossen. Fabio hingegen schlief, als wäre nichts gewesen. Den Morgen lassen wir ruhig angehen und machen uns auf die Suche nach einem Kaffee, eine seltene Ware in Indien. Die Inder sind Langschläfer, oder zumindest sind fast alle Geschäfte noch geschlossen. Also geben wir uns mit einem Kaffee an einem kleinen Straßenstand zufrieden. Für heute reicht das.
Wir nehmen die Straße nach Norden in Richtung Goa „Stadt“. Einige Leute auf der Straße wollen uns anhalten, aber wir fahren einfach weiter. Es war die Polizei, aber offenbar haben sie kein Interesse an uns und widmen sich schon dem Nächsten. Im Laufe des Tages werden auf der Straße 66 viele unserer Mitfahrer angehalten und geben den Sicherheitskräften ein Trinkgeld, jeder aus etwas anderen Gründen.
Wir beschließen, in die Stadt Goa hineinzufahren. Die Straßen sind voller Hotels, kleiner Läden, Restaurants und unzähliger bekannter Fast-Food-Ketten. Überall gibt es Schilder für Partys, Clubs und sogar Casinos. Fabio möchte sein Glück versuchen, und nachdem wir endlich verstanden haben, wie das Ganze funktioniert und wie viel es kostet, sagt uns die Dame am Schalter, dass er mit kurzen Hosen nicht hinein darf. Eine zu große Herausforderung für Fabio – also zurück auf die Straße.
Wir treffen Mike und Perez, zwei italienische Jungs, die ebenfalls an der Rickshaw Run teilnehmen, in der Partyzone von Goa. Wir essen zusammen in der Nähe ihres Hostels zu Mittag, wo wir noch einen weiteren Italiener treffen (wie immer, sie sind überall). Er ist DJ und verbringt den Winter in Goa, arbeitet auf Partys und genießt die Wärme. Was für ein Leben!
Das Mittagessen zieht sich in die Länge, also krempeln wir (Fabio) die Ärmel hoch und nutzen die letzten Stunden vor Einbruch der Dunkelheit, um noch ein paar Kilometer nach Norden zu machen. Wir entscheiden uns, Richtung Meer abzubiegen und ein paar zusätzliche Stunden Fahrt in Kauf zu nehmen, um baden zu können. Wir fahren durch Wälder und über Brücken, die großartige Ausblicke auf Flüsse und die umliegende Vegetation bieten, während die Sonne bereits untergeht. Wunderschöne Aussichten.
Wir kommen in Malvan an, als es fast schon dunkel ist. Optimistisch beziehen wir schnell unsere Unterkunft und machen uns auf den Weg zum Meer. Wir biegen falsch ab und gelangen zu einer riesigen, beleuchteten Statue. Später erfahren wir, dass es sich um Shivaji Maharaj handelt, einen Maharadscha aus dem 17. Jahrhundert. Leider haben wir keine Handys dabei (wir wollten ja nur baden), aber wir beschließen, am nächsten Morgen zurückzukommen. Es wird schnell dunkel, und wir kehren zu unserer Homestay zurück. Die Besitzer sind sehr herzlich und schenken uns eine Tasche mit Snacks. Schnelles Abendessen im nahegelegenen chinesischen Restaurant und dann ab ins Bett.
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Giorno 7 - Un altro giorno al mare
Jan 8–9 in India ⋅ ☀️ 30 °C
🇮🇹 Decidiamo di svegliarci presto, abbiamo ancora una missione in sospeso: foto del tuktuk con la statua imponente di Chhatrapati Shivaji Maharaj (il nome è un copia in colla di Google...non ce li ricorderemo mai...). L'obbiettivo era di essere lì all'alba, ma non siamo i migliori a svegliarci presto. Arriviamo comunque a un orario decente e scattiamo delle foto magnifiche! La foto ci fa persino vincere il premio per la foto migliore della giornata! Grande Fabio!
Il signore raffigurato nella statua è un importante maragià che nel 1664 ha vinto la battaglia contro l'imperatore moghul Aurangzeb e diede l'autonomia per 10 anni alla regione.
Continuiamo per un po' di km su stradine di campagna, in mezzo a paesini per goderci l'India rurale e le loro strade avventurose. Veniamo premiati da paesaggi stupendi! Tagliamo nell'entroterra per fare un po di km sulla strada veloce e portarci avanti sulla tabella di marcia. Ma anche sulle strade veloci, la situazione strade asfaltate non è la migliore. Ci ritroviamo in un cantiere e deviazione dopo l'altra. L'India sta costruendo , ristrutturando e allargando una grande quantità di strade e ormai ci becchiamo tutte le strade di cantiere tortuose e trafficate. Sarà valsa la pena questo detour? Probabilmente no, ma è stato carino!
Ci fermiamo lungo la strada per un pranzo veloce. La tattica di oggi? Indicare la foto sul menù per ordinare. Ha funzionato, leggermente piccante ma pranzo buono!
Durante le salite il nostro tuktuk non e molto collaborativo e la marcia non vuole mai stare al suo posto. Cerchiamo allora un'officina Bajaj originale per farlo vedere. Ore 14.38, parliamo con il primo signore li davanti e gli raccontiamo il problema. Ci dice che gli operai sono ancora in pausa pranzo e ritornano alle 14.40, dicendolo come se mancasse un eternità. Guardiamo l'orologi confusi, mancano 2 minuti...aspettiamo. Poco dopo arrivano fuori una decina di operai incuriositi da noi e dal nostro tuk tuk, fanno un giro di prova, stringono due viti e 5 minuti dopo possiamo andare. Officina super interessante, tantissimi giovani lavoratori, poster dei modelli di tuktuk con indicato tutte le parti meccaniche dei mezzi e tutti intenti a lavorare (dopo pausa pranzo ovviamente). Foto nr. 8 fa vedere cosa succede con un tuktuk se non si fa abbastanza attenzione...
Continuiamo il nostro viaggio e decidiamo di uscire verso Ganpatipule relativamente presto per goderci un po il mare. È proprio una cittadina turistica per indiani, quadi zero occidentali in vista. Tanta gente si dirige verso un grande tempio vicino al mare e anche in spiaggia è pieno di gente. Sopratutto giovani ma anche famiglie. Sembra che siano appena usciti da scuola e ora si godono la spiaggia. Ci sono venditori che nolleggiano esperienze in quad, ti fanno foto professionali o dove puoi fare un giro sul cavallo. Tutti sono rigorosamente vestiti, anche in jeans, e giocano e fanno il bagno così nel mare. Dato che sono tutti concentrati in un punto, ma la spiaggia è lunghissima ci spostiamo di qualche centinaia di metri per fare il bagno in tranquillità (vestiti pure noi).
Ci godiamo la serata in tranquillità, ma ci rendiamo conto che dobbiamo iniziare a pedalare e macinare un po di km se vogliamo arrivare a destinazione in tempo (media degli ultimi giorni 180 km). Sveglia impostate alle 5.00 con destinazione zona Mumbai.
Giorno 7, Ca. 198 km
🇩🇪 Wir beschließen, früh aufzustehen, denn wir haben noch eine offene Mission: Fotos vom Tuk-Tuk mit der imposanten Statue von Chhatrapati Shivaji Maharaj (der Name ist ein Copy-Paste aus Google … wir werden ihn uns nie merken). Ziel war es, bei Sonnenaufgang dort zu sein, aber frühes Aufstehen liegt uns nicht besonders. Trotzdem kommen wir zu einer anständigen Uhrzeit an und machen großartige Fotos! Das Foto gewinnt sogar den Preis für das beste Foto des Tages! Großartig, Fabio!
Die in der Statue dargestellte Person ist ein bedeutender Maharadscha, der 1664 die Schlacht gegen den Mogulkaiser Aurangzeb gewann und der Region für zehn Jahre Autonomie verschaffte.
Wir fahren noch einige Kilometer über kleine Landstraßen, durch Dörfer hindurch, um das ländliche Indien und seine abenteuerlichen Straßen zu genießen. Wir werden mit atemberaubenden Landschaften belohnt! Dann schneiden wir ins Hinterland ab, um ein paar Kilometer auf der Schnellstraße zu machen und im Zeitplan voranzukommen. Doch selbst auf den Schnellstraßen ist der Zustand der asphaltierten Straßen nicht der beste. Wir geraten von einer Baustelle in die nächste Umleitung. Indien baut, renoviert und erweitert eine enorme Anzahl von Straßen, und inzwischen erwischen wir praktisch nur noch kurvige und stark befahrene Baustellenstrecken. Hat sich dieser Umweg gelohnt? Wahrscheinlich nicht, aber nett war es trotzdem!
Wir halten unterwegs für ein schnelles Mittagessen. Die Taktik für heute? Auf das Foto in der Speisekarte zeigen, um zu bestellen. Hat funktioniert: leicht scharf, aber gutes Mittagessen!
Bei den Steigungen ist unser Tuk-Tuk nicht besonders kooperativ, und der Gang will einfach nicht an seinem Platz bleiben. Also suchen wir eine originale Bajaj-Werkstatt auf. 14:38 Uhr: Wir sprechen mit dem ersten Herrn vor der Werkstatt und schildern ihm das Problem. Er sagt uns, dass die Arbeiter noch in der Mittagspause sind und um 14:40 Uhr zurückkommen, als ob es eine Ewigkeit dauern würde. Wir schauen verwirrt auf die Uhr: noch 2 Minuten … wir warten. Kurz darauf kommen etwa zehn Arbeiter heraus, neugierig auf uns und unser Tuk-Tuk, machen eine Probefahrt, ziehen zwei Schrauben fest, und fünf Minuten später können wir weiterfahren. Super interessante Werkstatt: sehr viele junge Arbeiter, Poster von Tuk-Tuk-Modellen mit allen mechanischen Teilen und alle konzentriert bei der Arbeit (natürlich nach der Mittagspause). Foto Nr. 8 zeigt, was mit einem Tuk-Tuk passiert, wenn man nicht genug aufpasst …
Wir setzen unsere Reise fort und beschließen, relativ früh nach Ganpatipule abzubiegen, um noch etwas Zeit am Meer zu genießen. Es ist eindeutig ein touristischer Ort für Inder, fast keine Westler in Sicht. Viele Menschen strömen zu einem großen Tempel in der Nähe des Meeres, und auch der Strand ist voller Leute. Vor allem junge Menschen, aber auch Familien. Es wirkt, als seien sie gerade aus der Schule gekommen und genießen nun den Strand. Es gibt Verkäufer, die Quad-Erlebnisse vermieten, professionelle Fotos machen oder einen Ausritt auf dem Pferd anbieten. Alle sind strikt bekleidet, sogar in Jeans, und spielen und baden so im Meer. Da sich alle an einem Punkt konzentrieren, der Strand aber sehr lang ist, gehen wir ein paar hundert Meter weiter, um in Ruhe baden zu können (auch wir bleiben angezogen).
Wir genießen den Abend in aller Ruhe, merken aber, dass wir langsam wieder in die Pedale treten und Kilometer machen müssen, wenn wir rechtzeitig ankommen wollen (Durchschnitt der letzten Tage: 180 km). Wecker auf 5:00 Uhr gestellt, Ziel: Raum Mumbai.
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Giorno 8 - Infiniti km verso nord
Jan 9–10 in India ⋅ ☀️ 31 °C
🇮🇹 Sveglia ora 5.00, sta mattina niente coccole e relax, ma si va subito all'opera: finire i bagagli e preparare il tuktuk. Preprazione mattutina non da sottovalutare: nonostante borsa praticamente pronta ci mettiamo quasi un ora, includendo controllio olio, fissaggio borse e travaso acqua. Ore 5.50 siamo già in viaggio! Nuovo record.
Oggi l'obbiettivo è fare diversi km, quindi ci dirigiamo direttamente verso la strada veloce ripercorrendo lo stesso tratto del giorno precedente. Poi Google Maps ci fa prendere una scorciatoia...fino ad oggi non siamo sicuri se lo era veramente, ma sicuramente era un avventura!
Nonostante il buio, la tratta inizia tranquilla, su strade di campagne asfaltate e con poco traffico. Ma pian piano le strade diventano sempre più strette e iniziano a salire. Non l'opzione migliore al mattino da assonati, ma si continua. Passiamo tra una foresta e si aggiunge pure la nebbia bella fitta. Fabio che maledice Sara per la strada, Sara che ribadisce che è colpa di Google Maps. Meno male che non ci perdiamo d'animo e continuiamo. Perchè dopo la salita cosa viene? Sempre una discesa! In questo caso magari non la cosa migliore, perchè i raggi del sole non si sono ancora fatti strada tra la nebbia. Verso le 8 raggiungiamo finalmente la strada veloce e possiamo resprirare. Fun fact: alcuni gruppi che erano in dei villaggi dietro di noi ci hanno quasi raggiunto, nonostante siano partiti dopo.
Il resto della mattinata preosegue abbastanza tranquillo. Sulla strada veloce prosegue Sara e meno male che abbiamo fatto stringere le viti della frizione, dato che la strada prosegue in salita tra cantieri. Veniamo ricompensati con la vista: da noi sole e in basso un mare di nebbia (o smog?).
Ci fermiamo in un baracchino sulla strada e ci godiamo un buon hamburger (strettamente di pollo) e un ottimo wrap. Nel pomeriggio però la situazione capovolge. Ma nel pomeriggio cambia tutto: ci avviciniamo ai dintorni di Mumbai… e Fabio decide che vuole provare l’ebbrezza del traffico.
Spoiler: esperienza mistica. Un casino totale. Nessuna regola. Nessuna pietà.
Il semaforo fa rosso… poi verde… e lì è gas a tavoletta. Chi esita è perduto.
Clacson ovunque. Sopravvivenza pura.
La periferia di Mumbai ha del assurdo. Classi sociali vicinissime una all'altra ma così diverse tra di loro: a destra della nostra strada, una piccola tendopoli, mentre a sinistra un quartiere di palazzoni recintato e custodito dalla sicurezza, con all'interno negozi e parcheggi.
Dopo essere stati respinti da un hotel (al completo nonostante avessimo prenotato) decidiamo di cambiare strategia e puntiamo su un resort.
Scelta provvidenziale.
A cena succede qualcosa di surreale:
tutto lo staff solo per noi. Cinque persone che ci giravano attorno (e che ci fissavano) per servirci qualsiasi cosa. Servizio impeccabile, attenzione totale… sembrava quasi di essere finiti per sbaglio in un ristorante stellato, ma con due viaggiatori stanchi, impolverati e felici.
Motore spento. Corpo stanco. Testa piena. E anche oggi, tra caos e coccole finali, la giornata è andata 🛺
Giorno 8, Ca. 337 km
🇩🇪 Wecker um 5:00 Uhr. Heute Morgen keine Kuscheleinheiten und kein Relaxen, sondern direkt an die Arbeit: Gepäck fertig machen und den Tuk-Tuk vorbereiten. Die morgendliche Vorbereitung darf man nicht unterschätzen: Obwohl die Taschen praktisch schon gepackt sind, brauchen wir fast eine Stunde , inklusive Ölcheck, Befestigen der Taschen und Umfüllen von Wasser. Um 5:50 Uhr sind wir schon unterwegs! Neuer Rekord.
Heute ist das Ziel, viele Kilometer zu machen, also fahren wir direkt auf die Schnellstraße und nehmen dabei dieselbe Strecke wie am Vortag. Dann lässt uns Google Maps eine Abkürzung nehmen … bis heute sind wir uns nicht sicher, ob es wirklich eine war, aber ein Abenteuer war es auf jeden Fall!
Trotz der Dunkelheit beginnt die Strecke ruhig, auf asphaltierten Landstraßen mit wenig Verkehr. Doch nach und nach werden die Straßen immer schmaler und beginnen anzusteigen. Nicht die beste Option am frühen Morgen, wenn man noch verschlafen ist, aber wir machen weiter. Wir fahren durch einen Wald, und dazu kommt auch noch dichter Nebel. Fabio verflucht Sara wegen der Straße, Sara betont, dass Google Maps schuld ist. Zum Glück verlieren wir nicht den Mut und fahren weiter. Denn was kommt nach dem Anstieg? Immer eine Abfahrt! In diesem Fall vielleicht nicht das Beste, da sich die Sonnenstrahlen noch nicht durch den Nebel gekämpft haben. Gegen 8 Uhr erreichen wir endlich die Schnellstraße und können aufatmen. Fun Fact: Einige Gruppen, die in Dörfern hinter uns waren, haben uns fast eingeholt, obwohl sie später gestartet sind.
Der Rest des Vormittags verläuft ziemlich ruhig. Auf der Schnellstraße fährt Sara weiter, und zum Glück haben wir die Schrauben der Kupplung nachziehen lassen, denn die Straße geht bergauf und es gibt viele Baustellen. Belohnt werden wir mit der Aussicht: über uns Sonne, unter uns ein Meer aus Nebel (oder Smog?).
Wir halten an einem kleinen Straßenstand und genießen einen guten Hamburger (streng genommen aus Hähnchen) und einen hervorragenden Wrap. Am Nachmittag kippt die Situation jedoch. Denn dann ändert sich alles: Wir nähern uns den Außenbezirken von Mumbai … und Fabio beschließt, den Nervenkitzel des Verkehrs auszuprobieren.
Spoiler: eine mystische Erfahrung. Totales Chaos. Keine Regeln. Keine Gnade. Die Ampel wird rot … dann grün … und dann heißt es: Vollgas. Wer zögert, ist verloren. Hupen überall. Reines Überleben.
Die Peripherie von Mumbai ist absurd. Soziale Klassen liegen extrem nah beieinander und sind doch so unterschiedlich: rechts von unserer Straße eine kleine Zeltstadt, links ein abgeschirmtes Viertel mit Hochhäusern, bewacht vom Sicherheitsdienst, mit Geschäften und Parkplätzen im Inneren.
Nachdem wir von einem Hotel abgewiesen wurden (ausgebucht, obwohl wir reserviert hatten), ändern wir die Strategie und steuern ein Resort an. Eine goldrichtige Entscheidung.
Beim Abendessen passiert etwas Surreales: Das gesamte Personal nur für uns. Fünf Personen, die um uns herumschwirren (und uns anstarren), um uns jeden Wunsch zu erfüllen. Perfekter Service, volle Aufmerksamkeit … es fühlte sich fast an, als wären wir versehentlich in einem Sternerestaurant gelandet, nur mit zwei müden, staubigen und glücklichen Reisenden.
Motor aus. Körper müde. Kopf voll. Und auch heute ist der Tag zwischen Chaos und abschließenden Verwöhnmomenten gut zu Ende gegangen 🛺
Tag 8, ca. 337 kmRead more

























































































Ma sempre ancora a Kochi? [Eliane]