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Tabata III parte tre

Pengembaraan terbuka oleh Andrea & Beatrice Baca lagi
  • Bye bye Galapagos

    25 Mac, Ecuador ⋅ ⛅ 30 °C

    E dopo un mese esatto a vagare nell’arcipelago principe della biodiversità siamo pronti a ripartire, puntiamo quasi verso sud pieno e dirigiamo la nostra prua verso Rapa Nui. Sarà una navigazione lunga e probabilmente turbolenta ma siamo elettrizzati all’idea di vedere un posto nel mondo così remoto. Partiamo alle 11.30 di mattina, dopo un passaggio all’ufficio immigrazione, una visita a bordo della dogana e i timbri d’uscita sui passaporti.Baca lagi

  • Ritorno a Baltra

    14 Mac, Ecuador ⋅ ☁️ 29 °C

    Torniamo a nord di Santa Cruz per gli ultimi 3 giorni di immersioni. Scegliamo di fare un tuffo lungo da due ore invece che due da un’ora, così abbiamo la possibilità di esplorare il fondale intorno ai 60/65 mt. Scopriamo che sotto ai 30/40 mt la visibilità diventa cristallina e si apre un paesaggio lunare da sogno. Peccato i 19° che sono troppo pochi per la maggior parte delle specie che prediligono l’acqua un pochino più calda e stanno quindi sopra i 30 mt, unico incontro degno di nota un mola mola oceanico (oceanic sunfish) che ci gira intorno per qualche minuto curioso. Non riusciamo a ripetere Gordon Rock e restiamo un po’ inaspriti per comportamenti poco professionali e ritardi della nostra guida, ma non c’è nulla da fare.. le Galapagos ci hanno regalato incontri che non ci scorderemo facilmente e siamo soddisfatti. Prima di tornare a porto Ayora per trascorrere l’ultima settimana ci tocca lavare e disinfettare tutta l’attrezzatura rheb; mettiamo via pinne maschere mute e bombolini, senza troppa tristezza, solo 3 settimane e ci rivediamo.Baca lagi

  • San Cristóbal

    10 Mac, Ecuador ⋅ ☁️ 28 °C

    Arriviamo nel pomeriggio e ormeggiamo davanti a Porto Baquerizo Moreno, tra il rollio delle onde. L’isola è verdissima e arriva subito all’orecchio il verso dei veri abitanti di San Cristobal: i leoni marini. Scopriremo poi nei giorni successivi che l’isola è (giustamente) casa loro, appena si scende a terra ne siamo circondati, alcune strade sono sbarrate dalla loro presenza. Un paio salgono anche sulla spiaggetta di Tabata, nonostante la muraglia di parabordi che avevamo precedentemente creato, e si lamentano sonoramente quando li cacciamo con fatica.
    Nei due giorni successivi al nostro arrivo facciamo 4 tuffi a kicker rock, o anche Leon Dormido, e ci riempiamo gli occhi di squali (martello, pinna bianca e Galapagos shark), aquile di mare, mobule, tartarughe, pesci di ogni colore possibile, bolle di sardine, barracuda, e un sacco di leoni marini. Restiamo davvero soddisfatti da questo tuffi e carichi per gli ultimi 6 che ci aspettano la prossima settimana.
    Il 13 marzo ci svegliamo presto, sistemiamo la barca e scendiamo a terra a fare un po’ di rifornimento cambusa. Il giorno successivo ci rimettiamo in viaggio verso Baltra dove staremo circa una settimana.
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  • Pit stop prima di San Cristóbal

    8 Mac, Ecuador ⋅ ☁️ 29 °C

    Torniamo a Puerto Ayora prima di spostarci verso Puerto Baquerizo Moreno, sull’isola di San Cristobal, dove faremo altri 4 tuffi.
    Negli ultimi 4 giorni abbiamo finalmente messo la testa sott’acqua; il 5 marzo abbiamo fatto i nostri primi due tuffi a Gordon’s Rock, punto d’immersione pazzesco, pieno di vita, di squali martello, tartarughe, aquile di mare, squali pinna bianca e mille specie di pesci tropicali, unica pecca la corrente fortissima che ci ha reso l’immersione alquanto faticosa e in affanno. Il secondo giorno ci siamo spostati su Mosquera e Daphne, anche qui siamo rimasti senza parole, la visibilità molto meglio rispetto a Gordon’s Rock, corrente giusta per attirare pesce e non faticare terribilmente, muro di squali martello e leoni marini che si sono venuti a farsi vedere e giocare con noi.
    Ultimi due tuffi il 7 marzo, sull’isola di San Bartolomè, che ci hanno lasciato un po’ di amaro in bocca: la visibilità era pessima e anche se ci fosse stata molta vita non saremmo probabilmente riusciti a vederla, il tutto migliorava intorno ai 30mt dove peró il pesce finiva; unica nota davvero positiva è che abbiamo beccato un Mola Mola, o pesce luna, o sunfish, enorme, bellissimo nella sua stranezza, immerso in un banco di barracuda.
    L’8 di ritorno verso Puerto Ayora e il 9 di rifornimenti a terra, pronti per un nuovo giro di tuffi nei prossimi due giorni!
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  • Pronti per immergerci...

    4 Mac, Ecuador ⋅ ☁️ 29 °C

    Ci spostiamo da Puerto Ayora verso il nord dell’isola, arrviamo a Baltra e ci ormeggiamo sul versante ovest. Una navigazione tranquilla con mare piatto, sole e tanti avvistamenti: tartarughe, leoni marini e pseudorche che ci hanno lasciato molto piacevolmente colpiti.
    Caliamo l’ancora e assaporiamo il rollio quasi impercettibile che ci era mancato dopo l’ormeggio ballerino di puerto Ayora.
    Prepariamo bombole stagna e rheb, siamo pronti per immergerci finalmente nelle acque delle Galapagos che, siamo certi, saranno piene di sorprese.
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  • Buongiorno Galapagos 😍

    25 Feb–25 Mac, Ecuador ⋅ ⛅ 29 °C

    Dopo cinque, fin troppo tranquilli, giorni di navigazione raggiungiamo Puerto Ayora, Santa Cruz, Galapagos. Sono stati giorni di poco vento e mare piatto, solo qualche squalls notturno che ha destato un po’ gli animi, e delle Sule che ci hanno usato come passaggio taxi.
    Avvistata terra, a bordo si inizia a respirare un’aria diversa, di esaltazione, gioia e scoperta, finalmente siamo arrivati in questo posto che sembra essere un paradiso ancora non perduto. Ci accolgono e accompagnano verso l’ormeggio tartarughe marine e otarie. Caliamo l’ancora, accogliamo a bordo dogana, polizia e agente per tutte le pratiche d’ingresso; fila tutto liscio dopo un momento di panico in cui volevano sequestrarci la salsiccia, (pensavano fosse carne frollata, fortunatamente ci hanno ripensato).
    Passiamo la settimana a esplorare l’isola che si rivela essere davvero un paradiso, tra piante di ogni genere, mille specie di pennuti e tanti tanti leoni marini, facciamo proprio i turisti e attendiamo l’arrivo di Patrick per iniziare a respirare finalmente un po’ di azoto.
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  • Pulizia scafo e via.. ciao ciao Panama

    20 Februari, Panama ⋅ ☁️ 26 °C

    Partiamo la mattina intorno alle 8.30 dal marina La Playita, siamo saturi di Panama vogliamo solo mollare gli ormeggi e dirigere la prua verso la prossima meta. Non c’è una bava di vento e il mare sembra olio. Dopo circa 6 ore di navigazione, le ultime 10 miglia con 3 nodi di corrente contraria, arriviamo alle isole Las Perlas. Caliamo l’ancora e ci tuffiamo in un’acqua verde che non invoglia neanche i piú coraggiosi. Dobbiamo pulire lo scafo da possibili denti di cane e alghe prima di raggiungere le Galapagos.
    Dopo un oretta la pancia di Tabata è come nuova, decidiamo di non fermarci per la notte ma partire subito direzione Porto Ayora, dove arriveremo meteo permettendo intorno al 26 febbraio.
    Ciao ciao Panama🌬️
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  • Aspettando la partenza

    7–20 Feb, Panama ⋅ ☁️ 26 °C

    Usciamo dal canale di Panama e ci dirigiamo verso il marina La Playita. Qui sosteremo per una decina di giorni aspettando la partenza per le Galapagos intono al 20 di febbraio. Sfruttiamo questi giorni per fare una bella cambusa cosí che fino a Thaiti non dovremo comprare altro se non verdura e frutta. Ci godiamo il marina e il molona portata di passo, le corsette e le lunghe passeggiate e la vita di città, per i prossimi quattro mesi tutto ció ce lo scorderemo.Baca lagi

  • Finalmente il Pacifico

    6 Februari, Panama ⋅ ☁️ 26 °C

    Dormiamo qualche ora, ci svegliamo tra le cargo che vanno verso o arrivano dall’Atlantico, e tra le zanzare. Aspettiamo ancora, attese su attese, poi finalmente intorno alle 11 arriva un nuovo pilota: ‘Go we need to go now, we are already late!’…..
    Riusciamo a attraversare le chiuse da soli, senza doverci unire ad altre barche. Dopo un’oretta di navigazione per finire di attraversare il Gatun raggiungiamo la prima chiusa, perdiamo quota, si scende, ci avviciniamo al Pacifico.
    Alla terza discesa finalmente ci siamo, alle 16 stiamo uscendo dal canale e ci dirigiamo davanti a La Playita per ormeggiare.
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  • Prima parte del canale, fatta

    6 Februari, Panama ⋅ 🌧 23 °C

    Sveglia, nuvole nere, pioggia, temporale. Umore a terra, questa costante attesa ci sta devastando. Finalmente intorno alle 11.30 Sandro e Nicola scendono a terra e ritirano cime e parabordi che ci vengono forniti per fare il canale (anche se in teoria il ritrovo era alle 10..). Ci dicono di aspettare qui e una pilotina si avvicinerà intorno alle 17 per lasciare a bordo il pilota del canale che ci accompagnerà per la prima tratta. Alle 18 arriva la pilotina e finalmente partiamo, passiamo sotto il puente atlantico e siamo ufficialmente nel canale di Panama. Non senza fatica, davanti alla prima chiusa ci vengono “ormeggiate” , unite lateralmente due barchine piú piccole con cui dovremo proseguire fino all’ultima chiusa (cosí nasce il ‘Tabatarano’).
    Bisogna riconosce che per l’anno di costruzione (1913) questo canale e questo sistema di salita e discesa sono una grandiosa opera ingegneristica.
    Tra acquazzoni e spiragli di cielo terso, al buio, illuminati dai fanali delle gruette, completiamo le prime tre chiuse e siamo sulla parte piú alta del canale, all’ingresso del Gatun. Le barche laterali si fermano qui, noi proseguiamo ancora per 20 miglia e finalmente all’1.30 ormeggiamo a una boa per la notte; domani in giornata termineremo la tratta e saremo nel Pacifico.
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  • imprigionati nella baia di Colón

    31 Jan–6 Feb, Panama ⋅ 🌬 27 °C

    La perturbazione è arrivata e noi con lei siamo rientrati nella baia di fronte a Shelter Bay (è come se questo posto non ci volesse lasciar andare..). Da Portobelo Bay siamo partiti e abbiamo percorso le ultime 2o miglia in mezzo a un mare incrociato forza 4 e un vento di circa 15 nodi al traverso, per poi ormeggiare tra le cargo che attendono di fare il canale, come noi, altre barche a vela che cercano riparo e alcuni super yacht, tra cui anche Abeona, la seconda barca di Jeff Besoz, lunga solo 70mt e super accessoriata. Il vento e il mare nei giorni successivi continuano ad aumentare, fino a picchi di 40 nodi. Siamo imprigionati all'ancora, mare troppo grosso per scendere a terra con il dinghi e tanta tanta pioggia. Speriamo solo questi 4 giorni che ci separano dal passaggio del canale (il 5 Febbraio) passino in fretta e con loro anche la perturbazione. Nel frattempo in barca facciamo pasta fresca e cappellacci alla ferrarese, c'è chi studia francese, chi suona, chi legge, chi cerca di fare un po' di movimento.. sperando che le ore scorrano più velocemente.Baca lagi

  • Porto Belo Bay, again

    30 Januari, Panama ⋅ ⛅ 27 °C

    Siamo di ritorno a Porto Belo Bay. Dopo 7 ore di navigazione con un buon vento di 15 nodi quasi al traverso che gonfia randa e fiocco, motore al minimo, 1400 giri, consumo di soli 5 lt/h totale e ricarica delle batterie. Tabata si piega ma senza esagerare, qualche onda ci smuove di più, mare forza 4, ma c'è un bel sole e l'umore è alto. a pranzo uova sode, riso e erbazzone home made. Arriviamo con il sole a Portobello (ma il mattino dopo la pioggia ci butterà con l'umore a terra), ci rilassiamo, cuciniamo tre granchi comprati il giorno prima dai Guna Yala per un prezzo ridicolo (20 dollari per 3 granchi reali interi). La serata passa veloce tra una puntata di Masterchef in dinette e discussioni politiche abbastanza accese. Prima di concludere le ultime 20 miglia e ormeggiare di fronte all'ingresso del canale, dove attenderemo fino al 5 di Febbraio. La mattina seguente, prima di ripartire, scendiamo a terra e facciamo due passi nel paesino coloniale di portobelo, conosciamo anche un italiano, Francesco, pugliese di origine, trasferitosi qui e sposato con una donna panamense; a Portobelo ha un ristorante di sola pasta e pizza e fornisce ‘la sua conoscenza’ per tour guidati nella foresta, tra le rovine del forte di porto belo, nei reef (che in realtà noi non abbiamo proprio visto) di fronte all’ingresso della baia. Mangiamo una pasta veloce, salutiamo e ci rimettiamo in viaggio. Siamo stati costretti a tornare prima dell'arcipelago delle San Blas a causa di una perturbazione che nei prossimi giorni porta vento forte e mare grosso, nulla che Tabata non possa o non abbia già affrontato, ma meglio riservarci per le navigazioni future.Baca lagi

  • Ultimo giorno alle San Blas

    29 Januari, Panama ⋅ ☁️ 27 °C

    Chichime Cays. Ultimo giorno di permanenza nel paradiso delle San Blas, questo cielo azzurrissimo oggi sembra fatto apposta per salutarci, senza ombra di nuvole o pioggia passeggera e un sole che scalda anche l'interno delle ossa. scendiamo questa volta su un'isola più grande e molto, molto turistica. ci sono spiagge bianche e palme spioventi sul mare, chioschi che vendono coca cola e birra fresca, altalene vista oceano, palafitte a stanza singola per soggiornare, e tutta una parte dell'isola adibita a camping per turisti. non ci fa impazzire tutto questo 'tourism load' ma sempre meglio cosi che un resort/ecomostro. Facciamo l'ultimo 'Tabata meeting' di un paio d'ore a mollo nell'acqua calda e siamo pronti a tornare a bordo; domani mattina ci aspettano circa 50 miglia di navigazione, speriamo con un buon vento al traverso e onda non troppo accentuata.Baca lagi

  • Quinto ormeggio

    28 Januari, Panama ⋅ 🌬 26 °C

    Sempre più a est, ormeggiamo di fronte ad un'isoletta chiamata Daginyaordub (credo. qui con i nomi si fa un po' di confusione). siamo ben riparati dal vento che soffia forte da nord, nord-est, con punte di 30nodi. Il luogo è davvero paradisiaco, ci sono più isolette vicine ricoperte di vegetazione e mangrovie; l'acqua all'interno dei cani che separano la terra emersa, passa da un blu scuro ad un turchese, fino ad arrivare ad un azzurro cristallino, dovuto alla sabbia bianchissima che costituisce il fondale. Subito ci si affianca un barchino locale, fatto di corteccia di palma, a bordo una famiglia con 5 bambini di età tra i 2 e i 10 anni; ci chiedono ancora se vogliamo acquistare dei Mola, tipici ricami dei Guna Yala, coloratissimi e complicati, ne compriamo qualcuno. Ci chiedono se abbiamo un po' di acqua potabile da dargli, gli riempiamo un paio di tanichette, ci lasciano anche due cellulari chiedendoci se riuscissimo a caricarglieli. Scendiamo a terra su una buffa isola tonda, qui ci abita un solo signore, con i suoi 4 cani (i Perri) e due gatti; ci spiega che metà isola è sua, l'altra metà di un altro tizio, prima viveva in un'isola più popolata ma troppa gente lo infastidisce, "meglio soli che mal accompagnati". Gli chiediamo come fa con cibo e acqua, ci spiega che l'acqua non c'è, ci mostra solo un piccolo pozzo nel centro di quella macchia di terra che è l'isola, ma l'acqua proveniente da li si usa solo per lavarsi, altrimenti acqua di cocco o acqua che gli viene portata da altre isole. Mangia quello che riesce a pescare quando il mare è piatto e puo uscire con il suo piccolo barchino, altrimenti cocchi, iguane, e quello che gli viene portato da altrove. Vive in una capannina fatta di palme e corteccia, sempre di palma, una vita lenta, molto lenta, e molto parca.
    il vento porta a riva delle caravelle portoghesi, bellissime e mortali.
    Nel pomeriggio si nuota un po' ma il beef non è molto entusiasmante e soprattutto c'è molta sospensione. Si sta in ammollo un po' in un oasi di sabbia bianca e acqua a 30°. La sera si cena con hamburger e alle 10pm tutti a nanna.
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  • Quarto ormeggio San Blas

    26 Januari, Panama ⋅ ☁️ 27 °C

    Ogobpuquib, questo il nome dell’isoletta di fronte al nostro ormeggio, dopo circa 14 miglia percorse. Siamo ancorati in mezzo a due isolette, di cui solo una abitata, da un solo signore e il suo cane. Tutto intorno reef, corallo vivo, colorato, tanti pesci di barriera e spugne, qui vediamo nutrice, un lemon shark e un’aquila di mare. Stiamo fermi due notti, bloccati anche da una perturbazione che porta circa 25/30 nodi di vento e preferiamo restare riparati. Cerchiamo un escamotage per fare qui un’immersione anche sapendo che sarebbe vietato, ma alla fine demordiamo preoccupati dalla possibile multa e sequestro attrezzature che potremmo subire.. continuiamo con il nostro snorkeling, mai fatto così tanto..Baca lagi

  • Terzo ormeggio San Blas

    25 Januari, Panama ⋅ ☁️ 27 °C

    Coco Blanco Islands.
    Ci spostiamo ancora solo di un paio di miglia e raggiungiamo un isoletta completamente disabitata, il reef circonda tutto e subito ci buttiamo per un po’ di snorkeling. I coralli sono vivi e tanti, poco pesce, solo pesce piccolo piccolo e di barriera. Riusciamo a scendere a terra e fare due passi, le zanzare mi devastano le gambe e mi ributto subito in acqua. Visitiamo con il dinghi anchele due isolette di fronte, abitate, una solo da pescatori e una con un bar e alloggi per turisti. Non ci fanno impazzire e l’indomani mattina dopo aver anche avvistato tre caravelle portoghesi (potenzialmente mortali anche se bellissime) decidiamo di spostarci verso le isolette ancora più a est.Baca lagi

  • Secondo ormeggio San Blas

    24 Januari, Panama ⋅ ☀️ 27 °C

    Nugnudub e Isla de Perro Grande.
    In sole 7 miglia, un’oretta di navigazione, ci spostiamo e ormeggiamo di fronte a un’isoletta meno indigena e molto più turistica, caratterizzata da una spiaggia bianca e un continuo viavai di barchini locali che sbarcano turisti Panamensi pronti ad abbronzarsi e bere birra. Per scendere a terra bisogna pagare 3 dollari a testa, non ci fa impazzire la cosa ma capiamo che alla fine il turismo é la loro primaria se non unica fonte di guadagno.Baca lagi

  • Arrivo alle San Blas

    23 Januari, Panama ⋅ ☁️ 27 °C

    Isla de Porvenir.
    Dopo circa 7 ore di navigazione, abbastanza provante, con vento di prua, onde di 2 metri e nausea generale a bordo, finalmente il mare comincia a spianarsi e si palesano davanti a noi piccole isolette di sole palme e baracche, circondate da mare azzurrissimo e reef affioranti. Siamo finalmente arrvati alle San Blas. La mattina seguente con il dinghi scendiamo nell’isola principale ovvero Porvenir, qui facciamo un giro nel ‘centro città’ , le case sono capanne fatte di bambù, cortecce di palme come pareti e palme essiccate per il tetto, si cammina su sabbia misto erba e in ogni casa qualcuno cuce mattonelle colorate e braccialetti da vendere. Un’abitazione più spaziosa delle altre é il consiglio, il luogo in cui si riuniscono tutto gli esponenti delle 28 comunità di Guna Yala che abitano le San Blas, per discutere le decisioni più importanti del momento. Hanno richiesto da anni l’indipendenza da Panama, ma ancora vivono sotto le loro leggi.Baca lagi

  • Porto Bello Bay

    22 Januari, Panama ⋅ ☁️ 27 °C

    Finalmente siamo usciti dal porto, dopo ormai 10 mesi Tabata saluta Shelter Bay e lascia gli ormeggi per avvicinarsi alle San Blas. Spezziamo il viaggio fermandoci prima in una baia lungo la rotta; siamo circondati dal verde, giungla vegetazione tropicali, pellicani e scimmie urlatrici in lontananza. Come si sta bene fuori dalla marina, come si sta bene a navigare e sentire il vento che gonfia le vele. Finalmente ci sembra di aver davvero iniziato questa stagione, non vediamo l’ora.Baca lagi

  • Permulaan perjalanan
    2 Januari 2026