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Scandinavia per i Baltici

e ritorno attraverso Polonia, Slovacchia e Astria Læs mere
  • Riga e siamo in Lettonia

    8. juni 2025, Letland ⋅ ☁️ 15 °C

    Fondata da Alberto di Livonia nel 1201, Riga raggiunse subito una grande importanza politica e commerciale grazie alla sua eccellente posizione sul mare, entrando a far parte della Lega Anseatica ma mantenendo comunque una certa autonomia. Dopo la metà del Cinquecento venne conquistata dalla Polonia; successivamente (nel Seicento) dalla Svezia e all’inizio del Settecento dalla Russia zarista.
    La Repubblica di Lettonia venne proclamata nel 1917, con Riga come capitale. Annessa all’Unione Sovietica nel 1940, la città fu occupata per tre anni dai tedeschi, per poi tornare ad essere la capitale della Repubblica Socialista Sovietica di Lettonia. L’indipendenza dal dominio sovietico risale al 1991.

    Affacciata al Mar Baltico, sulla foce del fiume Daugava, Riga oggi è una città cosmopolita e multiculturale, celebre per il suo “doppio” centro storico: in parte di epoca medievale e in parte risalente alla fine dell’Ottocento.

    Una leggenda locale narra che tutte le notti si ode provenire dal fondo del fiume una voce, che chiede ad un passante se la costruzione della città sia terminata. La risposta deve essere sempre negativa poiché, nel momento in cui la città sarà ultimata, il fiume la porterà con sé, nel profondo delle sue acque…

    Abbiamo scelto di dedicare la nostra giornata alla Vecchia Riga (quella di origine medievale) oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco.
    Passeggiando fra pittoreschi vicoli e stradine intricate, tra cui svetta il Duomo, ci siamo ritrovati nel cuore del centro storico: la Piazza della Cattedrale, dove (avevamo letto…) “i turisti e gli abitanti del luogo, nelle belle giornate, affollano i tavolini dei caffè”… In realtà (forse perché ci siamo arrivati alle 9 di una domenica mattina…) la piazza ci è apparsa semi deserta ed abbiamo faticato a trovare un bar aperto…
    Con nostra sorpresa, abbiamo constatato che anche la Cattedrale ed il Duomo erano chiusi!
    Il Duomo di Riga è la chiesa protestante più importante di tutta l’area baltica, risale al XIII secolo; di stile romanico con aggiunta di elementi gotici e torre barocca alta 90 metri, è un simbolo della capitale della Lettonia. Nei pressi del Duomo una statua in bronzo rappresenta “I musicanti di Brema”; ci siamo chiesti il motivo di questa associazione ed abbiamo scoperto che la chiesa ospita anche la tomba del vescovo Alberto da Brema, che ne volle la costruzione.
    A breve distanza dal Duomo si trova la struttura residenziale più antica di tutta riga, I Tre Fratelli: si tratta di tre case realizzate in stile gotico, rinascimentale e barocco, attualmente sede del Museo dell’Architettura.
    Pochi passi ci hanno permesso di raggiungere Piazza del Municipio, la più importante della Città Vecchia, circondata da imponenti palazzi storici. Oltre al Municipio, la piazza ospita il Museo dell’Occupazione che narra la storia del duplice regime totalitario, nazista e sovietico. In epoca medievale, proprio in questa piazza ardevano i roghi con cui venivano giustiziate le presunte streghe. Il monumento ai Fucilieri lettoni, posto al centro della piazza, è spesso oggetto di contrasto poiché il corpo militare scelto dei fucilieri svolgeva, all’epoca, il ruolo di guardia personale di Lenin, costituendo al contempo un orgoglio nazionale ma anche un pessimo ricordo.
    La Casa delle Teste Nere è sicuramente l’edificio più bello della piazza (impossibile non riconoscerlo!) anche se quello che vediamo oggi è una ricostruzione dell’originale, distrutto nell’ultima guerra. Il nome del palazzo deriva da una confraternita di mercanti tedeschi (ricchi, giovani e celibi) attivi in città intorno al Trecento. In questa casa, ha vissuto anche Wagner.
    Tappa successiva: la Chiesa di San Pietro, per salire sulla sua torre di 123 metri (fortunatamente pochi scalini a piedi…il resto in ascensore…) e goderci lo spettacolo dall’alto… Dalla cima della torre abbiamo potuto distinguere chiaramente anche la Cattedrale Ortodossa (con le sue cupole dorate) e la Biblioteca Nazionale (con la sua moderna struttura che si ispira a simboli della cultura lettone, come la Montagna di Vetro ed Il Castello di Luce).
    Siamo quindi andati alla ricerca della Casa del Gatto, costruzione gialla (in stile Art Nouveau) edificata da Friedrich Scheffel, sul cui tetto si trova un grazioso gatto in bronzo.

    La leggenda racconta che il commerciante volle posizionare la casa in maniera tale che il gatto mostrasse il sedere alla Camera di Commercio Maggiore, in segno di “vendetta” per non essere stato accettato come membro; pare che solo dopo una lunga controversia la statua sia stata riposizionata.

    Nel nostro percorso non poteva mancare il monumento alla Libertà che rappresenta da sempre l’indipendenza ed il patriottismo lettone. In epoca di regime sovietico diverse persone pagarono con la vita il semplice fatto di esservisi avvicinati.
    Rientrando in camper, siamo passati di fronte al Castello di Riga: di origine trecentesca, ricostruito dopo la sua parziale distruzione, oggi ospita alcuni percorsi espositivi storici e artistici ed è la residenza del Presidente della Lettonia.
    In conclusione: Riga ci è piaciuta, anche se l'abbiamo trovata "poco vissuta", come se i suoi abitanti e i possibili turisti... fossero al momento altrove...
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  • Naisiai .. prima sosta in Lituania

    8. juni 2025, Litauen ⋅ ⛅ 20 °C

    La nostra prima sosta in Lituania ci ha fatto conoscere questo paese attraverso una bellissima area naturale, abitata da fauna selvatica.
    Durante la passeggiata Snoopy ha individuato un riccio ed il nostro percorso nel bosco è stato accompagnato da cinguettii e frullare di ali...
    Statue scolpite in legno lungo il sentiero rappresentano Medeina (dea protettrice delle foreste, degli alberi e degli animali) ed altri esseri mitologici legati alla natura. E poi abbiamo incontrato cicogne...tante cicogne...

    La cicogna è l'uccello nazionale della Lituania dal 1973. Secondo tradizione, porta fortuna ed armonia nelle famiglie dove nidifica. Il 25 marzo si celebra la "Giornata nazionale della cicogna" lasciando doni come uova dipinte, dolci e frutta sui rami e transenne.
    In questo paese i grandi nidi di cicogne sono estremamente comuni e fanno parte del paesaggio rurale ed urbano. Quasi la metà dei nidi si trova su pali della luce, per questo vengono realizzate piattaforme ad hoc che sono particolarmente apprezzate dalle cicogne.
    I nidi possono diventare molto pesanti (alcuni superano la tonnellata!) mettendo a rischio la stabilità dei pali e dei tralicci. Le società elettriche quindi (durante l'inverno) rimuovono e riposizionano i nidi su nuove piattaforme fuori dai fili, per garantire la sicurezza, prevenire blackout ed assicurare comunque l'habitat e conservazione della specie.
    I nidi sono in forte aumento: un censimento nazionale del 2010 ne ha registrati oltre 21.000 e più dell'80% risultavano occupati.
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  • Collina delle croci

    9. juni 2025, Litauen ⋅ ☁️ 14 °C

    Veramente impressionante …

    La Collina delle Croci (Kryžių Kalnas) in Lituania è uno straordinario sito di pellegrinaggio e resistenza simbolica.

    L’altura è di circa 45 metri e offre un’atmosfera surreale: un tappeto infinito di simboli religiosi e patriottici, arricchito da rosari e icone, reso ancora più potente dalla sola presenza della natura e del vento.

    Le prime croci appaiono intorno al 1831 e al 1863, come segno di commemorazione dei caduti durante le rivolte contro l’Impero zarista, quando le sepolture erano proibite .
    Nel corso del XX secolo il sito divenne espressione di opposizione pacifica all’occupazione sovietica: la collina è stata distrutta più volte (nel 1961 e negli anni ’70) e ricostituita ogni volta dai cittadini rischiando l'arresto.
    Oggi si contano oltre 200.000 croci di legno, metallo, plastica, incise o decorate a mano.
    Impossibile comunque farne una stima precisa visto che molti dei pellegrini e dei turisti che vi si recano usano lasciarvi una croce o un oggetto personale.

    Dall’11 marzo 1990 (giorno in cui la Lituania riconquistò la sua indipendenza) la collina è un simbolo di fede spirituale, resistenza pacifica e identità nazionale.
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  • Kaunas

    9. juni 2025, Litauen ⋅ 🌧 13 °C

    Abbiamo visitato Kaunas sotto una pioggia sottile ed abbiamo trovato la sua piazza principale "deturpata" dai lavori in corso...Forse per questo non siamo riusciti ad apprezzare appieno quella che viene spesso definita come "la piccola Parigi della Lituania".

    La piazza del Municipio nel Medioevo era il cuore pulsante della città, dove i mercanti della Lega Anseatica sostavano per scambiare tessuti e ambra durante il loro viaggio in Lituania.
    Il Municipio oggi, per via del suo aspetto così elegante e raffinato, viene affettuosamente definito dai lituani il "Cigno Bianco".
    Qualche metro oltre le strade lastricate della Old Town, le rovine (in parte ricostruite) dell'antichissimo maniero che nel 1362 è stato testimone di scontri e sanguinosi assedi da parte dei cavalieri teutonici. Era chiuso...

    Purtroppo abbiamo trovato chiuso anche il Museo del Diavolo che ci aveva incuriosito...
    Sono soltanto due i musei al mondo dedicati all'angelo caduto e uno di questi si trova proprio a Kaunas.
    Ci eravamo informati sull’edificio di tre piani che ospita una collezione di oggetti, statuine, maschere e addirittura servizi da tavola tutti dedicati a colui che ha tanti nomi: Belzebù, Lucifero, Satana, Belfagor, Suocera…scoprendo che si tratta di una raccolta decisamente particolare, con rappresentazioni anche sopra le righe (come Hitler e Stalin danzanti e raffigurati con le corna…)
    Si tratta quindi di figure allegoriche che approcciano con ironia e irriverenza ad un tema che non in tutte le culture viene "demonizzato" come nell'accezione cristiana.  
    Un po' delusi dalla conclusione della mattinata...ci siamo diretti a Vilnius...
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  • Vilnius

    9. juni 2025, Litauen ⋅ 🌧 12 °C

    Arriviamo nella capitale della Lituania nel primo pomeriggio e riusciamo miracolosamente a trovare l’ultimo posto disponibile nell’unico campeggio della città, comodissimo rispetto al centro storico e veramente “alternativo”. Campeggio-ostello che per le sue caratteristiche ci riporta ai tempi della nostra gioventù: pochissime piazzole-parcheggio, qualche casetta in legno e qualche camera; diverse strutture per cucinare con panche e tavoli in quantità distribuiti sul fianco della collina… Scopriremo poi che all’interno dell’ostello c’erano anche lavanderia, docce e bagni ma, vista la pulizia discutibile dei lavandini esterni,… non li avremmo probabilmente utilizzati! Simpatici ed accoglienti comunque i gestori che offrono il mattino caffè e te a chi ha prenotato la brioche scrivendo il proprio nome su una lavagnetta col gesso e depositando il contante in un contenitore...

    Curiosando sul retro della struttura, fra tavoli da picnic e ragazzi che si organizzano per la grigliata serale, scopriamo una serie di scalini in pietra… li percorriamo e siamo già nella Città Vecchia per scoprire l’antica capitale tra chiese ortodosse, case tipiche, cortili nascosti…

    Cerchiamo in particolare la Literatų gatvė (la Via della Letteratura).
    Creata nel 2009 da un gruppo di artisti, la via è stata decorata con targhe dedicate a scrittori lituani e non solo e ad oggi si contano circa 200 decorazioni sui muri della stradina. Citazioni poetiche, ritratti di autori, decori, un progetto che racchiude anche opere di giovani creativi locali.
    Nella stessa strada ci colpisce la bottega di un tatuatore davvero insolita…

    Arriviamo poi ad un ponte che segna un confine:
    come in altre capitali europee (ad es: esempio Copenaghen) anche a Vilnius esiste una piccola comunità indipendente che risiede nel quartiere di Uzupis, soprannominato la “Repubblica di Uzupis”.
    Decidiamo di visitarla, con calma il giorno successivo.
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  • Užupis repubblica indipendente a Vilnius

    10. juni 2025, Tyskland ⋅ ⛅ 16 °C

    Užupis significa “al di là del fiume”, nome che di fatto descrive il quartiere separato dal resto della città vecchia dal fiume Vilnia e ad essa collegato da sette ponti. La sua è una storia travagliata: abitato in prevalenza da ebrei fin dal XVI secolo, dopo la II guerra mondiale rimane praticamente disabitato.
    Le case vuote vengono presto occupate dagli “scarti della società”, almeno secondo il regime socialista: senzatetto, prostitute, criminali, ma anche poveri artigiani.
    Quando nel 1990 la Lituania dichiara la propria indipendenza, l’area è tra le più degradate della città. 
La svolta arriva a metà degli anni ’90, nel momento in cui artisti ed intellettuali, attirati dai prezzi bassi, cominciano a trasferirvisi e ad aprire laboratori e gallerie. Come forma di “riscatto supremo” (nel 1997) viene istituita la Repubblica di Užupis, che si dichiara indipendente da Vilnius il 1 aprile 2000.
    Užupis è una repubblica a tutti gli effetti: ha un inno, una bandiera (che cambia colore a seconda delle stagioni), una moneta, un esercito (si e no 11 uomini), un presidente ed un parlamento con sede presso Užupio Kavinė, un bar. Užupis ha anche i suoi cittadini onorari, tra cui spicca la figura del Dalai Lama. Soprattutto, Užupis ha una costituzione facilmente consultabile da chiunque voglia leggerla: suoi 41 punti (scritti da Romans Lileikissono) sono affissi in molteplici lingue su dei pannelli a specchio lungo Paupio Gatvė.
    Curiosità: uno degli articoli della Costituzione recita "Un gatto ha diritto di non amare il proprio padrone ma deve aiutarlo nei momenti difficili"; il gatto incarna infatti l'anima di Uzupis - libera, creativa, silenziosamente rivoluzionaria. Una statua in bronzo di un gatto cicciottello appollaiato su una staccionata funge da portafortuna-motivatore: "Prendimi l'orecchio, non avrai più paura..."
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  • Castello di Trakai

    10. juni 2025, Litauen ⋅ ⛅ 15 °C

    Castello del XIV secolo, ricostruito in stile gotico.
    All’interno un museo storico che espone oggetti della cultura dei Karaini, piccola comunità etnico/religiosa locale. Nonostante le porcellane non siano la nostra passione, ne abbiamo potute apprezzare alcune per la loro raffinatezza e particolarità. Molto bella l'esposizione di vasellame, bicchieri e lumi in vetro soffiato. Sicuramente interessanti le rassegne di accessori d'epoca per gentiluomini (bastoni da passeggio, orologi, tabacchiere...) e per signore (ombrellini da sole, ventagli...).
    Abbiamo concluso la visita appena in tempo...mentre stavamo uscendo, un'orda di turisti e gruppi scolastici si affollava all'entrata...
    Una passeggiata intorno al lago ci regalato incontri con famigliole di anatre e con un cigno "esibizionista", pronto a farsi fotografare dai turisti in cambio di cibo.
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  • Polonia: prima sosta

    10. juni 2025, Polen ⋅ ☁️ 17 °C

    Prima sosta in Polonia in un'area verde, gratuita anche se attrezzata, in riva ad un laghetto... Bel tempo ed assoluto relax...
    Corse e divertimento sui prati per Snoopy che familiarizza con un vicino di camper (evidentemente amante dei cani); il turista insiste per giocare con lui e chiede foto e filmati che gli permettano di ricordare l'incontro.Læs mere

  • Lublino

    12. juni 2025, Polen ⋅ ⛅ 19 °C

    Abbiamo visitato Lublino in alternativa a Varsavia, ed è stata per noi una vera scoperta!
    Gli affreschi della Cappella all’interno del Castello meriterebbero da soli un viaggio e tutta la Old Town è costituita da palazzi antichi decorati con bassorilievi e disegni che sembrano ricami.
    Con dispiacere non siamo riusciti a prenotare il tour sotterraneo della città ma, essendo Lublino una meta al di fuori dei più gettonati viaggi turistici, la bella giornata di sole ci ha permesso di goderci veramente la passeggiata nel centro storico..
    Anche la cattedrale ci ha offerto una particolarità: la Sacrestia akustika, dove se si bisbiglia ai due lati opposti della sala si può comunicare, mentre chi sta al centro non sente nulla. Anche qui affreschi di pregio.
    Curiosità: si trovano, camminando per la città, diverse statuette di capre.
    Il simbolo di Lublino è in realtà un agnello (che compare nello stemma cittadino) ma la capra è legata alla città da una leggenda popolare.
    Si narra che un cuoco, avendo esaurito la carne durante una cena importante, abbia servito della capra arrosto spacciandola per carne pregiata. Rivelato l’imbroglio, anziché essere punito dai commensali, fu gratificato per il suo ingegno e la sua sincerità.

    A Lublino abbiamo avuto un momento di nostalgia gastronomica, gustando un’ottima pizza in un ristorante italiano (gestito in realtà da polacchi…)

    Nel parco cittadino esiste anche una fontana multimediale che la sera offre spettacoli coloratissimi con contenuti sulla storia e le leggende della città… noi avevamo la sosta camper un po’ distante e quindi ci siamo accontentati delle immagini di repertorio…
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  • Cracovia

    14. juni 2025, Polen ⋅ ☀️ 23 °C

    Abbiamo visitato Cracovia in un sabato assolato, molto caldo (siamo ormai a metà giugno)… e l’abbiamo trovata piena di turisti e pellegrini (attratti dai percorsi sulle tracce di Papa Wojtyla).

    Una camminata di alcuni chilometri ci ha permesso di vedere l’antico Mercato dei tessuti (al suo interno oggi vi sono negozietti di prodotti artigianali, souvenir ed un museo sotterraneo) e la sua grande piazza, nella quale si distinguono i principali palazzi signorili. Fra questi lo storico caffè, (che si dice fosse frequentato abitualmente da Lenin) e la Chiesa di Santa Maria.
    Questa chiesa (una delle tantissime della città) ha due torri. Una leggenda dice che furono costruite da due fratelli e che il maggiore uccise il minore per invidia…
    Un coltello appeso sotto una delle volte del mercato dovrebbe ricordare la leggenda; altri dicono invece che l’arma rappresenti un deterrente contro i furti, visto che nel Medioevo ai ladri veniva tagliata la mano…

    Ogni sera un trombettiere si affaccia da una delle due torri della chiesa e noi... non ce lo siamo perso!

    Oltre alla piazza del Mercato, ci è piaciuta particolarmente la sede dell’Università dove Niccolò Copernico ha studiato e formulato la sua teoria eliocentrica, anche se non siamo riusciti ad entrare nella biblioteca con gli strumenti scientifici in quanto chiudeva prestissimo.

    Abbiamo anche visto dall’esterno il castello e la sua Cattedrale e due altre chiese che vale la pena di citare: una per il suo esterno (Sant’Andrea, XII-XII sec, a nostro parere “rovinata” all’interno dai pesanti arredi barocchi) e l’altra, San Francesco (all’esterno proprio bruttina…) per le volte interne dai colori bellissimi.

    Sotto il castello, la statua di un drago che richiama ad una leggenda popolare:

    Tanto tempo fa, ai piedi della collina di Wawel, dove oggi si trova il castello reale, viveva un drago spaventoso. Questo drago, chiamato Smok Wawelski, terrorizzava la popolazione: bruciava campi, devastava villaggi e divorava il bestiame — e, si dice, anche le giovani ragazze.
    Il re dell’epoca, Re Krak, fondatore della città di Cracovia, non sapeva più cosa fare. Offrì una grande ricompensa a chiunque fosse riuscito a sconfiggere il mostro. Molti valorosi cavalieri provarono, ma tutti fallirono.
    Un giorno, si presentò un giovane ed astuto calzolaio di nome Skuba. Non era forte né armato, ma aveva un’idea: prese una pecora, la riempì di zolfo e la lasciò vicino alla tana del drago. Il drago, affamato, la divorò subito.
    Subito dopo, lo zolfo iniziò a bruciare nello stomaco della mostruosa creatura, provocandogli una sete terribile. Per spegnere il fuoco, il drago corse al fiume Vistola e bevve… bevve… finché non esplose!
    Il popolo festeggiò la fine del terrore ed il re, felice, premiò il giovane Skuba. Secondo alcune versioni, gli diede in sposa la figlia e ricchezze in abbondanza.

    Curiosità: proprio qui a Cracovia, in un piccolo museo privato, si trova il famoso dipinto di Leonardo, “La dama con l’ermellino”.

    Cracovia ci è piaciuta: nonostante il caldo, nonostante le folle di turisti… e’ veramente una bella città. L’esperienza ci ha però convinto a scegliere le prossime tappe del nostro rientro a casa lontane dalle grosse città, possibilmente in parchi naturali, preferibilmente in montagna….
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  • Wieliczk - Miniere di sale

    15. juni 2025, Polen ⋅ ☀️ 26 °C

    Oggi la miniera è un’attrazione turistica, patrimonio UNESCO e monumento storico in quanto la produzione di sale cessò ufficialmente nel 1996.

    La visita guidata ci ha presentato solo 1/100 del lunghissimo labirinto di cunicoli sotterranei che costituiscono la miniera.
    Abbiamo raggiunto i 3 livelli principali, scendendo sottoterra di 135 metri (380 gradini in discesa) camminando per 3,5 chilometri (su un totale di oltre 300 km di gallerie). Per fortuna la risalita era in ascensore!
    Nella grandissima Cappella di Santa Kinga, ogni elemento – dagli altari alle candele fino ai lampadari – è scolpito nel sale.
    Durante l'itinerario abbiamo apprezzato l’ascolto di Chopin in una delle sale.

    La nostra guida ci ha illustrato i luoghi, le condizioni e gli strumenti di lavoro dei minatori, raccontando anche le loro usanze ed alcune leggende legate a questo ambiente. Non sono mancate le battute spiritose che hanno alleggerito il percorso (ad esempio ci ha assicurato, nel caso qualcuno si fosse attardato, che almeno una volta al mese è prevista una “ricerca dei turisti dispersi”!..)
    Come si sa il lavoro del minatore era durissimo ed estremamente rischioso, anche per questo il loro saluto abituale era “Dio ti protegga”.
    Il sale nell’antichità era molto prezioso, dalla parola “sale” derivano infatti: prezzi salati, salario… (Anche ora che la miniera è chiusa, ha sottolineato la guida, il sale continua ad essere fonte di guadagno per le visite turistiche...)

    Tra le molte statue di sale presenti nella miniera evidenziamo quelle di:

    1) Niccolò Copernico (che a Cracovia studiò e formulò la sua teoria eliocentrica)

    2) Casimiro III il Grande (re nel 1333-1370) che trasformò la Polonia medievale, fondando università (come quella di Cracovia), rafforzando le leggi e modernizzando l’economia. Il Re è strettamente legato alla miniera di Wieliczka, poiché ne regolò lo sfruttamento e la rese una delle più importanti fonti economiche del regno. Durante il suo governo fu redatto il cosiddetto “Statuto del sale”, che regolava l’attività mineraria, precisando che vi dovevano lavorare solo uomini adulti (quindi né donne, né bambini).

    3) Santa Kinga: una principessa ungherese del XIII secolo che, invece di oro, gemme o argento, chiese al padre come dote una miniera di sale .
    La leggenda narra che gettò il suo anello di fidanzamento in una miniera ungherese pregando che anche in Polonia si trovassero miniere di sale. Durante una cerimonia di benedizione in Polonia, ordinò di scavare vicino a Wieliczka, dove venne estratto proprio un blocco di sale con… il suo anello incastonato dentro!
    Da quel momento Kinga fu venerata come patrona dei minatori, simbolo del miracolo e della prosperità derivante dal sale .
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  • Prima sosta in Slovacchia - Kvacany

    16. juni 2025, Slovakiet ⋅ ☁️ 22 °C

    Fuggiti dal caldo e dall’affollamento delle grandi città (e dall’ultima sosta in Polonia, alquanto rustica, con personaggi improbabili che circolano a tutte le ore sul trattore o se ne stanno nel giardino di casa in mutande…), superato il confine slovacco, siamo approdati al parco di Kvacany.
    Area sosta in mezzo al verde con passeggiate; assoluto relax, anche per Snoopy che (al guinzaglio dentro il bosco per rischio vipere) ha potuto poi correre e giocare liberamente nel prato.

    Percorso nel bosco circa 7 km (che porta ad una dolina) fino a raggiungere un vecchio mulino ristrutturato visitabile al suo interno. Socievoli caprette, ruscello, cascatelle…

    Un cartello avverte di non dare da mangiare agli animali, in particolare agli orsi… anche in questa occasione non ne abbiamo incontrati...

    Degustazione di particolare focaccia fritta con aglio e formaggio, utilissima a tenere lontani streghe e vampiri…
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  • Cicmany

    18. juni 2025, Slovakiet ⋅ ☀️ 18 °C

    Con Čičmany abbiamo visitato uno dei villaggi più singolari della Slovacchia, noto per le sue caratteristiche case in legno dipinte con motivi geometrici bianchi su fondo scuro. Ci è veramente piaciuto!

    Abbiamo scoperto che la prima pittura sulle pareti esterne delle case risale a 250 anni fa. Inizialmente si trattava di elementi semplici che poi divennero motivi geometrici stilizzati e ornamenti ispirati al ricamo tradizionale.
    Il villaggio fu distrutto da due incendi (nel 1907 e nel 1921) ed è stato poi ricostruito fedelmente.
    Oggi è considerato patrimonio nazionale di architettura popolare.

    Radenov dom e Gregorov dom sono le case meglio conservate; al loro interno vi sono esposizioni etnografiche sulla vita rurale locale veramente molto interessanti.

    Curiosità:
    -Leggiamo che in passato le decorazioni (realizzate in calce bianca) avevano lo scopo di proteggere il legno delle case dai raggi UV.
    -Gli stessi motivi usati per abbellire l’architettura, impreziosiscono (sotto forma di ricami) anche i costumi tradizionali e persino la divisa slovacca alle Olimpiadi .
    -Nella zona vivono numerose specie di animali selvatici tra cui un gattone che ci ricorda la nostra Susy.
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  • Bojnice

    18. juni 2025, Slovakiet ⋅ ☁️ 24 °C

    Arrivati a Bojnice con l’intenzione di vedere il suo Castello, abbiamo saputo che in questi giorni erano previsti una serie di eventi (rappresentazione di fiabe al suo interno) che impedivano le visite individuali. Una folla di ragazzini attendeva in coda all’ingresso, quindi non ce la siamo sentita di unirci ad uno dei gruppi, anche perché le recite sarebbero state proposte in slovacco…
    Una bella passeggiata intorno alle mura, nel bellissimo parco, ed un insolito incontro con una civetta ci hanno comunque gratificato.

    Nel 1113 il castello era una fortificazione in legno, appartenente all’abbazia di Zobor. Nei secoli successivi fu ricostruito in pietra, diventando un punto strategico militare e amministrativo nella Slovacchia occidentale.

    E’ appartenuto poi a due famiglie nobiliari:
    -la potente famiglia ungherese Thurzó (XVI sec) che lo ristruttura in stile rinascimentale
    -la famiglia Pálffy (XIX - XX sec) che apporta le modifiche più significative: ispirandosi ai castelli della Loira in Francia, lo trasforma in una residenza romantica neogotica, rendendolo un vero castello da fiaba.

    A noi è piaciuto veramente moltissimo e ci ha ricordato le nostre vacanze da ragazzi in Francia…

    Curiosità
    -L’ultimo proprietario, artefice delle maggiori modifiche, morì due anni prima della conclusione del progetto…
    -Il castello è anche noto per leggende e storie di fantasmi e per il festival annuale “Notte dei fantasmi”
    -È stato usato come set cinematografico in numerosi film fantasy e storici (tra cui “Fantaghiro’ 2”)
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  • Prima tappa in Austria: Forchtenstein

    19. juni 2025, Østrig ⋅ ☀️ 26 °C

    La nostra prima tappa in Austria, alla ricerca del fresco (ormai anche qui si va sui 30 gradi…) è stata in un’area verde con vista sul Castello di Forchtenstein.
    Si tratta di una delle fortezze meglio conservate del Paese, famosa per la sua storia militare e per i tesori della famiglia Esterházy.

    Costruito all’inizio del XV secolo dai signori di Mattersdorf-Forchtenstein, il castello aveva scopi puramente difensivi. Il mastio (torre centrale) è alto 50 metri e le mura arrivano a 7 metri di spessore.

    Nel 1622, l’imperatore Ferdinando II donò il castello a Nikolaus Esterházy, e suo figlio Paolo I lo trasformò in una residenza barocca fortificata, destinata a custodire il tesoro di famiglia. Il castello non fu mai conquistato durante le guerre turche e si dimostrò quindi un luogo sicuro per custodire beni preziosi.

    Ci siamo accontentati di una passeggiata attorno alle mura, visto che l’interno è occupato da ristoranti e bar e la parte visitabile è molto limitata. Dopo lo stupore di ieri alla vista del castello fiabesco di Bojnice, questo ci è sembrato (se possiamo permetterci l'espressione) “di seconda categoria”…
    Avvicinandoci, un orribile carro armato rosso (che abbiamo letto essere opera di un noto artista locale…) ne deturpava la facciata. Pare che in inverno venga trasformato in una barca a vela blu…
    Che dire? “Non è bello ciò che è bello…è bello ciò che piace” e a noi questo dettaglio non è proprio piaciuto!
    L’area sosta nel verde ci ha comunque offerto una giornata di relax al fresco in mezzo alla natura ed un romantico tramonto.
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  • Ultima tappa in Austria e poi Italia

    20. juni 2025, Østrig ⋅ 🌙 17 °C

    Consapevoli di quanto sarebbe stato duro il rientro nella torrida estate padana, abbiamo deciso di trascorrere gli ultimi due giorni di questo bellissimo viaggio presso un agriturismo in Austria, fra passeggiate, degustazioni ed assoluto relax…
    L’accogliente padrona di casa (burbera solo in apparenza ma così gentile da offrirci anche un dolce prima della partenza) ci ha permesso di assaggiare alcune specialità locali, assicurandoci sosta gratuita all’ombra in mezzo al verde.
    Un numeroso gruppo di ciclisti tedeschi ci hanno fatto una discreta compagnia, familiarizzando con Snoopy.
    Una gattina intraprendente (così magra da ricordarci altri felini in Grecia…) si è presentata regolarmente all’ora di cena al nostro tavolo, visto che eravamo gli unici così di buon cuore da condividere con lei parte del pasto.
    Durante una bella passeggiata, nella moltitudine di sfumature di verde, abbiamo familiarizzato con vitellini di pochi mesi, incuriositi dalla presenza di estranei.
    Che dire di più? Ricorderemo anche l’Austria con piacere, fatta eccezione per i pedaggi autostradali che sono stati un vero salasso!
    Dando un po’ i numeri definitivi:
    abbiamo percorso 18.100 km in 100 giorni, attraversando 11 Paesi diversi. Questa è stata la nostra vacanza più lunga in camper (e non solo in camper) ma contiamo di poter fare di meglio e di più in futuro!
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    Slut på rejsen
    23. juni 2025