Pre-partenza: parco degli Alpini
14 de marzo de 2025, Italia ⋅ ☁️ 13 °C
Sosta, il giorno precedente la partenza, con divertimento di Snoopy che gioca con la palla, fa nuove amicizie canine e ….ha un incontro ravvicinato con un leprotto :(((
Fussen: prima tappa Romantische Strasse
15 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☁️ 4 °C
Dopo giorni di preparativi e di continui controlli del meteo (non proprio favorevole!), caricato il camper di una quantità indescrivibile di cibo (umano e non), di vestiti pesanti (molti) e leggeri (pochi), di accessori ed attrezzi (indispensabili e non…), trascorsa la notte precedente al Parco degli Alpini, siamo finalmente partiti!
Sotto una fastidiosa pioggerellina, in un notevole traffico (il sabato non era vietato ai camion???), peggiorato dalla guida pessima di alcuni automobilisti (cecoslovacchi e polacchi...), abbiamo attraversato due confini per raggiungere la prima tappa in Baviera: Fussen.
Unica sosta per il telepass Go (costoso ma necessario in Austria, priva di caselli autostradali ma con pedaggi su quasi tutte le strade …)
Raggiunto un parcheggio gratuito, presso il centro sportivo di Fussen, assaporato un ottimo panino e porchetta, abbiamo visitato la cittadina che ci ha positivamente colpito.
Un dedalo di vie, case colorate in delicate tinte pastello, spesso impreziosite da decorazioni; il tutto pulito, ordinato ed accogliente, specchio della tradizione austriaca, anche se siamo già in Germania. Pochi turisti, peccato per il tempo nuvoloso e cupo…proviamo ad immaginarcela con il sole ed i fiori primaverili… accontentandoci per ora che non piova!
Camminiamo in Reichen Strasse, via principale del centro, curiosando nelle laterali, dove si affacciano vecchie case di solide famiglie di mercanti e numerosi negozi e ristoranti (spesso italiani!), superiamo la chiesa di St. Mang, fino alla fortezza: Hohes Schloss (Alto Castello). Un edificio tardo gotico che fu l'antica residenza estiva dei vescovi di Ausburg. Il cortile interno è un capolavoro di trompe d'oeil: dipinti che producono effetti ottici a rilievo ed in profondità spettacolari!
Raggiungiamo poi la chiesetta di Spitalkirche, dalla facciata bellissima, affrescata in stile rococò. Ricostruita nel 1748, fu per secoli chiesa degli zatterieri che trasportavano merci sul fiume.
Sappiamo che in un'antica abbazia è possibile conoscere la storia di Fussen, scoprire una collezione di strumenti musicali (qui al liuteria è un'antica tradizione), visitare la biblioteca ed ammirare la “Danza macabra” del pittore Jacob Hiebeler, ma per oggi ci accontentiamo del nostro tour e rientriamo.
Curiosità: il simbolo della città è un triscele (tre gambe, unite tra loro per la coscia, disposte a spirale). In Europa l'immagine si ritrova nelle regioni ad influenza celtica, ma noi pensiamo subito alla nostra amata Sicilia, dove l’icona della Trinacria rappresenta i tre promontori (capo Peloro, capo Passero e capo Lilibeo) punti estremi dell’isola.
Domani ci attende la visita al castello di Neuschwanstein: quello che da sempre fa sognare generazioni perché considerato "castello delle fiabe" ed ha ispirato Disney per i suoi cartoni animati.
Viste le previsioni (neve…), che non permettono la lunga passeggiata nel bosco, lo raggiungerò in carrozza...da una principessa!Leer más
Castello di Neuschwanstein e Wieskirche
16 de marzo de 2025, Alemania ⋅ 🌫 1 °C
Notte di sabato trascorsa in un parcheggio per camionisti.
In serata liti ed urla fra ubriachi, poi fortunatamente tutto tranquillo!
Giornata di oggi dedicata alla visita del castello di Neuschwanstein, prenotata per le 13. Tappa successiva: la Wieskirche, presso Steingaden.
Come da previsioni meteo, in tarda mattinata inizia a nevicare abbondantemente! Scelgo di salire in carrozza, utilissima (viste le circostanze) anche se non proprio "principesca".
Percorrere le sale arredate ascoltando la storia di Ludovico II e della sua reggia è un vero piacere per gli occhi, per la mente e per il cuore. Un trionfo di affreschi e decorazioni, in gran parte dedicati a Richard Wagner ed alle sue opere. Il re era suo convinto estimatore e gli fece da mecenate. Varietà di stili in arredi, decorazioni e addobbi: la guida spiega che all’epoca non era considerato cattivo gusto ma piuttosto segno di grande cultura ed innovazione. Curiosa la stanza simile ad una grotta, con stalattiti e stalagmiti.
All’uscita non nevica più, quindi percorro a piedi la discesa per rientrare.
Lungo la strada riesco a scattare una foto al famoso Marienbrucke (ponte sospeso, dal quale si potrebbe ammirare tutto il panorama della valle, se non fosse chiuso per maltempo ed avvolto dalla nebbia…). Ben visibile invece il maestoso castello giallo di Hohenscwangau.
Mentre mi dedicavo alla cultura, Antonio e Snoopy apprezzavano la natura percorrendo la passeggiata attorno al lago Schwan See.
Successivamente abbiamo raggiunto la Wieskirche, un importante santuario che ha le sue origini nel 1730.
In quell’anno due monaci del convento di Steingaden, Padre Magnus Straub ed il confratello Lukas Schwaiger, realizzarono, in occasione della processione del Venerdì Santo, una statua in legno raffigurante Cristo flagellato usando parti di diverse figure lignee e ricoprendone le giunture con tessuto di lino. La statua, che rappresenta Gesù pieno di sangue e ferite, apparve alla popolazione locale come una visione traumatizzante e così venne portata nel solaio del convento. Otto anni dopo la moglie dell'oste del monastero, la contadina Maria Lory, trasferì la statua nella sua masseria affinchè tutti potessero vederla; in pochi giorni la gente del luogo si radunò in processione a pregare davanti al "Cristo flagellato”. Il 14 giugno 1738 avvenne il miracolo: Maria Lory notò alla sera e la mattina seguente alcune gocce sul volto di Cristo che lei ritenne essere delle lacrime. Questo fatto eccezionale diede avvio ad un grande movimento di pellegrini da tutta la Baviera ed anche da altre zone. Venne costruita un piccola cappella per custodire la statua lignea ma col tempo lo spazio era troppo piccolo e si diede inizio alla costruzione di un grande chiesa.
Nella Wieskirche regna il rococò e l'interno della chiesa è un insieme armonioso di ricchi stucchi, dipinti e decorazioni dorate.
Ogni anno un milione di persone si recano a venerare la statua del "Cristo flagellato", custodita nell'altare maggiore; la chiesa è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio dell’umanità.Leer más
Landsberg
17 de marzo de 2025, Lituania ⋅ ⛅ -4 °C
San Patrizio oggi ci ha portato il sole e, sotto un cielo azzurrissimo, abbiamo dedicato la giornata ad altre due città bavaresi: Landsberg ed Augusta.
Landsberg si trova sulla riva del fiume Lech ed è situata all'incrocio della romana Via Claudia con l'antica Via del Sale; conserva tuttora l'impronta medievale grazie alle sue fortificazioni e torri.
Superata la Bayertor (porta della città del XV secolo) siamo arrivati nel centro storico, ricco di edifici in stile rococò, dai caratteristici colori pastello.
Della piazza principale (Hauptplatz) ci hanno colpito la facciata del Rathaus (Municipio), decorata con pregevoli stucchi, la fontana Marienbrunnen e la “Schöner Turm” (bella torre) del XIII sec.
A poca distanza (e un po' più in alto) si trova la chiesa parrocchiale di Mariä Himmelfahrt l'Assunta, dalla struttura gotica (poi barocchizzata alla fine del Seicento).
La cittadina ebbe un'improvvisa notorietà nel 1924, quando il giovane Hitler venne rinchiuso nel carcere locale in seguito al fallito Putsch di Monaco (9 novembre 1923); proprio qui, durante la prigionia, iniziò a scrivere il "Mein Kampf".
Dopo una piacevole passeggiata, ci siamo spostati ad Augusta.Leer más
Augusta
17 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☁️ 5 °C
Terza città più grande della Baviera (dopo Monaco e Norimberga), Augusta Vindelicorum è stata fondata nel 15 a.C. dall'imperatore Augusto (lungo la Via Claudia) ed è divenuta ben presto un importante centro commerciale.
Nel 1316 diventa Città Libera dell'Impero e conosce un ulteriore sviluppo economico, accresciuto anche dall'arrivo (nel 1367) di un tessitore di lino, Jakob Fugger, che ad Augsburg pose le basi del suo impero finanziario.
La gloria massima fu nel '400 e nel '500, quando i Fugger (soprannominati "i Rothschild della Baviera") concedevano prestiti alle famiglie regnanti di mezza Europa, ottenendo in cambio facilitazioni per i propri commerci.
Nel '500 fu centro nevralgico della riforma protestante: qui Filippo Melantone espose la "Confessio Augustana" di Martin Lutero e nel 1555, con la "Pace di Augusta", si stabilì che i territori tedeschi potevano seguire la confessione dei regnanti che li governavano.
Dalla nostra area sosta, con una breve passeggiata, abbiamo raggiunto la Rathausplatz (piazza del Municipio) che ospita la chiesa di St. Peter (ora non visitabile all’interno perchè in restauro). Le campane del suo campanile, alle 11 e alle 17, suonano varie melodie tra le quali brani di Mozart. Continuando a camminare nel centro storico, ci siamo imbattuti nella chiesa di St. Anna, uno dei centri della riforma protestante di Martin Lutero. La chiesa risale al '400 ma l'interno è stato completamente barocchizzato a metà del '700. Percorrendo la Maximilianstraße, siamo passati di fronte al palazzo dove Martin Lutero nel 1521 pronunciò il rifiuto a ritrattare le sue tesi (che gli procurò poi la scomunica papale ed il bando dall’impero come nemico e fuorilegge); oggi l’edificio è una banca ma all’esterno vi è una targa che ricorda l’avvenimento. Intrufolandoci nel mercato cittadino, fra banchi di frutta e verdura e negozi di fiori, ci ha colpito un venditore di casette per uccellini, veramente singolari, preziose e costosissime!
Piccola curiosità: qui ad Augusta si trova la casa natale di Leopold Mozart.
Un quartiere particolare: il Fuggerei. Voluto da Jakob Fugger (nel 1514) che mise a disposizione per le spese di costruzione 10.000 fiorini del suo immenso patrimonio, è un quartiere nato per ospitare gli abitanti cattolici poveri o indigenti e, organizzandogli il lavoro, evitargli di continuare a vivere di elemosina. Si tratta del più antico esempio di edilizia sociale del mondo e fu anche un'abilissima mossa di "immagine" e di "public relations" nel '500.
L’affitto simbolico era di 1 fiorino con un obbligo spirituale: recitare ogni giorno una preghiera per i membri della famiglia Fugger e vivere da bravi credenti. Oggi le case ospitano principalmente coppie di anziani che vivono con la pensione minima. Al n° 14 della Mittlere Gasse è stata allestita una casa-museo per illustrare il modo di vivere del quartiere nel ‘500.Leer más
Nördlingen
18 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ -1 °C
Con pieno sole, cielo azzurro e temperature polari, anche per il costante vento, oggi abbiamo visitato altre tre cittadine della Baviera, molto accoglienti e differenti fra loro.
Nordlingen si trova al centro della florida pianura del Ries, un enorme cratere formatosi milioni di anni fa dalla caduta di un meteorite.
Ha mantenuto nel tempo il suo carattere medievale ed è l'unica città tedesca che ha una cinta muraria interamente percorribile, con un camminamento protetto intervallato da 15 torri. Noi ne abbiamo attraversato un tratto, per dirigerci poi verso il centro storico, dominato dal Daniel (il campanile della chiesa tardo gotica di St. Georg, alto 90 metri).
Percorrendo le vie del centro, abbiamo incontrato altri edifici risalenti al Medioevo e al Rinascimento: la Tanzhaus (Casa dei festeggiamenti), il Rathaus (Municipio), il Weinmarkt con belle abitazioni borghesi, una serie di case a graticcio ed il Magazzino del sale, oggi Archivio cittadino.
La città è stata protagonista di un evento storico nel 1634, nel corso della Guerra dei Trent'anni: la battaglia di Nördlingen vide la vittoria dell'esercito cattolico (composto dalle truppe del Sacro Romano Impero e della Spagna) su quello protestante (della Svezia e della Sassonia).
Attraversata la Porta Lopsinger, ci siamo imbattuti nella statua di un maialino, protagonista di una curiosa leggenda...
Racconta del conte di Oettingen che (nel 1440) corruppe le guardie perché lasciassero aperta la porta in modo da potere conquistare la città. Un maiale, che sfregava contro la torba del cancello accostato facendolo aprire, venne notato dalla moglie di un tessitore di legname che con l’incitamento “Allora, G’sell, così” riuscì ad allontanarlo. La donna avvertì poi il marito e la città fu salvata dal possibile attacco nemico.Leer más
Dinkelsbuhl
18 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 3 °C
La nostra seconda tappa di oggi ci ha permesso di conoscere la cittadina di Dinkelsbuhl, situata nella valle del fiume Wörnitz.
Al nostro arrivo la città ci ha accolto con un’immagine idilliaca delle sue mura che si specchiano nell’acqua.
Nel centro storico si trovano numerose e ben conservate case a graticcio, testimonianza di un glorioso passato (XV e XVI secolo) reso prosperoso dall'abilità dei suoi artigiani e mercanti e dalla struttura difensiva che ha messo la città al riparo dalle invasioni. Nel cuore di Dinkelsbühl si erge maestosa la chiesa di St. Georg, dalle slanciate linee tardo gotiche, considerata una delle più belle della Germania meridionale. Ogni sera alle 21, dal portale della chiesa, il guardiano notturno (in costume d'epoca) inizia la sua ronda accompagnando i turisti in una suggestiva visita della città. Non abbiamo potuto parteciparvi ma immaginiamo sia un’esperienza singolare.
Anche in questo centro storico, il cuore è rappresentato dalla Weinmarkt, la piazza dove si svolgeva il mercato (qui quello del vino) e dove si trova anche l'ex birreria Ratsherrentrinkstube (oggi Gustav-Adolf-Haus).
La cinta muraria medievale, con le sue 16 torri e 4 porte, è rimasta intatta ed è tuttora in buona parte percorribile. Approfittando della bella giornata di sole, vi abbiamo passeggiato per un tratto.Leer más
Rothenburg ob der Tauber
18 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 7 °C
Ultima tappa di oggi: Rothenburg. Tra le città della Baviera, in particolare della Strada Romantica, si distingue per bellezza e fascino.
Ci ha ricordato, ridotta nelle dimensioni, la Carcassonne francese.
L'origine della città risale al X secolo, quando sorse il castello dei Conti di Rothenburg; per tutto il 1100 Rothenburg gode di un periodo politico, culturale e commerciale molto fiorente e positivo a tal punto che (nel 1274) la cinta muraria viene allargata per ospitare il quartiere degli artigiani.
Nel 1802 la città viene annessa alla Baviera mentre, cento anni dopo (1905) viene collegata alle altre città tedesche con una linea ferroviaria.
Per Rothenburg e la sua ottima economia la situazione idilliaca sembrava senza fine ma, nel 1945, un terribile bombardamento distrugge buona parte del centro storico e solo grazie all'intervento di un generale americano si evitò la distruzione totale della città. Dopo la fine della seconda guerra mondiale inizia la grande ricostruzione ed oggi si può ammirare Rothenburg in tutta la sua ritrovata bellezza.
Anche qui il cuore del centro storico è la Marktplatz (piazza del mercato), da sempre luogo principale della vita cittadina anche grazie alla presenza del Rathaus. Il grande edificio del Municipio è caratterizzato da due differenti stili architettonici: una parte risale al periodo gotico mentre la facciata è rinascimentale.
La strada principale di Rothenburg è la Herrngasse (via dei Signori), che collega la Marktplatz con i Burggarten (giardini del castello). E' una tipica via di un paese bavarese: eleganti abitazioni dalle facciate realizzate con stili e colori diversi, balconi ricchi di fiori dai colori accesi e molti negozi.
Tra le chiese, notevole è la Jakobskirche (Chiesa di S. Giacomo) la più grande ed importante della città. La sua costruzione è durata quasi 100 anni. L'esterno della chiesa si presenta con due alti campanili, non siamo riusciti ad entrarvi perchè era già chiusa.
Quello che però distingue maggiormente Rothenburg è la grande cinta muraria che racchiude la città e le sue solenni porte d'accesso: una parte delle mura è percorribile a piedi. Un altro vanto della città si trova al n 1 della Herrngasse: è il negozio di giocattoli e articoli natalizi fondato nel 1977 dalla famiglia Wohlfahrt che, forte del successo ottenuto in Germania, ha aperto alcune filiali anche all'estero. Abbiamo comunque potuto notare in questa città numerosi negozi di giocattoli.
L'evento principale di Rothenburg è la Meistertrunk (Bevuta del Borgomastro), rappresentata dall'apparizione delle figurine del sindaco e del generale Tilly sulla facciata della Ratstrinkstube - vecchia taverna del Municipio ora Ufficio turistico - otto volte al giorno, ogni ora, delle 11 alle 22.
Giunti in piazza verso le 14, abbiamo atteso l’evento che ci ha un po’ deluso: ci aspettavamo che le figure, mosse da un meccanismo, si affacciassero uscendo dalle finestre...invece, al battere dell’ora, si aprono solo le ante.
Nella città è presente anche il Kriminalmuseum: in un antico edificio viene presentata la storia della giurisprudenza in Germania con documenti, libri ma soprattutto attraverso i più svariati strumenti di tortura. Avendo già visto in passato collezioni di questo genere, non l'abbiamo visitato.Leer más
Tauberbischofsheim
19 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 1 °C
Trascorsa la notte a Bad Mergentheim (in un parcheggio riservato durante il giorno ad un istituto scolastico) di prima mattina abbiamo inutilmente cercato una sosta alternativa per poter visitare la città…missione impossibile!
Ci siamo allora diretti alla tappa successiva: Tauberbischofsheim (città dal nome impronunciabile, ma dove ci siamo potuti fermare senza difficoltà). Abbiamo scoperto una cittadina che cattura l’essenza della Romantic Strasse. Una pittoresca località che, con le sue strade acciottolate e gli edifici storici, offre un’atmosfera di serenità e fascino. Immergendosi nelle sue vie, si avverte la tranquillità di un borgo che ha sapientemente conservato la sua ricchezza culturale e la bellezza del paesaggio che lo circonda.
Giunti nel centro storico, ci ha subito accolto il Castello Kurmainz: imponente fortezza che domina la città con la sua maestosa architettura.
Una passeggiata fra case a graticcio e botteghe artigiane ci ha portato alla Chiesa di San Martino, edificio in stile gotico, con interni riccamente decorati, e poi alla Marktplatz (antica piazza del mercato).
La storia di Tauberbischofsheim è profondamente intrecciata con quella della Romantic Strasse. Fondata in epoca medievale, la città ha giocato un ruolo importante nella regione come centro commerciale e religioso.
Prima di ripartire, una sosta alla pasticceria, ci ha offerto la degustazione di dolci tipici della zona.Leer más
Würzburg - conclusione Romantic Strasse
19 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 6 °C
Da Tauberbischofsheim ci siamo diretti verso l’ultima tappa lungo la Romantic Strasse: Würzburg, città che si trova sul fiume Meno.
Quasi totalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale, è stata poi restaurata e ricostruita fedelmente; oggi è una prestigiosa sede universitaria ed una città dinamica ricca di eventi internazionali.
Abbiamo scelto di percorrerne il centro storico ammirandone le bellezze artistiche, senza visite guidate all’interno dei palazzi.
Una passeggiata lungo la riva del fiume ci ha portato all’Old Main Bridge, il ponte medievale in pietra che ospita dodici statue di santi e che è uno dei simboli di Würzburg. Alle nostre spalle, sulla collina, si staglia la Festung Marienberg, fortezza che domina l’intera città. Per secoli residenza dei principi vescovi, oggi ospita nel suo arsenale il Mainfrakisches Museum, che illustra le antiche arti della regione.
Attraversato il ponte, ci siamo diretti verso il centro storico, dove l’edificio più importante è il Residenz. “La residenza” dei principi-vescovi, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità, è un palazzo barocco pieno di affreschi che è stato totalmente ricostruito nel dopoguerra, tornando allo splendore precedente. Ci siamo goduti una piacevole passeggiata nel suo grande parco, vista la bellissima giornata di sole, con temperatura mite e assenza di vento.
La nostra camminata ci ha poi portato al Duomo, dedicato a San Chiliano. Risale all’XI secolo ed ha un aspetto tipicamente medievale. Oggi è considerato una delle più belle chiese romaniche tedesche; possiede una facciata a doppia torre ed è alto 105 metri (quarta chiesa più alta della Germania). A seguito del bombardamento di Wurzburg del 1945, il duomo in parte crollò ed i lavori per la ricostruzione terminarono soltanto nel 1967.
Sulla strada del ritorno, ci siamo ritrovati di fronte alla Marienkapelle: una imponente costruzione che ha l’aspetto di una basilica ma che è considerata solo una cappella, la più grande della Germania, forse anche del mondo, in stile gotico. Anticamente qui si trovava l’antica Sinagoga della città, distrutta durante i moti antisemiti del 1349. Non ci sono documenti che spieghino come, dalla Sinagoga, si sia poi arrivati alla costruzione di questa cappella, iniziata nel 1377 per volere del Vescovo. Anche questo edificio ha subito i bombardamenti durante l’ultima guerra ed è stato poi ricostruito.
Concluso il nostro percorso, ci siamo diretti a Norimberga, che visiteremo domani. Stanotte ci fermiamo al Volkspark Marienberg: un bellissimo parco con sosta camper gratuita, nel quale abbiamo già incontrato qualche scoiattolo e da dove prenderemo il bus per raggiungere il centro città.Leer más
Norimberga
20 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 6 °C
Dopo avere trascorso la notte nel parco degli scoiattoli (e dopo avere apprezzato a colazione la torta di ciliegie acquistata ieri) abbiamo preso l’autobus che ci ha portato al centro di Norimberga.
La città ci ha fatto una bellissima impressione, complici il sole e le temperature miti di questo primo giorno di primavera, ma anche lo scarso numero di turisti e di automobili, oltre alla vastità della sua isola pedonale.
Con una breve passeggiata abbiamo raggiunto il Kaiserbug: una enorme e massiccia fortezza medievale dove, fino al 1500, hanno vissuto tutti gli Imperatori del Sacro Romano Impero. Abbiamo visitato gli interni, la torre Sinwellturm e il Tiefer Bunnen (Pozzo Profondo: 48 metri di pozzo, in fondo al quale scorre ancora acqua potabile!)
Uscendo ci è venuta spontanea una considerazione su alcune fortezze tedesche viste finora: rispetto ad altri castelli europei, queste hanno più l’aspetto di grandi e robuste abitazioni...
Proseguendo la camminata, siamo passati di fronte alla Sankt Sebalduskirche (nella Rathausplatz), la chiesa più antica di Norimberga, famosa anche per il suo altare di bronzo. Purtroppo l'abbiamo trovata chiusa...
Ci siamo poi diretti verso Tiergarten Platz, una piazzetta che è forse uno degli angoli più belli della città: sembra una cartolina con la sua severa torre dal tetto a punta e le splendide case a graticcio di pietra, legno e muratura, fra le quali si distinguono la Durer Haus (abitazione dell’artista rinascimentale tedesco Albrecht Durer) e la Pilatushaus: casa del 1489 voluta da un fabbricante di corazze, Hans Grünewald, che ha mantenuto la sua originalità nonostante sia passata attraverso tanti secoli.
Proprio al centro della piazza si trova la Lepre, una curiosa statua di bronzo ispirata ad un acquerello di Dürer: una lepre gigante con un occhio accecato, a nostro parere dall’aspetto abbastanza inquietante…
Successivamente abbiamo raggiunto il fiume Pegnitz per attraversare una serie di ponti che caratterizzano la città. In particolare l’Henkersteg, il Ponte del Boia che, oltre ad avere un nome singolare, è anche molto caratteristico, con i suoi archi di pietra e la copertura di legno. Ad un estremo del ponte si trova la Casa del Boia, per secoli residenza ufficiale dei carnefici di Norimberga e delle loro famiglie.
Dopo una veloce pausa pranzo "alla tedesca" (come orario e come degustazione), ci siamo spostati alla Hauptmarkt, la piazza del mercato (dove a dicembre si tiene ogni anno il famoso Mercatino Natalizio).
Nella piazza emerge la Frauenkirche, chiesa gotica costruita da Carlo IV per custodire i gioielli della corona. I gioielli non ci sono più e tecnicamente neanche la chiesa originale: fu distrutta anch’essa dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale ed è stata ricostruita dallo stesso architetto che ha ricostruito il Vecchio Municipio. Anche il celebre orologio astronomico è stato ricostruito ed è una piccola meraviglia di arte e artigianato: un complesso carillon con automi che ogni giorno a mezzogiorno fa muovere i sette Principi Elettori intorno all’imperatore Carlo IV.
Nella stessa piazza si trova la Fontana Bella: si erge come una guglia gotica traforata, divisa in 4 livelli, alta ben 19 metri. Realizzata in pietra calcarea, è popolata da una quarantina di statue coloratissime che rappresentano la visione del mondo durante il Sacro Romano Impero.
Continuando a percorrere il centro della città, ci ha colpito una vetrina con esposti oggetti particolari per produrre decorazioni da pasticceria.
Conclusa la visita, siamo rientrati in camper, sempre in bus, e siamo ripartiti verso Dresda che visiteremo domani. Prevediamo una sosta a metà strada, in un’area gratuita vicina ad una caserma dei pompieri.Leer más
Dresda
21 de marzo de 2025, Italia ⋅ ☁️ 7 °C
Giunti a Dresda in una splendida giornata di sole, che promette nelle prossime ore temperature fino ai 20 gradi, parcheggiato Woodstock in una costosissima area sosta proprio nei pressi della città, ci siamo diretti a piedi verso la Altstadt (Città Vecchia). Superato il ponte sull’Elba, ci siamo trovati immediatamente di fronte alla maestosità della Hofkirche. La cattedrale fu costruita tra il 1739 e il 1751 in stile tardo barocco romano che a noi appare un poco opprimente, anche a causa di una patina scura che la ricopre (forse causata dall’inquinamento e dalla scarsa manutenzione). Alla nostra sinistra il Palazzo di Giustizia, anch’esso imponente e “tetro”. Dobbiamo dire che, dopo avere visitato Norimberga, il primo impatto con Dresda non è dei migliori…
lo stile degli edifici è austroungarico, imponente e severo; quasi tutti richiederebbero di essere ripuliti a fondo per poter testimoniare la loro origine e la loro bellezza.
Unica eccezione: la Frauenkirche che si staglia contro il cielo con il suo bianco e i suoi 91 metri di altezza. La cupola è una delle più grandi in tutta Europa. Quella che vediamo oggi, però, non è che una ricostruzione. Anche questa chiesa è stata rasa al suolo durante i bombardamenti nel '45. Le sue rovine sono state tenute per 50 anni come memoriale di guerra, finché non è stata ricostruita fra il 1994 e il 2005. Quello che ci stupisce principalmente però è il suo interno: chiarissimo e finemente decorato in oro e tinte pastello, con una struttura circolare a balconate sovrapposte che ricorda più un teatro che un luogo di culto.
Poco lontano si trova l’Albertinum, uno dei famosi musei d’arte della città. Ospita la Skulpturensammlung (nome improbabile che a noi ricorda “Strurmtruppen"... e che invece descrive una collezione di sculture dall’antichità classica fino al XXI secolo) e le opere della Galerie Neue Meister, pinacoteca focalizzata su romanticismo, realismo e impressionismo.
Proseguiamo e saliamo nella Brühlsche Terrasse. La terrazza è lunga circa 500 metri e si estende sulla sponda del fiume Elba. Proprio per sua posizione panoramica le hanno attribuito il soprannome di “Balcone d’Europa”.
Imbocchiamo la Augustusstraße, una stradina che custodisce un’altra delle meraviglie di Dresda: il Fürstenzug. Il Corteo di principi è un famoso murale che raffigura una processione dei diversi principi di Sassonia. Completato nel 1876 per celebrare l’ottocentesimo anniversario della Casata di Wettin, la dinastia tedesca che governò l’area che corrisponde all’odierna Sassonia. Il murale era originariamente un dipinto ma, data la continua esposizione agli agenti atmosferici, i colori sbiadirono velocemente e tra il 1904 e il 1907 venne rifatto, questa volta come mosaico, in porcellana. (23.000 mattonelle, lungo 102 metri: una delle opere di porcellana più grandi al mondo!)
Raggiungiamo quindi il Residenzschloss: uno degli edifici più antichi della città e che ha un certo rilievo perché costruito in diversi stili architettonici. Antica sede del tribunale cittadino, palazzo residenziale degli elettori e successivamente dei re della Sassonia. Oggi al suo interno ospita 5 musei.
Ritorniamo sui nostri passi e ci troviamo di fronte alla Semperoper, l’Opera di Dresda. Il teatro deve il suo nome all’architetto Gottfried Semper. Costruito tra il 1838 e il 1841, anche questo edificio è un esempio di architettura barocca della città. Poco lontano lo Zwinger, un altro meraviglioso palazzo di Dresda. Costruito all’inizio del 1700 per volere di Augusto II di Polonia, principe elettore di Sassonia, è uno dei più significativi esempi di architettura barocca tedesca. Al suo interno si trova la famosissima Pinacoteca di Dresda, uno dei musei d’arte più importanti d’Europa, con una collezione che conta oltre 2.000 dipinti. Tra le opere qui conservate spiccano la Madonna Sistina di Raffaello e le innumerevoli vedute di Canaletto. Il pittore veneto infatti si trasferì a Dresda nel 1747 su invito di Augusto III di Polonia e fu pittore di corte per diversi anni.
Continuato la nostra camminata lungo l’Elba, abbiamo raggiunto una delle attrazioni più singolari di Dresda. L’ex fabbrica di sigarette Yenidze: un edificio di 62 m di altezza che sembra una moschea. Abbiamo indagato sul perché...
All’inizio del XX secolo a Dresda era vietato costruire edifici industriali riconoscibili. Per questo si decise di camuffare questa fabbrica di sigarette dandole l'aspetto di una moschea dall’architettura neo moresca. L’edificio sfoggia una cupola di vetro ed un camino a forma di minareto; dagli anni ’90 ospita degli uffici e anche la birreria all’aperto più alta di Dresda.
Avvicinandosi l'ora di pranzo, abbiamo consumato un mega kebab che ci basterà anche per la cena!
Tornati al camper con largo anticipo sul previsto, siamo riusciti a recuperare parte della spesa sostenuta per il parcheggio rivendendo sottocosto il nostro biglietto ad un altro turista e siamo ripartiti verso Ponte Bastei.Leer más
Ponte Bastei
21 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 17 °C
Il Ponte di Bastei, sospeso tra imponenti rocce irregolari, è in grado di offrire ai visitatori una veduta panoramica davvero mozzafiato. Il massiccio del Bastei (che in italiano significa “bastione”) si trova nel cuore della Sassonia, al confine con la Repubblica Ceca. Faceva parte dell’antico anello difensivo che circondava il castello di Neurathen; è aggrappato a rocce monumentali e sospeso sull’abisso
Il massiccio è situato nella romantica regione della Germania Est (nota come Svizzera sassone) dove uno splendido parco naturale si estende per chilometri attorno al fiume Elba e al tempo stesso avvolge l’aspro profilo dei suoi monti, da alcuni paragonati a quelli del Parco nazionale del Grand Canyon, in Arizona. Tra questi ultimi, spicca proprio il Bastei, imponente formazione rocciosa che risale a più di un milione di anni fa e che è stata prodotta dell’erosione degli agenti atmosferici.
Con il loro profilo frastagliato, che si alza fino a 194 metri e svetta a 300 metri dal livello del mare, le rocce del Bastei sono un punto panoramico strepitoso.
Non a caso, nei secoli, diversi artisti (pittori, poeti e scrittori) hanno subito il fascino di tanta bellezza. Tra i molti, spicca il pittore Kaspar David Friedrich, che visitò più volte l’area e collocò il suo celebre “viandante solitario” sulla vicina altura di Kaiserkrone. Anche Goethe spese parole entusiastiche sulla bellezza del luogo: “Qui, dove si può vedere l’Elba dalle rocce più aspre, dove il Lilienstein, il Königstein e il Pfaffenstein giacciono raggruppati in modo pittoresco e a breve distanza e presentano all’occhio un insieme che non può essere descritto a parole” (J. W. Goethe 1819)
Nel 1824 fu costruito un ponte di legno, sospeso sui crepacci, per collegare alcune delle rocce più spettacolari e nel 1851, ormai usurato, fu sostituito dall’attuale Basteibrücke, un ponte in pietra a sette arcate, lungo 76,5 metri e sospeso su uno strapiombo profondo 40 metri.
Camminare lungo il ponte di Bastei, letteralmente aggrappato alle rocce, offre oggi un’esperienza unica, con panorami naturali di straordinaria bellezza e la vista di imponenti falesie rocciose che si contrappongono alla dolcezza del fiume Elba. Una serie di sentieri, in parte costituiti da scalinate, permettono di inoltrarsi fra le rocce godendo appieno gli scorci del paesaggio. Noi abbiamo affrontato solo una parte della discesa verso il fiume, visto che la risalita si presentava abbastanza impegnativa. Lo sforzo comunque è ampiamente ripagato dalla bellezza e dalla unicità del luogo.
Siamo rientrati in camper molto soddisfatti del percorso e ci siamo quindi diretti verso Bischofswerda per trascorrere la notte presso un bel laghetto.Leer más
Rakotzbrücke (Ponte del Diavolo)
22 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 9 °C
Il Rakotzbrücke è immerso nel verde del parco di Kromlauer in Sassonia. La particolarità di questo ponte è che è stato costruito (tra il 1866 e il 1875) appositamente per creare un cerchio perfetto quando si riflette nell’acqua.
Si trova proprio nel mezzo di un parco di rododendri ed è un vero spettacolo! Se proviamo poi ad immaginarlo nel periodo della piena fioritura (verso maggio) deve essere ancora più affascinante.
Come molti altri ponti in Europa, il Rakotzbrücke è anche conosciuto come il "ponte del diavolo". Le sue estremità sono formate da guglie di roccia sottili con colonne ottagonali in basalto che sostengono un arco talmente perfetto che sembra essere stato realizzato dal demonio in persona.
La leggenda narra che fu costruito con l’aiuto del diavolo, il quale pretese l’anima della prima persona che lo avesse attraversato una volta completato. Per proteggere la comunità si dice che il costruttore si sia sacrificato...
Il ponte può essere fotografato ma, per preservarlo, è vietato attraversarlo.
Il bosco di rododendri è stato realizzato da Friedrich Hermann Rotschke.
Si dice che fosse un uomo celibe, un po’ bizzarro, imparentato con la famiglia reale. Possedeva vaste proprietà al confine russo-polacco ed era un appassionato della natura; si ispirò al vicino Parco Puckler per realizzare quello di Kromlau. Aveva su quest’ultimo grandi progetti ma poi scomparve misteriosamente lasciando la tenuta a suo figlio Theodor. Su di lui e sulle donne che lo hanno circondato sono nate numerose leggende…
Ci siamo goduti la breve passeggiata per raggiungere il parco ed abbiamo poi percorso con molto piacere i sentieri che lo attraversano. La giornata era soleggiata e le temperature gradevoli. Anche Snoopy ha apprezzato qualche corsa in libertà.Leer más
Brughiera di Luneburgo
23 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☀️ 9 °C
Abbiamo dedicato questa domenica mattina alla brughiera di Landeburgo, dove abbiamo percorso in lungo e in largo i suoi sentieri, fra boschi, distese di erica, cespugli di ginestre, laghetti, prati con mucche al pascolo e costruzioni rurali. Se fossimo in giugno, questi territori sarebberi stati ricchi di fiori viola e gialli, come abbiamo potuto constatare dalle immagini scaricate... ma anche in questo periodo i loro paesaggi hanno comunque un certo fascino. Questo parco naturale di 1000 kmq viene definito come uno dei più belli e singolari della Germania: un terreno ondulato, poco abitato e caratterizzato da boschi, torbiere, dune e praterie. La terra e la sabbia si alternano ad un terriccio nero che ricorda le rocce vulcaniche; camminando abbiamo incrociato diverse costruzioni agricole tipiche, fra le quali ci hanno colpito un vecchio ovile ed una antica colombaia.
Documentandoci, abbiamo scoperto che nel 1800 ogni fattoria della zona aveva un proprio allevamento di lumache ed una propria apicoltura, oltre a greggi di pecore Heidschnucke che pascolavano nella brughiera. Oggi l’allevamento di queste razze di ovini è stato abbandonato perché considerato anti-economico.
Abbiamo molto apprezzato questa camminata di quasi 7 km ed anche Snoopy ha potuto godere di qualche corsa in libertà, facendo pure alzare un coloratissimo germano.
Rientrati in camper, dopo pranzo, ci siamo spostati a Wilster, grazioso paese che offre ai camperisti un’area sosta gratuita in pieno centro, immersa nel verde. Domani ci dirigeremo verso il mare del Nord, per raggiungere la nostra ultima tappa in Germania.Leer más
Wattenmeer Nationalpark
24 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ⛅ 7 °C
Si trova nella porzione di Mare del Nord detta Mare dei Wadden; è un parco naturale protetto e tutelato come Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, popolato da varie specie di uccelli, pecore, lepri ed altri animali selvatici.
Ci siamo arrivati oggi, splendida giornata di sole (con temperature gradevoli e poco vento) ed abbiamo camminato, circondati dalla numerosissima fauna, apprezzando il silenzio interrotto unicamente dai suoni della natura: il vento, il mare, i versi degli animali al nostro passaggio.
Parcheggio gratuito, nel quale abbiamo anche consumato il pranzo, per poi trasferirci in altra area sosta naturale.
Le foto non rendono la bellezza del luogo, ma ci permetteranno di ricordare e rivivere le emozioni provate…uno stormo di coloratissime oche selvatiche che si leva in volo al nostro passaggio, agnellini distesi a riposare al sole o che succhiano il latte dalle madri, leprotti saltellanti che si rincorrono sul bagnasciuga… tutti veri e propri regali della natura!
Ripensiamo al nostro Delta del Po, che tanto amiamo; dovrebbero tutelarlo così, visto che anch’esso offre spettacolari scenari che meriterebbero più rispetto e considerazione!
Stanotte dormiamo qui, domani saluteremo la Germania per proseguire il nostro viaggio in Danimarca.Leer más
Danimarca: Tonder, Mogeltonder, Hojer...
25 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ ☁️ 7 °C
Questa mattina abbiamo superato il confine tedesco-danese raggiungendo la nostra prima tappa in Danimarca: la cittadina di Tonder.
Molto accogliente, come buona parte delle città tedesche visitate finora, ci ha colpito per la sua isola pedonale veramente estesa. Abbiamo raggiunto Upgade, la via dove si trovano diverse case con bow-window: finestre sporgenti dove un tempo le ricamatrici lavoravano per sfruttare al massimo la luce. L’attività del ricamo e la produzione di merletti caratterizzavano Tonder fin dal Medioevo, come testimonia anche la Casa del Merletto (1672) nelle cui vetrine si possono vedere attrezzi utilizzati dalle artigiane del ricamo. Tonder era infatti una delle città mercato più antiche della Danimarca, con privilegi fin dal 1243. La città era ben situata su un guado sopra il Vidaen e dal ponte navale si poteva navigare nel Mare del Nord. Tonder così si sviluppò fino a diventare una delle principali città commerciali del ducato di Schleswing.
Dal XVI secolo, con lo sbarramento della palude che rendeva difficile la navigazione, il porto di Tonder perse di importanza, fino ad essere abbandonato negli anni ‘30.
Percorrendo le vie del centro abbiamo visto la Det Gamle Apotek (antica farmacia) e la Christ Church (1592). Nella piazzetta centrale troneggia una statua, copia della figura di Kagman (l’originale si trova al museo): posta sul muro di accesso alla città, verso la fine del ‘600, avrebbe dovuto scoraggiare l’ingresso a “donne frivole e ladri”.
Conclusa la nostra visita ci siamo poi spostati a Mogeltonder. Percorrendo a piedi la Slotsgade, ci siamo chiesti se le donne da queste parti possano permettersi scarpe con il tacco…visto che sia la strada che i marciapiedi sono stati costruiti con grossi ciottoli…Su questa via si affacciano case tipiche della zona, con i caratteristici tetti di paglia; verso la fine della strada una vera e propria scoperta: la Mogeltonder Kirkegard (XII sec) . Al suo interno pareti e soffitti riccamente decorati e affrescati e l’organo funzionante più antico della Danimarca. All’esterno un piccolo cimitero con lapidi e tombe (anche del 1800) perfettamente mantenute.
Lasciando la cittadina, ci siamo fermati allo Schackenborg Slot (un tempo castello residenza dei signori locali, oggi ristorante dedicato ad eventi speciali).
A pochi chilometri di distanza, abbiamo fatto una breve sosta a Hojer, dove si trova un antico mulino (del 1857) per dirigerci poi alla spiaggia di Hjerpsted.
Qui abbiamo trovato una sorvegliante che multava le auto in sosta. La stessa ci ha spiegato che, per la prima mezz'ora, la sosta era gratuita ma bisognava comunque registrarsi per comunicare l’ora di arrivo. Così abbiamo provveduto e ci è bastata meno di mezz'ora per una breve camminata, visto il vento gelido e le temperature non proprio invitanti…del resto, siamo nel mare del Nord! Il tempo di permettere a Snoopy una corsa in libertà lungo la spiaggia e siamo rientrati in camper al calduccio.
Per la pausa pranzo ci siamo spostati in campagna, in un’area sosta gratuita, nei pressi di alcuni tumuli funerari dell’età del bronzo, utilizzati poi (durante la Grande Guerra) come bunker. Qui trascorreremo anche la notte, per recarci poi domani all’isola di Romo.Leer más
Isola di Romo
26 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ 🌬 6 °C
Ieri sera due gocce di pioggia ci hanno ricordato che siamo nei paesi del Nord; stamattina invece cielo nuvoloso e forte vento, con tentativi da parte del sole di fare capolino fra le nuvole…temperatura intorno agli 8 gradi, verso le 8 del mattino…
Ci dirigiamo verso l’isola di Romo, attraversando il lungo ponte che la collega alla terraferma, circondati da paesaggi stepposi e lagunari.
Romo ha una superficie di 129 kmq e solo 677 abitanti. E' la più meridionale delle isole danesi del Mare dei Wadden. Questo primato era un tempo detenuto dalla piccola isola disabitata di Jordsand, ricoperta dalle acque nel 1999.
Siamo arrivati alla spiaggia di Lakolk: una distesa interminabile di sabbia, percorribile in camper, sempre battuta da un forte vento.
Dopo avere parcheggiato, abbiamo fatto una lunga camminata sul bagnasciuga, più esteso per la bassa marea, apprezzando questo ambiente naturale incontaminato dove anche Snoopy ha potuto godere di corse in libertà.
Fra un paio di giorni proprio qui si verificherà il raduno del gruppo camperisti Hymer 4x4 tedesco…peccato non conoscere la lingua perchè sarebbe stato simpatico condividere l’evento con oltre 40 mezzi simili al nostro, fra scambio di esperienze e bevute di birra…
Tappa successiva di oggi: isola di Mando, raggiungibile solo due volte al giorno con mezzi propri a causa della marea. Ci ricorda qualcosa...Leer más
Isola di Mando
26 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ 🌬 8 °C
L’isola è raggiungibile solo due volte al giorno nelle ore di bassa marea.
Un cartello avverte del pericolo se ci si avventura nelle ore sbagliate…
Per raggiungere l’isola si può utilizzare il proprio mezzo o anche un "bus alternativo" (trainato da un trattore).
Dopo esserci informati sull’orario, abbiamo percorso il tratto di strada sterrata ancora bagnato dall’acqua marina ed abbiamo raggiunto la zona abitata. L’isola si estende per 7,6 kmq e conta solo 62 abitanti.
La si percorre agevolmente anche a piedi o in bicicletta. Abbiamo passeggiato fra fattorie, bar e ristoranti (ancora chiusi) fino a raggiungere la spiaggia. Proprio in riva al mare un singolare palo in legno riporta le eccezionali altitudini raggiunte dalle mareggiate durante le principali burrasche dal 1634 ad oggi.
Lungo il nostro percorso un parco giochi per bambini con delle foche a dondolo (paese che vai… usanza che trovi) ci ricorda che in queste zone è possibile avvistare anche le foche. Siamo all’interno di una riserva naturale, dove diverse specie di uccelli migratori (circa 5 milioni ogni stagione) provenienti dalla Russia sostano per ricaricare le batterie e nutrirsi prima di raggiungere le regioni più calde.
Oltre al mulino ed ad alcune caratteristiche case con il tetto in paglia, ci ha veramente incuriosito l'Insekthotel: una casetta di legno appositamente realizzata per ospitare varie specie di insetti.Leer más
Flensburg
27 de marzo de 2025, Alemania ⋅ ☁️ 8 °C
Visitate le due isole di Romo e Mando, ci eravamo diretti a Ribe, la città più antica della Danimarca. Trovata un’area sosta gratuita, proprio in prossimità del centro, quando già eravamo pronti per il nuovo tour, il riscaldamento del camper è andato in blocco! Vani i tentativi di rianimarlo, pertanto, attivato quello di riserva (sempre grazie all’amico Toni per la collaborazione nei lavori di installazione…) abbiamo deciso di ritornare in Germania per rivolgerci ad un centro di assistenza. Ci hanno garantito il loro supporto per il giorno successivo e quindi ne abbiamo approfittato per visitare Flensburg.
Situata sulla costa del Mar Baltico, proprio al confine tedesco-danese, Flensburg è detta “la città del rum”. Il suo porto è ricco di cultura marittima ed ha 800 anni di storia alle spalle. Per buona parte della sua vita questa cittadina è stata danese; ancora oggi una forte comunità danese ed una cultura legata alla Danimarca la caratterizzano. A partire dal 1700 il commercio ha plasmato la città, affinando il gusto per il rum e permettendo ricchi investimenti per la realizzazione di splendidi monumenti e palazzi.
Dopo avere parcheggiato nei pressi di un gigantesco centro commerciale, abbiamo raggiunto il centro in autobus e percorso a piedi la Rote Strasse, strada pedonale che conduce da Sudermarkt (antica piazza del mercato) al porto. Questa via era luogo di affari per mercanti, artigiani e locandieri, nel Medioevo e nella prima età moderna. Gli edifici secolari lungo la strada sono ben curati e ne testimoniano la storia.
Arrivati al porto, una vera e propria esposizione di imbarcazioni storiche ormeggiate lungo la banchina, molte di loro ancora funzionanti ed in uso, con tanto di targhe che ne descrivono le caratteristiche, ci è sembrato un bel modo di presentare ai turisti un museo a cielo aperto della storia navale della città. Fra le altre, la Dagmar Aaen, classe 1931, unica barca a vela ad aver compiuto sia il passaggio a Nord-Ovest che quello a Nord- Est.
In questo quartiere anche le vie hanno nomi evocativi del mare, come “ molo delle navi” o “ via dei costruttori di vele”...
Sempre lungo la banchina anche un piccolo museo marinaresco e lungo la riva un museo più grande sull’arte e la storia della città. Non lo abbiamo visitato, preferendo (vista l’aria piuttosto fredda a causa del vento) infilarci nel Rock Café per berci una birra.
Rientrati in camper, Antonio ha voluto provare a staccare la corrente per resettare il sistema di riscaldamento e questo è inspiegabilmente ripartito!
La mattina seguente ci siamo presentati al centro di assistenza spiegando la questione ed i tecnici ci hanno offerto comunque un controllo (gratuito) dell’impianto che non ha rilevato anomalie. Abbiamo quindi potuto proseguire il nostro itinerario, ritornando in Danimarca e visitando Ribe.Leer más
Ribe
28 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ ☀️ 10 °C
Abbiamo conosciuto la città più antica della Danimarca in una giornata fredda ma soleggiata. La sua origine risale al 704-710 ed il nome è legato a quello del fiume Ribe (che in danese antico significa “riva”) che scorreva fra la settantina di case dell’insediamento originario. L’importanza della città crebbe nell’860 quando, per volere dell’arcivescovo di Brema-Amburgo, vi fu costruita la prima cattedrale scandinava. Ribe era allora una delle città commerciali più attive dell’intera scandinavia, anche grazie al fiume interamente navigabile che la metteva in contatto con il mare.
Nella storia della città eventi drammatici, come il terribile incendio che nel 1580 distrusse gran parte di strade e case, o l’alluvione del 1634, durante la quale il livello delle acque si alzò di 6 metri sopra il normale.
Nonostante tali avvenimenti, oggi la città mantiene le sue caratteristiche storiche, grazie ai palazzi ben conservati, ai vicoli, alle case cinquecentesche con facciate a graticcio alcune dall’aspetto decisamente "sbilenco". Un edificio in particolare, il Taarnborg, è noto perché nessuno dei suoi angoli misura esattamente 90 gradi!
Abbiamo raggiunto il vecchio municipio (1496), il più antico di tutta la Danimarca, e quindi la Cattedrale, che domina l’intero centro storico almeno dal 948. Oltre ad essere la più antica della nazione, ne rappresenta l’edificio romanico meglio conservato. Più volte ristrutturata nei secoli, dopo il primo crollo di una torre (avvenuto nel 1283) e numerosi incendi (dal 1402 in poi…) colpisce per le sue dimensioni e per la sua struttura, composta da un ricco insieme di torri, torrette e differenti materiali impiegati nel tempo per le ristrutturazioni. All’interno delle sue torri si trovano ben 6 campane (la più antica del 1496); quelle della torre campanaria suonano due differenti melodie ogni giorno, alle 8 e alle 18. Sulla sommità di questa torre, durante la guerra fra danesi e svedesi, vennero installati 8 cannoni che però spararono contro le navi svedesi una sola volta, nel 1644.
Passeggiando sul lungofiume, una colonna con delle tacche, sotto forma di anelli in metallo, testimonia le numerose inondazioni subite dalla città nei secoli.Leer más
FARO DI LYNGVIG - SONDERVIG - THYBORON
29 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ ☀️ 7 °C
Giornata a tema marino: un faro, due spiagge ed una casa delle conchiglie, con pausa pranzo ai sapori di mare.
Oggi splendeva un bel sole, anche se le temperature non hanno mai superato i 9-10 gradi, a causa del vento.
Prima nostra tappa : il faro di Lyngvig, con camminata fra le dune della spiaggia Hvide Sande (sabbia bianca).
Il faro di Lyngvig fu completato nel 1906 ed è il più giovane ed il più grande della Danimarca. È alto 38 metri però, visto che sorge su una duna, raggiunge un’altezza della fiamma di 53 metri sul livello del mare. Oggi è automatizzato ma quando fu costruito servivano tre persone per farlo funzionare: il guardiano del faro e due assistenti. Tutti vivevano con le loro famiglie nella residenza del guardiano del faro, dove ogni famiglia aveva un suo appartamento. All’epoca erano abbastanza isolati; la città più vicina, Hvide Sande, fu fondata nel 1931.
Durante la seconda guerra mondiale il faro rischiò di essere bombardato, in quanto divenne punto di riferimento per i piloti britannici che sorvolavano la Danimarca.
L’ultimo guardiano di questo faro andò in pensione nel 1965.
Una bella camminata fra le dune ci ha permesso di raggiungere la spiaggia, dove una coraggiosa signora in costume (sicuramente nordica!) stava uscendo dall’acqua del mare (sicuramente gelida!). Qualche corsa in libertà per Snoopy, spiaggia interminabile, qualche persona in più rispetto alle nostre consuetudini (oggi è sabato…), bellissimi colori.
Ci siamo quindi spostati alla spiaggia di Sondervig, dove da maggio a ottobre si svolge il Festival delle statue di sabbia. Abbiamo scaricato da internet qualche immagine dei capolavori che vengono creati dagli artisti che vi partecipano. Anche su questa spiaggia una bella camminata e, sulla strada di ritorno, un incontro di Snoopy con un grosso rospo salterino che lo ha fatto eccitare non poco.
Percorrendo la 181, e notando i moltissimi alberi fortemente inclinati a causa della forza del vento, abbiamo raggiunto la nostra ultima meta: Thyboron dove, facendo uno strappo alla dieta (ed al risparmio…) ci siamo concessi un mega panino gusto mare (platessa e gamberetti) con birra e patatine.
Abbiamo poi visto la particolarità di questo paese di pescatori: la casa delle conchiglie. Si tratta di un’abitazione dalla forma e dall’aspetto inconsueti.
Il pescatore Pedersen raccolse per 25 anni conchiglie delle forme e misure più svariate per rivestire le pareti interne ed esterne di questo edificio, realizzando così un piccolo castello per la moglie. L’effetto è veramente stupefacente!
Per stasera cercheremo un’area sosta protetta dal vento perché durante la notte e domani sono previste raffiche fino a 70 km/h.Leer más
Stenbjerg - Lokken
30 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ 🌧 6 °C
Dopo una notte di pioggia torrenziale e raffiche di vento, questa mattina ci siamo svegliati con qualche raggio di sole. Lungo il percorso un primo regalo della natura: tre caprioli che tranquillamente brucavano l’erba in un campo a bordo strada; successivamente una quantità infinita di uccelli migratori, ai quali ci siamo oramai abituati incontrandoli quotidianamente.
Prima tappa: Stenbjerg, nel parco nazionale di Thy.
Poche case di pescatori, ceppo che ricorda quello dal quale il paese ha preso il nome, antica casa di salvataggio (1931) con al suo interno attrezzi per il soccorso in mare, fra i quali una barca del 1892. Spiaggia sconfinata sulla quale si infrangono i cavalloni spumeggianti e... vento, tanto vento ma... per fortuna non piove!
Successivamente ci siamo recati a Lokken, dove sosteremo anche questa notte, avendo trovato un’altra area gratuita (per ora ci sta andando bene…)
Paesino anche questo legato alla pesca ed ora pure alle attività sportive marine come il surf. Sulla spiaggia colorati barconi di pescatori tirati in secca; ci soffermiamo a leggere la storia di uno di questi: protagonista di molteplici salvataggi in mare, in particolar modo in occasione di una burrasca nel 1924 nella quale perirono tre addetti al soccorso. Un ceppo sulla strada di accesso alla spiaggia ricorda l’avvenimento.
Sempre in riva al mare, due contenitori neri che scopriamo essere delle saune. Una simpatica scritta invita al loro uso con il motto: “il surf fa freddo, la sauna fa caldo!”
Domani dovremmo raggiungere il punto più a Nord della Danimarca: Grenen.Leer más
Estremo nord della Danimarca - Grenen
31 de marzo de 2025, Dinamarca ⋅ ☀️ 5 °C
Oggi temperature stabili sui 7/8 gradi ma splendida giornata di pieno sole, con qualche folata di vento.
Ci muoviamo verso Nord ed il navigatore ci porta per strade periferiche, fra campi coltivati, fattorie con allevamenti di bestiame, piccoli centri abitati e zone naturali incolte. Proprio nei pressi di un paesino, tre caprioli ci danno il benvenuto. Avvistiamo anche diversi fagiani e uccelli acquatici, fra cui le ormai ben note oche russe.
Prima tappa: il faro insabbiato di Rubjer Knude. Inaugurato nel 1900, attivo fino al 1968, nel 2001 fu spostato di 70 metri per salvarlo dall’insabbiamento e dall’erosione. Nella stessa zona c’erano una chiesa ed un residence circondati da giardini che sono stati ormai inghiottiti dalle acque.
Le dune di sabbia si muovono di circa 9 metri l’anno e la roccia viene erosa di 1,5 metri all’anno. Se non verranno attivati dei sistemi di protezione efficaci, si può supporre che fra qualche anno il faro non sarà più visibile in quanto totalmente sommerso dalla sabbia…
Successivamente ci siamo fermati a Rabjerg Mile: un singolare deserto di dune di sabbia distante dal mare. L’effetto è notevole, anche grazie ai colori di questa meravigliosa giornata. Una bella camminata per noi e corse sfrenate sulla sabbia per Snoopy.
Ultima sosta di oggi: Grenen, il punto più a nord della Danimarca. Incontro inaspettato con le foche! Dapprima ne vediamo un branco su uno scoglio poco lontano da riva, poi ne troviamo una a crogiolarsi al sole sulla spiaggia.
Tento di avvicinarmi per accarezzarla ma mi fa subito capire che non è il caso! Snoopy la punta con interesse e curiosità. La salutiamo e ci allontaniamo...
Ci dirigiamo dove si verifica un particolare fenomeno naturale: due mari (Mar Baltico e Mare del Nord) si incontrano senza mescolarsi. Anche qui i colori ci affascinano: il blu del cielo, i diversi azzurri dei due mari, il bianco della schiuma delle onde e il beige della sabbia…
Sulla spiaggia anche diversi bunker costruiti dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Nel pomeriggio facciamo una passeggiata nella vicina cittadina di Skagen: il faro, il porto con i suoi immensi barconi da pesca e il centro con le case color pastello (con prevalenza del giallo). Posto tranquillo e gradevole, anche se un po’ anonimo…
Torniamo alla spiaggia dove trascorreremo la notte in area sosta gratuita. Domani iniziamo la discesa verso Sud e Copenaghen.Leer más
Jelling
2 de abril de 2025, Dinamarca ⋅ ☀️ 6 °C
Mattinata di ieri trascorsa in lavanderia…a cercare di capire il complicato funzionamento dei macchinari danesi (abbastanza antiquati!) ed a rammaricarsi per i costi del servizio (molto più alti che altrove!).
Pomeriggio ad Aarhus, seconda città della Danimarca per grandezza, sede universitaria, considerata un esempio per la sua innovazione architettonica. La sosta notturna ci è costata purtroppo una multa (che ci hanno fatto alle 4 del mattino…) perché non avevamo il disco orario regolamentare…ma semplicemente un foglio con scritti giorno ed ora di arrivo…proveremo a contestarla, viste le condizioni disastrate del parcheggio (unico possibile in città, nel bel mezzo di un cantiere) ed il costo piuttosto salato della sanzione...
Oggi ci siamo invece dedicati ai vichinghi, visitando il sito Monumenterne di Jelling.
Jelling è un piccolo paesino che nasconde dei reperti di incredibile importanza. Sembra che proprio qui sia nata la cristianità che si è poi sviluppata in tutta la Danimarca; anche la monarchia pare avere avuto origine proprio qui. Durante la dominazione vichinga, Jelling fu la sede della corte di re Gorm il vecchio, ultimo re pagano e capostipite di una stirpe reale che esiste ancor oggi, dopo un migliaio di anni.
Fra i reperti ritrovati: due tumuli funerari e due pietre runiche di inestimabile valore.
Abbiamo visitato l’area archeologica con un po’ di emozione, consapevoli di trovarci di fronte a fonti storiche che testimoniano il passaggio dai riti pagani alla cristianità.
L’antica palizzata in legno che proteggeva l’area è stata oggi riprodotta con materiali moderni per farne comprendere le fattezze e le dimensioni. Al suo interno, oltre ai tumuli funerari e alla chiesa, alcune pietre runiche riconducibili al re Gorm ed al figlio Aroldo Dente Azzurro. La prima risale al X secolo e fu fatta realizzare dal re in onore della moglie Thira; su di essa compare per la prima volta nella storia il nome Danimarca. Sulla seconda invece si trova la testimonianza della conversione dei danesi al cristianesimo da parte del principe Aroldo. Su di essa vi è anche la più antica raffigurazione di Cristo presente in Danimarca.
Nella chiesa riposa il corpo di re Gorm. Durante la nostra visita la chiesa era purtroppo chiusa, ma abbiamo saputo che viene considerata "la Mecca dei danesi", in quanto vogliono visitarla almeno una volta prima di morire.
Nell’area sono stati anche ritrovati dei monoliti disposti a guisa del più grande scafo di nave vichinga (secondo la tradizione la nave che traghettava i morti verso gli Dei del Valhalla).
Vicino al sito archeologico un interessante museo interattivo ci ha permesso di approfondire ulteriormente tradizioni e storia del popolo vichingo.
Una curiosità: Bluetooth significa Dente Azzurro. L’azienda scandinava Ericsson ha scelto proprio il nome del principe vichingo per identificare un sistema che permette a due tecnologia diverse ma vicine di mettersi in contatto.
Soddisfatti della visita, ci siamo recati al castello di Egeskov, definito dalle guide come “ il miglior castello rinascimentale in Europa”. Purtroppo lo abbiamo trovato chiuso per manutenzione e non ci siamo sentiti di spendere una cifra per vederne solo i giardini. Abbiamo quindi proseguito il nostro percorso verso Sud, traversando il lungo ponte di Storebaelt (con relativo salasso economico, visto che in Danimarca le autostrade sono gratuite, i ponti invece sono carissimi…) per arrivare a Naestved, dove sosteremo anche stanotte in area gratuita. Una passeggiata in paese ed una birra al pub (dove si stava svolgendo un simpatico gioco di società) ci hanno permesso di concludere degnamente la serata.Leer más






















































































































































































































