Traghetto Venezia Grecia
7 марта, Италия ⋅ ☀️ 13 °C
Finalmente si parte!
Dopo numerose riflessioni e modifiche di itinerari, anche in conseguenza delle ultime notizie sulla guerra in Iran … siamo a Fusina, pronti ad imbarcarci per Igoumenitsa.
Ieri il solito guasto dell’ultima ora ci ha fatto trafficare non poco per evitare una perdita del serbatoio dell'acqua…risolta con mezzi di fortuna, o (come dice Antonio) con il sistema “Pippo aggiustatutto”…
Ci attendono 27 ore di traghetto per sbarcare in Grecia e dirigerci verso le Meteore, prima tappa della nostra vacanza.
L’itinerario è deciso ma, come sempre, modificabile. Continuate a viaggiare con noi!Читать далее
Igoumenitsa : arrivo in Grecia
8 марта, Греция ⋅ ⛅ 16 °C
Le 26 ore di traghetto da Venezia a Igoumenitsa sono trascorse tranquillamente.
Ci eravamo attrezzati con letture, film scaricati su iPad e scorte alimentari (in modo da usufruire del costoso e scadente self service il meno possibile).
Nella Pet room Snoopy, come sempre, ha potuto godere di comodità extra, trascorrendo più di qualche ora con noi sul letto.
Un po’ di ritardo allo sbarco, per difficoltà di manovra di alcuni mezzi all’uscita, non ci ha impedito di raggiungere la meta prevista: un’area sosta denominata Triethnes, a Dodoni, super recensita sulla app Camper4night, dove cenare e trascorrere la notte.
Al nostro arrivo siamo stati accolti dai proprietari con sincero calore: sorrisi ed abbracci tipicamente mediterranei che ci hanno fatto sentire a casa. Abbiamo cenato con un ottimo stufato di carne con patate, sorseggiando una birra artigianale locale veramente super.
Prezzo un po’ turistico ma siamo stati bene!Читать далее
Meteore
9 марта, Греция ⋅ ☀️ 12 °C
Prima tappa turistica del nostro percorso in Grecia di quest’anno: le Meteore, uno dei paesaggi rocciosi più spettacolari d’Europa. La loro origine risale a circa 60 milioni di anni fa ed è legata a processi geologici molto lunghi.
Milioni di anni fa l’area della Tessaglia era coperta dal mare. Fiumi provenienti dalle montagne hanno depositato sabbia, ghiaia e sedimenti sul fondo marino. Con il tempo questi sedimenti si compattarono formando un conglomerato (ciottoli e sabbia cementati insieme). Movimenti tettonici sollevarono il fondale marino, facendo emergere grandi masse di roccia. Per milioni di anni vento, pioggia, terremoti e fiumi hanno eroso la roccia, scolpendo lentamente i pilastri verticali che oggi vediamo. Il risultato sono queste torri rocciose alte fino a 400 metri che sembrano “sospese nel cielo”.
Infatti il loro nome deriva dal greco “meteoros”, che significa “sospeso in aria”.
Nel Medioevo i monaci iniziarono a costruire monasteri sulle cime delle rocce per isolamento e protezione. Dei 24 monasteri originari, oggi ne sono visitabili 6; noi ne abbiamo scelti due: Monastero della Grande Meteora e Monastero di Varlaam.
Ci siamo guadagnati lo spettacolo percorrendo più di 300 scalini per ogni monastero…
Ci hanno colpito soprattutto per il paesaggio circostante e per la singolarità delle costruzioni; bellissimi gli affreschi e i mosaici all’interno delle due chiese; visita nel complesso interessante, anche se gli ambienti non ci hanno trasmesso quel senso di spiritualità che ci si aspetterebbe da luoghi dedicati al culto.
Nota di colore (un po’ triste…): Antonio ha ripreso dei giovani vandali che scarabocchiavano i muri all’interno della Grande Meteora; non ascoltato, si è rivolto al personale all’ingresso che ha dimostrato assoluto disinteresse per la questione!
Curiosità: inizialmente i monaci non usavano scale. Salivano con reti e ceste tirate con corde, che venivano cambiate “quando si rompevano”… secondo la tradizione.
Il tragitto da Dodoni alle Meteore ci ha permesso di godere del paesaggio montano della zona, purtroppo deturpato dall'inciviltà umana: ogni spazio dedicato alle soste lungo la strada era stato trasformato in una vera e propria discarica colma di rifiuti! Centinaia di bottiglie di plastica e pattumiera ovunque…
Abbiamo anche notato diversi cani randagi lungo il percorso: esseri pelosi accoccolati nei cespugli sui bordi della strada o vaganti alla ricerca di cibo …e sicuramente anche di un po’ di affetto… la cosa ci ha intristito non poco…
Questa sera sosta nel verde, all’interno di un parco naturale.Читать далее
Vergina
11 марта, Греция ⋅ ☀️ 16 °C
Abbiamo trascorso la notte in un’area sosta dove Snoopy è stato calorosamente accolto da una popolazione di gatti greci miagolanti, dimostrando di non avere alcuna intenzione di familiarizzarci…
Oggi abbiamo visitato Vergina, l’antica Aigai.
Situata nel cuore della Macedonia centrale, è stata la prima capitale del Regno di Macedonia e luogo di eventi che hanno segnato il corso della storia.
È qui che il padre di Alessandro Magno, Filippo II, trovò la morte ed è qui che il giovane Alessandro iniziò il suo cammino verso la conquista del mondo.
Una splendida giornata di sole (17 gradi di temperatura) ci ha permesso di godere appieno della nostra visita che è iniziata dall’antico teatro. Questo luogo ha un significato storico speciale, essendo stato il teatro dell'assassinio di Filippo II, avvenuto nel 336 a.C., durante le celebrazioni del matrimonio della figlia.
E' uno dei teatri più antichi della Grecia e poteva ospitare un gran numero di spettatori, rispecchiando l'importanza della città come centro politico e culturale.
Successivamente ci siamo recati al Palazzo Reale che abbiamo purtroppo trovato chiuso per restauro. Costruito ben 2.300 anni fa dal re Filippo II di Macedonia, grande presumibilmente tre volte il Partenone di Atene, è noto per i suoi pavimenti decorati con mosaici.
Tappa successiva: il Museo delle tombe reali, straordinario museo sotterraneo dove abbiamo potuto ammirare:
- La tomba di Filippo II: decorata con affreschi straordinari e contenente manufatti di inestimabile valore, tra cui una corona d'oro composta da oltre 300 foglie di quercia.
- L'urna cineraria d’oro: urna dorata che contiene i resti di Filippo II.
- Armi, armature e oggetti funerari che raccontano la vita e la morte nell'antica Macedonia.
Ultima sosta al Museo Archeologico, dove sono esposti reperti di varia origine e fattura che hanno completato la nostra conoscenza dell’impero macedone.
Questa sera ci avviciniamo al confine turco e passiamo la notte in un porticciolo in riva al mare.Читать далее
Troia
12 марта, Турция ⋅ ⛅ 15 °C
Oggi abbiamo attraversato il confine greco-turco, sbrigando le formalità di rito in un tempo più ragionevole del previsto e trovando, pochi km dopo, un economico rifornimento carburante (qui il diesel va sui 1.300…) dove acquistare anche la vignette indispensabile per i pedaggi autostradali.
Nota di colore: abbiamo già imparato una parola in turco: gasolio si dice MOTORIN!
Ci siamo diretti subito alla prima tappa prevista: il sito archeologico dell’antica Troia con relativo museo.
Superato il ponte sul Bosforo, notando i numerosi minareti che caratterizzano l’ambiente circostante, abbiamo facilmente raggiunto il Troy Museum.
Visti i prezzi proibitivi dei biglietti (54 € per ogni accesso per un totale di 108€ in due…) abbiamo scelto di privilegiare il museo.
La nostra scarsa competenza archeologica probabilmente non ci avrebbe fatto apprezzare allo stesso modo le rovine della città (consistenti, a quanto abbiamo letto, solo in alcuni resti di mura perimetrali).
Il museo racconta 4.000 anni di storia di Troia, dalle prime città dell’età del bronzo fino all’epoca greco-romana.
Al suo interno abbiamo potuto vedere reperti originali (ceramiche, armi, gioielli, sarcofagi); modelli e ricostruzioni della città nei suoi diversi strati (Troia I–IX) e spiegazioni sul mito della guerra di Troia e sull’opera dell’imprenditore archeologo tedesco Heinrich Schliemann. Illustrazioni interattive e pannelli ci hanno permesso di capire come vivevano i suoi antichi abitanti ed i rapporti fra le popolazioni della vasta area mediterranea e dell’Asia Minore nel corso dei secoli.
Successivamente, dopo avere inutilmente vagato tra i campi testando il 4x4 e disobbedendo al navigatore…abbiamo raggiunto un bellissimo bosco con vista mare dove ci fermeremo questa notte in sosta libera.Читать далее
Assos
13 марта, Турция ⋅ ☀️ 14 °C
Assos è un piccolo villaggio costiero affacciato sul Mar Egeo, costruito sulle rovine di un’antica città greca.
Durante la visita al sito archeologico abbiamo esplorato le antiche mura, l’agorà, il teatro e i resti del tempio di Atena sulla sommità della collina, da cui si gode una splendida vista sul mare e sull’isola di Lesbo (attuale Leros)
Il luogo ha anche un importante legame con la filosofia: qui visse e insegnò per alcuni anni Aristotele, allievo di Platone, dopo aver lasciato l’Accademia di Atene.
Assos divenne un crocevia filosofico grazie a Ermia, un allievo di Platone che ne trasformò la corte in un vivace centro intellettuale. Alla morte di Platone nel 347 a.C., il suo discepolo Aristotele si trasferì ad Assos su invito dell'amico Ermia, fondandovi una scuola e soggiornandovi per tre anni. In questo periodo, oltre a dedicarsi a studi fondamentali di biologia, Aristotele creò una comunità filosofica che influenzò profondamente la vita politica locale: dopo la cacciata dei Persiani, ad Assos fu costruito il più antico edificio per il parlamento dell'Anatolia, frutto delle idee di buon governo discusse nella cerchia del filosofo.
Tra case in pietra, stradine acciottolate e il pittoresco porto, Assos conserva ancora oggi un’atmosfera tranquilla in cui storia, cultura e paesaggi mediterranei si fondono in un luogo suggestivo e senza tempo.
Successivamente ci siamo diretti alle cascate di Selalesi, dove trascorreremo la notte.
Lungo il percorso diversi terreni con oliveti in vendita ci hanno permesso di imparare un’altra parola in turco: SATILIK che significa appunto “in vendita”.Читать далее
Bergama
14 марта, Турция ⋅ ☀️ 15 °C
Oggi abbiamo dedicato la mattinata alla visita del sito archeologico di Pergamon uno dei più significativi del periodo ellenistico (nei pressi della moderna … e caotica .. città di Bergama).
L’acropoli sulla collina permette di ammirare i resti dei templi dell’imperatore Traiano, della dea Atena e di Dionisio, il teatro (il più ripido del mondo antico, capienza ben 10.000 posti) e le cisterne per l’acqua, trasportata in collina grazie ad un sistema di pompe assai innovativo per l’epoca.
Avevamo letto che si poteva raggiungere l’Acropoli tramite teleferica (abbastanza costosa…) o attraverso una strada tortuosa e strettissima… fortunatamente abbiamo seguito un altro camper che si è avviato deciso lungo una strada asfaltata (che sembrava chiusa ai visitatori) raggiungendo un comodissimo parcheggio di fronte all’ingresso del sito.
Una splendida giornata di sole rinfrescata dal vento e l’audio guida offerta in italiano ci hanno permesso di godere appieno della visita. Snoopy ha potuto partecipare al percorso durante il quale siamo stati costantemente affiancati da due o tre cani randagi assolutamente mansueti.
Scendendo a valle, verso il centro città, siamo giunti proprio di fronte alla Basilica Rossa: un imponente tempio romano in mattoni rossi, originariamente dedicato a divinità egizie, al momento in restauro (e quindi chiusa).
Conclusa la visita ci siamo diretti verso Efeso, che vedremo domani.
Questa sera: sosta in riva al mare dove Snoopy potrà scatenarsi nelle sue corse e giochi con la palla.
Oggi abbiamo anche inaugurato la nostra serie di filtri potabilizzatori, in occasione del nostro primo carico d’acqua in Turchia.Читать далее
Efeso
15 марта, Турция ⋅ ☁️ 16 °C
Oggi abbiamo visitato Efeso, una delle città antiche più importanti dell’Asia Minore.
I suoi resti sono molto ben conservati e permettono di comprendere sia la dimensione che l’importanza della città.
Un museo interattivo presenta la sua storia in modo chiaro e accattivante.
Efeso era celebre soprattutto per il Tempio di Artemide, considerato una delle Sette Meraviglie: era un enorme santuario dedicato alla dea Artemide, pellegrini da tutto il Mediterraneo venivano a visitarlo. Era anche un centro religioso ed economico molto potente.
La città era un importantissimo porto sul Mar Egeo: collegava il commercio tra Asia Minore, Grecia e Roma, diventando uno dei principali centri economici ed una delle città più grandi dell’area durante l’impero Romano. Aveva edifici monumentali come la Biblioteca di Celso ed il Teatro Grande che poteva ospitare circa 25.000 spettatori.
Efeso ebbe anche un ruolo importante nella storia cristiana: qui predicò Paolo di Tarso e si dice che abbia vissuto Maria negli ultimi anni.
Come sempre, durante il percorso fra le rovine, siamo stati accompagnati da numerosi cani ed osservati attentamente da altrettanti gatti.
Conclusa la visita, siamo tornati in riva al mare per trascorrere il resto della giornata e la notte.Читать далее
Pamukkale-Hierapolis
16 марта, Турция ⋅ ☀️ 19 °C
La giornata di oggi è stata da noi dedicata al sito archeologico di Hierapolis, un’antica città greco-romana situata nell’attuale Pamukkale, famosa per le sue sorgenti termali e per le spettacolari terrazze di travertino bianco.
Hierapolis fu fondata nel II secolo a.C. probabilmente dai sovrani del Regno di Pergamo; in epoca romana divenne un importante centro termale e religioso, visitato per le proprietà curative delle acque.
La città possedeva teatri, templi, bagni e una grande necropoli.
Secondo la tradizione cristiana, qui fu martirizzato Filippo l’Apostolo, a lui è dedicata una chiesa a forma ottagonale della quale abbiamo visto i resti.
Notevole il teatro romano (capienza 12.000 posti) il cui ritrovamento e restauro è opera di un gruppo di archeologi italiani che stanno collaborando con i colleghi turchi in tutto il sito di Hierapolis.
Anche la necropoli si distingue per la sua ampiezza e per il numero di sepolcri ben conservati.
Dopo una passeggiata di diversi chilometri attraverso le rovine dell’antica città (il sito è veramente molto esteso ed articolato) ci siamo diretti a Pamukkale, famosa per i suoi terrazzamenti in travertino e per le sue spettacolari piscine naturali di acqua termale. Purtroppo negli ultimi tempi le risorgive che alimentano le vasche vanno esaurendosi, pertanto (con nostro dispiacere) abbiamo trovato pochissima acqua e fredda. Scenario comunque bello e particolare ma non spettacolare come ci aspettavamo.
Conclusa l’esperienza, ci siamo rimessi in strada verso l’interno, raggiungendo i 1600 m. e passando per un lago salato. Infine siamo arrivati un campeggio nei pressi di Korkuteli.
Qui Snoopy ha trovato una coetanea con cui scatenarsi in giochi e corse sfrenate e noi ci siamo concessi un’ottima degustazione di specialità turche al ristorante.Читать далее
Iztuzu plaj
17 марта, Турция ⋅ ☁️ 17 °C
Oggi abbiamo raggiunto la Iztuzu plaj: spiaggia protetta dove nidificano le tartarughe.
Qui l’Università di Pamukkale ha aperto un centro per la protezione ed il recupero delle tartarughe. Visitandolo ne abbiamo viste alcune ed abbiamo avuto informazioni sulle loro caratteristiche ed abitudini.
Due specie di tartarughe marine nidificano sulle spiagge della Turchia: la tartaruga caretta (Caretta caretta) e la tartaruga verde (Chelonia mydas).
Entrambe mostrano un comportamento di ritorno al luogo di nascita, ovvero alle spiagge dove sono nate. Si accoppiano in aprile e l'intervallo tra una nidificazione e l'altra è di circa 15 giorni.
La Caretta caretta è carnivora e nuota a circa 200 metri di profondità. La Chelonia mydas invece è erbivora e nuota a profondità comprese tra i 20 e i 50 metri. In media, queste specie possono rimanere sott'acqua per 15-25 minuti senza respirare.
I nidi si trovano sulla spiaggia a circa 50-60 cm di profondità per la Caretta caretta e a 90-100 cm per la Chelonia mydas. Ogni covata contiene circa 50-150 uova, ciascuna delle dimensioni di una pallina da ping-pong.
Il sesso dipende dalla temperatura: le alte temperature sviluppano le femmine, le basse temperature i maschi. Solo 3-5 su mille riescono a raggiungere l’età riproduttiva.
Conclusa la nostra visita, abbiamo provato a passare per Gocek, dove avevamo acquistato la nostra ultima barca a vela, ma non ci siamo fermati per la confusione e la difficoltà nel trovare parcheggio.
Siamo quindi giunti alla spiaggia di Katranci, a nord di Fethia, dove trascorreremo la notte.Читать далее
Myra Antik Kenti - Andriake
19 марта, Турция ⋅ ☁️ 15 °C
Ieri abbiamo percorso la strada panoramica lungo costa che porta da Fethiye a Myra.
La giornata nuvolosa non ci ha impedito di apprezzare gli splendidi panorami, anche se appannati da un po’ di foschia. Come spesso ci accade, durante i nostri viaggi, anche in questo caso le foto non sono in grado di rispecchiare appieno la realtà.
Raggiunta Myra ci siamo fermati lungo la spiaggia: corse sfrenate per Snoopy e passeggiata per noi. Nel frattempo è arrivata un po’ di pioggia, così abbiamo rinviato al giorno dopo la visita al sito archeologico e ci siamo dedicati alla cucina facendo i pancake.
Questa mattina, rispuntato il sole, abbiamo raggiunto le tombe rupestri della Licia che sono il simbolo di Myra: tombe scavate nella roccia, alte sulla parete della montagna veramente singolari. Risalgono alla civiltà licia (circa IV secolo a.C.) e imitano facciate di case o templi.
La Licia era una civiltà autonoma, con lingua e tradizioni proprie, prima di essere assorbita dai Greci e poi dai Romani.
I Lici credevano che le anime dei defunti venissero portate via da creature alate. Per questo costruivano le tombe in alto, sulle pareti delle montagne, così da essere “più vicine al cielo”.
Le facciate delle tombe imitano le case in legno dei Lici, con travi, colonne e tetti scolpiti nella pietra. Era un modo per dare al defunto "una casa eterna”.
Alcune tombe più grandi, come quelle di Myra, hanno decorazioni molto elaborate:
colonne scolpite, frontoni triangolari, iscrizioni in lingua licia, simboli religiosi.
Questi sepolcri erano riservati a persone importanti: nobili, governatori, famiglie ricche.
La gente comune veniva sepolta in modi più semplici.
Molte tombe erano dipinte a colori vivaci: rosso, blu, giallo. Oggi la pittura è quasi scomparsa ma, se immaginiamo la parete rocciosa tutta colorata, doveva essere spettacolare.
La leggenda degli Uccelli Sacri della Licia
Si dice che, molto tempo fa, i Lici credessero che le anime dei defunti non camminassero verso l’aldilà, ma venissero portate via da grandi uccelli alati, creature divine che vivevano tra le montagne.
Secondo la leggenda, quando una persona importante moriva, i sacerdoti la preparavano con riti segreti e poi la portavano in alto, sulla parete rocciosa, dove oggi vediamo le tombe.
Al calare del sole, un enorme uccello sacro – metà aquila, metà spirito – scendeva silenzioso dalla montagna. Non toccava mai il corpo. Si diceva che sfiorasse la fronte del defunto con l’ala, e in quel momento l’anima si staccava dal corpo. L’anima, leggera come il vento, veniva sollevata e portata verso il cielo, dove iniziava il suo viaggio nel mondo degli dei.
Per questo i Lici costruivano le tombe in alto, scolpite nella roccia: credevano che così gli uccelli sacri potessero trovare più facilmente le anime e accompagnarle nell’aldilà.
Curiosità: quando il vento soffia forte tra le tombe, molti abitanti del posto dicono ancora oggi: “Sono le ali degli spiriti che passano.”
Nel sito abbiamo potuto ammirare anche il teatro romano, costruito nel II secolo d.C., quando la Licia era già parte dell’Impero.
È uno dei più grandi e meglio conservati di tutta la Turchia ed è impressionante per dimensioni e struttura:
-circa 10.000 spettatori
-una cavea (le gradinate) perfettamente semicircolare
-un palcoscenico monumentale, decorato con statue e rilievi
-corridoi e passaggi sotterranei per attori e tecnici.
Il teatro non serviva solo per spettacoli. Era un vero centro sociale che ospitava commedie e tragedie, musica e danze ma anche assemblee pubbliche e celebrazioni religiose.
Durante le feste, la città si riempiva di gente che veniva anche dai villaggi vicini.
Curiosità incredibile: il teatro è stato parzialmente sommerso da un’alluvione nel IV secolo. Quando gli archeologi lo hanno disotterrato, hanno trovato sedili coperti di limo, conchiglie, tracce di acqua stagnante.
La leggenda del serpente del teatro: si dice che, dopo l’alluvione, un enorme serpente d’acqua si fosse stabilito sotto il palcoscenico. Gli abitanti credevano che fosse lo spirito protettore del teatro e che portasse fortuna agli attori.
Ancora oggi, qualcuno dice che nelle notti umide si senta un sibilo provenire dai corridoi sotterranei.
Usciti dal sito, con una breve camminata, abbiamo raggiunto la Chiesa di San Nicola, dedicata al Santo che ha ispirato la leggenda di Babbo Natale.Читать далее
Cirali - Monte Chimaera
19 марта, Турция ⋅ ☁️ 17 °C
Nel pomeriggio, proseguendo lungo costa e godendo di altri spettacolari panorami, questa volta illuminati dal sole, siamo giunti a Cirali. Qui abbiamo affrontato la salita su Monte Chimera per raggiungere i “fuochi perenni” che sono un fenomeno naturale affascinante, ma hanno anche una forte importanza storica e culturale.
Monte Chimera, in turco Yanartaş, significa “pietra che brucia”.
I “fuochi” sono fiamme perenni che escono dal terreno a causa di emissioni di gas (principalmente metano). Bruciano da migliaia di anni, probabilmente già in epoca antica.
Il sito è strettamente legato al mito della Chimera, una creatura mostruosa che sputava fuoco. Secondo il mito, la Chimera viveva proprio in questa zona. Fu uccisa dall’eroe Bellerofonte, che la trafisse mentre cavalcava Pegaso. Le fiamme naturali del monte vennero interpretate come il respiro ancora vivo del mostro.
Le fiamme erano note già nell’antichità classica:
-Servivano come punto di riferimento per i marinai nel Mediterraneo orientale.
-Venivano citate da autori antichi come Plinio il Vecchio.
In epoca antica, le fiamme avevano anche un significato religioso:
-Probabilmente considerate sacre o divine.
-Alcuni studiosi ritengono che potessero essere associate al culto di Efesto (dio del fuoco e della metallurgia).
-La loro natura “eterna” le rendeva simboli di potere divino.
Le fiamme rimasero un elemento misterioso e quasi “magico” anche in epoca bizantina e medievale.Читать далее
Perge
20 марта, Турция ⋅ 🌧 15 °C
Il nostro programma di oggi prevedeva la via licea: una camminata all’interno di un canjon che non siamo riusciti a percorrere in quanto impraticabile. Le guide avevano preannunciato un percorso attualmente inesistente, sia per il crollo di una strada, sia per mancanza di acqua che avrebbe dovuto riempire il torrente quasi in secca…
Ci siamo allora diretti alla tappa successiva: Perge. Abbiamo dovuto attendere le 13 per poter accedere al sito: oggi i musulmani festeggiano la conclusione del ramadan, in questo fine settimana molti locali sono chiusi o hanno modificato gli orari di apertura.
Ne è valsa comunque la pena! La città ci ha veramente affascinato.
La storia di Perge risale all'Età del Bronzo, ma raggiunse il suo apice durante il periodo ellenistico ed il suo periodo d'oro sotto il dominio romano.
Secondo la leggenda, la città fu fondata dopo la Guerra di Troia da coloni greci guidati dal veggente Calchas.
In seguito, Alessandro Magno passò per Perge nel 333 a.C., segnando l'inizio della sua trasformazione in un importante centro della Pamphylia. Grazie alla sua posizione strategica vicino alla costa del Mediterraneo, la città divenne un importante snodo commerciale e culturale.
La Porta di Adriano è l'ingresso monumentale alla città, celebre per le sue due torri circolari.
Uno dei punti salienti di Perge è il suo stadio massiccio, in grado di ospitare fino a 12.000 spettatori. Si tratta di uno degli stadi antichi meglio conservati nel Mediterraneo, completo di sedili in pietra e di un'arena dove si tenevano corse di carri, giochi con gladiatori e competizioni atletiche per intrattenere i cittadini.
I sedili avevano misure e posizioni diverse che rispecchiavano il livello sociale: quelli più larghi e più in basso erano destinati alle persone più benestanti .
Così pure la tribuna centrale era riservata ad ospiti di rilievo.
Le nicchie all’esterno erano occupate da botteghe durante gli eventi.
Il teatro di Perge, sebbene parzialmente in rovina (attualmente in restauro) riflette ancora la grandiosità dell'architettura romana per l'intrattenimento. Con una capacità di 15.000 persone, un tempo ospitava rappresentazioni teatrali, spettacoli e raduni pubblici.
Accanto al teatro, bagni pubblici e ginnasi sottolineano quanto i cittadini di Perge valorizzassero l'interazione sociale e il benessere fisico.
I resti delle terme mostrano l'ingegneria avanzata dell'epoca, mentre il Ninfeo (fontana monumentale) testimonia lo sfarzo decorativo della città.
Forse la caratteristica più impressionante di Perge è la sua lunga strada colonnata, che attraversa il cuore della città. Questo grandioso viale, fiancheggiato da colonne di marmo, un tempo fungeva da principale punto di ritrovo commerciale e sociale.
Un canale d'acqua scorreva al centro, fornendo acqua fresca alla città e aggiungendo eleganza al design urbano. Camminando lungo questa strada ci siamo immaginati antichi mercanti che vendevano beni e filosofi che discutevano all'ombra delle colonnate.
Ci sentiamo di poter definire Perge come “ la città dell’acqua” per l’abbondanza e la presenza costante di acqua in ogni parte del complesso cittadino. Oltre al canale che costeggia la strada principale, numerose fontane caratterizzano il centro cittadino, fra le quali spicca quella dedicata ad Artemide, all'imperatore Settimio Severo, ai suoi figli Marco Aurelio Antonino (Caracalla) e Geta, nonché all'imperatrice Giulia Domia.
Un mosaico ben conservato spicca sul pavimento di una bottega: rappresenta una scena della guerra di Troia: quella del sacrificio della figlia di Agamennone, Ifigenia.
Si può dire che il luogo fosse molto più di un semplice negozio; svolgeva una funzione religiosa come luogo di offerte/sacrifici nel II secolo d.C. e, durante l'insediamento bizantino (nel V-VI secolo d.C.), fu trasformato in una sorgente sacra o centro di guarigione con scopi spirituali.
Perge è importante anche per la storia cristiana. L'Apostolo Paolo visitò Perge durante il suo primo viaggio missionario nel I secolo d.C. Questo rende Perge un sito sacro per i pellegrini cristiani, collegando le rovine antiche alla diffusione del cristianesimo in Asia Minore.
CURIOSITÀ:
- Perge era rinomata per il suo tempio dedicato ad Artemide Pergaia, venerata come protettrice della città
- La città aveva sistemi idrici avanzati, con acquedotti che rifornivano fontane e bagni
- Gli archeologi hanno scoperto bellissimi mosaici romani a Perge
- Le donne avevano un posto speciale a Perge; la città produsse famose benefattrici femminili che finanziarono molti edifici pubblici
Conclusa la nostra visita, che ci ha veramente gratificato, abbiamo raggiunto una sosta in riva al mare dove trascorrere anche la notte.
Con giornata di oggi abbiamo concluso la Turchia mediterranea. Probabilmente quella di oggi sarà la tappa più ad Est. Decidiamo infatti di non proseguire verso zone segnalateci a rischio in questo periodo a causa della guerra in Iran.Читать далее
Beyşehir
21 марта, Турция ⋅ ☁️ 6 °C
Oggi, primo giorno di primavera, ci siamo avventurati in una gita in montagna, intenzionati a raggiungere un bel lago dove camminare e trascorrere la giornata.
Lungo il percorso: cime innevate e temperature decisamente invernali (siamo arrivati a 3,5 gradi…); all’arrivo pioggia sottile e terreno allagato ci hanno convinto a cambiare destinazione.
Il lago di Beyşehir è il lago di acqua dolce più grande della Turchia, un'area protetta fondamentale per l'avifauna e circondata da parchi nazionali.
Peccato per le condizioni, perché l’ambiente, con un tempo più favorevole, sarebbe stato veramente fantastico!
Lungo la strada abbiamo notato una costruzione singolare (denominata Kargı Han) sulla quale ci siamo documentati: si tratta di un antico caravanserraglio di epoca selgiuchide. Costruito tra il 1237 e il 1246, serviva come luogo di sosta e protezione per mercanti e carovane lungo l'antica rotta commerciale che collegava la città costiera di Antalya con Konya, capitale del Sultanato di Rum. Era una struttura fortificata progettata per offrire riparo, cibo e sicurezza a viaggiatori e animali (cammelli e cavalli) durante i lunghi viaggi lungo la "Via della Seta" anatolica.
Giunti alla città di Beyşehir, visto che era ormai mezzogiorno, ne abbiamo approfittato per gustare un brunch/colazione turca e subito dopo ci siamo recati alla moschea di Esrefoglu.
Costruita tra il 1296 e il 1299 viene definita come “la più grande e magnifica delle grandi moschee dell'Anatolia”, con un tetto in legno e un soffitto piatto sorretto da colonne. Per la sua superba lavorazione del legno e delle tegole, è come un museo turco di moschee in legno. Non essendo entrati abbiamo “rubato” da internet una foto dell’interno.
Il nostro percorso ci ha poi portato alla città di Konya che visiteremo domani. Sosta notturna in un’area camper comunale veramente gradevole.Читать далее
Konya
22 марта, Турция ⋅ ☁️ 6 °C
La giornata di oggi è stata da noi dedicata alla città di Konya, capitale selgiuchide medievale, prima grande città in cui entriamo, settima in ordine di grandezza in Turchia.
Abbiamo raggiunto il centro con un taxi pet friendly recandoci subito sulla collina artificiale dove sorge la Moschea Alaaddin.
La moschea è la più antica e grande della città e la collina su cui sorge è stata abitata da oltre 3000 anni, già centro ittita, frigio, lidio e romano. Ospitava un palazzo selgiuchide (oggi scomparso) e custodisce le tombe di diversi sovrani.
Ai piedi della collina sorge il Museo delle opere in pietra del minareto di Ince, ora non visitabile perché in restauro.
Una breve passeggiata ci ha poi condotto verso il centro città dove siamo entrati in altre due moschee (quella di Kapi e quella di Aziziye) e nel Mausoleo di Mevlana, vasto centro culturale all’interno del quale vi sono una grande moschea e diverse sale di esposizione. Quello che ci ha colpito maggiormente all’interno delle moschee sono i colori fra i quali prevale un azzurro molto intenso. Si entra senza scarpe (essendo il pavimento sempre coperto da moquette) e le donne devono avere il capo coperto. Nel mausoleo, fra i vari oggetti esposti, una sala è dedicata alla rappresentazione (tramite manichini) di usi e costumi locali, fra cui la danza dei dervisci rotanti, caratteristica di questa città.
Ci troviamo in Anatolia, nella zona più conservatrice della Turchia ed abbiamo notato anche nei confronti di Snoopy un diverso atteggiamento: mentre il taxista ci ha fatto salire senza problemi, per la strada diverse persone ci guardavano con diffidenza e ci tenevano a distanza. Anche nel bar dove abbiamo mangiato un ottimo kebab di agnello, ci hanno permesso di sedere fuori a patto che Snoopy indossasse la museruola.
Dopo lo spuntino abbiamo passeggiato nell’area bazar dove abbiamo notato la varietà delle merci esposte (perfino lapidi mortuarie…) e quindi siamo rientrati in camper.
Questa esperienza ci è servita anche per capire come poterci muovere nelle grandi città senza essere costretti ad entrare nel caotico traffico del centro con il camper. Soprattutto in vista della nostra visita ad Istambul.Читать далее
Çatalhöyük: la più antica città
23 марта, Турция ⋅ ☁️ 8 °C
Il nostro percorso di oggi ci ha portato al sito archeologico di Çatalhöyük, che potrebbe essere considerata la più antica città della storia, anche se alcuni studiosi non la riconoscono come tale in quanto priva di strade, edifici pubblici distinti, gerarchie sociali ed amministrazione pubblica centralizzata. Seguendo questi dettami, la prima città sarebbe stata Uruk, 4000 anni dopo.
Çatalhöyük, abitata tra il 7100 e il 5500 a.C. circa, era anche uno dei più grandi insediamenti dell'epoca: al suo apice, contava da tremila a ottomila abitanti!
La vita a Çatalhöyük proseguì senza guerre per milleduecento anni.
Qui tutti erano uguali, non vi erano fra gli abitanti e nemmeno fra i sessi differenze sociali.
Le persone vivevano in case di mattoni di fango di dimensioni e pianta simili, costruite vicine tra loro, con ingressi attraverso un'apertura nel tetto e senza porte come le conosciamo oggi; seppellivano i loro morti all'interno delle proprie abitazioni. Oltre a continuare a cacciare nella zona circostante, praticavano anche l'agricoltura e l'allevamento, ovvero "addomesticavano" piante e animali.
Çatalhöyük, che conobbe il suo periodo di massima prosperità tra il 6700 e il 6500 a.C., fu abbandonata per ragioni non ancora del tutto comprese, come i cambiamenti climatici, l'esaurimento delle risorse e l'eccessiva crescita demografica. Alcuni abitanti si dispersero verso gli insediamenti circostanti, mentre altri migrarono verso la regione di Marmara e in Europa, gettando le basi per i primi insediamenti agricoli in quelle zone.
Molto emozionante entrare nella zona degli scavi ed osservare da vicino i resti veramente ben conservati di queste case.
Il centro è ben organizzato ed offre informazioni storiche ed una spiegazione chiara dei reperti esposti (quasi tutti copie, visto che gli originali sono conservati nei musei). Belle anche le ricostruzioni degli ambienti domestici che permettono di capire l’organizzazione e la vita di queste popolazioni. Abbiamo riflettuto sul fatto che quasi 10.000 anni fa queste persone erano riuscite a realizzare la “città ideale” senza differenze sociali o guerre … e non è poco!
Conclusa la visita, abbiamo offerto uno spuntino ad una vera e propria colonia di 13 gatti che avevano circondato il camper.Читать далее
Il caravanserraglio di Sultanhani
23 марта, Турция ⋅ ☁️ 13 °C
Nel pomeriggio ci siamo diretti a Sultanhani, dove abbiamo visitato un caravanserraglio molto importante.
Nella prima metà del XIII secolo, sulle rotte commerciali che attraversavano l’Anatolia, i Selgiuchidi fecero costruire un gran numero di Han (magazzini, dove proteggere le mercanzie, che in epoca ottomana si ampliarono dotandosi di laboratori e uffici) e di Caravanserragli. Questi ultimi altro non erano che dei grandi edifici che disponevano di una locanda, di locali per custodire le carovane, di alloggi e talvolta anche di una piccola moschea, che accoglievano, ristoravano e proteggevano dai malintenzionati i viandanti ed i mercanti. Uno dei meglio conservati di quel periodo – ed il più grande – è il Caravanserraglio di Sultanhani.
Un tempo la sua posizione, sulla strada che unisce Konya (distante 110 km) e Aksaray (a circa 40 km), invitava ad una sosta tutti coloro che percorrevano la Via della Seta Anatolica.
Da fuori le mura possenti, interrotte solo da qualche torretta massiccia, sembrano proteggere la struttura quasi si trattasse di una roccaforte. Sulla facciata principale è presente un unico portone riccamente scolpito attraverso cui si accede al cortile interno, un ampio spazio circondato da porticati e stanze in cui erano ricavate la sala da pranzo, la cucina, i bagni e gli alloggi.
Chissà quante carovane hanno sostato qui e chissà quante storie potrebbero raccontare queste vecchie mura, erette tra il 1226 ed il 1229!Читать далее
La città sotterranea di Derinkuyu
24 марта, Турция ⋅ ☁️ 3 °C
Siamo arrivati in Cappadocia e questa mattina abbiamo visitato la città sotterranea di Derinkuyu: un incredibile labirinto su 18 livelli stimati (di cui 8 visitabili) che scende fino a 85 metri di profondità, offrendo un'esperienza un po’ claustrofobica ma affascinante di vita sotterranea con camere, stalle, cucine, scuole e chiese; ambienti che hanno ospitato fino a 20.000 persone presumibilmente per difendersi dagli sconvolgimenti climatici e dalle guerre.
Abbiamo percorso i tunnel bassi e stretti per entrare in cunicoli e camere.
L’organizzazione degli spazi è sicuramente ingegnosa: cucine, stalle per il bestiame, magazzini, camere e persino una chiesa sotterranea.
Vi sono enormi canali di areazione che garantivano aria pulita a tutti i livelli, pozzi profondissimi per far salire l’acqua e massicci dischi di pietra utilizzati per bloccare i passaggi dall'interno. Una doppia cavità fungeva da “telefono” permettendo di comunicare a voce fra i diversi piani.
Non è chiaro il periodo d’origine di questo “formicaio” umano, non essendovi fonti scritte a testimoniarlo. Si sa però che in Cappadocia sono numerose la città sotterranee ed alcune sono addirittura collegate fra loro con tunnel lunghissimi.
Furono sicuramente abitate dagli Ittiti e successivamente dai Bizantini, ma la loro storia è probabilmente molto più antica.
Nota di colore: cercando su youtube informazioni, abbiamo trovato prevalentemente filmati pubblicati da sostenitori della pseudo archeologia che cercano di spiegare le origini di queste costruzioni tramite civiltà particolarmente evolute in tempi molto antichi.
All’uscita abbiamo visto anche la Chiesa ortodossa di San Teodoro Trion, conosciuta anche come Chiesa dell'Uva: risale al XIX secolo ed è uno degli insediamenti greci più importanti della regione.Читать далее
Goreme e i camini delle fate
24 марта, Турция ⋅ ☁️ 12 °C
Nel pomeriggio ci siamo trasferiti a Goreme, visitando il museo all’aperto della città.
Il paesaggio particolarissimo è costituito da montagne di tufo che vengono anche dette "camini delle fate”. Per la loro forma singolare antiche leggende raccontano che questi pinnacoli fossero abitati da spiriti e folletti…
Si sono creati milioni di anni fa a partire da eruzioni vulcaniche che hanno ricoperto l’area di cenere e lava, formando una roccia morbida chiamata tufo. Nel tempo vento e pioggia hanno eroso il tufo (più morbido) lasciando in cima strati più duri di roccia che proteggono la parte sottostante. Il risultato sono queste strutture a forma di “fungo” o “torre”, sottili alla base e con una “cappella” sopra.
Gli abitanti della Cappadocia, già in epoca antica hanno scavato case, chiese e monasteri direttamente dentro queste rocce.
Il museo all’aperto presenta un complesso monastico rupestre che ospita chiese, cappelle e monasteri scavati nella roccia tufacea tra il IV e il XIII secolo, famosi per i loro antichi affreschi bizantini, rappresentanti un tesoro storico-religioso unico nel suo genere.
Per la notte sosteremo in libera circondati da questo scenario molto particolare. Domattina sveglia all’alba per il volo in mongolfiera già prenotato.Читать далее
Cappadocia: mongolfiera e trekking
25 марта, Турция ⋅ ⛅ 3 °C
Oggi esperienza esaltante: il mio primo volo in mongolfiera! Sveglia alle 4.15, colazione e vestiti multistrato per proteggermi dalle basse temperature in quota…
La navetta passa a prendermi puntuale e ci ritroviamo dove già gli addetti stanno gonfiando i palloni… Saliamo e nel giro di pochi minuti possiamo goderci l’alba e lo straordinario panorama dall’alto.
Un’ora di volo, circondati da numerosissimi palloni e da uno scenario mozzafiato, con ripetute salite e discese anche all’interno dei canjon dove poi andremo a camminare.
Che dire? Forti emozioni, un sogno realizzato, un regalo di compleanno finalmente riscosso! All’arrivo un brindisi offerto dalla compagnia e si rientra alla base.
Successivamente abbiamo affrontato una camminata di circa 7 km fra i canjon, attraversando sia la Rose Valley che la Red Valley. Ci siamo chiesti il perché di questi appellativi…
Le rocce delle due valli hanno sfumature rosa, rosse e dorate, soprattutto all’alba e al tramonto. Quando la luce colpisce le formazioni rocciose, tutta la valle sembra “colorarsi di rosa”, ricordando il colore dei petali dei fiori. Lo stesso dicasi per la Red Valley. Anche se di colori noi ne abbiamo visti molti di più: si sono alternate le varie sfumature del verde, del giallo e del rosato in un vero e proprio arcobaleno.
Esperienza anche questa affascinante che ci ha portato sul “tetto del mondo” percorrendo stretti canaloni in salita ed in discesa.
Luoghi dove la natura ti fa sentire minuscolo …
Soddisfatti di avere apprezzato anche questo aspetto della Cappadocia!Читать далее
Selime: cercando la Turchia più autentica
26 марта, Турция ⋅ ☁️ 4 °C
Lasciataci alle spalle Gorene, bella ma sicuramente abituata ai turisti (cercando di caricare acqua in un’area comunale ci siamo sentiti chiedere dei soldi dall’area taxi vicina alla fontana!!!) ci siamo inoltrati verso zone altrettanto belle ma meno frequentate.
Ieri sera siamo arrivati a Selime ed abbiamo trovato sosta libera di fronte ad una casa rurale (recensita da Park4night come “agriturismo”) dove, al prezzo di una nostra pizza, abbiamo potuto cenare con ogni ben di Dio, serviti direttamente in camper!
Questa mattina, accompagnati da un locale improvvisatosi guida turistica, abbiamo visitato la Cattedrale di Selime, un sito con una ricca storia che risale a oltre 1700 anni. Inizialmente un centro di culto cristiano primitivo, divenne poi un castello sotto i turchi selgiuchidi e resistette all'invasione mongola. Le impressionanti formazioni rocciose della cattedrale furono scolpite dall'uomo secoli fa e hanno servito a diversi scopi nel corso della storia, da monasteri a hotel per i viaggiatori.
La Cattedrale di Selime è un monastero scavato nella roccia con archi impressionanti e antiche grotte; vanta più camere, tunnel, cappelle ed una chiesa simile ad una cattedrale con soffitti alti.
Bellissima la vista panoramica dalla cima che si affaccia sui camini delle fate.
La nostra guida ci ha fatto vedere gli affreschi all’interno della chiesa, raffiguranti Cristo, gli apostoli e la morte di Maria.
Ci ha spiegato che anticamente si poteva raggiungere i locali più alti tramite scale scavate nel tufo che poi gli agenti atmosferici hanno eroso. In tempi successivi sono state utilizzate scale di legno, utili anche alla difesa perché potevano essere ritirate all’interno.
Oltre ai luoghi di culto e di vita quotidiana, alcuni locali venivano usati come stalle (nelle quali si distinguono ancora le mangiatoie) ed altri come luoghi di sepoltura.
I monaci comunicavano con altri monasteri più distanti tramite piccioni viaggiatori.Читать далее
Tuz Gölü: lago salato
26 марта, Турция ⋅ ☁️ 9 °C
Dopo avere visitato Selina ci siamo recati a Tuz Gölü (lago salato) dove abbiamo incontrato Gabriele e Marta, due informatici provenienti da Roma (lui italiano, lei polacca) che girano il mondo vivendo in camper.
Chiacchierate e scambio di esperienze e di informazioni; anche loro hanno un cagnolino (Arlo) con il quale Snoopy ha giocato. Poi si sono aggiunti due cani da pastore provenienti da un gregge guidato da una ragazza a cavallo. Lei si è avvicinata e si è offerta di farci provare il cavallo. Antonio è salito per il tempo di una foto ed un po’ di carezze all’animale, docile e bellissimo.
Il Tuz Gölü è il secondo lago più grande della Turchia, noto per la sua vastità e le spettacolari distese di sale che diventano rosa in estate a causa di alghe, specialmente la Dunaliella salina. È una delle saline più ricche al mondo, fornendo circa il 60% del sale del Paese.
In estate, l'acqua evapora quasi completamente, lasciando una crosta di sale bianca e spessa, creando un paesaggio surreale simile a un deserto.
A causa dell'alta salinità, l'alga Dunaliella salina prolifera in estate, colorando l'acqua di sfumature rosa e rosse.
È un'area umida cruciale, famosa per essere un luogo di riproduzione per i fenicotteri; purtroppo noi non ne abbiamo trovati.
Il posto è molto bello ( nonostante la giornata nuvolosa che lo ingrigisce sicuramente) e tranquillo. Siamo rimasti anche per la notte.
La mattina successiva ci ha accolto una bellissima giornata di sole!Читать далее
Hattuşa: antica capitale ittita
27 марта, Турция ⋅ ⛅ 12 °C
Lasciato alle nostre spalle il lago salato, salutati Gabriele, Marta e Arlo, ci siamo diretti ad Hattuşa, antica capitale dell’impero ittita che offre oggi un sito archeologico vastissimo con rovine monumentali.
Prima del periodo ittita, gli Hattiani (ovvero la popolazione locale) si stabilirono in quest'area nel III millennio a.C.; la colonia commerciale assira vi si insediò all'inizio del II millennio a.C.
Le maggiori informazioni storiche sulla vita della città ci sono pervenute infatti da numerose tavolette cuneiformi ritrovate durante gli scavi.
Vista l’estensione della città, è previsto un percorso in auto con soste presso le singole attrazioni. Abbiamo pertanto potuto percorrere la strada in camper fermandoci di volta in volta per ammirare:
-il Grande Tempio: il più grande della città di Hattusa. Era dedicato al Dio della Tempesta, la divinità più importante del regno di Hatti, e alla Dea del Sole di Arinna;
-la Porta dei Leoni: caratterizzata da due imponenti leoni in pietra a guardia della città;
-il Tunnel Segreto: lungo circa 70 m, costituito di blocchi di pietra perfettamente incastrati, un’opera ingegneristica notevole per l’epoca;
-la Porta della Sfinge: situata nel punto più alto del terrazzamento, nota per le sue sfingi scolpite;
-la Porta Reale: con un bassorilievo raffigurante una divinità guerriera con elmo, che impugna un'ascia e una spada;
-la Nişantepe: una roccia lunga più di 80 m con iscrizioni geroglifiche;
-il Palazzo Reale sulla sommità della collina, dove sono state trovate oltre 3.000 tavolette cuneiformi, tra cui trattati internazionali, leggi e decreti, rituali religiosi, testi storici e oracolari. In una delle stanze fu scoperto il celebre Trattato di Kadesh, il più antico trattato di pace conosciuto, firmato tra Hattusili III e Ramses II.
Abbiamo inoltre visto la Yerkapı (Porta della Terra), che costituisce il confine meridionale delle mura cittadine: è un muro artificiale largo circa 80 metri, alto 30 e lungo 250.
La bellissima giornata di sole e la temperatura gradevole ci hanno reso la visita un vero piacere. Siamo rimasti impressionati dalla vastità del sito e dalla grandezza delle pietre che sono state utilizzate per le costruzioni.
Durante la camminata, abbiamo incrociato due sposini novelli che ci hanno offerto confetti e cioccolatini.
Questa sera ci fermiamo presso una trattoria locale dove sostiamo gratuitamente cenando da loro. Con l’occasione riusciremo anche a fare un mega-bucato che asciugheremo al sole.Читать далее
Amasya
28 марта, Турция ⋅ ☀️ 17 °C
Oggi abbiamo dedicato la nostra giornata ad Amasya.
È una città affascinante, situata lungo il fiume Yeşilırmak e circondata da montagne spettacolari; famosa anche per le sue case ottomane in legno affacciate sull’acqua, che creano un panorama suggestivo.
La città ha una lunga storia che risale all’antichità ed è stata un importante centro durante l’Impero Ottomano.
Tra i luoghi più caratteristici che abbiamo visto ci sono le tombe rupestri dei re del Regno del Ponto scavate nella roccia, visibili sulla parete della montagna.
Con una lunga e ripida scalinata le abbiamo raggiunte e viste da vicino.
Abbiamo poi visitato il museo archeologico: offre un percorso storico molto interessante che illustra le diverse civiltà (dall’8000 a. C. in poi) che sono passate per la città e che comunque rappresentano la storia della Turchia. Nel museo sono anche esposte 8 mummie, note con l'appellativo di "martiri": appartengono a Muinuddin Pervane Bey, alla sua schiava araba (*ummu veled*), ai due figli di lui e a Sitti Hatun, figlia del Sultano Alaaddin.
Siamo poi entrati nella moschea, dove i colori ci hanno colpito come sempre.
Amasya è anche conosciuta per la sua atmosfera tranquilla, la cultura tradizionale e le specialità locali, come le mele per cui è rinomata.
Al mercato abbiamo infatti acquistato dell’ottima marmellata ed un preparato per infuso di mele fantastico.
Concludendo la visita siamo riusciti a sorseggiare un’ottima birra in un pub turco molto particolare.
Domani, prima di lasciare la città, intendiamo raggiungere in camper il castello che si trova in cima alla montagna.Читать далее
Sinope: la città di Diogene
29 марта, Турция ⋅ ☁️ 10 °C
Questa mattina, dopo avere raggiunto rapidamente il castello di Amasya (che abbiamo osservato dall’esterno, il tempo di qualche foto) ci siamo rimessi in marcia verso Sinope, città sulle coste del Mar Nero.
Sinope è il luogo natale del filosofo greco Diogene, che condusse una vita semplice a contatto con la natura: scelse di vivere con niente, se non con gli abiti che indossava, e ironizzava a proposito dei politici, dei religiosi e di tutti coloro che, secondo lui, erano al di fuori del naturale ordine sociale.
Secondo un’antica leggenda, Alessandro Magno andò a far visita al filosofo che trovò seduto in un luogo all’aperto. Gli chiese cosa volesse domandare al suo re e Diogene rispose: “Potrebbe farsi da parte così da non coprire la luce del sole”.
Sinope è dunque da sempre definita la città “felice” perché patria di un pensatore che cercava la vera serenità nella semplicità e nell’autosufficienza.
Nei pressi del porto, una statua del filosofo che regge una lanterna, simbolo della ricerca della verità, ricorda che il suo approccio alla vita non è mai stato dimenticato.
Abbiamo letto, perfino che “a Sinope non esistono i semafori, che vi sono poche auto che circolano tranquillamente e che la maggior parte degli abitanti si sposta a piedi e nessuno ha mai fretta”. Si legge che gli uffici pubblici siano aperti solo fino al mercoledì e che il resto della settimana si vada a pesca, si chiacchieri con i vicini, si passeggi mano nella mano sul lungomare. Se così fosse realmente, la settimana corta che molti ora stanno sperimentando funzionerebbe qui già da anni…. Non abbiamo avuto modo di verificarlo...
La città è definita molto sicura. Una donna pare che possa indossare shorts senza che nessuno dica nulla e che possa uscire fino alle 3 del mattino senza pericolo.
Pare non ci siano ricchi ne’ poveri, che tutti abbiano tutto, ma anche niente. Che le gente apprezzi uno stile di vita semplice come ai tempi di Diogene. Dal 400 a.C. sembra che qui nulla sia cambiato…
Non sappiamo se siano favole o realtà ma noi abbiamo comunque constatato che qui
l’atmosfera è molto cordiale ed accogliente.
Non c’è da stupirsi se di fianco alla moschea si trova il pub, cosa vietatissima nel resto della Turchia. Dal 2013, una legge impone che non si possa vendere alcool a meno di 100 metri di distanza da un luogo di preghiera. Evidentemente qui, sacro e profano convivono…
Esposta agli attacchi dal mare, Sinope fu fortificata dagli ittiti intorno al 2000 a.C.; fu poi colonizzata dai Milesi a metà del VII sec a.C e divenne una delle più importanti città portuali del Mar Nero durante l'antichità e in particolare durante il periodo ellenistico.
Divenne uno dei principali centri commerciali e marittimi del Mar Nero. Grazie al suo favorevole porto naturale e alla posizione strategica, la città attirò l'attenzione ed espanse la sua sfera d'influenza nella regione, fondando colonie come Ordu, Giresun e Trebisonda.
Nel XIII secolo, la città fu conquistata dai Selgiuchidi e il cantiere navale fu ricostruito.
Sinope fu utilizzata come base efficace per le spedizioni a nord del Mar Nero. L'attività del cantiere navale continuò durante i regni delle dinastie Isfendiyaroğulları e Candaroğulları.
La dinastia dei Pervaneoğulları combatté contro i Genovesi con la propria flotta.
Siamo arrivati con cielo nuvoloso che prometteva pioggia e quindi abbiamo preferito visitare subito la città; era ormai ora di pranzo ed essendo Sinope famosa anche per la pesca (in particolare delle acciughe) ci siamo diretti al mercato dove abbiamo pranzato con un piattone di pesce fritto, insalata e antipasti vari. (Porzioni super abbondanti, nella vera tradizione turca!)
Subito dopo (anche per digerire…) abbiamo camminato per un tratto sul lungomare dove si trova il castello.
Peccato per la giornata nuvolosa (e nebbiosa)… siamo sul Mar Nero e guardando verso l’orizzonte avremmo forse potuto vedere la Crimea… Prima di rientrare in camper, ci siamo avventurati all’interno delle antiche prigioni. Utilizzate sin dall’epoca dei Persiani, in tempi più recenti sono state considerate carceri durissime e per questo denominate “Alcatraz dell’Anatolia”.
Interessante il percorso di visita che propone, oltre agli ambienti carcerari con ricostruzioni ed ologrammi, anche un accurato museo sulla storia della prigione e della città.
Siamo rientrati in camper appena in tempo per non bagnarci, visto che è iniziato a piovere!Читать далее




























































































































































































































































































Buon viaggio [Bruna]
Buin viaggio [Divertitevi e godete]
Buon viaggio e buon divertimento ma attenzione sempre alle news per non trovarvi imbottigliati🤗 [Sandra]